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Ricreare il mondo. Il raccondo scientifico disegna la realtà


- 01/01/2016


di Lynne McTaggart

Le più avanzate ricerche sulla natura della consapevolezza ci portano a rivedere quelle che consideravamo certezze scientifiche sul mondo, e ci forniscono nuovi “racconti” scientifici attraverso cui re-immaginare il nostro futuro

Una volta lo scrittore americano Joan Didion disse che, per vivere, noi ci narriamo dei racconti. Di tutti i racconti, quelli scientifici hanno l’impatto maggiore su di noi. Questi racconti creano la nostra percezione dell’universo e del modo in cui esso opera, percezione che a sua volta crea tutte le strutture sociali: le relazioni tra noi e l’ambiente, il modo in cui gestiamo gli affari ed educhiamo i figli, l’organizzazione delle città e dei paesi, l’individuazione dei confini delle nazioni e del pianeta.
Anche se tendiamo a vedere la scienza come una verità assoluta, in realtà essa è solo un racconto narrato a puntate. Impariamo com’è fatto il mondo un po’ alla volta, mediante un processo di correzione e revisione costanti. I nuovi capitoli perfezionano – e spesso soppiantano – quelli precedenti.

Newton e Darwin: un mondo di vincitori e vinti
Il nostro attuale racconto scientifico ha più di trecento anni ed è una costruzione basata principalmente sulle scoperte di Isaac Newton: in esso si parla di un universo in cui tutta la materia si muove nel tempo e nello spazio tridimensionale secondo leggi ben precise. L’immagine newtoniana è quella di un luogo affidabile, abitato da una materia beneducata e facilmente identificabile. La concezione del mondo che nasce da queste scoperte trova sostegno nelle implicazioni filosofiche della teoria evolutiva di Charles Darwin, secondo la quale l’evoluzione è possibile solo per l’individuo geneticamente forte.
Fondamentalmente, questi sono racconti che accentuano l’idea di separatezza. Dal momento in cui nasciamo, ci viene detto che per ogni vincitore deve esserci un perdente. Noi abbiamo plasmato il nostro mondo in base a questa concezione limitata.
Oggi è chiaro che il racconto che ci è stato tramandato sta per essere sostituito da una versione radicalmente nuova. Le più avanzate ricerche sulla natura della consapevolezza ci portano a rivedere quelle che consideravamo certezze scientifiche sul mondo, fornendoci nuovi racconti scientifici con cui reimmaginare il nostro futuro.
Queste ricerche danno vita a un racconto scientifico decisamente nuovo. L’ultimo capitolo, scritto da un ristretto gruppo di esploratori scientifici all’avanguardia, ipotizza che fondamentalmente siamo tutti un’unità, una realtà profondamente interdipendente in cui le parti influenzano il tutto in ogni momento.

Verso una scienza nuova
Decine di scienziati di istituzioni prestigiose, in tutto il mondo, hanno dimostrato che la materia esiste all’interno di una vasta rete quantica di relazioni, e che tra gli oggetti viventi e il loro ambiente avviene uno scambio continuo di informazioni. Qualcuno ha addirittura suggerito che la consapevolezza sia una sostanza esistente al di fuori dei limiti corporei.
Il cervello e il DNA, da sempre ritenuti i conduttori centrali del corpo, andrebbero più correttamente considerati i trasduttori che trasmettono, ricevono e finalmente interpretano le informazioni quantiche raccolte dal “campo”.
Anche l’attuale concezione del tempo come un qualcosa che fluisce in un’unica direzione è stata considerata, in circoli ortodossi, un costrutto umano incompleto passibile di una radicale e sostanziale modifica.
Le scoperte più recenti ci forniscono prove incredibili del fatto che le strane idee della fisica quantica – la quale si pensava governasse solo le particelle più piccole esistenti – si manifestano anche nel mondo visibile. Nuove scoperte sulla natura mutevole degli atomi e delle molecole danno più peso all’idea, avanzata da molti scienziati, che la consapevolezza abbia un ruolo centrale nella modellazione del nostro mondo.
Ogni giorno, nei loro laboratori, questi scienziati catturano un barlume del nuovo mondo che le loro scoperte lasciano intravedere. Essi hanno scoperto che gli esseri umani sono molto di più che mere combinazioni evolutive o macchine genetiche finalizzate alla sopravvivenza. Il loro lavoro lascia pensare a un’intelligenza decentrata e unificata molto più grandiosa e raffinata di quanto Darwin o Newton potessero supporre: un processo non casuale né privo di senso, ma intelligente e intenzionale. Essi hanno scoperto che, nel flusso dinamico della vita, l’ordine trionfa.
L’importanza di queste scoperte va oltre la dimostrazione dei poteri extrasensoriali o della parapsicologia. Esse potrebbero demolire l’intero edificio della scienza contemporanea. Le recenti scoperte di molti scienziati, secondo i quali nel mondo visibile si manifestano effetti quantici, può segnalare la fine della divisione, nella fisica moderna, tra le leggi che governano il “grande” e quelle che governano il “piccolo” e l’introduzione di una definizione unica per il reale.
Andrà rivista la nostra concezione dell’universo come un insieme di oggetti isolati e di noi stessi come niente altro che uno di questi oggetti, così come le nostre idee sullo spazio e il tempo. I maggiori scienziati di tutto il mondo hanno dimostrato che tra le cose viventi e il loro ambiente è costantemente in atto un trasferimento di informazioni, e che le forme di pensiero non sono altro che un modo di trasmettere energia.
Non possiamo più considerare noi stessi separati dal nostro ambiente o i nostri pensieri opera di un cervello individuale, autonomo e isolato. Decine di scienziati hanno dimostrato chiaramente, in migliaia di articoli che fanno parte della letteratura scientifica, che i pensieri sono capaci di influire profondamente su tutti gli aspetti della nostra vita. Poiché siamo allo stesso tempo osservatori e creatori, a ogni istante creiamo il nostro mondo. Ogni nostro pensiero, qualsiasi nostro giudizio, anche se inconsci, esercitano degli effetti. In ogni momento la mente conscia sta inviando un’intenzione.

