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BLEEP: le GRANDI DOMANDE


W. Arntz, B. Chasse e M. Vicente - 01/01/2016

 

Ammettiamo che una navicella spaziale atterri vicino a te sul tavolo dove stai sorseggiando il caffè(la dimensione ha davvero importanza?) e al suo interno c'è Il Libro Universale del Tutto. Ti è concesso di porre una domanda. Quale domanda sarebbe?
Può sembrare un po' sciocco, ma merita lo sforzo. Concediti un attimo per pensare. Quale sarebbe questa domanda. Potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa. Vai avanti e scrivila in un blocknote.

Diciamo pure che Il Libro si senta un po' inutilizzato di questi tempi, e ti è concessa una domanda di riserva. Pensa a qualcosa di cui sei assolutamente curioso. Può essere chiedersi se Elvis è ancora vivo, o dove hai lasciato le chiavi dell'auto. Qualcosa che semplicemente stuzzica la tua fantasia. Scrivi anche questo. E da questo momento il libro si sente un po' svuotato, ed è diventato Il Libro Universale del Tutto facendo domande a tutti e ricevendo vere risposte.
Quindi, la domanda per te( la cui risposta sarà aggiunta al libro) è:
Qual è quella cosa che conosci di sicuro?

Le grandi domande - L'apriscatole della coscienza
A parte alcuni, come Fred Alan Wolf, quando mai siamo incoraggiati a fare delle domande? E tuttavia molte di queste grandiose scoperte e rivelazioni care alla nostra società derivano dal porre delle domande. Queste cose, queste risposte che studiamo a scuola derivano da domande. Le domande sono i precursori, o causa prima, in ogni ramo della conoscenza umana. Il saggio indiano Ramana Maharshi diceva ai suoi studenti che la via dell'illuminazione si riassume in: “Chi sono io?”
Il fisico Niels Bohr si chiese: “Come può un elettrone andare da A a B, e mai in mezzo?”
Queste domande ci aprono a qualcosa che prima non conoscevamo. E sono realmente l'unica via per giungere lì - dall'altra parte dello sconosciuto.

Perché porsi una Grande Domanda? Farsi una grande domanda è un invito all'avventura, un viaggio di scoperta. E' uno stimolo ad organizzare una nuova avventura; c'è la beatitudine della libertà, la libertà di esplorare nuovi territori.
Allora perché non ci poniamo questo tipo di domande?
Perché porsi delle domande apre la porta al caos, allo sconosciuto e all'imprevedibile.

Nel momento stesso che poni veramente una domanda non ne conosci ancora la risposta, ti apri a un campo di innumerevoli possibilità.
Hai davvero voglia di ricevere una risposta che magari non ti piace e che non ti trova d'accordo? Che succede se ti fa sentire poco confortevole, o ti porta fuori dalla zona di comodità e sicurezza che ti sei costruito?. Che succede se la risposta non è quella che vuoi sentirti dire?

Non c'è bisogno di muscoli, ci vuole coraggio per porre una domanda.
Consideriamo ora che cos'è che rende una domanda Grande. Una Grande Domanda non deve uscire da un libro di filosofia, o riguardare necessariamente i Grandi Temi della vita. Una grande domanda per te potrebbe essere: «Che cosa succederebbe se decidessi di tornare all'università e prendere una laurea in un nuova materia?». Oppure: «E' il caso che ascolti veramente quella voce che continua a dirmi di andare in California o in Cina? ». O: «E' possibile scoprire che cosa c'è all'interno di un neutrino?».

Il porsi qualcuna di queste domande e migliaia di altre potrebbe cambiare la direzione della nostra vita.
Quindi, ancora una volta, perché non ce le poniamo? La maggior parte delle persone preferisce piuttosto stare al sicuro nel conosciuto che andare in cerca di guai. Anche se si imbattono proprio in una domanda del genere è più che probabile che fuggano via, infilando la testa nella sabbia o rendendosi velocemente indaffarati con qualcosa.

