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Placebo: quando la psiche modifica il corpo

Scritto da: Andrea Gadducci | Medicina Non Convenzionale

Placebo: quando la psiche modifica il corpo

Per molto tempo si è utilizzato il placebo solo per osservare e testare i risultati ottenuti dal farmaco e per capirne l’efficacia, trascurando il fatto che dagli stessi test si potessero ricavare informazioni importanti sugli effetti fisici procurati dal placebo stesso. La medicina ritiene per lo più il placebo come un “nulla” biochimico, perché composto di semplici sostanze inerti: al contrario, esso produce percentuali di guarigione non solo positive, ma a volte anche superiori a quelle legate alla somministrazione di farmaci veri e propri.

Provate a pensare che scoperta: un “nulla” come il placebo ha effetti positivi di guarigione.

Senz’altro la cosa è molto singolare: sta emergendo con evidenza scientifica il fatto che è possibile ottenere effetti fisiologici ricorrendo a sole sostanze inerti, spesso in un numero importante di casi. Il placebo consente di ipotizzare un collegamento tra effetti psicologici ed effetti fisiologici e che dai primi si innescano i secondi.

Cioè, che la psiche abbia influenzato il corpo, il soma. Ma questo è ben noto: si sa che la psiche può influenzare il corpo quando parliamo di effetti psicosomatici o meglio psico-fisologici; non esisterebbero altrimenti importanti cattedre di psico-fisiologia in Italia e nel mondo. Ora sappiamo che si possono avere effetti psicologici somministrando un placebo e che la psiche influenza la fisiologia, perché quindi non andare a rintracciare la radice dell’effetto placebo all’interno della psiche?


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