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Geopatie e Tumori: quello che la scienza ufficiale non divulga

Cancro: le cure alternative

Geopatie e Tumori: quello che la scienza ufficiale non divulga

Cancro: le cure alternative

Geopatie e Tumori: quello che la scienza ufficiale non divulga
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Manuela Gatti - 01/01/2016

I gruppi etnici che nel corso del tempo da nomadi divennero stanziali, per scegliere l’area sulla quale edificare la propria dimora piuttosto che un’intera città, si avvalsero di sistemi tramandati oralmente, che divennero “regola scritta” nel 2.700 a.C. in Cina.
Anche i Romani usavano un simile protocollo: sceglievano il sito dove edificare in base all’esposizione al sole, al riparo dai venti e dai nemici, in prossimità dell’acqua, protetto alle spalle dalla “montagna” – entità reale o simbolica - e aperto sul davanti. Quindi vi portavano le loro greggi a pascolare per un paio di mesi: l’osservazione dello stato di salute degli animali e l’analisi del loro fegato dopo la permanenza sul luogo, determinavano la scelta di edificare piuttosto che di procedere nella ricerca di un nuovo terreno, sano.
A tutt’oggi la scelta del luogo, il rapporto dell’edificio con la natura circostante, l’orientamento e la corretta esposizione alla luce del sole, la forma, rappresentano le basi teoriche dell’’Architettura (quella con la A maiuscola) per poter procedere con i lavori.
La domanda che potremmo porci a questo punto è la seguente: come mai stazionando su alcuni terreni gli animali si ammalavano? Come mai il terreno, che nell’antichità non era certo inquinato da sostanze chimiche, poteva rappresentare un pericolo per la salute dell’uomo o degli animali? Quali segreti celava il sottosuolo? Forse una misteriosa energia proveniente dai meandri della terra contaminava i luoghi e faceva ammalare le greggi e gli abitanti che vi si insediavano?

Hartmann e Curry
Va dato merito a coloro che per primi, più di cinquant’anni fa, identificarono il nesso fra patologia e radiazione tellurica: il dr. Ernst Hartmann, medico tedesco e l’ing. Curry, austriaco. Il primo, a partire dal 1948 individuò con strumentazione biofisica, che tutto il pianeta è attraversato da una maglia rettangolare orientata nord-sud (m 2.50 x 2) dello spessore di circa 21 centimetri e verificò con le strumentazioni allora in possesso che i punti di incrocio di questa maglia, oggi detti nodi di Hartmann, erano fortemente perturbati: Hartmann studiò per 12 anni gli effetti patogeni prodotti su 14.000 ratti che venivano fatti stazionare sui nodi. Successivamente Curry individuò un secondo reticolo, simile ma inclinato trasversalmente rispetto al primo, con uno spessore della maglia di circa 50 centimetri, più grande e di forma quadrata (circa m 2.50 x 2.50), i cui punti di incrocio, denominati nodi di Curry, risultavano anche in questo caso fortemente perturbati.
Oggigiorno le esigenze a breve termine del mercato dell’edilizia fanno sì che si progetti e si costruisca senza più tener conto di quei precetti base della vera Architettura, che consentirebbero anche la climatizzazione e l’illuminazione degli edifici con notevole risparmio energetico e aumento del comfort abitativo. La verifica della salubrità di un’area, elemento fondamentale per chi vi soggiornerà, non è argomento noto ai progettisti e tantomeno regolamentato da leggi: i carotaggi dei terreni sul luogo destinato alla nuova costruzione vengono eseguiti esclusivamente su aree contaminate in precedenza da sostanze chimiche derivanti da attività pregresse.
Le normative vigenti indicano criteri per la realizzazione di nuovi edifici o per le ristrutturazioni al fine di un risparmio energetico, attribuendo una certificazione di classe energetica al costruito. È possibile inoltre di recuperare fino al 55% di quanto investito per costruire o ristrutturare in bioedilizia.
Ma chi si appresta ad investire il proprio denaro in una casa costruita secondo i criteri della bioarchitettura (materiali naturali, tipologia costruttiva protettiva e duratura, pareti e tetto traspiranti, impianti che utilizzano fonti energetiche quali sole, luce o acqua del sottosuolo, finiture che non rilasciano sostanze tossiche, impregnanti e pitture naturali, progettata in maniera tale da permettere all’energia vitale di scorrere liberamente e influenzare positivamente gli ambiti e le funzioni preposte), forse non sa che soggiornare in questa casa, a dispetto degli eccellenti presupposti, non garantisce affatto una protezione dalle radiazioni telluriche che possono generare geopatie.