Per molti di noi ci vuole una seria crisi per giungere a sollevare la Grande Domanda: una malattia che minaccia la vita, la morte di una persona cara, il fallimento di un affare o del matrimonio, un modello di comportamento ripetitivo che addirittura crea assuefazione e del quale non riusciamo semplicemente a liberarci, quel senso di solitudine che appare insopportabile anche solo per un altro giorno. In momenti come questi le grandi domande emergono dalla profondità del nostro essere come lava bollente.

Queste domande non sono esercizi intellettuali ma grida dell'anima. «Perché proprio me?». «Perché lui?». «Che cosa ho fatto di sbagliato?». «Dopo questo la vita vale ancora la pena di essere vissuta?». «Come ha potuto Dio farlo succedere?».
Se potessimo far appello allo stesso tipo di passione per porre a noi stessi una Grande Domanda sulla nostra vita, “ora”, quando non c'è nessuna crisi immediata, chi può sapere che cosa può succedere?
Come ha affermato il Dr Wolf fare una domanda può aprire nuovi modi di essere nel mondo. Può essere il catalizzatore di una trasformazione. Crescere. Diventare davvero grandi. Cambiare

La gioia delle domande
[…] Nella nostra cultura siamo stati condizionati a considerare “il non sapere”, il non conoscere come qualcosa di inaccettabile e cattivo, una sorta di fallimento. […]
Molti dei più grandi scienziati hanno guardato al mistero dell'universo e della vita nel pianeta e hanno francamente affermato: «Conosciamo veramente poco. Per lo più abbiamo un sacco di domande». […]
E' ancora più difficile trovare una chiara e incisiva risposta a: “Qual è il significato e lo scopo della mia vita?” La risposta a Grandi Domande come questa emerge dal viaggio stesso nella vita. E possiamo arrivarci soltanto percorrendo la strada del non sapere - o forse dovremmo dire, del non sapere ancora. Se pensiamo di conoscere già la risposta, come possiamo crescere? A che cosa saremo mai in grado di aprirci?[…]

Le persone hanno continuato a porre Grandi Domande per migliaia di anni. C'è sempre stato nel tempo un uomo o una donna che hanno rimirato le stelle meravigliandosi di fronte alla vastità di tale mistero, o hanno, guardandosi intorno, considerato il modo di vivere e di pensare delle persone che li circondavano: «C'è qualcosa di più nella vita? ».
I filosofi dell'antica Grecia ponderavano e discutevano le Grandi Domande. Alcuni come Socrate e Platone si sono chiesti: «Che cos'è la Bellezza. Che cos'è la Divinità? Che cos'è la Giustizia? Qual è il modo migliore di governare la società?…
Insegnanti spirituali, mistici e maestri come Buddha, Lao Tse, Gesù, San Franceso, Maister Ekart e molti altri, in tutte le tradizioni del mondo, si sono posti Grandi Domande.

Le persone con una mente scientifica hanno sempre fatto delle domande. Come funziona? Che ci sarà dentro? Le cose sono realmente come sembrano? Da dove viene l'universo? La terra è al centro del sistema solare? Ci sono leggi e modelli che soggiacciono agli accadimenti della vita di tutti i giorni? Qual è la connessione tra la mente e il corpo?

Per i grandi scienziati della storia, queste domande suscitano una passione a comprendere ciò che va oltre la curiosità. Non sono solo curiosi - hanno bisogno di conoscere!

Quando Albert Eistein era un ragazzo, si chiese: “Che succede se pedalo alla velocità della luce e accendo il fanale della bici - si accenderà?” Ne è quasi uscito pazzo chiedendosi ciò per dieci anni, ma da quella risoluta ricerca deriva la teoria della relatività. Questo è un bell'esempio su come porre una domanda e stare con quella per anni, nell'ignoto, finché non ne uscì con una visione completamente diversa della realtà.

