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Diabete e vaccinazioni: quale relazione?

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Valerio Pignatta - 01/01/2016

Il diabete infantile è una drammatica patologia che purtroppo negli ultimi anni sta invariabilmente aumentando in tutti i paesi sviluppati del mondo. I numeri cambiano a seconda della regione considerata, della genetica e delle abitudini alimentari conseguenti e si può andare dai 37 casi su 100.000 della Sardegna o della Finlandia ai 24 casi su 100.000 del Canada. Il dato sconcertante, tuttavia, che vale a livello mondiale è l'aumento costante del 3-4% annuo di bambini colpiti (1).
Quando si manifesta in giovane e giovanissima età, questa malattia ha le caratteristiche del cosiddetto diabete di tipo I insulino-dipendente. È la tipologia più difficile da curare e che incide anche fortemente sulla qualità della vita del futuro adulto, con tutto il suo corollario di conseguenze e danni ad altri organi che esso normalmente comprende.
Solitamente è comunemente accettato che in caso di diabete di tipo I, malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione delle cellule beta del pancreas, il pancreas non sia più in grado di sintetizzare da solo l'insulina che serve all'organismo. Per questo, la dipendenza dall'aggiunta artificiale di questo ormone è pressoché perenne per il paziente, anche se ci sono oggi terapie dietetiche in grado di ridurre grandemente questa integrazione, senza contare che iniziano ad esserci alcuni studi che mirano a verificare se la disfunzione del pancreas sia davvero irrecuperabile o meno.
Le cause del diabete infantile sono costituite da un insieme di fattori di tipo genetico, ambientale e immunologico.
Dal punto di vista genetico le ricerche sostengono che se un bambino ha un parente di primo grado con il diabete di tipo I ci sono il 5-10% di probabilità che anch'egli sviluppi la malattia (2).
E per il resto?

Obesità e dieta
Le ipotesi fatte in questi anni sono molte e per alcune ci sono ovviamente più riscontri che per altre. L'obesità e il sovrappeso nei bambini è sicuramente un fatto che non è possibile negare nei paesi occidentali e i dati sono allarmanti. Per fare un esempio, a New York metà degli alunni delle elementari sono sovrappeso e circa uno su quattro è obeso (3). In Italia la percentuale di bambini e adolescenti in sovrappeso od obesi è del 24,2% (4). È tutta una società che va incontro a un declino. E di fare movimento non se ne parla neanche a livello infantile e tv, computer e videogiochi la fanno da padrone anche per la maggior parte della giornata dei piccoli europei. Senza contare le migliaia di spot pubblicitari inerenti il cibo spazzatura che molti bimbi ingoiano con gli occhi mentre sorbiscono sostanze nefaste ipnotizzati sul divano.
Ma un alimento su cui ci sono dirette correlazioni con lo scatenamento del diabete infantile è un cibo alquanto insospettato e di comunissimo uso. Si tratta del latte vaccino. Infatti alcuni studi hanno scoperto che c'è una correlazione significativa tra anticorpi alle proteine del latte vaccino (soprattutto l'albumina sierica bovina) e l'insorgenza di diabete di tipo I (5).
I bambini con il diabete di tipo I molto spesso sono bimbi che sono stati allattati al seno per meno di tre mesi e che sono stati esposti precocemente al latte di mucca, prima dei quattro mesi.
Alcuni studi hanno dimostrato che i bambini che sono alimentati con latte vaccino pastorizzato prima dei tre mesi di vita hanno una probabilità undici volte maggiore di sviluppare il diabete di tipo I (6).
Il New England Journal of Medicine ha pubblicato nel 1992 i risultati di una ricerca canadese e finlandese che ha preso in considerazione le analisi del sangue di 142 bambini cui era stato diagnosticato il diabete di tipo I. Nella maggior parte di questi bambini sono stati rilevati anticorpi ad alcune proteine del latte di mucca ed essi hanno una reazione crociata con le cellule beta del pancreas (7).
In Svezia, Finlandia ed Estonia è stato condotto uno studio su 242 bambini a rischio diabete per cause genetiche (ognuno di essi aveva un parente di primo grado già con la patologia). Dopo l'allattamento al seno, al momento dello svezzamento è stato dato alle madri un latte artificiale particolare in cui le proteine erano state ridotte a singoli amminoacidi. Alle altre famiglie di controllo invece è stato permesso di utilizzare latte vaccino normale. Il risultato è stato che i bimbi alimentati con latte speciale hanno avuto meno probabilità di sviluppare anticorpi anti-cellule beta con una diminuzione del rischio del 62% (8).
Il dottor Gabriel Cousens, esperto di diabete, cita anche altri studi altrettanto interessanti e schiaccianti in tema (9): «Nel 2002, in uno studio che ha coinvolto diverse famiglie in quindici Paesi, i ricercatori hanno scoperto che proteine anche di grandi dimensioni riescono a passare attraverso le placche di Peyer nell’intestino tenue e nell’intero organismo anche negli adulti. Lo studio ha mostrato che anche le madri che bevono latte vaccino possono passare gli antigeni del latte vaccino ai loro figli. Nel 1991 un team di ricercatori ha inoltre scoperto che le proteine del latte vaccino ingerite dalle madri che allattano passano ai figli attraverso il latte materno (10). Nel 1994 l’American Academy of Pediatrics diffuse un rapporto sull’argomento dopo avere indagato sull’associazione tra proteine del latte vaccino e insorgenza del diabete di tipo I nei bambini. Sulla base di oltre novanta studi, si può dunque affermare che il rischio della malattia potrebbe essere ridotto nei neonati se non fossero esposti alle proteine del latte vaccino precocemente (11)».

