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Le nuove frontiere dell'Agopuntura

Scritto da: Irene Aguzzi | Medicina Non Convenzionale

Le nuove frontiere dell'Agopuntura

Le Scienze Antiche Cinesi hanno concepito la realtà nel suo aspetto energetico, e le teorie energetiche alla base della medicina cinese – una volta considerate improbabili invenzioni – sono oggi guardate con rispetto da molteplici scienziati, dal momento che dimostrano una straordinaria analogia con le più avanzate teorie della Fisica moderna.
Da oltre 4 millenni, alla base di tutto il pensiero scientifico cinese risiede l’assunto secondo cui "il mondo è composto da forze mutevoli”, concezione a cui ha dato credito anche la Fisica moderna. Nel XIX secolo Faraday e Maxwell studiavano i campi di forza senza il riferimento a corpi materiali in contrasto con il pensiero newtoniano. La Fisica ci insegna che la materia in tutte le sue forme è un concentrato di forze: per la meccanica dei quanti gli oggetti materiali solidi a livello subatomico sono formati da sequenze ondulatorie. Secondo la teoria del Campo Unificato l’Universo avrebbe origine da stringhe che con le loro vibrazioni permettono alla materia di esistere.
È sorprendente evidenziare come le Antiche Scienze Cinesi abbiano un'impostazione modulare: esse individuano dei moduli, delle strutture coerenti che si ripetono nelle grandi e nelle piccole scale, come scatole dallo stesso aspetto, le più piccole dentro le più grandi: scatole cinesi appunto. Il pensiero modulare considera la realtà come un macrocosmo riproducibile nella sua interezza in infiniti microcosmi. Ogni parte dell’Universo racchiude in quanto microcosmo lo schema dell’Universo nella sua interezza, il macrocosmo: ciò che è infinitamente grande è contenuto nell’infinitamente piccolo.

Il Medico Abile è Un Uomo Che Sa Divertire Con Successo I Suoi Pazienti Mentre La Natura Li Sta Curando. (Voltaire)


Solo con la scoperta delle particelle subatomiche, dei quasar e dei laser, la Scienza Occidentale ha iniziato ad apprezzare questa concezione modulare della realtà. Da qui ha avuto origine l’ologramma, la cui natura è profondamente modulare: in una parte del frammento è contenuto il tutto, l’intera immagine che vi è stata riprodotta. Queste caratteristiche dell’ologramma hanno ispirato il fisico D. Bohm, allievo di Einstein, a formulare la teoria dell’olomovimento ed il filosofo e neurologo K. Pribram a sviluppare la teoria olografica della mente umana.
È pertanto da sottolineare come la biologia, la fisica quantistica, le neuroscienze, e come grandissimi pensatori quali Einstein, Heisemberg, Gabor, Pribram, Bohm, Schroedinger, Aspect, Schwartz, fino agli attuali come Giuliano Preparata, Emilio Del Giudice, Candence Pert, Luc Montaigner si siano adoperati per il rinnovamento multidisciplinare del sapere.
Con quanto imparato dalle Antiche Scienze Cinesi e dalla Moderna Scienza il pensiero ologrammatico del dottor Salvatore Auriemma ha preso vita. Esso viene definito “Ologrammatica” perché in questa parola sono racchiusi un’inifinità di potenziali concetti mutevoli.
L'Ologrammatica ha le sue radici culturali nell'essenza della medicina tradizionale cinese (MTC), ma ne vuole rappresentare anche un'evoluzione più attuale e moderna, che cerca e trova nella Medicina Occidentale un arricchimento ed una integrazione importanti. È un tentativo di ripensare sia la classicità della MTC che la rigidità culturale della medicina convenzionale, dando vita allo studio di nuove potenzialità.
Una di queste sottolinea la necessità, e la possibilità, che Madre Natura ha nel creare di continuo nuovi circuiti, nuovi punti terapeutici in aggiunta all'utilizzo di percorsi tradizionali predeterminati.

In biologia energetica non può esistere solo la staticità di taluni percorsi, e l'espressione dei punti si rifà all'intima intelligenza che l'organismo ha di sé stesso, del suo stato energetico, e delle sue strategie difensive e reattive.
L'Ologrammatica ci introduce ad un nuovo modo di concepire la realtà, ipotizza possibilità mentali molto più ampie di quelle conosciute e molto più vicine ed assonanti all'opera di Madre Natura: i meridiani sono percorsi che si costituiscono e si sviluppano di volta in volta, anche ex novo, come succede ogni volta che i programmi vengono intralciati o disturbati, e si formano nuovi collegamenti indispensabili alla sopravvivenza, i quali che dopo l'utilizzo possono tranquillamente scomparire per essere rievocati di nuovo a seconda delle necessità.
La localizzazione e la funzione dei punti possono anche non essere necessariamente sempre gli stessi, perché i rapporti energetici in campo biologico possono cambiare di ora in ora, di momento in momento, di seduta in seduta. Quanto mai calzante il famoso aforisma del filosofo greco Eraclito “tutto scorre come un fiume”.

