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Libero arbitrio, consapevolezza e attimo presente

Scritto da: Carmen Di Muro | Psicologia Quantistica

Libero arbitrio, consapevolezza e attimo presente

Gentile dottoressa Di Muro,
mi affascina e da sempre il concetto di libertà. È già tutto deciso? Il principe di questo mondo è già stato giudicato, oppure sono io che do le carte? La decisione esiste o è solo un illusione?
Il tempo non esiste eppure percepiamo solo il tempo lineare e non siamo sintonizzati sull'adesso.
Non sono io che respiro, non sono io che faccio battere il cuore, il sangue circola senza che io me ne accorga eppure posso (apparentemente) scatenare una guerra. Tutto accade ma quanta responsabilità ho?
Come si fa ad accettare, nella convinzione che ciò che accade e' quanto di più perfetto possa accadere, ed essere altresì insensibili a tanta sofferenza, dolore, competizione che affligge il mondo nella certezza di quell'amore incondizionato che è l'unica cosa che esiste?
Certo,andare oltre la mente in uno stato di coscienza superiore, ma intanto il dolore specie quello fisico (mi riferisco in particolare al dolore dei bambini, alla sofferenza subita e non provocata) attanaglia il mondo. Certo se non ci fosse il dolore non ci sarebbe la guarigione. Eppure, eppure...
Grazie della sua risposta e un caro saluto!
R.A.

Gentilissimo R.,

il concetto di libertà è quanto di più affascinate possa esser dato nelle sue molteplici forme e sfaccettature alla comprensione di quei fenomeni misteriosi della coscienza umana. Già nella radice etimologica di questa parola (lib-) si cela il suo potere straordinario: libertà è la condizione di chi può decidere a suo piacere della propria persona, di chi può godere della propria autodeterminazione. Ciò è quanto, non solo è connaturato in ogni essere umano, ma che al contempo unisce quel labile quanto marcato confine tra uomo e divino, rendendoci artefici e co-creatori attivi della nostra esperienza di vita. Libertà nelle sue molteplici sfumature equivale alla possibilità di scelta. Scegliere sempre cosa è giusto per noi nel bene e nel male.

L'errore è credere che tutto accada inesorabilmente restando preda del grande mare dell'esistere. Eppure, in quanto onde di un infinito oceano di possibilità abbiamo in noi il potere di direzionare sempre la nostra intenzione verso ciò la vita ci chiede di affrontare nel qui ed ora.

Cosa ci sfugge affinché si possa procedere in modo consapevole? L’essere presenti a sé, nell’adesso delle cose, nel fluire dell’energia dell’attimo presente. È lì che si realizza ogni cosa. È in quel luogo in cui non esiste tempo lineare, in cui l'energia si muove e non si può afferrare, che si concretizza il grande miracolo dell’esistenza: il cambiamento.
Un cambiamento di orizzonte, di frequenza d'onda, di possibilità di aprirsi all’accadere delle cose che ci aspettano e, nel mentre, essere centrati nella consapevolezza di come il nostro passato, la nostra cultura e la rete a cui apparteniamo sta agendo in modo invisibile, nel momento di vita presente. È il riscoprire in se stessi quell’energia di immanenza che alberga dentro di noi, la nostra componente più vera che riesce ad avere un’ampia vista sul mondo, ma al contempo guarda a sé in modo concreto rendendoci coscienti di essere noi, in questa vita, in questo mondo, in questo momento, in quella determinata veste. È ciò che ci eleva dalla materialità delle cose, degli eventi, delle situazioni, dal dolore collettivo, liberandoci dall’ inganno dei legami energetici dei sensi, e ci fa innalzare a livello vibratorio verso frequenze di pensiero e di sentire che non ci staccano dalle cose, ma che al contrario, permettono di avere una visione più allargata nei confronti di esse.
Uno sguardo che non fissa e non si orienta più in maniera orizzontale, partendo dalla concretezza, ma si eleva verso la verticalità permettendoci di evolvere e di comprendere il senso di ciò che in primis è accaduto a noi, partendo dall’ attimo presente, unico tempo che realmente esiste.
Essere centrati nell'ora delle cose è ciò che permette di cambiare tutto ciò che siamo stati fin oggi e ci dona la possibilità di essere liberi di costruire qualcosa di veramente straordinario, poiché nel momento in cui noi entriamo in questo stato di assoluta consapevolezza, tocchiamo con mano quella presenza che ci rende vivi, ovvero l’anima. Quell'informazione pura che aspetta soltanto di riallinearsi al campo, a quella matrice assoluta che sottende la materia e le sue dinamiche complesse. 
Si sganciano i legami con la mente pensante e le identificazioni, e la vita torna a fluire non più sotto il dominio delle credenze, dei programmi e degli automatismi collettivi, ma al contrario viene guidata e inizia a esprimersi attraverso la nostra unicità. È ciò che fa la differenza. È ciò che ci permette di interrompere quel flusso di informazione energetica disfunzionale che ci arriva dall'ambiente e che genera caos nella nostra vita. Riscoprire la nostra verità più autentica, non è semplice perchè costa il mettere in discussione ciò che siamo assumendosi la responsabilità nei confronti delle proprie scelte di vita e delle relative conseguenze, anche quelle più dolorose. 
Eppure è questa la via della libertà, perchè solo la più piena conoscenza di sé rende realmente liberi. Liberi di riscoprire il coraggio di spezzare quelle catene invisibili che ci circondano decidendo di cambiare il mondo partendo da noi stessi.

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Da oggi Carmen Di Muro, psicologa e psicoterapeuta, risponde alle domande dei lettori relative ai temi sopra illustrati.

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