Cosa sono le geopatie
La geopatia rappresenta una patologia o un disturbo o un’alterazione biologica causata da radiazioni naturali o artificiali, che determina una modifica della polarità cellulare cambiando lo spin o senso di rotazione della membrana cellulare esterna ed interna. La polarità è un fenomeno magnetico: in presenza di stress geopatico può verificarsi un’inversione della polarità cellulare (come dimostrato con strumentazione scientifica dai Nobel Neher e Sakman, 1991, e Rod Mac Kinen, 2002). Il legame fra stress geopatico e tumore fu confermato dal rapporto dell’8° Congresso Internazionale per la Difesa Biologica dal Tumore, nel 1999, congresso al quale parteciparono oncologici livello internazionale quali Ulrike e Reimar Banis. Questi medici dichiararono che il meccanismo delle radiazioni sull’uomo – i cui effetti avevano tempi di latenza che andavano dai due o tre anni sino a trent’anni e oltre – si manifestavano spesso con la comparsa della malattia tumorale. Decisiva per l’azione patogena è la permanenza per diverse ore consecutive su punti radianti senza muovere il corpo, come in particolare nel letto o su una postazione di lavoro sedentario.
L’affermazione più forte di tutto il Congresso, condivisa da tutti i relatori, riguardava un dato oggettivo e cioè che tutti i pazienti affetti da tumore presentavano stress geopatico.
Di fatto nel 1999 non si era in grado di stabilire di quali radiazioni si trattasse né tantomeno esistevano sistemi di schermatura: l’indicazione che molti di questi medici davano ai loro pazienti affetti da tumore era quella di cambiare la posizione del letto affidandosi alla legge della probabilità, nella speranza di spostarsi in una zona non perturbata!
Utilizzando uno strumento di propria ideazione, brevettato, successivamente certificato, denominato Geopotenziometro, l’architetto Nicola Limardo, esperto geobiologo, ha scoperto che in corrispondenza dei nodi di Hartmann e di Curry ma anche in corrispondenza di vene d’acqua sotterranee, vi sono emissioni verticali, simili a laser, dello spessore di circa un micron, costituite da radiazioni gamma ionizzanti, estremamente pericolose per la salute.
Il dr. Hartmann aveva rilevato che la permanenza prolungata su questi punti geopatici poteva causare danni fisici anche irreversibili, ma non poteva sapere, in quanto non esisteva nessuna strumentazione che lo permettesse, di cosa si trattasse. Con quelle stesse conoscenze, non aggiornate, procedono oggigiorno praticamente tutti gli operatori olistici del settore, radioestesisti, rabdomanti, in buona fede o meno, con una strumentazione che non permette di valutare la componente della radiazione ionizzante presente in corrispondenza di nodi o vene d’acqua: questi operatori spesso forniscono prodotti genericamente schermanti (in realtà utili solo per schermare la componente elettromagnetica artificiale dei nostri impianti) mettendo a repentaglio la salute di chi, convinto di avere schermato un punto radiattivo, vi posiziona sopra il letto!
Certamente il nostro letto, su cui dormiamo e stazioniamo per un terzo del nostro tempo in stato di abbandono è un punto cruciale e fondamentale da proteggere, ma in un’abitazione sarà bene schermare anche la cucina (dispensa, frigo, fuochi, lavandino) per non contaminare (o per decontaminare) i nostri alimenti e lo stesso dicasi per zone in cui si dovesse stazionare per parecchie ore consecutivamente. È’ ovvio che se in aggiunta all’esposizione alle pericolose radiazioni gamma, che influiscono a livello tiroideo, cardiaco e respiratorio, si somma anche la componente elettromagnetica artificiale del proprio impianto di rete, si avrà una maggiore perturbazione dell’attività elettrica della testa e una riduzione di produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale.
Tenendo presenti le dimensioni dei reticoli con relativi nodi e vene d’acqua, è praticamente impossibile che nell’area di un letto matrimoniale non vi sia almeno un punto radiante ed in quel caso non si potrà ovviare al problema cambiando posizione al letto, cosa invece possibile con un letto singolo.

