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Buchi Neri: dove si viaggia più veloci della luce

Scienza e Fisica Quantistica

Buchi Neri: dove si viaggia più veloci della luce

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Buchi Neri: dove si viaggia più veloci della luce

 Sir Roger Penrose ha vinto il ”Gran” Premio Nobel


Redazione - Scienza e Conoscenza - 22/09/2021

A cura di Elena Sanda Chira, coordinatrice della collana di libri Scienza e Conoscenza di Macro Edizioni


 

Dal 1901 fino ad oggi, con regolare cadenza, il 10 di ottobre di ogni anno, la Konserthuset (Sala dei concerti) di Stoccolma è riservata ad un evento di grande portata: la cerimonia per l’assegnazione dei premi Nobel.

Un’atmosfera cordiale, con frac e paillettes, con sorrisi e strette di mano. Un luogo dove per qualche ora il coefficiente di intelligenza per metro quadro sale alle stelle!

Nel 2020, a causa della pandemia di Covid-19, per la prima volta dal 1944, la cerimonia di consegna del prestigioso premio è stata annullata. La premiazione è diventata virtuale, trasmessa in diretta televisiva e con i partecipanti collegati on-line che in seguito hanno ricevuto i prestigiosi riconoscimenti in modalità “consegna a domicilio”.

Il premio Nobel per la Fisica è stato condiviso tra tre scienziati: Roger Penrose, Reinhard Genzel e Andrea Ghez. I protagonisti sono stati questa volta i buchi neri. 

 

La storia dei buchi neri

L’esistenza dei buchi neri è stata prevista dalla teoria della relatività di Einstein. Il buco nero viene definito come una regione dello spazio-tempo dotata di una grande curvatura in cui la velocità di fuga è superiore a quella della luce. La teoria dei buchi neri si basa sul concetto matematico di “superfici intrappolate”.

Si tratta della caratteristica di un’area cosmica di attirare verso il proprio centro tutto quello che le si avvicina. Quel centro, chiamato singolarità, è un punto in cui la materia ha una densità infinita. Se la materia attratta supera un certo limite, chiamato l’orizzonte degli eventi, essa non potrà più sfuggire all’immensa forza di attrazione esercitata su di essa e verrà ingoiata dal buco nero. Una volta entrato, nessun oggetto può fare ritorno e qualsiasi tipo di comunicazione tra l’interno e l’esterno viene interrotta.

Negli anni Sessanta i buchi neri vennero considerati soltanto delle entità matematiche, speculazioni teoriche e possibili soluzioni per le equazioni di campo di Einstein.

Roger Penrose era convinto del fatto che queste entità esistenti nel mondo platonico della matematica dovevano avere qualche corrispondente nel mondo fisico reale.

Per più di mezzo secolo ha svolto uno studio approfondito di questo fenomeno, anche in compagnia dell’illustre fisico e matematico Stephen Hawking (1942-2018), ex-studente e collega, che sicuramente se fosse stato in vita avrebbe goduto anche lui della stessa considere-vole onorificenza.

Una collaborazione fatta di ricerche, studi, discussioni, controversie, però segnata dall’assoluta convinzione della realtà fisica di queste stranissime entità. Ed ecco, la conferma della loro reale esistenza viene annunciata da Reinhard Genzel e Andrea Ghez, che ricevono a loro volta il notevole premio «per la scoperta di un oggetto compatto supermassiccio al centro della nostra galassia».

 

Chi è Roger Penrose

Roger Penrose (8 agosto 1931) è un mate-matico e fisico britannico, molto famoso nel campo della fisica teorica, specialmente per i suoi studi sulla cosmologia. Laureato all’U-niversità di Cambridge, è professore emerito all’Istituto di Matematica dell’Università di Oxford. Per le sue ricerche e studi in diver-si campi ha ricevuto prestigiosi premi e ri-conoscimenti. Nel 1988, insieme a Stephen Hawking (il suo compagno di ricerche sui bu-chi neri), riceve il Premio Wolf per la fisica, nel 2017 gli viene assegnata la Commandino Medal da parte dell’Università degli Studi di Urbino per i suoi magnifici contributi alla sto-ria della scienza.
Però il premio che dimostra l’importanza del suo impegno scientifico e gli straordinari ri-sultati delle sue ricerche rimane il premio Nobel per la Fisica che gli viene assegnato nel 2020, «per aver scoperto che la forma-zione dei buchi neri è una robusta previsio-ne della teoria generale della relatività». [continua...]


 

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Due importanti ricerche di Penrose:

  • La teoria della coscienza quantistica
  • La teoria della Cosmologia Ciclica Conforme (CCC)


 

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