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Le vaccinazioni

Ma una causa scatenante ancor più insospettata (e però potente) e su cui vorremmo soffermarci - vista la gravità della questione - sono le vaccinazioni infantili.
Da tempo i ricercatori stanno studiando la correlazione vaccinazioni-diabete infantile, ma nel 1996 uno studio pubblicato sul New Zealand Medical Journal ha aperto nuove e più chiare direttrici.
Il dottor Bart Classen, dell'Istituto di Ricerche Immunoterapiche di Baltimore, negli USA, ha infatti riportato su quella rivista scientifica un aumento del 60% del diabete di tipo 1 in seguito a una campagna di vaccinazione di massa antiepatite B tenutasi tra il 1988 e il 1991 proprio in Nuova Zelanda. Il dottor Classen ha seguito e analizzato 100.000 bambini neozelandesi dal 1982 al 1996 e ha scoperto che prima della campagna vaccinale l'incidenza del diabete era di 11,2 casi su 100.000 bambini all'anno, mentre dopo la campagna era salita a 18,1 casi per 100.000 bambini l'anno (12).
La spiegazione normalmente addotta è che i virus, persistenti nell'organismo mesi o anni dopo la vaccinazione, possono giocare un ruolo nella distruzione delle cellule beta pancreatiche o nello scatenamento della risposta autoimmune. Inoltre le tossine virali possono costituire un danno cumulativo alle cellule del pancreas.
Ma se da una parte ci sono numerosi studi in letteratura che suggeriscono una correlazione tra alcuni tipi di vaccinazione come l'antiparotite, l'antihaemophilus, l'antipertosse e l'anitiepatite B e il diabete di tipo I (13), allo stesso tempo le autorità scientifiche sono molto caute. Lo stesso Institute of Medicine of the National Academies, organismo scientifico degli USA, sostiene che questa patologia è multifattoriale e che probabilmente il vaccino ha affetti scatenanti ma su condizioni già squilibrate come fattori genetici, danno al pancreas già esistente, presenza di inquinanti ambientali ecc. (14).
Ciononostante, i lavori effettuati da Classen e figlio (il dottor David, responsabile Divisione malattie infettive dell'LDS Hospital di Salt Lake City) sono abbastanza incontrovertibili così come quelli del dottor Ethan Shevach dei NIH.

Secondo i vari lavori dei Classen si può affermare che:
- l'80% dei casi di diabete infantile di tipo I si rileva in bambini che hanno subito la somministrazione di vaccini combinati dopo i primi due mesi di vita; questo diabete si può manifestare anche sino a quattro anni dopo il ciclo vaccinale;
- il rischio di diabete di tipo I è di 65 casi ogni 100.000 vaccinati, per cui più aumenta la copertura vaccinale per determinate malattie e più aumentano i casi di diabete infantile (circa 300 casi in più l'anno per un paese come l'Italia calcolando solo la vaccinazione antiemofilo);
- i vaccini possono anche influire sulla genesi del diabete di tipo II;
- asma, allergie e malattie immunologiche sono altre conseguenze delle vaccinazioni che non vanno considerate come eventi rari (15).