Cosa possiamo fare per proteggerci
Come si pone il bio architetto, colui che ha una missione: prendersi cura dell’ambiente e dei suoi abitanti, realizzando l’utile e il bello? Come si pone l’esperto di Feng Shui, oggi così di moda ? È sufficiente progettare ponendo l’attenzione ai materiali naturali, agli impianti a basso consumo, alla tipologia costruttiva? È consapevole questo professionista che una casa “bio” è per definizione “favorevole alla vita”?
E come si pone il medico oncologo che pur conoscendo – o per grave ignoranza, non conoscendo – quanto oggi è stato accertato e riconosciuto circa la relazione stretta fra radiazioni ionizzanti e tumori, non informa i propri pazienti e non li mette in condizione di proteggersi?
Perché non vengono divulgati i prodotti schermanti certificati, lasciando invece spazio alla divulgazione e vendita di prodotti che non sono in grado di schermare i raggi gamma ionizzanti e che non posseggono alcuna certificazione e riconoscimento scientifico?
Come mai non si diffonde l’utilizzo di queste stuoie da posizionare sotto il materasso, dichiarate dispositivi medici in classe1 (validazione del 2-10-2009 n.226564- Ministero della salute) deducibili dalla dichiarazione dei redditi (detrazione IRPEF del 19% del costo, in quanto dispositivi medici), acquistabili senza certificato medico, in grado di proteggere dalle radiazioni ionizzanti provenienti dal sottosuolo e coadiuvanti anche per le malattie anche di tipo degenerativo?
Perché il progettista ed in particolare colui che si dichiara “bio architetto”non diffonde l’applicazione delle guaine bio edili certificate, in fase di costruzione o di ristrutturazione, in grado di “coprire” ben 10 piani di un edificio? Guaine i cui costi, per quanto riguarda l’edilizia non residenziale (aziende, negozi, alberghi, studi medici, ospedali, scuole, farmacie ecc.), in virtù della legislazione, vengono dedotti al 100%?!

 

Riassumendo
- Sono presenti su tutta la superficie terrestre ogni 2 mq circa, sottili emissioni di raggi gamma ionizzanti provenienti dal sottosuolo (radiazioni naturali).
- Hanno una frequenza e un’energia molto elevata, sono molto penetranti e attraversano facilmente il corpo umano.
- Se queste radiazioni investono il tessuto biologico possono determinare danni biologici, agendo sul DNA e impedendogli di riprodursi correttamente.
- Per determinare geopatie, malattie tumorali, è necessario un posizionamento a lungo termine sui punti di emissione: questo meccanismo d’azione può essere potenziato dal sommarsi all’esposizione delle radiazioni artificiali degli impianti domestici.
- Possono essere eseguiti dei rilievi ambientali nelle abitazioni e nei luoghi pubblici, con strumentazione certificata, per individuare i punti di emissione di queste radiazioni.
- Possono essere posate guaine schermanti bioedili in fase di costruzione o ristrutturazione posate nella soletta, che coprono fino a 10 piani del costruito.
- Si possono utilizzare stuoie schermanti certificate sotto il materasso, deducibili al 19% come i presidi medici in classe 1.
- Gli unici prodotti attualmente in commercio aventi le caratteristiche sopra citate sono stati brevettati e vengono prodotti dal prof. arch. Nicola Limardo, collaboratore della società di consulenza e progettazione “Cerchi nel Grano”e collaboratore di “Corposophia Scuola di Salute Naturale dell’Uomo e dell’Ambiente”.
- Buona parte di queste informazioni sono riportate nel libro “Salute dell’Habitat” di Nicola Limardo ed. Anima, (ultima edizione) e sul sito www.radiazioninaturali.it.
Inoltre è scaricabile gratuitamente sul sito www.geoprotex.it una tesi di laurea in medicina dedicata alle ricerche del prof. Limardo e del suo team.


Manuela Gatti
Mi chiamo Manuela Gatti, sono nata a Milano il 2 novembre 1956, ho uno studio dove pratico l’idrocolonterapia e fornisco consulenze in tema di... Leggi la biografia
Mi chiamo Manuela Gatti, sono nata a Milano il 2 novembre 1956, ho uno studio dove pratico l’idrocolonterapia e fornisco consulenze in tema di salute naturale a Milano, in via Ripamonti, 187.Ho svolto diverse attività e professioni, apparentemente molto diverse fra loro, ma con una caratteristica in comune: la ricerca, in ambito della... Leggi la biografia

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