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Qual è l'unità di misura in matematica? Le risposte


Massimo Corbucci - 01/01/2016

 

La Gravità è una forza? Qual è l'unità di misura in matematica?

Ecco la risposta integrale di Massimo Corbucci al lettore Bruno Baldo (vedi lettere all'editore sul n. 12 di Scienza e Conoscenza...
"la lettera che mi avete girato del nostro lettore Bruno Baldo è sintomatica della necessità di chiarire alcune cose in un editoriale della direzione sulla prossima rivista.
Il problema non è solo far leggere Scienza e Conoscenza ai competenti di scienza e fisica abbarbicati sulle loro posizioni ma far capire anche al nostro lettore "generico" che deve accettare l'idea di NON ESSERE INFORMATO sulle nuove questioni che hanno messo in ginocchio la fisica.
Faccio un esempio semplice: (... segue esempio del nuovo Papa Ratzinger, vedi "lettere all'editore" sul n. 12 di Scienza e Conoscenza)... Sui libri si è scritto che la Gravità è una forza, assumendo per vero che tutti i corpi siano attratti con la stessa "g" (accelerazione) verso terra. Ma la realtà è CHE CADENDO UNA PALLA DI FERRO E UNA DI ALLUMINIO NON ARRIVANO A TERRA A VELOCITA' UGUALE. ALLORA PERCHE SU TUTTI I LIBRI C'E' SCRITTO QUESTO????
Sui libri c'è scritto che le singole particelle di cui si compone un atomo sono attratte verso terra come tutto l'atomo nel suo insieme assumendo per vero che la gravità non fa distinzione fra particelle e atomo intero. E sui libri c'è una Tavola Periodica che è solo una buffa raccolta di Elementi Chimici mischiati fra loro che assume per vero che l'atomo sia fatto come aveva scoperto Niels Bohr circa ottanta anni fa!
DOVE STA ALLORA LA VERITA'? SIAMO SICURI CHE SIA SUI LIBRI?
La lettera di Baldo Bruno deve farci pensare che era davvero ora che una coraggiosa rivista provasse ad informare le persone che nella scienza e nella ricerca succede qualcosa, anche se non c'è nessuna convenienza a pubblicarla sui libri (che sarebbero tutti da rifare).
Nel mondo della scienza fino ad ora ci sono state delle sconfitte come queste (lo sapevate?) - Non si è trovato il Bosone di Higgs, quando era certo e accertato che esistesse
- Non si è riusciti a fare il metallo del NuoMillennio, pesantissimo con 114 protoni... sembrava così semplice riuscirci...
- Non si sono trovate le onde gravitazionali e i "gravitoni" eppure era certo che ci fossero!
- Non è più vero che i corpi cadono a terra con la stessa velocità, dalla stessa altezza, indipendentemente dal materiale di cui sono fatti, come dai tempi di Galileo Galilei e fino a poco tempo fa sembrava ovvio che fosse così!

Beh, volenti o nolenti queste cose sono successe, così come il nostro amato Papa polacco non c'è più ed è stato sostituito.
Anche se (ancora) non ho un Nobel per la Fisica per le mie scoperte, sono assolutamente sicuro di quello che vi dico e invito tutti i lettori a scrivermi, come ha fatto Baldo Bruno. LA SCIENZA, PURTROPPO MOLTO SPESSO E' OSCURATA E AGGANCIATA DA MULTINAZIONALI MILIARDARIE CHE FANNO IL BELLO E CATTIVO TEMPO. Massimo Corbucci.


