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Che cos'è l'apiterapia

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Alessandro Silva - 01/01/2016

Nell’antico Egitto, si credeva che, un giorno, le lacrime piante dal dio del sole Ra, cadendo a terra, si fossero trasformate in api che si erano poi messe a costruire favi e a produrre miele. Per gli egizi questi piccoli insetti erano pertanto di origine divina. Qual è la loro reale importanza per l’uomo?  

 Le api e i pesticidi
 È recente la notizia diffusa dalla Commissione Ue la quale avrebbe deciso di bandire l'uso in agricoltura, per due anni, di una serie di neonicotinoidi, pesticidi che causano seri rischi per la vita delle api. Secondo le ricerche della European food safety authority (EFSA), che ha valutato gli effetti nocivi prendendo in considerazione il contatto delle api sia con il pesticida usato per conciare i semi sia con le sostanze presenti nel polline o nel nettare delle piante trattate, a ognuno dei tre pesticidi è stata associata un’elevata tossicità.
Alla luce di queste ricerche, l’Ue aveva proposto di eliminare del tutto l'uso di imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam, prodotti soprattutto dalla tedesca Bayer e della svizzera Syngenta (e già oggetto di specifico bando temporaneo in Italia, limitato però alla sola concia delle sementi). Come risposta, le aziende agrochimiche hanno dato inizio a forti azioni di comunicazione e pressioni politiche nel tentativo di scongiurare l'adozione di un divieto su scala europea (dichiarando a rischio 50 mila posti di lavoro ma, soprattutto, un business di 17 miliardi di euro). Questo ha mobilitato l’intervento di Greenpeace, tesa a convincere i governi europei a non cedere alle pressioni dell'industria dei pesticidi, e di 2,5 milioni circa di cittadini che hanno firmato la petizione di Avaz (organizzazione non governativa internazionale impegnata nel permettere che i processi decisionali di portata globale siano influenzati dall'opinione pubblica).
La Ue, pur non ottenendo il via libera del divieto assoluto da tutti gli stati membri, ha comunque deciso di procedere allo stop biennale sull’uso dei pesticidi incriminati per quanto riguarda le coltivazioni di girasole, mais, colza e grano. È dunque così importante la segreta e continua attività di questi piccoli insetti?

 Il valore delle api
Fu Albert Einstein a dire: “Se l’ape scomparisse, all’umanità rimarrebbero solo pochi anni di vita”. Questo accadrebbe poiché le api sono le principale fautrici dell’importante processo chiamato impollinazione. Il termine “impollinazione” si riferisce allo spostamento del polline da un fiore che lo produce a un fiore che lo riceve. Le conseguenze di questo fenomeno hanno un’importanza estrema da un punto di vista ecologico ed economico essendo l’impollinazione necessaria non solo alla formazione del frutto ma anche del seme, che servirà alla pianta per perpetuare la specie e moltiplicarsi.
L’impollinazione che avviene tramite il trasporto del polline da parte di animali è detta zoogama ed è la più efficace. Tra tutti quelli che partecipano all’impollinazione, a oggi, le api rappresentano il 90% degli insetti impollinatori. Così, visitando un fiore, l’ape si copre involontariamente di polline, che sarà in parte deposto, sempre involontariamente, su un altro fiore. Tuttavia, dall’autunno 2006, uno scenario inquietante e in parte misterioso, ha iniziato a manifestarsi su scala mondiale: le api lasciano gli alveari per non farvi più ritorno. Gli scienziati americani parlano di “colony collapse disorder” che è stato tradotto come “sindrome da collasso delle colonie”. Negli alveari che “collassano” non si trovano più api adulte e le rare api sopravvissute sono state infettate da virus e di funghi.
I pesticidi hanno svolto un ruolo determinante nella scomparsa progressiva delle api, soprattutto i prodotti appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi. Questi prodotti avvolgono il seme per poi penetrare nella pianta durante la crescita fino a comparire sul polline che gli insetti raccolgono.
Abolire l’uso di questi pesticidi potrebbe consentire un ritorno delle api e dei preziosi prodotti che esse sono in grado di creare. L’utilità delle api è infatti essenziale per l'apiterapia, ossia il trattamento delle malattie con prodotti raccolti, trasformati e secreti dalle api, e in particolare miele, polline, pappa reale, propoli e veleno.

Il miele
Il miele è un prodotto naturale impossibile da fabbricare in modo sintetico, poiché non si conoscono con precisione i componenti né tanto meno i meccanismi di produzione.
L’ingrediente di base è il nettare, un liquido zuccherino secreto dalle piante al solo scopo di attirare le api e altri insetti impollinatori. Il nettare è un liquido costituito in massima parte d’acqua (dal 70 al 92%) e di zucchero (per lo più saccarosio), ma anche di vitamine, di minerali e di numerosi altri elementi. La sua composizione varia da fiore a fiore ed è pertanto il nettare che determinerà il sapore, la consistenza, il colore e le virtù del miele.
Molte sono le proprietà terapeutiche del miele. In generale è un ottimo antinfiammatorio per la gola ed ha effetti sedativi contro l'eccitazione nervosa e l'insonnia. Il miele millefiori è noto per le sue proprietà disintossicanti a favore del fegato, mentre il miele di castagno favorisce la circolazione sanguigna ed è disinfettante delle vie urinarie. Interessanti le proprietà del miele di girasole che abbassa i livelli di colesterolo oltre ad avere un'azione calcificante nelle ossa. Il miele di ginepro invece, offre un valido aiuto nelle affezioni respiratorie e quello di tarassaco ha un'azione depurativa, soprattutto sui reni.

