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Tumore al seno, le cure alternative e la prevenzione

Medicina Integrata

Tumore al seno, le cure alternative e la prevenzione

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Tumore al seno, le cure alternative e la prevenzione

L'opinione del Dott. Pazzaglia sull'integrazione tra terapie mediche classiche e cure alternative nella lotta contro il tumore al seno


Gianluca Pazzaglia - 08/04/2020

È evidente il crescente interesse dei media per le terapie non convenzionali contro il tumore. Ad esempio, digitando "terapie non convenzionali contro il cancro" su google, si trovano migliaia risultati.

È altrettanto evidente che, molto spesso, circolano (soprattutto online) informazioni che mancano di rigore scientifico e sono potenzialmente pericolose. Inoltre, di fronte al proliferare di terapie alternative, si pone anche la necessità di classificarle e affrontarle con un metodo scientifico, soprattutto per tutelare la salute dei pazienti di fronte a cure a volte inefficaci oppure per dare il giusto risalto a quelle promettenti e valide. 

 

Terapie Non Convenzionali contro il tumore al seno

Tempo addietro è stato promosso un incontro a Montecitorio durante il quale, per la prima volta, deputati e ricercatori insieme hanno cercato di informare correttamente sulle medicine complementari in grado di aiutare a combattere le malattie. Oltre a me sono intervenuti l’On. Renato Farina, l'On. Massimo Polledri, l'On. Melania Rizzoli, il Mons. Jean-Marie Mupendawuatu (per conto del Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, Mons. Zigmunt Zimowski) e il Prof. Paolo Marchetti.

Durante l'incontro mostrai l'immagine scioccante di una paziente che mi contattò per una consulenza: un seno devastato dalla malattia, da lei curato senza far ricorso alla medicina ufficiale. Di fronte a casi come questo, in cui le cure "fai da te" vengono applicate in ambito oncologico, mi sembra basilare sottolineare che, eventuali cure alternative, debbano sempre affiancare la medicina ufficiale e che occorre un supporto medico specialistico per guidare il paziente nella scelta e non permettere che cada in preda a voci o credenze.

 

Tumore al seno: prevenzione valide e perseguibili facilmente?

Innanzitutto c’è la prevenzione secondaria chiamata anche diagnosi precoce.

Le patologie mammarie possono essere evidenziate utilizzando strumenti di diagnosi diversificati: alcune vengono "viste" solo con una ecografia, altre solo con una mammografia, altre ancora con la più recente ed innovativa tomosintesi o con una risonanza magnetica, altre infine (più raramente) solo con la visita manuale.

A mio parere è sempre opportuno abbinare visita manuale, ecografia e mammografia. La tomosintesi rappresenta oggi un ottimo complemento mentre la risonanza magnetica non è giustificata se le altre indagini non hanno evidenziato nulla. Suggerisco di sottoporsi a tali esami almeno una volta all'anno. In realtà, alle mie pazienti, propongo anche un controllo ecografico dopo sei mesi, perché le indagini strumentali effettuate con regolarità favoriscono eventuali e successivi interventi precoci.

Chi fa periodici controlli e chi non ne fa può essere paragonato per semplicità a due automobili che procedono a diverse andature: le probabilità di farsi male di chi procede a 200 km orari è molto maggiore di chi procede a 100 o addirittura 50 km orari. Fare controlli senologici regolari è come viaggiare a 50 km orari: le probabilità che ci succeda qualcosa sono molto più basse anche se è vero che può sempre capitare che qualcuno ci venga addosso, cioè che venga diagnosticato un nodulo di dimensioni non troppo ridotte perché molto aggressivo e quindi a crescita molto rapida. Poi esiste la prevenzione primaria, cioè quegli interventi volti a ridurre la probabilità di sviluppare un tumore.

 

Origine del tumore: alimentazione, stile di vita e conflitti psichici

Nel mio libro “Per sempre giovani” (Sperling e Kupfer 2011) illustro le dinamiche ormonali che si innescano a partire da certi comportamenti quali il fumo, la vita sedentaria, una carente gestione dello stress. Alimentazione e stile di vita a tutto tondo, nel senso di benessere dell’intero sistema mente-corpo, sono la radice della longevità e sicuramente il primo elemento nella prevenzione del tumore.

Le indicazioni che ne conseguono sembrano quasi banali: mangiare frutta e verdura (soprattutto crucifere come broccoli, ravanelli cavolo ecc.) che sono miniere di principi salutari, evitare cibi ad alto indice glicemico e caffeina, usare metodi di cottura delle carni con temperature non superiori ai 100°C, combattere l’obesità, fare movimento e smettere di fumare. E poi cercare un modo di gestire lo stress che preservi la nostra energia e voglia di vivere.

Credo che in questo caso il “sapere” quali stili adottare non sia il problema, perché i dati sono diffusi e perlopiù condivisi. Credo che la reale differenza passi fra “fare” e “non fare” cioè riuscire a interrompere le cattive abitudini e introdurre realmente nella nostra vita quotidiana ciò che sappiamo ci farà stare bene.

 

Prassi diagnostico/terapeutica/chirurgica in ospedale

Se in seguito a screening del seno emerge un elemento sospetto, si procede con una agobiopsia di accertamento e, se si ha la conferma della presenza di cellule alterate, si procede con un intervento chirurgico combinato con radioterapia, in modo da rimuovere il tessuto tumorale e le eventuali cellule malate presenti nella mammella ma non visibili tramite i mezzi diagnostici. In base all’esame istologico la natura stessa delle cellule tumorali guida la scelta della eventuale terapia farmacologia successiva all’intervento.

In seguito, la paziente viene sottoposta a controlli periodici volti a scongiurare recidive.

In questo contesto spesso l’elemento mancante è la possibilità di “modellare” la cura sul singolo paziente, in un ambito in cui il confine fra tossicità e beneficio è talora ristretto e il dosaggio condiziona l’efficacia terapeutica.

Si potrebbe cominciare ad eseguire più frequentemente test genetici di risposta ai farmaci con cui si potrebbe ricercare una efficacia e un dosaggio più mirato delle cure. Si potrebbero poi affiancare alcuni integratori fitoterapici molto selezionati per aumentare l’efficacia dei farmaci e ridurre alcuni effetti collaterali.

Da ultimo, ma non per importanza, prestare una maggiore attenzione alle problematiche psicologiche dei pazienti, ricordandoci che non sono numeri ma persone.



Gianluca Pazzaglia
                              Si laurea nel 1989 con 110 e lode alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia... Leggi la biografia
                              Si laurea nel 1989 con 110 e lode alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia e consegue l'abilitazione all’esercizio della professione nel 1990. Nel 1993 si specializza in Diagnostica per Immagini e nei successivi anni frequenta moltissimi Istituti Universitari di... Leggi la biografia

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