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Informazione e Coscienza

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Carlo Donadio - 01/01/2016

La Coscienza Umana, intesa come fenomeno cognitivo strutturato, è stata ed è ancora oggetto di profondo interesse per la ricerca scientifica relativa a svariate discipline. Dalla biologia alla cibernetica, passando per le neuroscienze e la psicologia, in molti si sono cimentati nello studio e nell’approfondimento di questa tematica, tanto affascinante quanto articolata, su cui pare sia ancora prematuro porre l’ultima parola.
E possibile, tuttavia, alla luce delle recenti evidenze teoriche e sperimentali, avanzare intriganti ipotesi di lavoro con possibili esiti tutt’altro che scontati.

Modelli di riferimento
Nel decorso storico delle ricerche in merito sono stati sviluppati diversi modelli teorici, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici che quelli psicologici.
Dal punto di vista tecnico, cioè sulle dinamiche che regolano il rapporto tra la mente, sostanzialmente immateriale, e il cervello, decisamente materiale, spiccano quelli di ispirazione quantistica.
Notevoli lavori sono stati sviluppati a proposito, già accennati in un precedente articolo, come quelli di Bohm, Cramer, King, Vitiello e altri ancora di cui la Dott.ssa Antonella Vannini, sia in una tesi di dottorato che in alcuni articoli, fa una sintesi estremamente efficace per esporre e sviluppare a sua volta le teorie basate sulle intuizioni del matematico italiano Fantappiè, da cui emergono sostanzialmente, secondo vari approcci, interessanti proprietà quantistiche di supercausalità e di non linearità tutt’altro che strettamente meccanicistiche e deterministiche ma, anzi, sostenute da una libera arbitrarietà di livello fisico.
Un approfondimento esaustivo non è oggetto di questo articolo e si rimanda il lettore ai riferimenti bibliografici in calce.
Dal punto di vista strettamente psicologico, sono da prendere in attenta considerazione i contributi di Charles Tart e Roberto Assagioli.
Il primo, nella sua attività di ricerca, si è occupato dello studio relativo agli stati di Coscienza, sia ordinari che alterati, adottando un’impostazione sistemica, ovvero considerando il fenomeno come risultato emergente dall’interazione simultanea di più sottosistemi psichici, talvolta predominanti ma in alcune circostanze latenti, secondo dinamiche osservabili.
Il secondo è invece padre e pioniere della Psicosintesi, un approccio clinico basato su un solido e strutturato nucleo teorico in cui vengono descritte le varie funzioni principali della coscienza, la stratificazione dell’inconscio, il ruolo decisionale di un “Io” personale e quello di un “Sé superiore” transpersonale posto ai limiti della Coscienza stessa.
Entrambi, in buona sostanza, propongono una visione olistica della questione, lasciandola ampiamente aperta a qualsiasi ulteriore sviluppo.
Sotto l’aspetto squisitamente speculativo merita di essere citato il filosofo Ken Wilber, che ha dedicato buona parte del suo operato all’argomento, fornendo spunti estremamente stimolanti rielaborando concetti sia della tradizione orientale che occidentale.

L’ipotesi informazionale
Sulla base di quanto illustrato, è possibile spingersi leggermente oltre considerando la Coscienza come un’Entità Informazionale Complessa, dotata di caratteristiche proprie dei modelli quantistici capace di integrarsi dinamicamente con le strutture biologiche.
Il termine “Informazionale” intende inquadrare il fenomeno nell’ottica della Teoria dell’Informazione allo stesso modo in cui sono state già trattate le leggi della fisica nei precedenti articoli, ossia come un sistema dinamico altamente organizzato (con proprietà quantistiche prevalentemente non lineari, e di conseguenza olografiche, di coerenza, risonanza e interferenza).
Queste considerazioni aprono la strada a possibili conseguenze di enorme rilievo.
Valutando l’informazione come una concreta realtà fisica, potenzialmente misurabile in un non lontano futuro, nonostante le difficoltà di rilevazione siano notevoli per ordini di grandezza energetici su scala quantistica, sarebbe possibile approfondire le ricerche nelle discipline mediche e terapeutiche nell’ambito della psicosomatica su di una base strettamente tecnica e non vagamente aleatoria. Se esiste un livello più profondo di realtà governato da queste leggi, ciò potrà essere empiricamente dimostrato a condizione di adottare un approccio sostanzialmente nuovo e spregiudicato, ma rigorosamente scientifico.
Potranno, inoltre, essere indagate le peculiari capacità evolutive della Coscienza, con particolare riguardo ai suoi stati non ordinari e, volendo osare ancora oltre, a quelle condizioni limite di esperienze di pre-morte o di out-of-body che lascerebbero intravedere una possibile capacità di resilienza rispetto a una compromissione del supporto biologico, ovvero ad una sua ulteriore consistenza puramente informazionale.

