Microbiota intestinale e infiammazione: cosa mangiare per proteggere salute e mente
Alimentazione e Salute
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Perché alcune persone migliorano radicalmente cambiando alimentazione, mentre altre no? La risposta non è solo nelle calorie o nei macronutrienti, ma nel dialogo costante tra intestino, sistema immunitario e cervello.
Nel libro Dottore, cosa posso mangiare?, Stefano Manera propone una riflessione concreta su come le scelte quotidiane a tavola possano modulare l’infiammazione, l’equilibrio del microbiota e, di conseguenza, il nostro benessere globale.
Francesca Lanza
Microbiota intestinale: il regista silenzioso della salute
Il microbiota intestinale è un ecosistema complesso composto da miliardi di microrganismi che partecipano a:
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regolazione del sistema immunitario
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produzione di metaboliti fondamentali (come gli acidi grassi a catena corta)
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modulazione dell’infiammazione
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comunicazione con il sistema nervoso centrale
Quando questo equilibrio si altera — per stress, dieta ricca di zuccheri raffinati, eccesso di alimenti ultra-processati o uso frequente di farmaci — si crea una condizione di disbiosi. La disbiosi non è solo un problema digestivo: può favorire infiammazione cronica di basso grado, alterazioni metaboliche, disturbi dell’umore e difficoltà cognitive.
Infiammazione cronica: il filo rosso di molte patologie
Una delle intuizioni centrali del libro è il legame tra alimentazione e infiammazione sistemica.
L’infiammazione acuta è un meccanismo di difesa, ma quando diventa persistente, anche a livelli bassi, può contribuire allo sviluppo di:
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sindrome metabolica
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insulino-resistenza
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disturbi autoimmuni
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affaticamento cronico
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alterazioni dell’umore
L’alimentazione moderna, caratterizzata da eccesso di zuccheri semplici, grassi trans e carenza di fibre, crea un ambiente favorevole a questo stato infiammatorio.
Cosa mangiare per sostenere l’equilibrio intestinale
Nel libro non vengono proposte soluzioni rigide o dogmatiche, ma criteri fisiologici chiari. Tra le indicazioni principali:
1. Fibre e alimenti vegetali variati
Le fibre nutrono i batteri benefici e favoriscono la produzione di sostanze antinfiammatorie. Verdure di stagione, legumi, frutta a basso carico glicemico e semi rappresentano una base fondamentale.
2. Proteine di qualità
Un apporto proteico adeguato, proveniente da fonti selezionate e ben tollerate, sostiene la massa muscolare e la stabilità metabolica.
3. Riduzione degli zuccheri raffinati
Gli zuccheri semplici alimentano la disbiosi e favoriscono picchi glicemici che amplificano lo stato infiammatorio.
4. Attenzione alle intolleranze individuali
Non esiste un’alimentazione universale. L’ascolto dei segnali corporei e l’eventuale esclusione mirata di alimenti mal tollerati può migliorare energia, concentrazione e qualità del sonno.
L’asse intestino-cervello: nutrire anche la mente
Uno degli aspetti più interessanti trattati nel libro riguarda la connessione tra intestino e sistema nervoso.
Il microbiota influenza la produzione di neurotrasmettitori, tra cui serotonina e GABA. Alterazioni intestinali possono quindi riflettersi su ansia, irritabilità e calo dell’umore. Un’alimentazione equilibrata non agisce solo sul peso corporeo, ma sulla chiarezza mentale, sulla stabilità emotiva e sulla qualità della vita.
Dottore, cosa posso mangiare? non propone diete alla moda, ma una lettura fisiologica e scientifica delle scelte alimentari.
Il messaggio centrale è semplice: mangiare non significa solo introdurre energia, ma modulare segnali biochimici complessi che influenzano immunità, metabolismo e funzione cerebrale.In un contesto in cui le informazioni nutrizionali sono spesso contraddittorie, il libro offre criteri chiari per orientarsi e costruire un’alimentazione personalizzata, sostenibile e coerente con la propria condizione clinica.
