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Candida e disbiosi intestinale: qual è il legame?

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Vincenzo Valesi - 01/01/2016

Gentile dott.Vincenzo Valesi, le scrivo per un consiglio.
Ho letto attentamente il suo libro sulla candida e l’ho trovato veramente interessante ed esaustivo.
Qualche mese fa mi hanno diagnosticato la candida intestinale (media entità) e disbiosi intestinale (media entità) e ho cominciato la terapia Sanum (da tre mesi). Dopo un mese ho cominciato la terapia della protoplasma (semi di pompelmo) e fermenti lattici sempre della stessa casa (per due mesi). Inoltre prendo da circa due mesi anche il lapacho. Ad oggi (circa tre mesi) i miei sintomi sono identici (le analisi ancora non le ho rifatte) flautolenza ed eruttazioni (ho fatto anche colonscopia e gastroscopia ma non hanno dato risultati significativi). La mia dieta è sempre stata essenzialmente vegana con pesce una volta a settimana e da un mese ho escluso il glutine.
Ora secondo i consigli della mia omeopata continuerò ancora la sauna , ma il protoplasma (semi di pompelmo) che prendevo su mia iniziativa ho letto che si interrompe dopo due mesi.
Non ho grande fiducia in queste terapie.
Dalle sue indicazioni vorrei cominciare con il protocollo NCA che lei descrive come "uccide la candida" mantenendo la sanum.
Che ne pensa? Mi può aiutare? Sono veramente arenata.
Grazie

Gentile lettrice, il problema proposto è correlato a uno step successivo. L'errore di fondo nell'applicare ogni protocollo terapeutico è quello di perdere di vista il primum novens delle candidosi. Per cui prima di indirizzare gli sforzi terapeutici in senso “anti” coi vari farmaci, composti e integratori fitoterapici, dobbiamo lavorare sui due grandi distretti dell'organismo da cui si innescano tutte le patologie e che sono:

  • la matrice connettivale, della quale bisogna ripristinare la massima espressione funzionale ed anatomica riducendo l''infiammazione che causa acidosi;
  • l’intestino che rappresenta il serbatoio di tutte le affezioni candidosiche.


Capisci bene che qui il problema si fa molto profondo, perchè coinvolge abitudini alimentari e stili di vita sulle quali è molto più difficile incidere in maniera efficace. In questi casi quindi prima ancora che applicare vari schemi terapeutici bisogna quindi prendere coscienza di questa realtà.

Parafrasando la famosa massima di Catone il Censore, invece che “rem tene verba sequentur” possiamo dire: “afferra bene il concetto e le terapie seguiranno”.
Se hai tempo, ti rimando a questo link del mio canale youtube dove sviluppo alcune interessanti discussioni su questi concetti.

Ciao

Puoi approfondire guardando il VIDEO del dottor Valesi su: https://www.youtube.com/user/PubblicaRosaluce



Vincenzo Valesi
Laureato in medicina, svolge la sua attività professionale in qualità di medico di famiglia, integrando nella pratica clinica di tutti i giorni... Leggi la biografia
Laureato in medicina, svolge la sua attività professionale in qualità di medico di famiglia, integrando nella pratica clinica di tutti i giorni le conoscenze e gli insegnamenti delle medicine non convenzionali con quelle della medicina accademica classica. Da quasi trent’anni si dedica allo studio e alla pratica delle medicine non... Leggi la biografia

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