Ogni punto è collegato in rete sia con un circuito specifico, che potenzialmente con altri circuiti e può essere utilizzato per svolgere più azioni in quanto collegato ad un cervello ologrammatico che per sua natura e definizione racchiude in sè molteplici informazioni: su ogni singolo ologramma possono essere iscritte innumerevoli quantità di memorie e di funzioni biologiche.
È sorprendente come la complessità funzionale del nostro corpo e del mondo che ci circonda sia proiettata nel cervello ed ivi rappresentata.
Queste enormi potenzialità cerebrali ci inducono a pensare che è abbastanza improbabile che Madre Natura abbia i limiti che abbiamo noi: in cielo si possono tracciare circuiti infiniti, sul mare si possono tracciare rotte infinite, sulla terra percorsi infiniti; siamo noi che abbiamo dei limiti e pensiamo che questi appartengano anche alla realtà che ci circonda.
I binari della mente non sono rigidi e le qualità dell'intelligenza non possono essere certamente ingabbiate.

... noi siamo coinvolti, noi siamo partecipi della natura, e questo necessariamente significa che noi non siamo in grado di avere una visione della natura per come essa effettivamente è. (B. Hiley)

L'Ologrammatica fa riferimento ad una logica energetica che non ci è abituale perché salta gli schemi e i percorsi che normalmente reputiamo utilizzati dal nostro cervello: non dobbiamo imporglieli noi e purtroppo non siamo abituati ai concetti moderni che fanno riferimento all'entanglement, alla non località, ecc..
L'ologramma non è un'entità statica, ma altamente dinamica, che ci permette di entrare in una rete comunicazionale dalle infinite possibilità, dove l'informazione è già essa stessa memoria e trova espressione in un'entità biologica composta per oltre il 90% di acqua, come accertato a livello molecolare.
La realtà che ci circonda non è un qualcosa di oggettivo separato da noi, ma è parte di noi, di una realtà biologica che ci lega attraverso quelle proiezioni che noi chiamiamo emozioni o sentimenti, ma che non utilizza certamente vie di comunicazioni legate solamente a dei meridiani.
È apparentemente tutto più virtuale e meno tangibile, affiora l'inconsistenza di come percepiamo la materia: vengono scavalcati meccanismi e passaggi tradizionalmente considerati immutabili.

È come se fossimo riusciti a vedere solo le orecchie e la coda di un elefante che ancora non vediamo. (R. Nelson)

È dimostrato che la materia è plasmata e influenzata da energie cosmiche e mentali fino nella sua struttura più intima, fino al DNA. L'immensa rete dei collegamenti cerebrali vibra e si muove costantemente: le informazioni sono dei veri e propri codici. Senza di esse non si modificherebbe il cervello, non si formerebbero gli ologrammi, non avremmo nessuna forma di memoria, né, di conseguenza, di vita.
In questo nostro percorso siamo confortati dall'esperienza di alcuni anni di applicazione dei suddetti principi che recentemente si sono estesi e sviluppati anche su patologie particolarmente aggressive e difficili da trattare, come quelle neurodegenerative quali il Parkinson, l'Alzheimer e le Sclerosi.

Senza pretese ma con tenacia cerchiamo di portare avanti un progetto affascinante con l'intento di utilizzare i progressi delle scienze attuali, senza dimenticare le radici tradizionali.
I maestri cinesi hanno insegnato ai loro allievi a considerare con umiltà i propri limiti culturali e professionali e ad avere un atteggiamento di umile ascolto verso il paziente, la cui posizione deve essere centrale. In Cina si ricorda che il rapporto tra terapista e paziente è lo stesso che intercorre tra il ramo e la radice dell’ albero: se tagli la radice il ramo cessa di esistere, la radice è il paziente ed è l’elemento più importante a cui il ramo deve adattarsi in tutto.
Questo è l’approccio che il dottor Salvatore Auriemma ha ogni qualvolta affronta un caso, ogni qualvolta si mette a diposizione di noi, suoi allievi, senza risparmiarsi.
Presso il suo studio in Seriate (Bergamo) vengono accolti pazienti dalle più diverse patologie e per tutti l’applicazione dell’antico sapere cinese nella modalità ologrammatica permette di avere delle risposte cliniche sorprendenti.
Concludiamo questa nostra piccola presentazione del pensiero ologrammatico applicato alla Medicina Cinese con le parole del dottor Salvatore Auriemma: “Questa creatura ovviamente è umanamente imperfetta, si avvale ora anche della collaborazione di un gruppo di colleghi particolarmente decisi e motivati a loro suggerisco come disse Einstein: è preferibile una teoria imperfetta ma che funziona ad una perfetta che non funziona".
ps: l'Ologrammatica meriterebbe ben ulteriori riflessioni e approfondimenti, ma preferiamo dimostrarlo di volta in volta con i fatti trattando direttamente gli ammalati.

Per ulteriori info: ologrammatica.org.

Bibliografia
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