Di seguito tutte le risposte che abbiamo ricevuto per il Macro Prize! Anche se ancora.... quella giusta non è arrivata!(aggiornate a maggio 2005)


L'esigenza di utilizzare i numeri, si pùo ricondurre direttamente alla necessità che l'uomo ha avuto di esprimere, con dei segni convenzionali, delle quantità. La quantità di riferimento è stata sicuramente l'idea dell'unità, che si indica col segno 1. Questo concetto di unità, e non la cifra 1 in se per se, può essere considerato l'”unità di misura” che si usa in matematica. Il modo per esprimere l'unità e di conseguenza i numeri, varia a seconda che si utilizzi un sistema posizionale o no. Nel posizionale, ogni cifra assume un valore (detto peso) a seconda della posizione in cui si trova e non per il suo valore intrinseco.
Scelta l'unità come unità di misura, si possono definire tutti gli altri insiemi numerici.
I multipli di uno, col segno positivo, rappresentano i numeri naturali.Il primo ampliamento di questi è dato dall'utilizzo del segno meno e dello zero, questo insieme prende il nome di numeri interi relativi. Il rapporto tra due interi(multipli ovviamente sempre dell'unità), dà origine ai numeri frazionari, che concorronoa formare la categoria dei numeri razionali. Questa categoria viene ampliata dagli irrazionali, ovvero da numeri con la parte decimale cositutita da un numero infinito di cifre non periodiche. L'unione degli insiemi razionali e irrazionali, definisce la grande famiglia dei numeri reali. Nel campo dei numeri reali, non è però possibile estrarre la radice di un numero negativo, e così si sono introdotti i numeri complessi, formati da una parte reale e una immaginaria, la parte immaginaria la si rappresenta con una cifra seguita dalla lettera i o j.
Per tutti gli insiemi numerici non complessi, ad ogni numero si può far corrispondere direttamente un qualche significato fisico, materiale; i numeri complessi, al contrario, non hanno direttamente un riscontro materiale, ma tornano utili per rappresentare alcune proprietà di concetti fisici e sono ad esempio spesso utilizzati nell'elaborazione dei Segnali.
Un numero complesso è quindi definibile esclusivamente da due entità, una reale e una immaginaria.
Generalmente si usa il sistema decimale, detto anche a base 10, ma le stesse grandezze numeriche rappresentate in questo modo, possono essere rappresentate diversamente: ad esempio in informatica, si utilizza molto la numerazione base 2 (ovvero con le cifre 1 e 0) oppure la numerazione esadecimale,che oltre ad utilizzare le cifre convenzionali da 0 a 9, utilizza le lettere dalla A alla F che assumono un valore numerico.
Questa breve introduzione vorrebbe evidenziare come, a partire dall'idea di un singolo segno, da un semplice concetto, ovvero l'UNO - la nostra unità di misura - si possano costruire gli altri insiemi numerici e l'intera matematica. Questo è l'affascinante gioco che la scuola fa perdere, ovvero il piacere di inventare, di scoprire il perchè di tante cose. Per fare matematica servono pochi concetti, alcune regole, tanta fantasia, la voglia di giocare e la mente aperta a percorrere un viaggio infinito alla scoperta del favoloso mondo dei numeri, e dei suoi infiniti legami con la natura.
Roberto Galasso
Email: r.galax@virgilio.it
N.d.r. Spero che quanto scritto sia di vostro gradimento, condividendo i vostri interessi e i vostri ideali, sarebbe per me un immenso piacere poter collaborare con Voi. Grazie e Complimenti ancora per la rivista.


Gentile M.Corbucci, Gentilissimi membri della Macro Edizioni; Scrivo per rispondere al Macro Price di Matematica uscito sul vostro numero di Novembre. La risposta alla domanda "Qual'è l'unità di misura in matematica?" è l'idea, intesa come idea appartenente al mondo delle idee di Platone. In breve; ogni "cosa", sia essa materiale e non, è una idea. Ecco, in fin dei conti, qual'è l'origine dei numeri: un semplice meccanismo cerebrale, nient'altro che un'idea. E poi si dice che la matematica non è un'opinione!!! Grazie e arrivederci. Marco Paperini


L'unica unità di misura in matematica è il concetto astratto di "unità", estrapolata dalla mente umana, nella notte dei tempi, dalla scoperta, seppure inconsapevole, di una corrispondenza biunivoca fra le dita delle mani e gli "oggetti" del mondo. Checché ne pensi il dott. Corbucci, questa è la risposta esatta! Gianrocco Guerriero


