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La Medicina Integrata sulle riviste scientifiche

Medicina Integrata

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La Medicina Integrata sulle riviste scientifiche

Medicina Integrata: una selezione di alcuni articoli pubblicati sulle principali riviste scientifiche che avvalorano alcuni metodi e principi attivi importanti per la nostra salute, fra cui medicina tradizionale cinese, agopuntura, utilizzo di curcumina e magnesio... 


Valerio Pignatta - 01/04/2021

 

L'effetto della curcumina (curcuma) sulla malattia di Alzheimer: una panoramica

Questo articolo discute gli effetti della curcumina sui pazienti con il morbo di Alzheimer. La curcumina, principio attivo della curcuma, un'antica erba indiana usata nella polvere di curry, che è stata ampiamente studiata nella medicina moderna e nei sistemi indiani di medicina per il trattamento di varie condizioni mediche, tra cui la fibrosi cistica, le emorroidi, l'ulcera gastrica, il cancro al colon, il cancro al seno, l'aterosclerosi, le malattie epatiche e l'artrite. È stata usata in vari tipi di trattamenti per la demenza e le lesioni cerebrali traumatiche.

La curcumina ha anche un ruolo potenziale nella prevenzione e nel trattamento del morbo di Alzheimer. La curcumina con la sua azione antiossidante, antinfiammatoria e lipofila migliora le funzioni cognitive nei pazienti con questa patologia. Un corpus crescente di dati indica che lo stress ossidativo, i radicali liberi, la beta-amiloide, la deregolazione cerebrale causata dalla tossicità bio-metallica e le reazioni infiammatorie anormali contribuiscono all'evento chiave scatenante nella patologia di Alzheimer.

Grazie ai vari effetti della curcumina, come la diminuzione delle placche di beta-amiloide, la degradazione ritardata dei neuroni, la chelazione dei metalli, l'azione antinfiammatoria, l'azione antiossidante e la diminuzione della formazione della microglia, la memoria complessiva nei pazienti con Alzheimer è migliorata.

 

Mishra, Shrikant, Palanivelu, Kalpana, The effect of curcumin (turmeric) on Alzheimer's disease: An overview, in «Ann. Indian Acad. Neurol.», vol. 11(1), gennaio-marzo 2008, pp. 13–19.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2781139/

 

 


 

Efficacia e sicurezza della medicina tradizionale cinese e occidentale integrate per la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19): una revisione sistematica e una meta-analisi

La COVID-19) si è ormai diffusa in tutti i paesi del mondo e quasi tutte le nazioni stanno combattendo contro di essa. Questo studio mira a valutare l'efficacia e la sicurezza della Medicina Tradizionale Cinese integrata con quella occidentale (medicina che di seguito chiameremo "Medicina Integrata") per la cura della COVID-19.

Abbiamo cercato in sei importanti database cinesi e inglesi per identificare studi randomizzati controllati (RCT) e studi caso-controllo (CCS) di Medicina Integrata sulla COVID-19. Due revisori indipendenti hanno poi vagliato, identificato gli studi ed estratto i dati. Lo strumento Cochrane Risk of Bias e la scala Newcastle-Ottawa sono stati utilizzati per valutare la qualità degli RCT e dei CCS inclusi, rispettivamente. Stata (versione 13.0; StataCorp) è stato invece utilizzato per eseguire meta-analisi con il modello a effetti casuali. Il rapporto di rischio (RR) è stato utilizzato per i dati dicotomici, mentre la differenza media ponderata (WMD) è stata adottata per le variabili continue come dimensione dell'effetto, entrambe dimostrate nella dimensione dell'effetto e negli intervalli di confidenza al 95% (CI). Sono stati inclusi un totale di 11 studi.

Quattro erano RCT e sette erano CCS. La dimensione del campione degli studi inclusi variava da 42 a 200 (totale 982). La medicina tradizionale cinese includeva i farmaci composti della medicina cinese (QingFei TouXie FuZhengFang) e la medicina cinese brevettata (per esempio Shufeng Jiedu Capsule, Lianhua Qingwen granuli). Rispetto al gruppo di controllo, il tasso di risposta globale [RR = 1,230, 95% CI (1,113, 1,359), P = 0,000], tasso di guarigione [RR = 1,604, 95% CI (1,181, 2,177), P = 0,002], tasso di malattia grave [RR = 0,350, IC 95% (0,154, 0,792), P = 0,012] e degenza ospedaliera [WMD = -1,991, IC 95% (-3,278, -0,703), P = 0,002] del gruppo di intervento erano migliori. Inoltre, la Medicina Integrata può migliorare il tasso di scomparsa di febbre, tosse, espettorazione, affaticamento, oppressione toracica e anoressia e ridurre il tempo di febbre e affaticamento dei pazienti (P < 0,05). Questa revisione ha trovato che la Medicina Integrata ha avuto effetti migliori e non ha aumentato le reazioni avverse ai farmaci per COVID-19. Altri RCT di alta qualità sono necessari in futuro.

