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Perché tieni gli altri a distanza?

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Simone Soldani - 01/01/2016

 

La prossemica è la disciplina creata dall’antropologo Edward Hall che lui stesso la definisce con le seguenti parole: ‹‹studio dell’uso che gli individui fanno dello spazio sociale e personale››.

Egli ha notato che nello spazio intorno alle persone è presente come una sorta di “bolla” nella quale non tutti possono accedervi a proprio piacimento. In maniera inconsapevole, si mantengono le persone ad una distanza che varia di volta in volta a seconda del contesto e del rapporto sociale. Differente è la distanza che mantengono due innamorati rispetto a due persone che si sono incontrati per discutere di lavoro, o ancora, tra due amici piuttosto che tra sconosciuti che entrano in relazione per la prima volta.

Hall nel corso dei suoi studi effettuati su soggetti nordamericani, ha suddiviso lo spazio in quattro distanze interpersonali. Esse sono create dalla distanza che la persona mette tra sé e gli altri, e più le persone sono distanti tra loro più il grado di formalità aumenta.

 

Le 4 distanze della prossemica

Distanza intima (da 0 a 45 cm circa)
A questa distanza possono accedere solamente coloro con i quali le persone hanno stabilito un rapporto di grande fiducia, altrimenti chiunque vi acceda senza il consenso viene percepito come aggressore.
La distanza intima è caratteristica dei rapporti stretti, dove è presente intimità, come tra partner, tra madre e bambino, ecc. Essi sono talmente tanto vicini da potersi perfino toccare e odorare attraverso l’apparato tattile e olfattivo.
 
Distanza personale (da 45 a 120 cm circa)
Questo spazio viene frequentemente occupato da coloro che hanno con le persone relazioni sociali caratterizzate da familiarità.
Nella zona personale possono tranquillamente accedere tutte quelle persone come familiari, amici, colleghi, che non hanno un rapporto intimo, ma con le quali quotidianamente si comunica con piacere e affabilità.
A questa distanza ci si trova abbastanza vicini agli altri, tanto da potersi toccare ma non da attivare pienamente l’olfatto e il tatto. I sensi maggiormente sollecitati sono l’udito e la vista.
 
Distanza sociale (da 120 a 360 cm circa)
La distanza sociale è riservata a relazioni formali e impersonali. In essa non si parla della propria vita privata, non ci si confida, ma si affrontano le questioni di lavoro, si offre consulenza, si negozia, si contratta.
A questa distanza non è possibile avere il contatto fisico con l’altro, per questo motivo i sensi che vengono utilizzati sono soltanto la vista e l’udito.
 
Distanza pubblica (da 360 cm circa in poi)
Questo spazio è generalmente utilizzato nelle situazioni pubbliche come l’insegnante che spiega alla classe, oppure l’oratore che parla ad un convegno.
Chi comunica nella zona pubblica non intende stabilire con ogni partecipante un rapporto di coinvolgimento e se un certo coinvolgimento viene a crearsi è più che altro con l’insieme delle persone.
La distanza è tale che l’apparato che più di ogni altro viene utilizzato è il visivo e solo in parte, ossia se è presente un amplificazione, l’apparato uditivo.
 

A cosa serve la prossemica?

La conoscenza della prossemica è importante tanto quanto la parola, perché così facendo è possibile autoeducarsi “a restare al proprio posto”.

Se si desidera che la comunicazione sia efficace è necessario fare attenzione ai segnali non verbali che l’interlocutore invia (segnali di allontanamento/avvicinamento) e porsi ad una distanza relazionale che l’altro desidera venga mantenuta.

Come diceva la “metafora dei porcospini” proposta da Schopenhauer in Parerga e Paralipomena: ‹‹avvicinarsi è possibile per dare e ricevere affetto e sicurezza, ma attenzione gli aculei possono ferire e ferirci››.                                

 


 


Simone Soldani
Simone Soldani si laurea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Scienze Motorie e dello Sport ed in Scienze e Tecniche delle... Leggi la biografia
Simone Soldani si laurea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in Scienze Motorie e dello Sport ed in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, entrambe con lode.Successivamente diventa Insegnante di Educazione Fisica alle scuole elementari e poco dopo di Scienze Motorie e Sportive alle scuole medie,... Leggi la biografia

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