In matematica l'unità di misura è proprio l'unità. madmax00@inwind.it


Gent.ma redazione, aggiungo una precisazione alla mia risposta del 3/12 in riguardo al concorso per il "premio speciale di matematica", affinché essa non venga fraintesa e magari considerata troppo semplicistica. La risposta al quesito, formulata in maniera più rigorosa, infatti, dal mio punto di vista,è la seguente: L' unica unità di misura, in matematica è la cardinalità di un insieme Tale definizione generalizza quella da me precedentemente data in termini più intuitivi e, tenuto conto del lavoro di Cantor, la rende non contraddittoria con l'esistenza dei numeri irrazionali. In attesa di vs. notizie, distinti saluti. Gianrocco Guerriero
QUESTA RISPOSTA è stata pubblicata su Scienza e Conoscenza n. 11


Salve, mi chiamo Pierluigi Scabini e sono un lettore di scienza e conoscenza. Ho sempre amato la matematica. Ho provato a dare una mia risposta alla domanda: qual é l'unità di misura in matematica? Ve la spedisco tramite il file allegato a questa mail. Grazie del divertente e utile gioco. Saluti. Pierluigi Scabini:
L'ORIGINE DEI NUMERI....., pensare a questo pensiero È affascinante e porta la mente in luoghi astratti il cui fascino consiste nell'estrarre dal nulla un pensiero sconosciuto..... Voi chiedete qual'È l'unit‡ di misura in matematica; vi risponderÚ con una sorta di istinto intuitivo (cosi come viene, quasi "senza pensare") che forse mi nasce dal ever viaggiato nella mente del simbolismo matematico per diversi anni e di aver vissuto un fascino, in termini di percezione interiore, di queste avventure mentali. Quello che dirÚ È anche il frutto delle letture dei libri di Ramtha e della contemplazione prolungata dei concetti in essi esposti. Tutto quel simbolismo matematico che ho sviluppato nella mente, come idea astratta che nasce da un "luogo profondo" della consapevolezza, mi porta a dire che quel "luogo profondo" che È in ogni essere umano (alcuni se ne sono resi conto, molti altri penso di no), È svincolato dall'espressione fisica della realt‡ che noi individui creiamo nella nostra mente. Voglio dire che quel "luogo profondo" della consapevolezza, esiste in quanto tale, non esiste come espressione della materialit‡, nel senso che non È il mondo materiale che lo origina, esiste in quanto esistenza propria in ogni osservatore / individuo. Quindi cosa sono i numeri e che origine hanno? I numeri sono un tipo di mente che creiamo a partire dalla nostra consapevolezza. La consapevolezza È ciÚ che innanzi tutto È un individuo, e la consapevolezza ha in sÈ, una sua energia che ne definisce la sua parte attiva (l'energia diventa il concetto complementare della consapevolezza e ne diventa la rappresentazione della sua azione). La mente È memoria congelata di consapevolezza, È essenza di noi stessi (e per noi stessi intendo individuo come consapevolezza) che diventa simbolo, parola, grafia, musica, immagine, ologramma, "oggetto astratto" di qualsiasi tipo, etc. . In questo senso, essendo la matematica fatta di simboli che aggregati tra loro formano significati, la sua unit‡ di misura, in un certo senso, È il valore intrinseco delll'essenza che noi siamo che f‡ la mente che la rappresenta. Ogni tipo di mente che sviluppiamo È per me, essenza di noi stessi che diventa ologramma, simbolo, "oggetto astratto" qualsiasi, etc., sia tale mente di natura matematica o di qualsiasi altra natura. A questa punto potremmo dire che l'essenza del nostro essere che diventa sequenza di simboli matematici, misurata dal valore intrinseco della nostra stessa essenza che diventa quello stesso simbolismo, ci permette di raggiungere un nuovo stato di consapevolezza che rappresenta il significato che abbiamo acquisito (stÚ sempre parlando di noi stessi come individui nella nostra consapevolezza, nella nostra essenza). L'ORIGINE DEI NUMERI, PER ME, E' LA VASTITA' SCONOSCIUTA A CUI LA NOSTRA ESSENZA SI AFFACCIA. E questa vastit‡ sconosciuta a cui la nostra essenza si affaccia È l'INFINITO SCONOSCIUTO, da cui potremo estrarre qualunque idea astratta, sia essa simbolico matematica, sia essa di qualsiasi altra natura. L'avventura della vita, mi ha portato a pensare che L'INFINITO SCONOSCIUTO st‡ nel VUOTO e che VUOTO e INFINITO SCONOSCIUTO siano due concetti complementari, nel senso che uno esiste in quanto esiste l'altro, ma l'approfondimento di questo È un altra storia.......


