Curarsi con la VITAMINA C in liposomi In esclusiva per gli iscritti alla nostra NL un articolo in anteprima da Scienza e Conoscenza n. 36 (aprile/giugno 2011) Vitamina C in liposomi Finalmente sul mercato italiano questa nuova formulazione che permette l’assunzione della vitamina C in dosi massicce anche per via orale Stefano Pravato
Anni fa, sulla nostra rivista abbiamo pubblicato un articolo (“Terapia della risata”, Scienza e Conoscenza, n. 14, ottobre/dicembre 2005) in cui raccontavamo della vicenda che vide lo scrittore Norman Cousins guarire dalla spondilite anchilosante – una malattia normalmente paralizzante e senza vie d'uscita – con una terapia a base di film comici e altri passatempi impostati sulla risata. In quell'articolo parlavo appunto dei benefici della risata e dei meccanismi fisiologici che stanno alla base del suo effetto terapeutico sull'organismo. Accennavo, di passaggio, in quel resoconto, anche all'uso che Cousins fece della vitamina C nella sua ricerca di una terapia efficace di fronte alla resa disarmata della medicina ufficiale nei confronti della sua situazione. Il fisico ed appassionato di medicina ortomolecolare Stefano Pravato mi ha fatto notare poco tempo fa che sicuramente la vitamina C assunta da Cousins in mega-dosi (25 grammi al giorno per via endovenosa) ha avuto una parte senz'altro determinante e non marginale in quella guarigione (la vitamina C è indispensabile per la sintesi della serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”). Pravato mi ha illustrato come oggi addirittura questa vitamina sia disponibile in una preparazione, detta in liposomi, che determina un'efficacia prima inimmaginabile e raggiungibile precedentemente solo mediante somministrazione della stessa per endovena. Queste “microcapsule” di vitamina C, che hanno davvero del miracoloso, sono state infatti finalmente messe a disposizione anche del pubblico europeo e non solo statunitense, come accadeva sino a qualche mese fa. Siccome a nostro parere si tratta in un certo senso di una vera e propria svolta – nel senso di una possibilità terapeutica prima inaccessibile ai più – abbiamo lasciato la parola a Pravato stesso che ci illustra le caratteristiche di questo “medicinale” naturale e come esso agisca sul nostro organismo, garantendogli performance di guarigione elevatissime per un numero ragguardevole di patologie, anche gravi. Valerio Pignatta
I liposomi Scoperti nel 1961, i liposomi sono simili a piccolissime palline che contengono una soluzione acquosa. Per produrli si sfruttano le peculiari proprietà elettriche di particolari grassi dispersi in un mezzo acquoso. Quasi come l’acqua saponata, questi grassi, fosfolipidi, si allineano e compongono membrane che si curvano e si dispongono a sfera, producendo delle vescicole che racchiudono il liquido in cui sono disciolte. Il meccanismo è del tutto analogo a quello che si suppone sia stato all’origine delle prime cellule. Anche la membrana cellulare è composta di grassi. Il primo liposoma ante litteram è stata una proto cellula. Un’applicazione notissima si ha nell’industria cosmetica che li utilizza per portare all’interno delle cellule dell’epidermide quelle sostanze antiossidanti e nutritive che permettono di mantenere tono, elasticità e ridurre le rughe. In genere nelle pubblicità non dicono di preciso quali siano queste sostanze. Anche se non la vedrete mai citata, quasi sempre c’è anche lei, la vitamina C. In ogni modo, se fosse citata, la trovereste col nome di acido ascorbico o ascorbato di qualche minerale – sodio, potassio o magnesio. Questi liposomi per uso cosmetico sono efficaci essenzialmente per due motivi: il veicolo, composto di grassi, che nutre la membrana cellulare; il contenuto della vescichetta, quasi sempre contenente vitamina C, che notoriamente è indispensabile per la sintesi del collagene. 
 Alte concentrazioni per via orale La vitamina C – assunta per via orale, sotto forma di polvere sciolta in acqua, oppure in pastiglia – aiuta l’organismo in maniera notevole. Una delle caratteristiche di questa sostanza è che la sua maggiore efficacia, tanto nelle malattie infettive come in una lunga serie di altre malattie, può essere raggiunta solo tramite infusione endovenosa. Pertanto di fronte a un’esposizione infettiva seria, si pensi a un’influenza o a una grossa bronchite, non basta la sola via orale per l’assunzione di vitamina C a risolvere il caso. Ma non tutti hanno un papà medico o infermiere per farsi fare una flebo o un’infusione in vena a casa. Se poi si parla di andare in una struttura sanitaria dove sia praticato l’uso terapeutico – pur documentato fin da prima del 1950 – allora passa la voglia e ci si rassegna a qualche giorno di malessere e alle cure convenzionali. Da poco tempo c’è stata una piccola rivoluzione e la novità consiste nel fatto che è stato reso disponibile un prodotto per uso orale a base di liposomi contenenti la vitamina C in alte concentrazioni. Cos’ha di particolare questa forma? Essa permette di raggiungere concentrazioni ematiche e plasmatiche di vitamina C del tutto comparabili a quelle raggiungibili per via endovenosa. Infatti le vescicole passano indenni il sistema gastrico e raggiungono il circolo sanguigno: qui le membrane lipidiche si aprono rilasciando il contenuto. In una ricerca del 2008, il cui esito avrebbe senz’altro meritato maggior pubblicità, ricercatori inglesi hanno condotto uno studio in cieco semplice per misurare esattamente quali fossero le concentrazioni plasmatiche raggiungibili con questa nuova forma orale di vitamina C. I risultati hanno evidenziato concentrazioni del tutto paragonabili a quelle raggiungibili per via endovenosa. Continuando la somministrazione, tali concentrazioni possono essere mantenute costantemente. Poiché per via endovenosa si ottengono concentrazioni killer per le cellule tumorali, ne segue che l’assunzione di questa forma di vitamina C equivale ad una terapia chemioterapica di tutto riguardo senza effetti collaterali indesiderati (un estratto dello studio è disponibile al seguente indirizzo: http://informahealthcare.com/doi/abs/10.1080/13590840802305423). Gli autori dello studio Stephen Hickey e Hilary J. Roberts ritengono che si possano raggiungere concentrazioni anche superiori, fino a tre volte quello che era erroneamente ritenuto il massimo, pur di usare dosi ripetute e continue. La forma liposomale di vitamina C impiegata in questo studio è composta da bustine da 1 grammo (1.000 milligrammi) di vitamina C incapsulata in lecitina (fosfatidilcolina), prodotte dai Livon Laboratories di Henderson, Nevada, USA. In Italia la notizia di questa nuova formulazione era stata diffusa sin dal 2007 nel libro Vitamina C. Malattie Infettive e Tossine di Thomas E. Levy pubblicato da Macro Edizioni. A quell’epoca il prodotto era disponibile solo negli USA. Da quasi due anni vi sono distributori anche in Europa e lo scorso Natale 2010 – complice l’arrivo delle prime malattie cosiddette da raffreddamento e uno sconto del distributore inglese – si è verificato un vero boom tra le persone che seguono la medicina ortomolecolare, branca della medicina ben nota ai lettori di Scienza e Conoscenza...
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