Ridisegnare noi stessi
Queste rivelazioni ci costringono non solo a ripensare il significato dell’essere uomini, ma anche a rivedere il nostro concetto di relazione. Forse dovremo riconsiderare gli effetti dei nostri pensieri, anche quando non vengono espressi a parole. Il nostro rapporto con l’universo continua anche nel silenzio.
Dovremo ridefinire la nostra biologia in termini più miracolosi. Stiamo appena incominciando a intuire quanto sia grande e sottoutilizzato il potenziale umano a nostra disposizione, ovvero la straordinaria capacità di ogni individuo di influenzare il mondo. Questo potenziale è un diritto di nascita di ogni persona, non solo dei grandi maestri.
Se imparassimo a dirigere positivamente l’influenza che ognuno di noi può esercitare, potremmo migliorare ogni aspetto del nostro mondo. La medicina, la guarigione, l’educazione, persino il nostro rapporto con la tecnologia trarrebbero grande beneficio da una migliore comprensione del modo in cui la mente partecipa alla creazione del mondo. Se potessimo cominciare ad afferrare il grande potere della consapevolezza umana, miglioreremmo la comprensione della nostra complessità.

La fine del dualismo
Il nuovo “racconto” scientifico preannuncia la fine del dualismo in tutti i sensi. Lungi dal distruggere Dio, la scienza ha per la prima volta cominciato a dimostrarne l’esistenza, perché ci sta dicendo che esiste una consapevolezza collettiva più grande. Non c’è più bisogno di due verità: quella della scienza e quella della religione. Oggi può esistere una sola, unitaria concezione del mondo.
In realtà, la comprensione del potere del pensiero conscio potrebbe provocare il riavvicinamento della scienza alla religione, perché offrirebbe una prova scientifica di quello che molti di noi hanno intuito, cioè che la vita è molto di più che un insieme di sostanze chimiche e segnali elettrici.
Questa rivoluzione del pensiero scientifico promette, inoltre, di ridonarci quell’ottimismo che avevamo perso con l’arida filosofia del ventesimo secolo, formatasi per lo più sulle idee della scienza moderna. Noi non siamo esseri isolati che conducono un’esistenza disperata su un pianeta solitario, in un universo indifferente. Non siamo mai stati soli. Siamo sempre stati parte di un tutto più grande.

Questioni non convenzionali

Le implicazioni di questo nuovo racconto sulla concezione della vita e sull’organizzazione della società sono straordinarie. Se un campo quantico ci tiene tutti uniti nella sua trama invisibile, dovremo ridefinire noi stessi e il significato dell’essere umano.
Se tra noi e il nostro ambiente avviene un dialogo costante e immediato, se tutte le informazioni dal cosmo fluiscono attraverso i nostri pori in ogni istante, la nostra attuale concezione del potenziale umano è solo un barlume di ciò che dovrebbe essere. Dobbiamo immaginare un altro modo di vivere, una modalità radicalmente nuova di “essere”.
In un’epoca in cui il vecchio racconto scientifico, con il suo accento sul dominio tecnico dell’universo, minaccia di portare all’estinzione il nostro pianeta, questi uomini e donne (per lo più sconosciuti al grande pubblico) ci offrono un futuro alternativo. Mentre la corrente principale della scienza è diventata ancora più fondamentalista, dominata com’è da pochi e faziosi scienziati convinti che il racconto scientifico sia ormai completato, un piccolo gruppo di “resistenti” che sta sfidando lo status quo. Passando attraverso domande non convenzionali e improbabili risposte, questi uomini e donne stanno rimodellando il nostro mondo. Possano loro e i loro simili illuminare il nostro cammino.

© Resurgence, The Resurgence Trust. Traduzione di Daniele Pietrini.

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Lynne McTaggart

Brillante conferenziere, giornalista e scrittrice di fama internazionale, Lynne McTaggart è esperta di scienze di frontiera e di medicina alternativa. Dirige insieme al marito l’associazione What the Doctors Don’t Tell You (www.wddty.com) ed è conosciuta per la pubblicazione, in importanti riviste, di saggi di salute e spiritualità. Ha scritto cinque libri, tra cui il best-seller La scienza dell’intenzione (Macro Edizioni, 2008) e Il campo del punto zero (Macro Edizioni, 2008).
Attualmente Lynne McTaggart vive in Inghilterra insieme al marito e alle due figlie.



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