Spett. Scienza&Conoscenza, la mia risposta al quesito del "Premio speciale di matematica" è: L'UNITA'. Distinti saluti Marco Pirlo Secondo me l'unità di misura in matematica è l'infinitesimo. daniele_aquaro@virgilio.it


Sono abbonato alla Vostra rivista e la mia risposta alla domanda: "Qual'è l'unità di misura in matematica" è: "il Numero". La risposta data invece da qualche altro lettore, secondo il quale è l'unità, sarebbe stata corretta se la domanda fosse stata: "Qual'è il valore dell'unità di misura in matematica". Ritengo infatti che il "Numero" costituisca l'unità di misura in matematica, così come il "metro" è l'unità di misura della "lunghezza" nel Sistema Internazionale (SI); il kilogrammo (kg) l'unità di misura della "massa"; il "secondo" l'unità di misura degli "intervalli di tempo" ; il "kelvin" (k) della temperatura; "l'ampere" (A) dell' "intensità di corrente" e così via.

Dott. Giorgio Abis Via dei Colombi, 31 Cagliari - CAGLIARI : abbonato dal 2005


Buongiorno, secondo me l'unità di misura in matematica è l'unità stessa, uno (inteso come numero, 1), perchè ogni altro numero è un multiplo o sottomultiplo dell'unità. Le frazioni esprimono la divisione fra multipli di uno. Ilaria Ridolfi


MACRO PRICE DI MATEMATICA L'esigenza di utilizzare i numeri, si pùo ricondurre direttamente alla necessità che l'uomo ha avuto di esprimere, con dei segni convenzionali, delle quantità. La quantità di riferimento è stata sicuramente l'unità, che si indica col segno 1. Questo concetto di unità può essere considerato l'”unità di misura” che si usa in matematica. Il modo per esprimere l'unità e di conseguenza i numeri, varia a seconda che si utilizzi un sistema posizionale o no. Nel posizionale, ogni cifra assume un valore (detto peso) a seconda della posizione in cui si trova e non per il suo valore intrinseco. Scelta l'unità come unità di misura, si possono definire tutti gli altri insiemi numerici. I multipli di uno, col segno positivo, rappresentano i numeri naturali.Il primo ampliamento di questi è dato dall'utilizzo del segno meno e dello zero, questo insieme prende il nome di numeri interi relativi. Il rapporto tra due interi(multipli ovviamente sempre dell'unità), dà origine ai numeri frazionari, che concorronoa formare la categoria dei numeri razionali. Questa categoria viene ampliata dagli irrazionali, ovvero da numeri con la parte decimale cositutita da un numero infinito di cifre non periodiche. L'unione degli insiemi razionali e irrazionali, definisce la grande famiglia dei numeri reali. Nel campo dei numeri reali, non è però possibile estrarre la radice di un numero negativo, e così si sono introdotti i numeri complessi, formati da una parte reale e una immaginaria, la parte immaginaria la si rappresenta con una cifra seguita dalla lettera i o j. Per tutti gli insiemi numerici non complessi, ad ogni numero si può far corrispondere direttamente un qualche significato fisico, materiale; i numeri complessi, al contrario, non hanno direttamente un riscontro materiale, ma tornano utili per rappresentare alcune proprietà di concetti fisici e sono ad esempio spesso utilizzati nell'elaborazione dei Segnali. Un numero complesso è quindi definibile esclusivamente da due entità, una reale e una immaginaria. Generalmente si usa il sistema decimale, detto anche a base 10, ma le stesse grandezze numeriche rappresentate in questo modo, possono essere rappresentate diversamente: ad esempio in informatica, si utilizza molto la numerazione base 2 (ovvero con le cifre 1 e 0) oppure la numerazione esadecimale,che oltre ad utilizzare le cifre convenzionali da 0 a 9, utilizza le lettere dalla A alla F che assumono un valore numerico. Questa breve introduzione vorrebbe evidenziare come, a partire da un singolo segno, da un singolo semplice concetto, ovvero l'UNO - la nostra unità di misura - si possano costruire gli altri insiemi numerici e l'intera matematica. Questo è l'affascinante gioco che la scuola fa perdere, ovvero il piacere di inventare, di scoprire il perchè di tante cose. Per fare matematica servono pochi concetti, alcune regole, tanta fantasia, la voglia di giocare e la mente aperta a percorrere un viaggio infinito alla scoperta del favoloso mondo dei numeri, e dei suoi infiniti legami con la natura. Roberto Galasso Io penso che l'unica unità di misura presente in matematica è il grado. La prego di rispondere in ogni caso, anche se la risposta da me fornita è sbagliata. Cordiale saluti. daniele_aquaro@virgilio.it


