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Obesità in Italia: la differenza tra nord e sud

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Obesità in Italia: la differenza tra nord e sud
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I fattori che scatenano l'obesità non sono solamente legati ad una alimentazione sbagliata. L'ambiente in cui viviamo è fondamentale per mantenere una vita sana, scopriamo la differenza tra nord e sud


Claudio Lombardo - 25/03/2019

Alcuni di noi son convinti che la motivazione è una questione mentale, intima e individuale; altri la reputano come una caratteristica genetica che non può essere acquisita o comprata. Altri ancora, come motivatori e mental coach, utilizzano procedimento per “tirar” fuori dal “dentro” della persona la motivazione in relazione ad un’attività specifica. Si tenta, in altri termini, di agire dentro la mente per cambiare il fuori (i comportamenti).

Questo articolo propone l’esatto contrario, ovvero la scelta di un determinato ambiente può azionare il meccanismo motivazionale così da permetterci di mettere in atto dei comportamenti adeguati all’obiettivo perseguito.


 

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Dal libro La scienza del dimagrimento, del dott. Claudio Lombardo

Di fronte all’infinità di sensazioni possibili in ogni istante, qualsiasi società stabilisce i propri criteri di selezione introducendo tra sé e il mondo il filtro dei significati e dei valori, e offrendo a ciascuno un orientamento utile per esistere nel mondo e comunicare con l’ambiente.

David le Breton

Le influenze ambientali, culturali e sociali hanno un ruolo importante nell’eziologia dell’obesità dato che si parla di condizione “situata”, ovvero dipendente dal contesto dell’individuo. […] Anche se non possiamo riferirci in maniera rigida ad una legge causale attribuibile ad un determinato contesto, tuttavia si possono analizzare alcune variabili che plasmano l’individuo, dalla radice suoi comportamenti all’estetica del suo corpo, dalla sua interiorità fino alla sua superficie.

Certamente è importante prendere in esame ricerche come quelle che vedono un aumento ponderale degli individui che emigrano in società occidentali, rispetto a quelle che rimangono nel paese d’origine (Toselli et al., 2008); ma ritengo che avvicinarci alla nostra realtà “locale”, con dei riferimenti statistici, potrebbe rivelarsi un’esperienza certamente autentica, adiacente la nostra prospettiva.

Una comparazione tra due luoghi a noi vicini potrebbe darci l’idea di come alcune variabili (e.g. come il livello di attività fisica sia collegata anche alla conformazione territoriale di una determinata zona), incidano su questo processo di formazione.


 

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In Italia le statistiche ci riferiscono che le percentuali più elevate di adulti obesi son presenti in Molise (13,5), Basilicata (13,1), Puglia (12,6) ed Emilia-Romagna (12,0), dove seguono Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Umbria. Mentre, al contrario, risulta una bassa percentuale di persone obese nelle rispettive città: Bolzano, Trento e nelle regione della Valle d’Aosta e Liguria.

Osservando nel complesso tali statistiche si può notare di primo acchito come l’Italia meridionale e l’Italia insulare siano in una condizione di svantaggio rispetto a molte zone del nord (ISTAT, 2012).

Oggigiorno si punta molto sull’attività fisica come forma di prevenzione dell’obesità e del sovrappeso. Purtroppo, non sempre si ha la possibilità di esercitarsi con costanza in questo tipo di prestazioni dove occorre tempo, motivazione e, a volte, denaro. E, soprattutto, sembra sia sempre più in estinzione la tradizione che vedeva giocare attivamente i bambini sotto i cortili di casa, tra baccano e impegno fisico.

Secondo le osservazioni di McGuire et al. (McGuire et al., 1999), individui che avevano ridotto i livelli di attività fisica nel tempo libero, hanno riacquisito peso nell’arco di un anno. Perciò, perché l’esercizio fisico abbia effetto a lungo termine, è necessario realizzare programmi che facilitino il mantenimento di uno stile di vita attivo a lungo termine negli individui che sono o sono stati in sovrappeso.


