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Il dosaggio ottimale di vitamina C per mantenersi in salute

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Thomas E. Levy - 01/01/2016

Tratto da Vitamina C. Malattie Infettive e Tossine di Thomas E. Levy (Macro Edizioni, 2007)

Per l’adulto medio sano, assumere una dose quotidiana di vitamina C fra 6.000 e 12.000 mg soddisfa in generale le esigenze metaboliche del corpo. La maggior parte degli adulti avranno bisogno di un dosaggio più vicino a 12.000 mg che a 6.000 mg. Meno di 6.000 mg di vitamina C al giorno costituisce una dose ottimale solo per pochi individui. Bisogna tener conto, però, che l’unica possibilità reale di incontrare un effetto pro-ossidante della vitamina C si presenta nel contesto di dosaggi bassi (vedi il capitolo 4). Un effetto pro-ossidante è raro con qualsiasi dosaggio, ma dosi di 500 mg o meno aumentano la possibilità che succeda. Per determinare in pratica il dosaggio ottimale di vitamina C per un individuo è meglio attendere di aver determinato prima il suo livello di tolleranza intestinale come descritto da Cathcart [1981].

Vitamina C

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A seconda delle malattie presenti o dell’esposizione quotidiana alle tossine, la tolleranza intestinale può variare ampiamente, da persona a persona. I pazienti cronici di tumore ed i pazienti cronici di infezione come quelli con AIDS possono avere una tolleranza intestinale di 100.000 mg di vitamina C o più. Tuttavia, la maggior parte degli individui in buona salute di corporatura media dimostreranno un livello di tolleranza intestinale fra 10.000 mg e 15.000 mg di vitamina C.
Una volta che si sia determinato il livello di tolleranza intestinale, assumere approssimativamente la stessa dose di C in tre o quattro dosi distinte durante il giorno soddisferà l’esigenza quotidiana di questa vitamina dell’organismo senza causare l’effetto “flusso” della tolleranza intestinale. Se si verificano episodi di diarrea o di dissenteria lieve anche con il regime a dosi distinte, allora la dose dovrebbe essere corretta verso il basso, fino a che l’effetto scompaia. Bisogna ricordare, in ogni caso, che la diarrea provocata dalla vitamina C è una buona cosa da subire periodicamente poiché ripulisce gli intestini e disintossica sacche di tossicità che si annidano nell’intestino. Perciò, se i sintomi della tolleranza intestinale non provocano disagio, è probabilmente perfino meglio, per mantenere a lungo una buona salute, mantenere le dosi di C ai livelli che inducono questi sintomi. In genere, se la salute di base rimane stabile e non si sviluppano nuove infezioni o nuove condizioni mediche, il dosaggio di vitamina C a tolleranza intestinale dovrebbe rimanere stabile. A volte si può intuire che l’organismo sta subendo una nuova aggressione infettiva quando il livello di tolleranza intestinale della vitamina aumenta all’improvviso. Ciò indica in genere che il bisogno di vitamina C nell’organismo aumenta in modo grave. Se si nota questo, bisogna aumentarne di conseguenza il dosaggio.
Mantenendo la dose di vitamina C vicino al proprio livello di tolleranza intestinale, si dovrebbe anche sviluppare gradualmente una maggiore “intuizione” sul proprio stato di salute. A meno di non essere esposti a una quantità molto alta di microrganismi contagiosi tutto d’un tratto, si dovrebbe rimanere liberi dai raffreddori e dalle influenze comuni. Tuttavia, a volte si noteranno giorni in cui non ci si sente chiaramente ammalati, ma non ci si sente nemmeno del tutto bene. Il livello di energia potrebbe essere un po’ spento, ma probabilmente non impedisce di fare qualunque cosa ci sia da fare. Il risultato finale è che quando si riesca a mantenere regolarmente un livello ottimale di vitamina C, essere “un po’ spenti” sarà il massimo della malattia a cui si arriverà, anche nel caso di aggressioni infettive o tossiche più gravi.
La dose ottimale di C deve essere assunta su una base quotidiana. Se si salta di assumere la vitamina anche solo per un giorno, e c’è “in giro per l’ufficio” un’influenza o un raffreddore, si può contrarre rapidamente l’infezione.
Inoltre, anche se si è più resistenti ai virus comuni che infettano i nostri amici per un giorno o due a causa delle superiori riserve di vitamina C presenti nel nostro organismo, l’effetto rimbalzo, illustrato nel capitolo 4, può temporaneamente aumentare le probabilità di contrarre un virus per parecchi giorni dopo aver interrotto di colpo l’assunzione prolungata delle nostre dosi elevate della vitamina.

Tratto da Vitamina C. Malattie Infettive e Tossine di Thomas E. Levy (Macro Edizioni, 2007)

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Stefano Pravato



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