La risposta è il numero, quindi la quantità.

In merito al n° 10 della rivista trimestrale "Scienza e Conoscenza" invio la soluzione del quiz matematico. L'unità di misura in matematica per un certo "ente matematico" è: Un insieme contenente al suo interno elementi omogenei tra loro. Questo insieme potrebbe contenere anche un solo elemento. La misura di un certo ente matematico potrebbe essere un opportuno confronto con l'unità sopra specificata. rosario.nalli@libero.it


Ho letto con interesse l’articolo “Macro Prize!” a cura di Massimo Corbucci. Devo ammettere che in molte scuole i professori di matematica non ti fanno innamorare di una materia tanto interessante quanto divertente. Per fortuna la mia prof. di matematica ci fa fare dei giochi da risolvere molto divertenti…anche se rompicapo! Comunque vi scrivo per rispondere alla vostra domanda: Qual è l’unità di misura in matematica? risposta In principio ho ipotizzato che fosse il “numero”, ma è troppo scontata come risposta. A questo punto, dopo una lunga serie di riflessioni, credo che la risposta alla vostra domanda possa essere filosofica. Partendo dall’idea che un’unità di misura faciliti nel trovare una soluzione è difficile pensare che la Matematica ne abbia una specifica per tutti i suoi dubbi. O meglio, ne ha tante per ogni tipo di quesito richiesto: i problemi vengono risolti grazie all’uso di diverse unità, aventi multipli e sottomultipli. Ma non ce n’è una che risolva tutti i problemi. Infatti Galileo Galilei ha usato per primo il metodo scientifico, il quale tratta dei passaggi che ogni matematico e scienziato deve eseguire se vuole avere risposte alle sue domande. La prima fase è quella di OSSERVAZIONE (vedo, guardo e studio le caratteristiche di un elemento); la seconda fase è quella di FARE DELLE IPOTESI; la terza fase è quella di SPERIMENTARE se le ipotesi fatte sono corrette. Se non lo dovessero essere si deve ricominciare dalla prima fase. Però, pensandoci bene, è un metodo che usiamo tutti i giorni della nostra vita, anche nei momenti più impensabili. Questo mi porta a credere che la Matematica sia l’unità di misura di se stessa, o forse della vita. La Matematica è un’unità di misura. L’altra ipotesi potrebbe essere che non ce l’ha. Lo si deduce dalla vostra ultima affermazione: Chi è in grado di dare la soluzione sa anche qual è l’ORIGINE DEI NUMERI! E visto che nessuno sa quale essa sia, neppure voi che avete posto la domanda, non vi è risposta. Adesso io ne attendo una anche se è stato posto a me il quesito. Vi chiedo cortesemente di rispondere, anche nella rivista, per non lasciare noi lettori senza le opinioni di qualcuno che conosce meglio una materia come la matematica. Flavia Occhini L' elemento principe della Matematica Per i pitagorici il numero costituiva l'essenza delle cose, cioè il loro elemento costituente. Questa interpretazione realistica continua in Platone, per il quale si ha numeri ovunque vi sia ordine, determinazione dell'illimitato tramite il limite. Il numero così facendo al livello delle idee, ma sostanzialmente non si identifica più con esse direttamente. Per Aristotele, il numero non ha esistenza separata, ma è solo astratto delle cose, essendo una pluralità misurata o una pluralità di misura: l'unità, che tale misura esprime, non è essa stessa numero. La possibilità di poter misurare, cioè di dare alle grandezze un numero che ne esprima il rapporto con una grandezza campione(unità di misura) è stata una delle principali, se non la prima motivazione per la quale v'è stato lo sviluppo della matematica. Questo tipo di lavoro, volto a muoversi in questa direzione è presente sin da epoche remote dell'esistenza umana sulla Terra, vedasi l'età preellenica, la determinazione delle aree e