 

Psico-Olo-Dinamica
Considerare la Coscienza come un ologramma al pari dell’Universo consentirebbe una visione più armoniosa ed elegante di una Natura basata su principi omogenei a diverse scale di grandezza, comprensibile sia dalla fisica che dalla filosofia in una convergenza sia tecnica che concettuale.
Nel tentativo di delineare, seppur in maniera ancora rudimentale, questa teorizzazione, sulla base di quanto messo in gioco, si potrebbe immaginare la Coscienza strutturata come un sistema con al centro un piccolo nucleo dotato di libero arbitrio (“Io” personale) attorno a cui, lungo tutto l’arco della sua evoluzione, vanno ad articolarsi i vari sottosistemi funzionali. Un processo del tutto simile a quello di una formazione di una galassia o di una stella, con fasi di espansione e contrazione, in cui l’informazione va a organizzarsi secondo schemi frattali nel rispetto del principio olografico in senso fisico-matematico.
Potrebbe inoltre essere estremamente utile inserire in questa formulazione il concetto, rielaborato, di biologica di Matte Blanco, in cui i contenuti del conscio si differenziano da quelli dell’inconscio per la loro conformità o meno al principio matematico di non contraddizione con lo scopo di produrre una selezione informativa, non necessariamente distruttiva, a favore degli elementi più utili alla sopravvivenza della persona favorendo il consolidamento dell’Ego che si configura come una membrana a protezione dell’Io.
Una formulazione, questa, non strettamente ortodossa, ma proiettata verso nuovi e interessanti sviluppi.

Conclusioni
Applicando agli studi sulla Coscienza un paradigma olistico di ispirazione informazionale, è possibile dar vita a nuove metodologie di ricerca sempre nei limiti del rigore scientifico, ma con una visione sensibilmente rinnovata e più aperta.
Rinunciare al riduzionismo meccanicistico, che ha sì dato i suoi frutti ma anche mostrato i suoi limiti, pare ormai una tappa obbligata per lo sviluppo umano. Sviluppo quanto mai necessario in quest’epoca così critica.

Riferimenti Bibliografici
-    Chris King, “Chaos, Quantum-transactions and Consciousness”, NeuroQuantology 2003; 1:129-162
-    Antonella Vannini, “Modelli Quantistici della Coscienza”, Syntropy 2007, 1, pag. 29-48
-    Charles T. Tart, “Stati di Coscienza”, Astrolabio Ubaldini 1977
-    Pirmaria Bonacina, “Manuale di Psicosintesi”, Xenia Edizioni 2010
-    Ken Wilber, “Lo Spettro della Coscienza”, Crisalide Edizioni 1993
-    Ken Wilber, “Il Progetto Atman”, Crisalide Edizioni 2003
-    Ignacio Matte Blanco, “L’Inconscio Come Insieme Infiniti”, Einaudi 2000


Carlo Donadio
Nato a Napoli nel 1979, consegue con successo gli studi superiori ad indirizzo scientifico frequentando poi il Corso di Laurea in “Ingegneria... Leggi la biografia
Nato a Napoli nel 1979, consegue con successo gli studi superiori ad indirizzo scientifico frequentando poi il Corso di Laurea in “Ingegneria delle Telecomunicazioni” presso la L’Università degli Studi “Federico II” che, successivamente, abbandonerà per dedicarsi all’attività professionale di consulente informatico che tutt’ora... Leggi la biografia

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