Ming Liu, Ya Gao, Yuan Yuan, Kelu Yang, Shuzhen Shi, Junhua Zhang, Jinhui Tian, Efficacy and Safety of integrated traditional chinese and Western medicine for Corona Virus Disease 2019 (COVID-19): a systematic review and meta-analysis, in «Pharmacol. Res.», vol. 158, agosto 2020, 104896. doi: 10.1016/j.phrs.2020.104896. Epub 2020 May 11. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32438037/

 


 

Agopuntura e neurorigenerazione nell'ictus ischemico

L'agopuntura è potenzialmente benefica per la riabilitazione post-ictus ed è considerata una promettente strategia preventiva per l'ictus. Il pretrattamento o il trattamento con elettroagopuntura dopo l'ictus ischemico utilizzando parametri di elettroagopuntura appropriati genera effetti neuroprotettivi e neuroregenerativi che aumentano il flusso sanguigno cerebrale, regolano lo stress ossidativo, attenuano l'eccitotossicità del glutammato, mantengono l'integrità della barriera emato-encefalica, inibiscono l'apoptosi, aumentano la produzione di fattori di crescita e inducono la tolleranza ischemica cerebrale.

 

Qwang-Yuen Chang, Yi-Wen Lin, Ching-Liang Hsieh, Acupuncture and neuroregeneration in ischemic stroke, «Neural Regen. Res.», vol. 13(4), aprile 2018, pp. 573-583. doi: 10.4103/1673-5374.230272. 

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29722298/

 


 

 Integrazione tra medicina ortodossa, omeopatia e agopuntura per i pazienti ricoverati: tre anni di esperienza nel primo ospedale di Medicina Integrata in Italia

L'ospedale di Pitigliano (Toscana) è il primo ospedale in Italia a mettere in pratica un modello di Medicina Integrata. Questo ambiente clinico prevede l'uso della medicina complementare (omeopatia e agopuntura (zhēn jiǔ) accanto alle terapie ortodosse (medicina convenzionale). Il modello terapeutico coinvolge medici esperti in medicina complementare e alternativa (CAM; bǔ chōng yǔ tì dài yī xué) e il resto del personale ospedaliero che lavorano insieme alla pari. Questo contributo spiega le difficoltà, le criticità e le potenzialità di questo setting innovativo.

Il setting clinico della Medicina Integrata è stato valutato in parte attraverso l'osservazione e in parte attraverso l'analisi dei questionari di gradimento. Gli autori dei questionari erano il personale medico ortodosso e i pazienti dell'ospedale. Il progetto è ancora oggi in evoluzione nonostante l'iniziale parziale contrarietà di alcuni medici dell'ospedale e di alcuni medici esterni della zona. Tuttavia, si può già considerare un'esperienza positiva, come conferma l'alto gradimento ottenuto da molti operatori sanitari e dalla maggior parte dei pazienti dell'ospedale.

Inoltre, il follow-up effettuato attraverso specifici ambulatori dedicati alle CAM è estremamente positivo. Fino ad oggi sono stati trattati 532 pazienti ricoverati per malattie acute, ricadute di una malattia cronica o riabilitazione neurologica o ortopedica a seguito di ictus, emorragie cerebrali, malattie neurologiche o interventi di protesi di arti. Questo lavoro ha cercato di illustrare l'esperienza innovativa e positiva per le autorità sanitarie pubbliche italiane in modo che possa essere utile anche a chiunque voglia promuovere iniziative simili all'interno della propria Istituzione sanitaria pubblica.

 

Bernardini, Simonetta, Cracolici, Franco, Ferreri, Rosaria, Massimo Rinaldi, Massimo, Pulcri, Roberto, Integration between orthodox medicine, homeopathy and acupuncture for inpatients: Three years experience in the first hospital for Integrated Medicine in Italy, in «J. Tradit. Complement. Med.», vol. 5(4), 29 aprile 2015, pp. 234-40. doi: 10.1016/j.jtcme.2015.03.006. eCollection 2015 Oct.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26587394/

 


 

 

Terapie di medicina integrata per la gestione del dolore nei pazienti malati di cancro

La gestione del dolore per i pazienti con il cancro dovrebbe includere interventi farmacologici e non farmacologici. Le terapie di medicina integrativa, come le pratiche di collegamento mente-corpo, l'agopuntura, la massoterapia e la musicoterapia, sono state studiate per il loro ruolo nella gestione del dolore.