 

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In questa procedura possono aiutarci alcuni tipi di ambienti rispetto ad altri. Ad esempio, se ci rechiamo in una località come Reggio Calabria (città in cui ho vissuto per anni) non si può non far caso ad un certo clima tendenzialmente “rilassato” nell’utilizzo di parcheggi per auto. La loro disponibilità e il loro utilizzo sono notevolmente superiori rispetto a quelli di Bolzano (città in cui vivo da anni), dove i parcheggi sono ad uso esclusivo dei residente che, sottoposte al “sistema delle zone colorate”, possono transitare solo su specifiche zone che li riguardano dal punto di vista residenziale. Per superare questo impasse sono obbligati ad utilizzare mezzi alternativi, come la bicicletta. L’aspetto conformazionale del territorio viene in aiuto a questo tipo di problematica e al tipo di normativa applicata.

La zona altoatesina, infatti, è costituita soprattutto da zone pianeggianti che facilitano l’utilizzo della bicicletta. Secondo alcune statistiche, gli utilizzatori di questo mezzo sono il 27,5% nel Trentino A.A. contro il 6.9 della Calabria. La disponibilità di parchi e zone ricreative per bambini nel Trentino è certamente superiore a quella calabrese. Parchi all’aperto, al chiuso, passeggiate in montagna, utilizzo di mezzi alternativi – come le biciclette -, un’organizzazione che dà la possibilità di praticare molteplici attività sportive e via dicendo fanno parte di un quadro complessivo di pressioni ambientali che s’innestano nella vita di ogni individuo fin dai primi anni di vita predisponendolo ad uno specifico stile di vita.

Il Trentino Alto-Adige e la Calabria sono sotto molti aspetti due città diametralmente opposte, sia geograficamente, morfologicamente, politicamente che sotto il profilo dello stile di vita e, soprattutto, nelle differenze che presentano relativamente l’attività fisica, le abitudini alimentari, culinarie e reperibilità di prodotti ingrassogeni.

Per quanto concerne quest’ultimo punto si può prendere come esempio il consumo di pane nei suoi diversi generi; ad esempio, si ha una certa difficoltà a reperire la forma integrale nei panifici calabresi dacché risulta predominate il “pane bianco”, laddove nel Trentino Alto-Adige il pane integrale è scelta frequente di questa popolazione in quanto tradizione e abbondanza di generi. Seguendo sempre le statistiche riportate dall’ISTAT 2012, le percentuali di persone obese risultano differenti.

Per 100 persone con caratteristiche simili, di 18 anni e più, abbiamo in Trentino A.A. l’8% (il territorio con minor presenza di obesi in Italia dopo la Liguria) contro il 10,6% della Calabria (tra le zone con maggior obesi in Italia). Anche se notevoli differenze si riscontrano in alcune tipologie di bevanda ad alto tenore calorico e  poco salutari (specificamente nel consumo di alcolici: in Trentino A.A. abbiamo il 23,0% contro il 13,9% dei consumatori a rischio nella zona calabrese) nell’anno 2013, nella zona del Trentino, troviamo il 47,8 di persone che praticano sport – con una punta di 52,3 a Bolzano (la più alta percentuale d’Italia) - mentre nella zona Calabrese solo il 20,2.

Infine, ricollegandoci ai dati sullo status socio-economico (descritto nel precedente capitolo) si possono notare livelli decisamente differenti nelle due regioni per quanto concerne il tasso di occupazione: nel 2012 risulta essere del ben 73,5% in Trentino A.A. contro il 45,2% della Calabria.

Conclusione

Da questo articolo emerge come, alcune variabili, non specificate quando si parla di sovrappeso e obesità, si trapiantano nella struttura dell’individuo, nelle sue abitudini e stili di vita generando notevoli cambiamenti nell’intera struttura del sistema-persona, ovvero dal punto di vista psico-socio-biologico.


Claudio Lombardo
Il dott. Claudio Lombardo è laureato in «Scienze organizzative e gestionali», «Scienze e tecniche psicologiche» nonché laureato in «Processi... Leggi la biografia
Il dott. Claudio Lombardo è laureato in «Scienze organizzative e gestionali», «Scienze e tecniche psicologiche» nonché laureato in «Processi cognitivi e Tecnologie» (con tesi: "La teoria della mente nell'interazione uomo-robot in una prospettiva evoluzionistica e in relazione alla teoria della complessità"), iscritto alla facoltà di... Leggi la biografia

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