Va ricordato inoltre lo studio del dottor Shevach, che già nel 1998 ha dimostrato come i vaccini a DNA ricombinante aumentano il rilascio di interleuchina 14 causando patologie autoimmuni (16).
E se non si vuole sposare la teoria dei Classen per cui le vaccinazioni sono la maggiore causa di diabete insulinodipendente nei bambini (17), si dovrebbe perlomeno utilizzare il principio di precauzione, analizzando per bene la questione anche sulla base di altri studi che comunque hanno comprovato molto bene la correlazione tra immunizzazione artificiale e conseguente diabete infantile.
Possiamo a tal fine citare ricerche svedesi, finlandesi, inglesi e statunitensi che appunto correlano diversi tipi di vaccinazione quali l'antihaemophilus di tipo b, la antiparotite, l'antiepatite B e persino l'antipolio al diabete insulino-dipendente (18).
I costi in termini umani ed economici di queste campagne vaccinali sono davvero enormi e pesano sia sulle singole famiglie, che si ritrovano colpite da questa invalidità permanente, che sulle casse della società nel suo insieme.
Sarebbe opportuno che sempre più medici e genitori iniziassero a riflettere su queste dinamiche immunologiche, valutando perlomeno dove si verifica il punto di sorpasso, ossia dove i rischi di un vaccino superano abbondantemente i rischi della malattia stessa per cui ci si vuole immunizzare (19).

