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Chi era Albert Einstein?

Scritto da: Emanuele Cangini | Scienza e Fisica Quantistica

Chi era Albert Einstein?

Albert Einstein: un'icona inconfondibile del Ventesimo secolo, che da sola ne potrebbe riassumere le forze e le idee, le tensioni e le domande, i desideri e i timori. Una mente geniale, acuta, sottile, poliedrica, nel firmamento delle intelligenze che hanno caratterizzato il secolo appena trascorso.

Indubbiamente quella di Albert Einstein è stata tra le più rivoluzionarie e innovative, data la portata e la caratura delle sue scoperte, le quali hanno influenzato profondamente l’ottica della scienza che, di lì in poi, subirà una seconda rivoluzione copernicana. Nato in Germania nel marzo del 1879, di origine ebrea, ricevette nel 1921 il Premio Nobel per la Fisica, grazie ai notevoli contributi forniti in sede teorica.
Le sue geniali intuizioni furono quelle di comprendere l’equivalenza tra massa ed energia e la non assolutezza delle leggi della Fisica a prescindere dal sistema di riferimento. Conseguenza del secondo aspetto è proprio quella della diversa “durata” del tempo, che non viene più concepito come un parametro fisso e immutabile ma strettamente dipendente dal sistema di riferimento (ecco perché la teoria viene denominata della Relatività). Famoso è l’esempio, dallo stesso Einstein “brevettato”, dei “Due Gemelli”, con il quale lo scienziato intendeva dimostrate quanto il tempo scorresse diversamente per il gemello rimasto sulla Terra rispetto a quello partito su un’astronave a velocità molto elevata (sub-luminale). Al ritorno, il gemello partito, avrebbe trovato il corrispettivo gemello ad attenderlo, molto più invecchiato di quanto non lo fosse lui. Lo spazio e il tempo non sono più due entità separate ma profondamente interconnesse, al punto da creare una nuova concezione, una nuova metrica dell’universo: lo spazio-tempo.

La famosa formula matematica E=mc2 è la sintesi di una nuova concezione teorica della Fisica: massa ed energia altro non sono che le due facce della stessa medaglia, la massa è energia “congelata”, l’energia è massa a uno stato vibrazionale molto alto. Ne consegue che piccole quantità di materia “possiedono” grandi quantità di energia, come è stato in seguito confermato dalle modalità delle reazioni termonucleari interne alle stelle (grazie all’equazione è stato possibile calcolare l’energia prodotta ogni secondo, nel Sole, dalla conversione dell’idrogeno in elio con relativa emissione elettromagnetica).

Rilevante è anche il contributo cosmologico che lo scienziato ha fornito grazie alle implicazioni delle equazioni da lui formulate poiché, proprio come prodotto di tali costrutti, vennero gettate le basi per un famoso modello cosmologico: il Big Bang.
Tale modello si oppone nei propri cardini teoretici a quello, successivo, dell’universo stazionario; tale opposizione sollevò la discussione accademica, con tratti anche aspri.
È notizia recente, del 2014 per la precisione, quella relativa al ritrovamento, in un museo di Gerusalemme, di un manoscritto dello scienziato (fonte: http://www.stoccolmaaroma.it/2014/einstein-inedito-scoperta-lipotesi-perduta-e-sbagliata-sulluniverso), simile a una raccolta di appunti, nel quale si evince un tentativo di formulazione di un modello cosmologico alternativo a quello del Big Bang. Poiché scritto nel 1931, il documento anticipa di circa venti anni l'ufficialità del modello stazionario dello scienziato Fred Hoyle che, ricordiamo, asseriva un universo immutabile e uniforme la cui diminuzione di densità media sarebbe stata compensata dalla creazione nello spazio di altra materia. Nel manoscritto Einstein, cerca di trovare una mediazione tra i propri convincimenti, quelli appunto di un universo non in espansione, con quanto al contrario mostrato chiaramente da Hubble nel 1929, rivelando l’allontanamento progressivo delle galassie.



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