dei volumi delle figure più semplici( triangoli, piramidi e prismi, rombi e romboidi, ecc.) con le prime apparizioni del Teorema di Pitagora, l'inizio di studi di ricerche sull'area del cerchio e sulla lunghezza della circonferenza, con il calcolo approssimativo del p, tutti risultati questi che emergono da un'attività scientifica in cui la misura e quindi il misurare ha un notevole peso. Cosa questa preponderante nella vita quotidiana, anche non accorgendoci usiamo continuamente dare quantità e misura alle cose che ci circondano. L'impossibilità di un'unità di misura universale rispetto alla quale tutte le grandezze omogenee possano essere espresse in numeri interi, e la conseguente necessità di sottomultipli, portano ad un'estensione del sistema numerico con l'introduzione successiva delle frazioni; quindi alla creazione del sistema dei numeri razionali. È fondamentalmente questo sistema numerico quello che la matematica greca riceve in eredità, e si dedica a perfezionare con notevole successo, come mostra il ruolo preminente che il numero va assumendo nella speculazione filosofica. La storia per uno di quei paradossi di cui si diletta, il punto più alto della matematica numerica e insieme il crollo dell'intera costruzione, nella persona di Pitagora. A lui si deve il principio della scuola della scienza del numero, che assume man mano dimensioni mistiche in una visione filosofico-religiosa che lo pone al centro e alla radice dell'universo, misura di tutte le cose. La scoperta, che si dice i membri della scuola pitagorica giurassero di mantenere segreta, non tarda a trapelare, con effetto dirompente non solo sulle dottrine pitagoriche, ma anche sulla matematica intera, che vede minato così uno dei suoi più solidi pilastri, la possibilità di una base numerica per la MISURA. I secoli che vanno dalla crisi pitagorica alla successiva sistemazione euclidea dal VI° al III° secolo a.C. sono dedicati alla ristrutturazione della geometria su basi non numeriche, che si compie con l'affermazione di quella Teoria delle Proporzioni che troviamo già compiuta negli "Elementi di Euclide" e che relega in una posizione marginale la Teoria dei Numeri. Dall'assunto pitagorico, che vede nel numero l'elemento unificante non solo per la geometria, ma per tutta la matematica, certo la geometria è da parte della matematica l'analisi della realtà, tra le più importanti se non addirittura l'unica che permette di dare una base fondamentale alle scienze naturali; si può passare quindi ad una concezione dualistica, in cui la parte preponderante della matematica è riservata alla geometria, che tratta del continuo, e nell'ambito di questa, alla teoria delle grandezze, mentre i numeri appartengono al discreto, alla funzione originaria di enumerare ogni singola cosa, ogni cosa che ne costituisce gli elementi che ci circondano, dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande. Nell'età moderna, Cartesio e Hobbes riducono il numero ad un'operazione del pensiero effettuata sulle cose. Per Kant invece è uno schema, cioè l'operazione di una legge intellettuale su di un molteplice dell'intuizione pura. Il successivo accostamento della matematica alla logica e l'abbandono della gnoseologia o Teoria della conoscenza soggettivistica che da Cartesio in poi aveva segnato le formulazioni del concetto di numero, conducono alla definizione di B. Russell o russelliana di esso in funzione del concetto logico di classe: " il numero spettante a una classe C è la classe di tutte le classi in corrispondenza biunivoca con C". Infine il numero non è una cosa di reale-oggettivo, né il risultato di un'operazione del soggetto, ma ha in sé una validità oggettiva, come tutte le relazioni stabilite dalla logica. Ciro SANTARCANGELO


