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È possibile stabilire connessioni neurali portatrici di felicità e di consapevolezza? Secondo le neuroscienze la meditazione mindfulness può farlo ed è un valido antidoto allo stress e non solo

Scritto da: Silvia C. Turrin | Medicina Non Convenzionale

È possibile stabilire connessioni neurali portatrici di felicità e di consapevolezza? Secondo le neuroscienze la meditazione mindfulness può farlo ed è un valido antidoto allo stress e non solo

Durante gli anni Settanta del secolo scorso, il biologo molecolare Jon Kabat-Zinn ha introdotto la meditazione in ambito clinico ottenendo straordinari risultati. Queste prime ricerche hanno, da un lato, dimostrato una rilevante riduzione dei sintomi legati a stress, ansia, depressione e panico; dall’altro, una maggiore propensione ad affrontare il dolore in maniera consapevole da parte di persone affette da dolori cronici (permettendo loro di modificare l’esperienza stessa del dolore). 

Da queste applicazioni presso il Medical Center dell’Università del Massachusetts, Jon Kabat-Zinn ha sviluppato il metodo per la riduzione dello stress basato sulla consapevolezza (Mindfulness-Based Stress Reduction Program - MBSR). Tale metodo ha come fondamento l’impiego della meditazione “di consapevolezza”, chiamata anche “della piena coscienza”, mutuata dalla tradizione buddhista. I riferimenti propriamente religiosi e gli aspetti ritualistici della pratica orientale sono stati diluiti per rendere il metodo laico, in modo da poterlo introdurre negli ospedali. Da allora, il protocollo sviluppato da Jon Kabat-Zinn, in collaborazione coi colleghi dell’Università del Massachusetts, è stato utilizzato da migliaia di pazienti (se ne contano oltre 16mila tra il 1979 e il 2005) e negli ultimi decenni è stato studiato e applicato in tanti centri e ospedali in varie nazioni, dal Belgio al Sudafrica, passando per l’Italia.

Cos’è esattamente la mindfulness? 

Mindfulness è un termine inglese che significa “pienezza mentale”; è anche traducibile con “presenza mentale”. Questa parola e le relative applicazioni si sono diffuse in Occidente grazie a numerose ricerche e sperimentazioni in campo neurologico. Tra queste segnaliamo per esempio quelle condotte dal neuroscienziato e psicologo statunitense Richard Davidson, il quale ha inserito la meditazione nella lista degli esercizi che allenano il cervello a sviluppare connessioni neuronali portatrici di felicità. In realtà, la parola Mindfulness trae le sue origini dal termine Sati, che in pali (l’antico linguaggio usato dal Buddha storico, Siddharta Gautama) significa “consapevolezza” e “attenzione”, ovvero “attenzione cosciente”.

Se, da un lato, l’approccio anglosassone alla mindfulness è fondamentalmente laico, dall’altro vi sono metodi che enfatizzano, o comunque non offuscano, le basi filosofiche buddhiste della mindfulness.


 

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Cosa troverai nell'articolo?

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  • Pacificazione, rallegramento della mente, aumento dell’attenzione

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