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C'è mai stata la vita su Marte?

Astronomia e Astrofisica

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C'è mai stata la vita su Marte?
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Quali sono le caratteristiche del pianeta Marte? Possiamo pensare che sul pianeta rosso, in un lontanissimo passato, siano esistite forme di vita?


Antonella Ravizza - 19/08/2018

Tratto dall'ebook I Misteri del Nostro Grande Universo.

Marte è l’ultimo dei pianeti del sistema solare di tipo terrestre dopo Mercurio, Venere e la Terra. A causa delle grosse quantità di ossido di ferro che lo ricoprono è chiamato Pianeta rosso, per il suo colore caratteristico. È il pianeta del sistema solare più simile alla Terra, anche se l’atmosfera è molto più rarefatta, il diametro è circa la metà del diametro del nostro pianeta e la sua massa è poco più grande di un decimo di quella terrestre.

Il suo periodo di rivoluzione (tempo che impiega per compiere un’orbita intera intorno al Sole) è di circa 687 giorni; mentre il giorno solare di Marte è poco più lungo del nostro: 24 ore e 39 minuti circa. Le stagioni assomigliano alle nostre, anche se su Marte durano il doppio e anche se le temperature superficiali variano tra -140 °C e 20 °C; questo perché Marte ha un’atmosfera sottile, quindi una bassa pressione atmosferica e una bassa capacità di trattenere il calore del suolo. La conseguenza è che le temperature estive dell’emisfero meridionale possono essere fino a 30 °C più calde di quelle nell’emisfero settentrionale.

L’atmosfera marziana si compone principalmente di anidride carbonica (95%), azoto, argon, vapore acqueo, ossigeno e monossido di carbonio. È stato provato che è presente anche metano e in certe zone anche in grandi quantità. Dato che il metano è un gas instabile che viene scomposto dalla radiazione ultravioletta solitamente in un periodo di 340 anni nelle condizioni atmosferiche marziane, la sua presenza indica l’esistenza di una fonte relativamente recente del gas. Tra le possibili cause troviamo l’attività vulcanica, l’impatto di una cometa o la presenza di forme di vita microbiche generanti metano.


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Entrambe le calotte polari sono composte principalmente da ghiaccio ricoperto da uno strato di anidride carbonica solida (ghiaccio secco). La superficie del pianeta è ricoperta da molti crateri a causa della quasi totale assenza di agenti erosivi e della bassissima densità dell’atmosfera, che non è in grado di consumare buona parte delle meteoriti che quindi raggiungono il suolo con maggior frequenza che non sulla Terra. L’attività vulcanica è stata molto intensa, come testimonia la presenza di imponenti vulcani: il maggiore di essi è l’Olympus Mons. La ridotta forza di gravità ha certamente agevolato la lava che risale facilmente dal sottosuolo. La superficie del pianeta presenta anche valli, calotte polari e deserti sabbiosi, oltre a formazioni geologiche che suggeriscono la presenza, in un lontano passato, di un’idrosfera

Una foto scattata per la prima volta il 25 luglio 1976 da una sonda spaziale raffigura uno dei più interessanti altipiani di Marte, che ha incuriosito per le sue sembianze umane: il Volto su Marte, detto anche Volto di Cydonia, un’ampia area che misura circa 3 km di lunghezza e 1,5 km di larghezza e che si trova a 10° a nord dell’equatore. Il mondo scientifico, che lo considera un normale altopiano, sostiene che il cervello umano tende a riconoscere motivi familiari in ciò che lo circonda, ma interpretazioni non scientifiche individuano nella fotografia la prova dell’esistenza di fonti di vita extraterrestri intelligenti che abbiano abitato o visitato Marte nel lontano passato

Recentemente una strana foto inviata dal rover della Nasa Curiosity mostra un oggetto dalla forme simili a quelle di un fiore adagiato sul suolo marziano. Un fiore su Marte? Eppure la foto inviata da Curiosity mostra chiaramente un corpo perlaceo appoggiato al terreno la cui forma richiama da vicino quella di un’inflorescenza ripiegata su stessa; probabilmente si tratta di una formazione rocciosa. La sonda della Nasa ha trovato le prove di un antico lago d’acqua dolce, perché allora non potrebbero esserci stati fiori?


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Antonella Ravizza
Antonella Ravizza si è laureata in fisica nucleare all’Università degli Studi di Pavia, con la quale ha mantenuto rapporti di collaborazione.... Leggi la biografia
Antonella Ravizza si è laureata in fisica nucleare all’Università degli Studi di Pavia, con la quale ha mantenuto rapporti di collaborazione. È docente di Fisica presso l’Istituto “A. Cesaris” di Casalpusterlengo (LO).Nominata tutor del Presidio Scientifico della provincia di Lodi per l’insegnamento delle scienze sperimentali, si... Leggi la biografia

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