Ciao a voi e a chi sta con voi,sono bea,una ragazza come tutte,tutto e tutti unica nel suo genere...andando al sodo non conosco affatto la filosofia matematica ma muoio x la vostra rivista che stimola la mia fantasia e voglia di conoscere TENDENTE ALL'INFINITO,perciò tento spudoratamente di rispondere al vostro quesito inerente l'unità di misura in matematica,affermando che se non ne esiste una stabilita convenzionalmente,potenzialmente qualsiasi numero può fungere da unità di misura di un altro numero,nonchè l'unità di misura del numero è...Il NUMERO STESSO.Annessi e connessi INFINITI.Ok adesso io ci ho provato.Mi regalate l'abbonamento e il libro? mi piacerebbe molto conoscere frequentare e perchè no lavorare con delle persone aperte istruite e intelligenti come voi,posso conoscere Massimo Corbucci?Sono anche una bella fica...oops...Sarei disposta anche a lucidarvi le scarpe... fracla57@hotmail.com


L' unità (u) martinelliand@tiscali.it


La domanda : qual é l'unità di misura in Matematica? La risposta : il numero m2hdi@yahoo.fr


L'unità di misura in matematica è il punto. Associazione V.I.T.R.I.OL


La risposta al quesito è L'UNO. Mauro Miscea


L'unità di misura in matematica è L'Unità. Stefano Pozza


L'unità di misura in matematica è l'ente astratto chiamato "numero". Paolo Re


Spett. Redazione di Scienza e Conoscenza, in risposta al quesito da voi formulato sul numero 10 della vostra rivista riguardo all' unitá di misura della matematica, credo che essa sia l' unitá ( identificata con il numero 1, la risposta sta dentro la domanda! ). Il mio ragionamento é il seguente: Se si considera una divisione tra due numeri, per esempio 3/2 dove 3 é il numeratore e 2 il denominatore quello che stiamo facendo é rapportare una unitá ad un' altra unitá che é il due, che in questo caso consideriamo come l'unitá di misura. Lo stesso dicasi nella divsione 0,3/0,2 dove rapportiamo 0,3 unitá a 0,2 unitá dove possiamo considerare arbritrariamente 0,2 come una unitá di misura. Osserviamo comunque che le due unitá considerate ( 2, e 0,2 ) sono multipli e frazioni di uno, ovvero l'unitá per eccellenza. Tutti i numero possono essere considerati come multipli o frazioni di 1. Risulta evidente che si puó dividere ( o moltiplicare ) infinitamente l'unitá, quello che non possiamo fare é rapportare un numero qualsiasi e arbitrario di unitá a nessuna unitá, é questa il motivo per il quale non si puó dividere per zero. Infatti la divisione 3/0 non é definibile in quanto stiamo rapportando il numero 3 all' assenza di unitá ( di misura). Credo sia questa la risposta, nel caso mi dovessi sbagliare vogliate essere cosí gentili da inviarmi una mail con la risposta esatta visto che avete solleticato la mia curiositá. Cordiali saluti, Francesco Montuoro


Non so se interpreto bene la domanda posta nel numero 10 da Massimo Corbucci, ma la risposta più logica (e interessante) che mi viene è "l'insieme vuoto". Non solo i numeri possono essere originati dall'insieme vuoto (il cui "contenuto" è rappresentato dal "non numero" 0), ma praticamente qualsiasi tipo di logica. Riferendomi anche alla teoria che vi ho inviato in forma integrale, il vuoto stesso, nel manifestare tale stato potrebbe essere considerato "l'origine di tutte le cose". Saluti Renato Pagliaro


