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Le malattie del cervello sono in continuo aumento

Scritto da: Paolo Giordo | Medicina Non Convenzionale

Le malattie del cervello sono in continuo aumento

La storia dell’essere umano è formata da un lungo processo di adattamento, scandito da lentissime modificazioni genetiche in risposta al graduale e profondo mutamento ambientale.

Il nostro corpo biologico si trova sempre più impreparato di fronte ai veloci cambiamenti dell’ambiente e a sollecitazioni esterne sempre più repentine e violente. Tutto ciò ha avuto delle evidenti ripercussioni sul nostro equilibrio endocrino, immunitario e nervoso.


 

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Una di queste risposte distorte è quella legata all’autoimmunità, intesa come una reattività immunitaria anomala che ha contribuito a modificare o alterare la risposta globale all’ambiente.

Se consideriamo, nel suo complesso, il peso dell’inquinamento atmosferico, di quello dei cibi che mangiamo e della terra che li fa crescere, della pletora di farmaci che assumiamo, tra i quali molti neurotossici, dell’invasione tecnologica indiscriminata che ha modificato o sostituito i nostri rapporti umani e sociali, dobbiamo concludere di trovarci di fronte ad un vero e proprio attacco al cervello.
Il cervello sta infatti perdendo non solo la capacità di adattarsi nel modo migliore all’ambiente ma sta alterando le sue stesse capacità di funzionamento e di discriminazione corretta delle varie situazioni che via via si presentano.

 

Alzheimer, Parkinson e SLA sono in continuo aumento

A questo proposito dobbiamo osservare il considerevole aumento delle malattie neurodegenerative e autoimmuni come il morbo di Alzheimer, il Parkinson, la SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) e la Sclerosi Multipla, per citare solo le più frequenti e conosciute.

Possiamo osservare che alla base dei meccanismi di neurodegenerazione si pone l’aggregazione di alcune strutture proteiche che prendono forma di fibrille, a cui si somma l’inefficacia sia dei meccanismi di smaltimento dei suddetti aggregati, si di quelli di protezione cellulare e immunitaria.

Un altro fattore legato strettamente alla neurodegenerazione è quello della insulinoresistenza, sempre più legata ai nostri stili alimentari.

L’insulina, infatti, non serve solo al metabolismo degli zuccheri ma gioca un ruolo importante nei processi cognitivi; una dis-regolazione di questo ormone conduce ad un declino delle funzioni cognitive aumentando il rischi di sviluppare la malattia di Alzheimer del 150% per cui si parla, a buon diritto, di una terza forma di diabete, quello cerebrale, appunto.


 

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