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Farmacoresistenza e antibiotico resistenza: perché mettono in crisi l'economia Mondiale?

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Farmacoresistenza e antibiotico resistenza: perché mettono in crisi l'economia Mondiale?

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Farmacoresistenza e antibiotico resistenza: perché mettono in crisi l'economia Mondiale?
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Perché la farmacoresistenza è un fenomeno pericoloso per l’economia? Alcuni studi analizzano l’impatto della farmacoresistenza sull’economia mondiale


Andrea Giulia Pollini - 21/08/2018

La farmacoresistenza - tema ampiamente affrontato da Gabriele Graziani e Luciano Graziani nel loro libro Antibiotici? No, grazie! è un problema su scala globale, vengono colpiti sia i Paesi con redditi più bassi, sia Paesi più industrializzati. La farmacoresistenza non risparmia nessuno, non tiene conto delle classi sociali e nemmeno degli standard sanitari del paese che viene colpito, è come una macchia d’olio che si sta espandendo a vista d’occhio. La farmacoresistenza ha conseguenze non solo sulla salute individuale e collettiva, ma anche sull’economia, per questo il governo della Gran Bretagna ha affidato a Jim O’Neill, economista britannico ed ex sottosegretario al Tesoro britannico, il compito di proporre soluzioni utili su scala globale.

Basandosi su trend probabilistici, O’Neill stima il costo della farmacoresistenza:

“Entro il 2050 la farmacoresistenza porterebbe 10 milioni di morti ogni anno e una riduzione del PIL (Prodotto Interno Lordo) di un valore compreso tra il 2% e il 3,5% con un costo mondiale stimato fino a 100 trilioni di dollari (migliaia di miliardi)”. Nel Dicembre 2014 O’Neill crea una Commissione interdisciplinare per studiare il fenomeno della farmacoresistenza in Gran Bretagna. La commissione riesce ad arrivare a una soluzione non facile, ma cui i benefici saranno grandi e tangibili soprattutto per le economie emergenti dei paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).

Ecco il programma di lavoro ideato dalla Commissione, tradotto interamente e tratto dal libro “Antibiotici? No, grazie!” di Gabriele Graziani e Luciano Graziani:

 

  1. Valutare l’impatto della farmacoresistenza sull’economia del mondo, in assenza di misure di contrasto.
  2. Migliorare il modo di usare i farmaci antimicrobici per ridurre l’aumento della farmacoresistenza, utilizzando tutte le potenzialità delle nuove tecnologie offerte dalla genetica, dalla genomica e dall’informatica.
  3. Promuovere lo sviluppo di nuovi farmaci antimicrobici.
  4. Valutare il potenziale delle terapie alternative per interrompere l’aumento della farmacoresistenza.
  5. Richiamare l’attenzione internazionale sul problema della farmacoresistenza per utilizzare in maniera uniforme a livello mondiale l’uso dei farmaci antimicrobici negli esseri umani, negli animali e nell’ambiente.


 

È nota la gravità della situazione per chi ha vissuto in prima persona, come paziente o come familiare, il problema della farmacoresistenza. Per le classi dirigenti e finanziarie invece, la farmacoresistenza è un problema lontano e astratto. Purtroppo parlare di denaro, di costi e di guadagni relativamente a un tema così delicato è veramente drammatico. Sappiamo tutti che per ricevere attenzione dalle grandi multinazionali o da un governo è necessario utilizzare questa “lingua”, così razionale e fredda.

Questi studi purtroppo valutano ancora solo una parte dell’impatto della farmacoresistenza, poiché sono stati considerarti solo una piccola parte dei batteri farmacoresistenti. Inoltre la ricerca si è concentrata solo sul costo economico della farmacoresistenza sul PIL mondiale e non ha preso in considerazione altri costi, come quelli sanitari e sociali. Ma questi dati, anche se ancora parziali, ci dicono che i governi devono agire ora, collaborando con la comunità scientifica e accademica. Il mondo dell’industria e della finanza, le organizzazioni filantropiche per combattere la farmacoresistenza e trovare delle vie alternative.

 

Vuoi saperne di più sulla farmacoresistenza? 


 


Andrea Giulia Pollini
Classe 1994, laureata in Scienze della Comunicazione, si sta formando come social media manager e giornalista.Curiosa della vita, appassionata... Leggi la biografia
Classe 1994, laureata in Scienze della Comunicazione, si sta formando come social media manager e giornalista.Curiosa della vita, appassionata lettrice e scrittrice, eterna sognatrice e irremovibile positiva.Appassionata del suo lavoro, il suo sogno è quello di scrivere un romanzo. Leggi la biografia

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