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Il Glutatione ti allunga la vita

Medicina Integrata

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Il Glutatione ti allunga la vita

Il Glutatione ci aiuta a contrastare i radicali liberi e la loro azione degenerativa verso le nostre cellule e il DNA


Pietro Buffa - 15/05/2020

Si sente molto spesso parlare di radicali liberi, della loro attività di danneggiamento nei confronti delle nostre cellule e del ruolo che queste molecole rivestono nel processo d’invecchiamento cellulare. Ogni giorno i radicali liberi sono impegnati ad attaccare strutture molecolari importanti, alcuni di loro riescono persino ad alterare l’organizzazione del nostro DNA, agevolando la formazione di basi azotate anomale come la b-ossiguanina, con importanti ripercussioni sulla stabilità del genoma e sul potenziale sviluppo di cellule tumorali (oncogenesi)1. Le molteplici questioni che riguardano il mondo dei radicali liberi ci spingono a far chiarezza su alcuni punti salienti. In questo articolo vedremo perché queste molecole si formano e quali analisi sono oggi disponibili per accertare che il nostro organismo non sia passivo all’azione dei radicali liberi, ma scopriremo anche che esistono in natura sostanze che, più di altre, possono aiutarci a contrastare queste pericolose “specie chimiche” rendendo le nostre cellule più forti e meno predisposte alle malattie e all’invecchiamento.

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Radicali liberi e stress ossidativo

Cominciamo col dire che i radicali liberi (maggiormente noti come specie reattive dell’ossigeno – ROS) sono in generale molecole altamente instabili a causa di un assetto di elettroni incompleto. Questa caratteristica chimica rende tali molecole particolarmente reattive e le costringe a “rubare” elettroni ad altre molecole, nel tentativo di colmare la propria carica elettrica. Il meccanismo dà origine a nuove molecole instabili, innescando una sorta di reazione a catena che – se non opportunamente arrestata – finisce col danneggiare strutture molecolari importanti per le nostre cellule, come ad esempio i lipidi che formano le membrane, le proteine e anche gli acidi nucleici, così da rendere queste molecole suscettibili al malfunzionamento.

La prima domanda che le persone si pongono è certamente la seguente: perché le nostre cellule devono avere a che fare con i radicali liberi? C’è da dire che la formazione dei radicali liberi è in buona parte un processo fisiologico legato a diverse reazioni metaboliche e al consumo di ossigeno da parte delle cellule. La loro formazione è inevitabile, si pensi che solo i mitocondri (organelli preposti alla produzione di energia chimica) ne producono una discreta quantità durante la loro attività. Tuttavia, entro certi limiti, un organismo in salute riesce a contrastare l’azione dei radicali liberi attraverso reazioni enzimatiche e attraverso alcune molecole chiamate “antiossidanti”, le quali offrono i loro elettroni (senza però trasformarsi a loro volta in radicali liberi) evitando così che i ROS interferiscano con le strutture cellulari e con il DNA. Può accadere che la presenza di radicali liberi diventi per qualche ragione eccessiva e/o i sistemi di difesa dell’organismo non siano più soddisfacenti, in questi casi si crea una condizione di latente sofferenza delle nostre cellule conosciuta con il nome di stress ossidativo (in figura). 

Oggi sappiamo che diverse patologie di tipo cronico-degenerativo sono accompagnate – tra le altre cose – da cospicui incrementi di radicali liberi. Diversi studi hanno dimostrato l’esistenza di una relazione diretta tra diabete e incremento dello stress ossidativo e quindi delle complicanze legate alla malattia4,5,6. In parole povere, i pazienti diabetici sono meno inclini a contrastare i radicali liberi rispetto ai soggetti non diabetici. Diventa dunque fondamentale avere la possibilità di eseguire una precisa valutazione dello stress ossidativo che ci aiuti a conoscere lo stato di salute delle nostre cellule.

Un semplice test per conoscere il proprio livello di stress ossidativo

Abbiamo detto nel precedente paragrafo che la condizione di stress ossidativo si instaura quando, nell’organismo, la produzione di radicali liberi oltrepassa il sistema di difesa antiossidante. In genere le persone non sanno di poter avere in corso una condizione di stress ossidativo e questo perché si tratta di una situazione degenerativa molecolare lenta, latente e non sintomatica. Il solo modo di rilevare lo stato di stress ossidativo in corso è attraverso una semplice analisi del proprio sangue capillare (prelievo da polpastrello). Nel giro di pochi minuti, mediante un analizzatore predisposto, vengono misurati specifici marcatori sia del danno ossidativo (TEST FORT), sia delle difese antiossidanti che l’organismo mette in atto (TEST FORD). A questo punto, il sistema calcola un Indice Redox (IR) che, combinando i valori di FORT e di FORD per uno stesso soggetto, rispecchia un bilancio globale e completo dello stato ossido-riduttivo. Sulla base del valore IR (compreso tra 0 e 100) è possibile far corrispondere un grado del bilancio ossido-riduttivo del soggetto che potrà essere: “ottimale”, con “stress ossidativo latente”, con “stress ossidativo compensato” o con “stress ossidativo in corso”. La figura a sinistra  mostra il referto di un paziente con una condizione di “stress ossidativo in corso”, causata da un danno ossidativo elevato (FORT sopra le 300 unità) e non compensato. In questi casi si richiede generalmente l’intervento di un nutrizionista che dovrà agire sul piano dietetico del soggetto, ma anche valutare un’opportuna integrazione di supporto...

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BIBLIOGRAFIA
1. N. Jena, Mechanisms of Formation of 8-Oxoguanine Due To Reactions of One and Two OH• Radicals and the H2O2 Molecule with Guanine: A Quantum Computational Study, J. Phys. Chem, 2005.
2. LI Ji, Exercise and oxidative stress: Sources of free radicals and their impact on antioxidant systems, Age, 1997.
3. Okezie I. Aruoma, Free radicals and antioxidant strategies in sport, Journal of Nutritional Biochemistry, 1994.
4. Ullah Asma et al, Diabetes mellitus and oxidative stress - A concise review, Saudi Pharm J, 2016.
5. Kenneth Maiese, New Insights for Oxidative Stress and Diabetes Mellitus, Oxidative Medicine and Cellular Longevity, 2015.


Pietro Buffa
Biologo Molecolare specializzato in Bioinformatica. Svolge attività di ricerca in genomica umana e nella progettazione computer assistita di nuovi... Leggi la biografia
Biologo Molecolare specializzato in Bioinformatica. Svolge attività di ricerca in genomica umana e nella progettazione computer assistita di nuovi farmaci anticancro (Molecular Targhet Terapy). Vincitore del premio internazionale AIRC/Marie Currie, ha svolto un lungo periodo di specializzazione all’estero presso il King’s College di Londra... Leggi la biografia

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