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Universo Iperconnesso: dalla non-località a una visione unificante di spazio, materia, mente e vita

Scienza e Fisica Quantistica

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Universo Iperconnesso: dalla non-località a una visione unificante di spazio, materia, mente e vita
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Leggi l'estratto dal libro Universo iperconnesso di Davide Fiscaletti che intende mostrare come, pur partendo dalla convinzione che nel corso della storia la scienza ci ha portato teorie d’immane bellezza ed eleganza su molti piani, sia possibile investigare nuovi scenari


Davide Fiscaletti - 10/05/2024

Tratto dal libro Universo iperconnesso di Davide Fiscaletti

Il percorso della conoscenza – sosteneva Anassimandro nel VI sec. a.C. – deve essere basato sulla ribellione contro certezze che appaiono ovvie, sul fatto che la nostra immagine del mondo può essere sempre perfezionata, che il mondo può essere diverso da come ci appare, che il nostro punto di vista sul mondo è limitato dalla piccolezza della nostra esperienza. La scienza – sosteneva Anassimandro – nasce da ciò che non sappiamo («che cosa c’è dietro la collina?») e dalla messa in discussione di qualcosa che credevamo di sapere, in altre parole la scienza consiste nel guardare più lontano, nell’esplorazione continua di nuove forme di pensiero per concettualizzare il mondo.

Compatibilmente con la visione della scienza come entità dinamica, che è in costante evoluzione e riorganizzazione, in grado di generare percorsi evolutivi i quali si possono intrecciare l’uno con l’altro, i saggi pubblicati in questo libro intendono mostrare come, pur partendo dalla convinzione che nel corso della storia la scienza ci ha portato teorie d’immane bellezza ed eleganza con enormi benefici sul piano tecnologico, sia possibile investigare nuovi scenari, in particolare si possano aprire nuove prospettive riguardo all’immagine del mondo, alla visione della realtà che ci circonda, le quali mettono in discussione idee che, nell’ambito del nostro approccio limitato all’esperienza, appaiono ovvie. 


 

Questo articolo è tratto da


Da un punto di vista generale, possiamo dire che, almeno fino agli anni ’20 del Novecento, la visione del mondo predominante è stata la visione meccanicistica e riduzionista, secondo cui l’universo sarebbe una macchina inerte, governata da esatte leggi matematiche, nella quale i vari fenomeni diventano via via più chiari allorché vengono frazionati in parti e componenti sempre più piccole e in cui mente e materia sono viste come entità indipendenti e separate.

Oggi, tuttavia, alla luce delle scoperte scientifiche soprattutto nell’ambito della fisica e delle scienze della vita, possiamo dire di trovarci in una fase di transizione verso una nuova era nel senso che sta emergendo nella scienza una visione olistica, sistemica ed emergentista. Abbiamo infatti compreso che tutte le cose esistenti nell’universo – dalla materia inanimata fino ad arrivare agli organismi viventi – sono intimamente correlate l’una con l’altra dando luogo ad una fitta rete interconnessa di relazioni, in cui l’intero è qualcosa di più della somma delle singole parti e tra i vari livelli della natura esiste di fatto una struttura gerarchica a generazione interdipendente in cui il principio fondamentale che si può riscontrare è rappresentato dall’universalità dei comportamenti collettivi dei vari sistemi.

Allora, quale chiave di lettura unificante possiamo fornire dei vari fenomeni della natura alla luce dei risultati della scienza contemporanea in modo da dipingere un’immagine soddisfacente e comprensibile dell’universo? Quale percorso possiamo costruire, nell’ambito di questa scienza sistemica, che ci possa permettere di guardare più lontano, di scoprire cioè cosa c’è al di là della nostra collina e di comprendere anche qual è il nostro posto, aprendo così nuove prospettive nell’immagine dell’universo e nella nostra relazione con esso? 

A mio parere, all’interno di questa nuova maniera sistemica, olistica di studiare la natura, un ottimo punto di partenza per poter costruire un itinerario in grado di aprire nuovi scenari nell’immagine del mondo è rappresentato dai contributi scientifici, nell’ambito della fisica quantistica, portati dal fisico americano David Bohm, uno dei più grandi pensatori dell’epoca moderna. 


 

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Davide Fiscaletti
Marchigiano, laureato in fisica all’Università di Bologna nel 1999, è membro ricercatore dello SpaceLife Institute, centro di ricerca che si... Leggi la biografia
Marchigiano, laureato in fisica all’Università di Bologna nel 1999, è membro ricercatore dello SpaceLife Institute, centro di ricerca che si propone di aprire nuove prospettive in campo scientifico (in particolare: lo sviluppo di una nuova visione nell’ambito della fisica; lo sviluppo della cosmobiologia, disciplina scientifica che... Leggi la biografia

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