Egregio staff di S&C, Tenterò una risposta al vostro quesito (probabilmente tale risposta sarà piena di inesattezze, ma spero che chiuderete un occhio): tutte le "unità di misura" si fondano su modelli fisici utilizzati come base delle misurazioni (ossia si confronta l'unità base con la grandezza presa in considerazione); per ciò che riguarda la Matematica, però, non esiste un modello "fisico" sul quale basare la misurazione, ma bensì esiste un "concetto", che è quello dell'UNITA', ossia il più piccolo elemento, per così dire, "pensabile".Tale concetto è fisicamente riscontrabile in quanto è la base della numerazione dei fenomeni naturali e, di conseguenza, la base di tutte le altre UNITA' (per l'appunto) DI MISURA fisiche. Spero di non essere stato troppo criptico nella mia sintassi, e spero che il mio intuito, questa volta, sia servito a qualcosa! Vi porgo i miei saluti, Francesco Gioia Egregio staff di S&C, Tenterò una risposta al vostro quesito (probabilmente tale risposta sarà piena di inesattezze, ma spero che chiuderete un occhio): tutte le "unità di misura" si fondano su modelli fisici utilizzati come base delle misurazioni (ossia si confronta l'unità base con la grandezza presa in considerazione); per ciò che riguarda la Matematica, però, non esiste un modello "fisico" sul quale basare la misurazione, ma bensì esiste un "concetto", che è quello dell'UNITA', ossia il più piccolo elemento, per così dire, "pensabile".Tale concetto è fisicamente riscontrabile in quanto è la base della numerazione dei fenomeni naturali e, di conseguenza, la base di tutte le altre UNITA' (per l'appunto) DI MISURA fisiche. Spero di non essere stato troppo criptico nella mia sintassi, e spero che il mio intuito, questa volta, sia servito a qualcosa! Vi porgo i miei saluti, Francesco Gioia


Gent.ma redazione, ho letto con curiosità il quesito, e siccome mi piace scherzare, nello sforzo di dare un senso logico alla mia eventuale risposta, spontaneamente mi sono ritrovato ad esaminare delle variazioni anagrammatiche sul quesito:

MA TEMATICA - detta anche "disciplina del dubbio" - unità di misura: il "MA";

META MATICA ˆ detta anche "metalinguistica razionale" ˆ unità di misura: due e diverse, il "META NO" ed il "META SI". Il "META NO" serve per esprimere a contrariis il "META SI" ed il "META SI" serve per esprimere a contrariis il "META NO". Non si incontrano quasi mai sullo stesso piano, se succede danno luogo ad uno stranissimo fenomeno, non ancora completamente compreso, noto col nome di "METANOSI". Si favoleggia però di alcuni politici che siano in grado di padroneggiare il suddetto fenomeno;

TEMA MATICA ˆ nota anche come "tecnica per la creazione meccanica di componimenti linguistici". Unità di misura: non prevista, sostituita dal "giudizio" per il quale è indispensabile munirsi di un professore di letteratura;br>
MATMA ETICA ˆ disciplina morale riconducibile ai principi etici di Ghandi, per la quale non è ancora stata proposta l‚unità di misura (forse non si troverà mai).

A questo proposito, non potrebbe essere che nel caso della MATEMATICA (tuttoattaccato) non esista l‚unità di misura, visto che nella mia estrema ignoranza mi verrebbe da definirla come "scienza delle quantità e delle proporzioni" e quindi dovrebbe implementare tutte le unità di misura possibili per esprimerle?

IL BURLONE
stilleben@tin.it>





CI SCUSIAMO CON TUTTI I LETTORI CHE HANNO RISPOSTO SU SUPPORTO CARTACEO PERCHE' NON CI E' POSSIBILE TRASCRIVERE ON-LINE TUTTE LE RISPOSTE CHE CI SONO PERVENUTE.


Massimo Corbucci
Massimo Corbucci è nato a Viterbo il 12 – Dicembre  1954. Ha studiato Elettronica e Radiotecnica all’I.P.S.I.A.  di Viterbo.... Leggi la biografia
Massimo Corbucci è nato a Viterbo il 12 – Dicembre  1954. Ha studiato Elettronica e Radiotecnica all’I.P.S.I.A.  di Viterbo. All’Università  “LA SAPIENZA”  di ROMA  si è laureato in Fisica e in Medicina e Chirurgia.   La passione per la Fisica Nel Dicembre 1976, ancora studente di Fisica, ricalcolando la distribuzione degli... Leggi la biografia

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