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Coerenza dell'acqua: perché l'acqua è veicolo di informazione? Esiste quindi una memoria dell'acqua?

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Massimo Citro - 01/01/2016

Tratto da La Coscienza dell'Acqua (DVD), Macro Video 2010.  

La memoria dell’acqua sarebbe dunque determinata da moti collettivi, di tipo coerente, delle molecole d’acqua, che finiscono per comportarsi come un’unica cosa. Si tratta di un livello di ordine molto elevato, capace di ricevere e trasmettere informazioni. Possiamo concludere che l’acqua entra in uno stato di coerenza allorché l’individualità di ogni sua molecola si perde nella collettività dell’insieme. Come succede alle singole cellule che confluiscono a organizzarsi in un organo: non esiste più la cellula del fegato, esiste il fegato. Non esistono più i singoli mattoni di un muro: esiste solamente il muro. […]


Prendiamo ad esempio i banchi di pesci. A volte sono milioni di unità a confluire nell’insieme unico che a noi appare banco, capace di spostarsi anche a grandissime velocità (la cosiddetta espansione a flash) come un corpo unico, nel quale i singoli pesci sembrano essersi annullati. Come è pensabile che migliaia di esseri possano coordinarsi tra loro, viaggiando “in formazione” perfetta ad altissima velocità? Lo stesso vale per gli stormi: a tutti è capitato di ammirare forme insolite e curiose disegnate in cielo da insiemi di uccelli divenuti solo fluide masse fluttuanti e mutevoli, tanto da incantarci. […]

Nel caso degli animali, è stato proposto un campo capace di ordinare i movimenti della collettività. Si pensi anche alle società di insetti, quali le api o le termiti. Queste ultime sono in grado di costruire intere complesse città (pur essendo insetti ciechi), guidate da qualcosa che pare sovrastare l’individuo, quasi una regia collettiva. Come se esistesse un’anima di gruppo, custode della forma. Chi opera tale regia? Chi detiene il progetto del termitaio?

La Scienza dell'Invisibile
La Coscienza dell'Acqua - DVD Buono

Un grande ricercatore contemporaneo, il biologo inglese Rupert Sheldrake, nel tentativo di spiegare questi fenomeni, ha elaborato la teoria dei cosiddetti “campi morfici”. Il nome deriva dal greco antico “morphè”, che significa “forma”. Sheldrake presuppone l’esistenza di campi particolari, sovrastanti i singoli membri del gruppo, campi che detengono il progetto collettivo, quindi la forma che l’insieme dovrà avere. E la forma, non dimentichiamolo, non è disgiunta dall’informazione: in-formare significa “dotare di una forma”. […]
L’acqua è dunque in grado, per sua intrinseca natura, di ricevere, trattenere e restituire informazioni, proprio perché oscilla tra stati coerenti e non.

Questo è alla base dell’omeopatia, ma anche di tutte quelle metodiche (alcune peraltro molto antiche) capaci d’informare l’acqua e che esamineremo in seguito.
La possibilità da parte degli aggregati molecolari d’acqua di trasferire informazioni a ogni successiva diluizione omeopatica assomiglia a un fenomeno d’intrinseco apprendimento, tipico di ogni tipo di organizzazione collettiva. Durante il processo di dinamizzazione del rimedio, le informazioni registrate continuano a riprodursi nelle successive generazioni anche molto oltre il numero di Avogadro. Ogni organismo è influenzato da altri a lui simili che lo hanno preceduto. La cristallizzazione, ad esempio, di composti chimici “impara” da esperienze di precedenti cristallizzazioni. Così come la struttura delle società complesse di certi insetti si fonda su fenomeni di memoria collettiva: il campo unitario che dirige le operazioni.

Lo stesso Sheldrake ha fondato la sua teoria sull’ipotesi che i processi di formazione e di apprendimento generino una memoria collettiva che potrebbe manifestarsi nelle generazioni future. Quel che accade alle diluizioni omeopatiche capita anche nel mondo animale. Si tratta di memoria trasmissibile attraverso non il DNA, ma campi “morfici”, capaci – lo ricordiamo – di determinare la forma.[…]

Tratto da La Coscienza dell'Acqua (DVD), Macro Video 2010.  


Massimo Citro
Dottore in Medicina e Chirurgia, Dottore in Lettere Classiche e Specialista in Psicoterapia, Massimo Citro vive e lavora come medico a Torino.... Leggi la biografia
Dottore in Medicina e Chirurgia, Dottore in Lettere Classiche e Specialista in Psicoterapia, Massimo Citro vive e lavora come medico a Torino. Ricercatore scientifico e scopritore del TFF (Trasferimento Farmacologico Frequenziale), dirige l’Istituto di Ricerca “A. Sorti” da lui stesso fondato. Autore di saggi letterari e scientifici, come... Leggi la biografia

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