Note
(1) Azienda provinciale per i servizi sanitari, Provincia autonoma di Trento, “L'influenza del diabete mellito di tipo 1 (insulino-dipendente) in provincia di Trento – Trend 1998-2002”, Osservatorio Epidemiologico APSS Trento, Trento, luglio 2004, a cura di Piffer, Silvano, Franchini, Silva, Bianchi, Livia, Kaisermann, Daniela.
 (2) Foster, D.W., “Diabetes mellitus”, in Braunwald, E., Isselbacher, K.J., Petersdorf, R.G. et al. (a cura di), Harrison's principles of internal medicine, undicesima edizione, McGraw-Hill, New York, 1998, pp. 1778-1781.
(3) Cousens, Gabriel, Curare il diabete in 21 giorni, Macro Edizioni, Cesena, 2010, p. 34.
(4) Brescianini, S. (Istituto superiore di sanità), Gargiulo, L. (Istat), Gianicolo, E. (Istat), “Eccesso di peso nell'infanzia e nell'adolescenza”, Convegno ISTAT, settembre 2002.
(5) Karjalainen J, Martin J, Knip M et al., “A bovine albumin peptide as a possible trigger of insulin-dependent diabetes”, N. Eng. J. Med., vol. 327, 1992, pp. 302-307; Saukkonen, T., Savilahti, E., Madascsy, L. et al., “Increased frequency of IgM antibodies to cow’s milk proteins in Hungarian children with newly diagnosed insulin-dependent
diabetes mellitus”, Eur. J. Pediatr., vol. 155, 1996, pp. 885-889; Saukkonen, T., Savilathi, E., Landin-Olsson, M. e Dahlquist, G., “IgA bovine serum albumin antibodies are increate i newly diagnosed patients with insulin-dependent diabetes mellitus, but the increase is not an independent risk factor for diabetes”, Acta Paediatr., vol. 84, 1995, pp. 1258-1261; Vahsalo, P., Petays, T., Knip, M. et al., “Relation between antibodies to islet cell antigens, other autoantigens and cow’s milk protein in diabetic children and unaffected siblings at the clinical manifestation of IDDM. The Childhood Diabetes in Finland Study Group”, Autoimmunity, vol. 23, 1996, pp. 165-174. «Nel diabete di tipo 1 le cellule beta del pancreas vengono distrutte da una sorta di processo infiammatorio. Le ricerche suggeriscono che il 75-90% dei malati abbia un titolo anticorpale più alto contro le proprie cellule beta. Questi anticorpi anti-cellule beta sembrano essere correlati con il latte vaccino. Due specifiche proteine del latte causano una reazione crociata con le cellule beta del pancreas. Bere latte nei primi mesi di vita è stato correlato con un’incidenza da 11 a 13 volte maggiore di diabete di tipo 1 rispetto a chi non beve latte con riguardo a bambini geneticamente predisposti svezzati prima dei tre mesi». Cfr. Cousens, Gabriel, op. cit. pp. 74-75.
(6) Diabetes, vol. 42, 1993, pp. 288-295.
(7) Karjalainen, J., Martin, J., Knip, M. et al., op. cit.
(8) Akerblom, H.K. et al., Dietary manipulation of beta cell autoimmunity in infants at increased risk of type 1 diabetes: a pilot study“. Diabetologia, vol. 48, 2005, pp. 829-837.
(9) Cousens, Gabriel, op. cit., p. 115.
(10) Clyne, P.S. e Kulczycki. Jr. A., “Human breast milk contains bovine IgG: relationship to infant colic?”, Pediatrics, vol. 87, 1987, pp. 439-444.
(11) American Academy of Pediatrics Work Group on Cow’s Milk Protein and Diabetes Mellitus. “Infant feeding practices and their possible relationship to the etiology of diabetes mellitus”, Pediatrics, vol. 94, 1994, pp. 752-754.
(12) National Vaccine Information Center, “Juvenile diabetes and vaccination: new evidence for a connection”, http://www.909shot.com/Diseases/juvenilediabetes.htm. Cfr. Classen, J. Barthelow, “Childhood immunization and diabetes mellitus”, New Zealand Journal of Medicine, vol. 109, n. 1022, 24 maggio 1996, p. 195.
(13) Cfr. Champsaur, H.F., Bottazzo, G.F, Bertrams, J. et al., “Virologic, immunologic, and genetic factors in insulin-dependent diabetes mellitus”, Journal of Pediatrics, vol. 100, 1982, pp. 15-20.
(14) Stratton, Kathleen et al., Adverse events associated with childhood vaccines: evidence bearing on causality, National Academic Press, Washington D.C., 1994, p. 188.
(15) Classen, J.B e Classen, D.C., “Clustering of cases of IDDM occurring 2-4 years after vaccination is consistent wth clustering after infections and progression to IDDM in autoantibody positive individuals”, Journal of Pediatric Endocrinology and Metabolism, vol. 16 (4), 2003, p. 495; Classen, J.B e Classen, D.C., “Clustering of cases of insulin dependent diabetes (IDDM) occurring three years after Haemophilus influenza B (HiB) immunization support causal relationship between immunization and IDDM”, Autoimmunity, vol. 35, 2002, p. 247. Classen, J.B., Classen, D.C. e White, H., “Association between type I diabetes and Hib vaccine”, British Medical Journal, vol. 319, 1999, p. 1133.
(16) Benatti, Claudia, Ambrosi, Franco e Rosa, Carla, Vaccinazioni tra scienza e propaganda, Il leone verde, Torino, 2006, p. 76.
(17) Conferenza internazionale sulle vaccinazioni, Arlington, USA, 11 settembre 2000, citata in Benatti, Claudia, Ambrosi, Franco e Rosa, Carla, Vaccinazioni tra scienza e propaganda, cit., p. 76.
(18) Peltola, H., Kayhty, H., Sivonen, A., Makela, H., “Haemophilus influenza type B capsular polysaccharide vaccine in children: a double blind field study of 100.000 vaccines 3 months to 5 years of age in Finland”, Pediatrics, vol. 60, 1977, pp. 730-737, DeStefano, F. et al., “The timing of hepatitis B immunization and risk of insulin dependent diabetes mellitus”, Pharmacoepidemiology and Drug Safety, vol. 6 (suppl.), 1998, pp. S2-S60; Dokheel, T.M., “An epidemic of childhood diabetes in the United States”, Diabetes Care, vol. 16, 1993, pp. 1606-1611; Gardner, S. et al., “Rising incidence of insulin dependent diabetes in children under 5 years in Oxford region: time trend analysis”, British Medical Journal, vol. 315, 1997, pp. 713-716; Wahlberg, J, Fredriksson, J. et al., “Vaccinations may induce diabetes-related autoantibodies in one-years-old children”, Ann. N.Y. Acad. Sci., vol. 1005, novembre 2003, pp. 404-408; Hiltunen. M., Lönnrot, M., Hyöty, H., “Immunization and type I diabetes mellitus: is there a link?”, Drug Safety, vol. 20, n. 3, marzo 1999, pp. 207-212.
(19) Si veda a tal fine l'ottimo ed esauriente libro del dottor Roberto Gava, Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche, Salus Infirmorum, Padova, 2008.


Valerio Pignatta
Valerio Pignatta, giornalista scientifico, naturopata e con due lauree a indirizzo storico, cura da numerosi anni come direttore editoriale alcune... Leggi la biografia
Valerio Pignatta, giornalista scientifico, naturopata e con due lauree a indirizzo storico, cura da numerosi anni come direttore editoriale alcune collane di libri di medicina e alimentazione naturale per la casa editrice Macro Edizioni. Ha pubblicato diversi articoli sui periodici nazionali sulle tematiche inerenti il rapporto salute/ambiente... Leggi la biografia

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