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Quale significato ha la malattia?

Medicina Non Convenzionale

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Quale significato ha la malattia?
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Mario Dalla Torre - 01/01/2016

Quando abbiamo qualcosa che noi definiamo disturbo (che in realtà è un sintomo), l’unica cosa che ci viene in mente è quella di far sparire al più presto e con ogni mezzo ciò che appunto ci disturba. Non vogliamo avere disturbi e quindi si comincia la lotta contro il sintomo.
Il sintomo viene automaticamente svuotato della sua precisa e preziosa funzione di messaggero.
Fino a che si interviene sul sintomo e quindi sull’effetto (che è la parte esteriore, visibile) della situazione, la causa della malattia (che è la parte interiore, non visibile) continuerà a lavorare, a propagarsi, proprio come un’erbaccia che viene semplicemente tagliata nella parte esteriore, senza estirparne le radici.


Ad ogni malattia un significato

 

  • Il cuore è la sede dell’amore, delle relazioni con le persone più intime. Quando ci sono problemi cardiaci vuol dire che ci sono problemi nell’aspetto del dare e ricevere amore, c’è tensione nell’area degli affetti. Quando una persona ha un infarto significa che ne è affetta ha subito un repentino shock nell’ambito dell’amore o in quello delle relazioni con una persona vicina al suo cuore. Potrebbe essere un abbandono, un lutto, un tradimento. La persona che manifesta invece una tachicardia vive la relazione affettiva in modo discontinuo, quasi a singhiozzo. L’amore non fluisce in modo regolare. Ad esempio l’ipertensione segnala che il soggetto vive con tensione eccessiva gli aspetti dell’amore oppure si sente sottopressione nell’amore o nel sentirsi amato. Non vive con serenità la sfera affettiva. Oppure potrebbe anche essere che la persona è troppo occupata dal lavoro e non ha tempo per occuparsi delle relazioni affettive. L’anemia invece segnala che la persona non si permette di essere nutrita dall’amore.

 

  • Vene varicose: la difficoltà della circolazione del sangue nelle gambe esprime la difficoltà di circolazione dell’amore verso la mamma.

 

  • Il soggetto che presenta un’emorragia cerebrale ha avuto un forte shock affettivo e si sente profondamente isolato.

 

  • Cefalea: Il soggetto non si sente amato da chi per lui rappresenta l’autorità (padre, oppure Dio).

 

  • Emicrania/mal di testa: Colpisce la fronte, le tempie, l’occhio.  Fa male vedere certe verità. “Non mi sento visto per quello che sono. Non voglio essere apprezzato per quello che faccio, ma per quello che sono”.

 

  • Giramenti di testa (capogiri). E un profondo senso di insicurezza. Il soggetto sente il mondo girargli intorno, ha perso gli appigli e non trova punti di riferimento. Non è più in equilibrio, si sente disorientato, sradicato dal suo habitat, fa fatica a stare nella nuova realtà. Può accadere in persone che hanno avuto forti traumi affettivi.

 

  • Nella dislessia i due emisferi cerebrali non comunicano e non si trasmettono informazioni interagendo tra loro. Il dislessico non può usarli entrambi contemporaneamente. Questo potrebbe accadere ad esempio quando un figlio vive l’esperienza di due genitori che litigano e non può ascoltarli entrambi.



 


 

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