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Com'è composto il microbioma?

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Com'è composto il microbioma?

La “rivoluzione del microbioma” procede lentamente, e solo una piccolissima parte dei microrganismi che compongono il microbiota è stata finora identificata, tra questi vi sono batteri, virus, lieviti, funghi, eliminti e parassiti vari


Fiamma Ferraro - 08/08/2019


Negli ultimi anni i metodi d’analisi basati sulla biologia molecolare hanno consentito di compiere grandi progressi nella ricerca sul microbioma, e si è passati dalle poche centinaia di studi reperibili all’inizio del 2000 alle attuali molte migliaia, e il numero continua a crescere sempre più rapidamente. L’emergere di nuove evidenze scientifiche e il perfezionamento delle tecniche d’analisi hanno permesso di acquisire maggiori informazioni, in particolare sui 2 kg di microrganismi che popolano il nostro intestino, ed è ormai lampante come il tipo e la quantità di questi microbi intestinali giochi un ruolo determinante per la nostra salute, e le aziende biotech stanno investendo sempre di più in tecnologie che individuano in questo “microbioma” un potenziale modulatore del nostro benessere intestinale e del nostro sistema immunitario innato. La “rivoluzione del microbioma” tuttavia procede lentamente, e solo una piccolissima parte dei microrganismi che compongono il microbiota è stata finora identificata, il che non sorprende, dato il numero stratosferico di questi microrganismi (e tra questi microganismi, designati genericamente con il nome di “microbi”, sono compresi batteri, virus, lieviti, funghi, eliminti e parassiti vari).

Conosciamo solo lo 0.4% di tutti i batteri

Solamente nellʼintestino è contenuta una massa di oltre 2 kg di batteri. Ed oltre ai batteri nell’intestino, ne ospitiamo una grande varietà nel resto del corpo: dai ceppi invisibili di funghi tra le dita dei piedi, al microbioma nel cervello, nei polmoni, nella vagina, nella bocca, sulla pelle, mucose varie, ecc. Come osserva lo scienziato Dave Reilman, Ph.D., della Stanford University, «soltanto lo 0,4% circa di tutte le specie batteriche esistenti è stato identificato».
C’è quindi ancora molta strada da percorrere, anche perché fino a pochi anni fa nella pratica medica veniva dedicata un po’ di attenzione solo a quella che veniva definita come “flora intestinale”, consigliando magari solamente (e nemmeno sempre) di prendere, dopo le cure con gli antibiotici, un po’ di probiotici.
Si era infatti ancora ben lontani dal rendersi conto dell’importanza dell’infinità di organismi che ospitiamo nell’intestino e non solo, e delle funzioni vitali che essi svolgono, non solo per la digestione e nutrizione ma per la salute di tutto l’organismo. Sta tuttavia ora sempre più rapidamente emergendo il ruolo benefico e vitale che viene svolto per noi dal complesso dei microbi che ospitiamo.
Negli ultimi anni i metodi d’analisi basati sulla biologia molecolare hanno consentito di compiere grandi progressi nella ricerca sul microbioma, e si è passati dalle poche decine di studi reperibili nel 2004 a quasi 2000 nel 2014 e ad oltre 4000 studi nel 2014, ed il numero continua a crescere sempre più rapidamente.


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Più cellule batteriche che umane

Gli studi degli ultimi anni, tecnologie sempre più avanzate hanno consentito peraltro di arrivare ad indicazioni a quanto pare più precise quanto al numero di cellule microbioche ospitate nel nostro organismo. Ancora oggi si legge in varie pubblicazioni che il numero di cellule microbiche sarebbe 10 volte superiore a quello delle cellule umane, ma studi più recenti [1] (2015-18) ritengono che questa stima non corrisponda alla realtà e sia dovuta al fatto che la proporzione tra le cellule microbiche e quelle umane nell’intestino (che in effetti contiene un numero di cellule microbiche molto superiore a quelle umane) è stata considerata come valida anche per le cellule microbiche contenute in altre parti dell’organismo. Se si guarda non solo all’intestino ma alle cellule microbiche contenute in tutto l’organismo allora, secondo questi studi, il rapporto tra cellule microbiche ed umane non sarebbe in realtà di 10 ad uno ma di 1,3 ad uno. Vi sono tuttavia in proposito varie opinioni contrastanti e continuano ad emergere nuove tecnologie di misurazione e nuovi risultati numerici. L’unico dato che peraltro finora appare certo è che il numero di cellule batteriche (e dei loro geni) è comunque di gran lunga superiore a quello delle cellule e dei geni umani.



 [1] Ved. Ad es. le ricerche condotte in Israele dell’Istituto Weizmann (https://centers.weizmann.ac.il/microbiome) e l’articolo dell’aprile 2018 a questo link https://www.sciencealert.com/how-many-bacteria-cells-outnumber-human-cells-microbiome-science, in cui sono citati vari recenti studi sull’argomento.


Fiamma Ferraro
 È  laureata in medicina e scienze mediche in Irlanda. Ha completato la formazione specifica in medicina generale e ha conseguito titoli in... Leggi la biografia
 È  laureata in medicina e scienze mediche in Irlanda. Ha completato la formazione specifica in medicina generale e ha conseguito titoli in scienza della nutrizione e terapia chelante in Germania, omotossicologia, fitoterapia e ozonoterapie presso le Università di Siena e Firenze, psicofarmacologia con l'Università di Harvard (USA) e... Leggi la biografia

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