Il paradigma di rottura
Una delle grandi cose della scienza è la sua asserzione che ciò che pensa di sapere oggi probabilmente si dimostrerà sbagliato domani. Le teorie di ieri sono servite da piattaforma per arrivare più in alto, come intendeva Isac Newton quando disse: «Se ho avuto il privilegio di vedere più avanti di altri, è perché mi sono messo sulle spalle di giganti».
E' solo ponendosi delle domande, sfidando le assunzioni e le “verità” date per scontate che la scienza progredisce. Come sarebbe se ciò si dimostrasse vero riguardo alle nostre vite personali, al nostro progresso e crescita individuale? […]

 

 

Le Domande da Porsi
Da un estratto d'intervista di Edie Moser a JZK

Edie - Ho un ultima domanda che un amico mi ha chiesto di chiederti. Dice: “Siamo una razza indagatrice, sempre a porre domande. Ci sono delle domande che sono solo una perdita di tempo, che ci dirigono verso punti morti su cui sarebbe meglio non soffermarsi, e ci sono invece domande che varrebbe la pena di chiedere a cui non abbiamo ancora pensato? Non sono certa che cosa intendi farne!”
JZ - Penso che sia una domanda cervellotica. Ci sono domande che sarebbe meglio non porre, come: quali sono i primi 10 film in classifica e qual é la persona meglio vestita in classifica tra le prime dieci? Che cosa va di moda quest'anno e cosa fa la star del momento, che cosa di questo e di quello e poi credere nella retorica dei politici. E' una perdita di giorni preziosi della nostra vita.
Ore perse nel tentativo di recuperare la vita di qualcun altro. Un giorno lo rimpiangeremo perché ci augureremo di vedere il mattino di nuovo e vi assicuro che sarà perché stiamo cercando di scoprire qual è la persona meglio vestita nel mondo.
Penso che la maggioranza delle domande sociali siano molto volgari, vita buttata al vento.
Penso che le grandi domande siano più una meditazione sul se sorprendente.
In che modo funziona veramente il mio cervello e se sono qui posso anche essere da qualche altra parte? Perché sono semplicemente limitata dal mio quadrante della realtà? Se creo la natura della realtà, sei miliardi di persone usano il mio cervello. Forse il mio cervello è già precedentemente connesso con sei miliardi di persone. Forse posso fare tutto. E essere tutto. Se il mio DNA contiene quel gene immortale, perché invecchio? Qual è il segreto, cos'è che “accende” il mio DNA? Se è possibile che io possa vivere senza morire, se c'è una possibilità di vita estesa dentro di me. Che cosa è necessario che faccia per farlo accadere? Se sono qui su questa Terra, magari ho una missione, piuttosto che essere semplicemente un consumatore.
La missione può essere rendere conosciuto lo sconosciuto. Magari non si tratta di essere una persona spirituale, forse questa è una metafora filosofica. Magari si tratta proprio di me. Ho bisogno di essere inventiva e lasciar accadere idee più grandi. Cos'è che non conosco? Questa dovrebbe essere la domanda da farsi ogni giorno. Creo la mia giornata per conoscere ciò che non conosco. Ora, queste sono domande. Le risposte richiedono vita e belle esperienze e fresche emozioni e un espansione da chi siamo oltre i confini da dove per la prima volta abbiamo posto le domande.


Domanda e risposta sono su gentile concessione di Edie Weinstein-Moser scrittrice, oratore, assistente sociale e clown. Dal momento che ha visto "What the Bleep," il suo cuore e la sua mente si sono espansi in modo esponenziale e mai si restringeranno di nuovo. Può essere raggiunta attraverso il suo sito liveinjoy.com .

JZ Knight è il canale attraverso cui Ramtha - L'Illuminato, Signore del Vento, vissuto come essere umano 35.000 anni fa in Lemuria -  esprime i sui pensieri. La scelta di Ramtha di canallizzare il suo messaggio attraverso una donna, piuttosto che utilizzare il suo stesso corpo fisico, sta quale affermazione che la vera natura di una persona non è limitata da un corpo fisico o da uno specifico genere


W. Arntz, B. Chasse e M. Vicente
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