Il polline
Quando l’ape ha terminato di raccogliere il nettare di un fiore, il suo corpo si ricopre di polline che aderisce al pelo. Prima di rientrare nell’alveare, l’ape si spazzola: le sue zampe sono munite di un piccolo pettine che usa per ripulirsi del polline rimasto incollato al corpo. Questo polline viene bagnato di saliva e nettare e “impastato” per formare delle pallottole, immagazzinate in specifiche celle dell’alveare dove subiscono trasformazioni chimiche e fisiche per ottenere il cosiddetto “pan d’api”, che servirà per il nutrimento delle api.
ll polline è un fortificante naturale che migliora lo stato generale dell'organismo, riequilibrando il metabolismo e le perturbazioni funzionali.



La pappa reale: il “latte” delle api
La pappa reale, sostanza bianca madreperlacea o dorata, dal gusto acido e particolarmente zuccherato, può essere considerata il “latte delle api”. Si tratta infatti di un prodotto che viene ricavato dalla secrezione delle “ghiandole ipofaringee” e “ghiandole mandibolari” delle api nutrici, quelle il cui ruolo è nutrire le larve della colonia. La pappa reale è quindi l’alimento di cui si cibano tutte le api neonate.
Perché assumere pappa reale? Perché come il miele, possiede numerose proprietà terapeutiche, benefiche e curative date le eccellenti proprietà nutritive e ricostituenti, essendo una fonte naturale di vitamina A, vitamine del complesso C, D, E e, in particolare, del complesso B.

La proproli
La propoli (“pro”, che significa “prima” e “polis” che significa “città”) è la sostanza che le api depongono all’ingresso del loro alveare, per proteggersi dalle aggressioni esterne.
Contrariamente al miele e al pan d’api (frutti della trasformazione del nettare e del polline), la propoli non è utilizzata come alimento dalle api, ma come materiale da costruzione: il suo ingrediente di base è infatti una sostanza resinosa che copre i germogli di alcune latifoglie (ontano, betulla, quercia, frassino, ippocastano, olmo, prugno, salice e soprattutto pioppi), ma anche conifere (pini, abeti, abeti rossi). Dopo il raccolto, le api la elaborano con l’aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dalle api stesse.
La propoli ha numerose indicazioni terapeutichr: per via esterna cura gli stati infiammatori del cavo orale, nonché piaghe e lesioni, mentre per via interna è utile nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni delle vie respiratorie e delle infezioni batteriche, virali e parassitarie.

Il veleno d’ape
Il veleno d’ape è prodotto dall’apparato velenifero, composto di due ghiandole, la ghiandola alcalina, che secerne un liquido alcalino e la ghiandola acida collegata a una piccola sacca chiamata borsetta velenifera. L’ape punge con il pungiglione, detto anche dardo, situato all’estremità dell’addome. La puntura rappresenta l’estrema difesa dell’ape dopo la quale è destinata a morire poiché lo strappo del pungiglione dal suo addome comporta un’irrimediabile lacerazione interna.
Vi sono almeno 18 componenti attivi con proprietà farmaceutiche nel veleno d’ape. Non è ancora del tutto chiarito il meccanismo della sua azione sull’organismo, ma gli scienziati ritengono che sia in grado di modificare le funzioni del sistema immunitario e di contribuire all’attivazione della produzione di cortisolo, un formidabile antiinfiammatorio.
Le punture di ape hanno effetti diversi ma generalmente provocano un edema attorno alla puntura, con sensazione di dolore e un evidente gonfiore. Può capitare piuttosto che la puntura d’ape causi una manifestazione allergica, le cui conseguenze potrebbero rivelarsi serie, con gonfiore delle mucose, difficoltà respiratorie, edema polmonare ed emolisi. Si tratta di casi sporadici, ma da non sottovalutare.
Il veleno d’ape, che oggi si riesce a estrarre senza provocar la morte dell’insetto, è utilizzato per curare affezioni reumatiche, artriti croniche e certe malattie infiammatorie. Il veleno è somministrato sulle zone da curare sia direttamente, attraverso punture d'ape, sia diluito, con l'aiuto di siringhe, oppure contenuto in diverse preparazioni (creme e lozioni).

Non possiamo dunque che ringraziare la natura per aver creato questo piccolo insetto dall’enorme valore. E come scrisse Victor Hugo: “Non vi è nulla che somigli a un’anima come un’ape: va di fiore in fiore come un’anima di stella in stella e dona il miele come l’anima dona la luce”.


Bibliografia
http://www.repubblica.it/economia/2013/04/29/news/ok_della_ue_alla_norma_salva-api_stop_di_due_anni_ai_pesticidi_killer-57721964/
http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/9949-api-pesticidi-killer
Muriel Levet: Guarire con le api – MACRO Edizioni
http://it.wikipedia.org/wiki/Apiterapia


Alessandro Silva
Nato a Parma nel 1976, diventa scrittore per vocazione e biologo per scelta, specializzandosi in Biologia e Patologia Molecolare. Ha lavorato... Leggi la biografia
Nato a Parma nel 1976, diventa scrittore per vocazione e biologo per scelta, specializzandosi in Biologia e Patologia Molecolare. Ha lavorato presso la Sezione di Biochimica del Dipartimento di Medicina Sperimentale, presso l’Università di Parma dove, per anni, si è occupato di studiare gli effetti antitumorali esercitati dalle catechine,... Leggi la biografia

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