I dati provenienti da studi randomizzati e controllati supportano l'effetto dell'ipnosi, dell'agopuntura e della musicoterapia nella riduzione del dolore. La meditazione consapevole, lo yoga, il qigong e la terapia del massaggio, anche se non possono ridurre il dolore di per sé, possono alleviare l'ansia e i cambiamenti di umore, che sono comunemente associati al dolore.

Nella pratica clinica, si dovrebbero anche considerare eventuali svantaggi e rischi per i pazienti, le loro preferenze e la presenza o l'assenza di alternative migliori quando si decide se una terapia di medicina integrativa ha un valore clinico.

 

Deng, Gary, Integrative medicine therapies for pain management in cancer patients, in «Cancer J.», vol. 25(5), settembre-ottobre 2019, pp. 343-348. doi: 10.1097/PPO.0000000000000399.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31567462/.

 

 

Ruolo della supplementazione di magnesio nel trattamento della depressione: uno studio clinico randomizzato

Le attuali opzioni di trattamento per la depressione sono limitate da efficacia, costo, disponibilità, effetti collaterali e accettabilità per i pazienti. Diversi studi hanno esaminato l'associazione tra magnesio e depressione, ma il suo ruolo nella gestione dei sintomi non è chiaro. L'obiettivo di questo studio è stato quello di verificare se l'integrazione con cloruro di magnesio in formulazioni da banco migliora i sintomi della depressione.

Uno studio open-label, controllato, randomizzato, cross-over è stato condotto in cliniche ambulatoriali di assistenza primaria su 126 adulti (età media 52 anni; 38% maschi) con diagnosi e attualmente con sintomi da lievi a moderati con punteggi Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9) di 5-19. L'intervento è stato protratto per 6 settimane di trattamento attivo (248 mg di magnesio elementare al giorno) rispetto a 6 settimane di controllo (nessun trattamento).

Le valutazioni dei sintomi depressivi sono state completate con telefonate bisettimanali. Il risultato più importante è stata la differenza netta nel cambiamento dei sintomi della depressione dallo standard di riferimento iniziale alla fine di ogni periodo di trattamento. Esiti secondari includono i cambiamenti nei sintomi legati all’ansia, nonché l'aderenza al regime di integrazione, la comparsa di effetti avversi e l'intenzione di utilizzare integratori di magnesio in futuro.

Tra giugno 2015 e maggio 2016, 112 partecipanti hanno fornito dati analizzabili. Il consumo di cloruro di magnesio per 6 settimane ha portato a un miglioramento netto clinicamente significativo nei punteggi PHQ-9 di -6,0 punti (CI -7,9 -4,2; P < 0,001) e miglioramento netto nei punteggi Generalized Anxiety Disorders-7 di -4,5 punti (CI -6,6 -2,4; P < 0,001). L'aderenza media è stata dell'83% secondo il conteggio delle pillole. Gli integratori sono stati ben tollerati e il 61% dei partecipanti ha riferito che avrebbe usato il magnesio in futuro.

Effetti simili sono stati osservati indipendentemente dall'età, dal sesso, dalla gravità della depressione secondo lo standard di riferimento, dal livello di magnesio iniziale o dall'uso di trattamenti antidepressivi. Gli effetti sono stati osservati entro due settimane. Il magnesio è efficace per la depressione lieve-moderata negli adulti. Funziona rapidamente ed è ben tollerato senza la necessità di un attento monitoraggio della tossicità.

 

Tarleton, Emily K., Littenberg, Benjamin, MacLean, Charles D., Kennedy, Amanda G., Daley, Christopher, Role of magnesium supplementation in the treatment of depression: A randomized clinical trial, in «PLoS One», vol. 12(6), 27 giugno 2017, :e0180067. doi: 10.1371/journal.pone.0180067. eCollection 2017.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28654669/.

 

 


Valerio Pignatta
Valerio Pignatta, giornalista scientifico, naturopata e con due lauree a indirizzo storico, cura da numerosi anni come direttore editoriale alcune... Leggi la biografia
Valerio Pignatta, giornalista scientifico, naturopata e con due lauree a indirizzo storico, cura da numerosi anni come direttore editoriale alcune collane di libri di medicina e alimentazione naturale per la casa editrice Macro Edizioni. Ha pubblicato diversi articoli sui periodici nazionali sulle tematiche inerenti il rapporto salute/ambiente... Leggi la biografia

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