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Oncologia Integrata: omeopatia, nutraceutica, fitoterapia e agopuntura

Cancro: le cure alternative

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Oncologia Integrata: omeopatia, nutraceutica, fitoterapia e agopuntura
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Redazione Scienza e Conoscenza - 14/02/2018

Intervista alla dottoressa Maria Grazia Ferreri

La dottoressa Maria Grazia Ferreri ci spiega non solo come vengono trattati i pazienti oncologici al Centro Ospedaliero di Medicina Integrata dell’Ospedale di Pitigliano, ma anche cosa possono fare, nello specifico, omeopatia, nutraceutica e fitoterapia in integrazione e alle cure tradizionali.

Lei lavora presso il Centro Ospedaliero di Medicina Integrata dell’Ospedale di Pitigliano, in provincia di Grosseto, unica realtà italiana che integra protocolli terapeutici alternativi all’interno del SSN. Presso questa struttura quale percorso si prospetta per il paziente oncologico?

Per la verità noi non siamo gli unici in Italia a integrare le cure oncologiche con la medicina complementare a livello ambulatoriale pubblico, anzi la Toscana ha organizzato una “rete” di strutture che si occupano proprio di oncologia integrata a livello nazionale; restiamo “unici” solo per i pazienti che si ricoverano a causa delle complicanze legate alla malattia: per essi, nel corso del ricovero e tramite la visita medica condivisa con i colleghi del Reparto di Medicina dell’ospedale, viene poi deciso di trattare il paziente (previo consenso informato) con un protocollo di Medicina Integrata. La maggior parte dei pazienti oncologici viene seguita ambulatorialmente in un ambulatorio loro dedicato, dove arrivano anche da molto lontano per integrare le terapie oncologiche con un protocollo personalizzato, che tenga conto non solo della patologia in atto (e dei sintomi legati ad essa o alla terapia farmacologica specifica) ma anche delle eventuali “comorbidità”. In base a tutte queste valutazioni, viene poi scelto il protocollo integrato più adatto e che comprende di solito omeopatia, nutraceutica, consigli dietetici, a cui si aggiungono fitoterapia e una seduta di agopuntura. Se il paziente presenta già una sindrome o sintomi in atto che richiedono un monitoraggio a breve scadenza, la visita di controllo viene fissata a 3 settimane (massimo 4) per poter valutare i miglioramenti, altrimenti di solito fissiamo un controllo verso la fine del primo ciclo delle terapie oncologiche (due mesi circa).

Quali sono i risultati raggiunti con questi tipi di protocolli? Ci sono studi scientifici che comprovano l’efficacia delle terapie integrate da voi proposte?

Ovviamente non siamo “pionieri” di queste terapie integrate, anzi cerchiamo di attenerci ai riscontri scientifici che raccogliamo dalle oramai numerose pubblicazioni scientifiche nel settore. I primi in senso assoluto sono i colleghi Americani, che già nel 1992 istituirono l’Office of alternative medicine presso il National institutes of health (NIH). Pochi anni dopo l’Office si trasformò in National center for complementary and alternative medicine (NCCAM) e ad esso si affiancano (tra i più famosi del mondo) il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York e il Dana-Farber Cancer Institute della Harvard University a Cambridge (Stati Uniti). Tutte le ricerche nel campo dell’oncologia integrata sono pubblicate su riviste scientifiche e sono oggetto di relazioni e comunicazioni nei Congressi di Oncologia Integrata a cui anche noi di Pitigliano partecipiamo, proprio per acquisire nuovi protocolli, illustrare casi clinici e confrontarci con i colleghi di tutto il mondo, come è avvenuto all’IMM 2016 a Rosenfeld in Germania oppure a Marzo 2017 alla Fondazione Maugeri di Pavia o ad aprile 2017 a Berlino al World Congress of Integrative Medicine & Health. I nostri risultati dicono che, ad esempio, con le terapie integrate l’utilizzo di farmaci convenzionali per effetti collaterali dovuti a chemio/radio terapie si riduce mediamente del 75%, e si riduce quindi il numero di coloro che, per causa di questi effetti, devono interrompere le terapie oncologiche.


 

Maria Grazia Ferreri è Medico chirurgo, specialista in Virologia Clinica, ha lavorato per 18 anni come virologo medico nel Dipartimento Ospedaliero Di Malattie Infettive di Caserta. Negli anni Novanta ha conseguito diplomi in omeopatia e fitoterapia riconosciuti a livello nazionale e un perfezionamento in nutrizione e dietetica clinica all’Università di Siena. Dal febbraio 2011 è Medico Omeopata presso il Centro Ospedaliero di Medicina Integrata - Ospedale Pitigliano, Professore a contratto di Omeopatia, Fitoterapia e Nutrizione dei Master di primo e secondo livello in Medicina Integrativa presso l'Università di Siena.

È autrice e coautore di numerose pubblicazioni scientifiche e speaker  in numerose conferenze nazionali e internazionali. Infine è Consigliera della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata e delegata SIOMI alla commissione politica di ECH (European Committee for Homeopathy).


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Redazione Scienza e Conoscenza
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