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Perché non si possono fare domande sui vaccini?

Scritto da: Stefano Montanari | Medicina Non Convenzionale

Perché non si possono fare domande sui vaccini?

Noi troviamo a dir poco stravagante il fatto che porre domande sia fatto passare per essere “contro i vaccini”. Se i vaccini sono il toccasana che, magari del tutto a ragione, si pretende che siano, non si vede perché ci dovrebbero essere problemi a rispondere ad ogni questione e ad ogni dubbio senza artifici retorici, senza spocchia, senza bugie e senza reticenze.

Crediamo che nessuno possa toglierci il diritto di sottolineare le tante incertezze che circondano la materia e che noi stessi, andando a ficcare il naso nelle fiale, almeno in parte condividiamo. Incertezza significa che ci sono particolari, a volte enormi, che restano avvolti nella nebbia e quello dei vaccini è un argomento troppo importante per poterci permettere una situazione simile o per inchinarci a un ingiustificabile principio di autorità. Chi ha il dovere di farlo spieghi onestamente le cose e tutti saremo in grado di capire. Chi ha qualcosa da eccepire sulle nostre analisi, faccia ciò che è uso fare in campo scientifico: le rifaccia.

 

La medicina non è una religione, vaccinare non è un atto di fede 

Se è vero che da un settore dei due schieramenti i vaccini vengono incolpati ingenuamente di tanti dei mali che affliggono il mondo, e questo da parte di chi non ha la minima competenza per farlo, dall’altra parte si risponde con arroganza, con un grottesco “lei non sa chi sono io” e con menzogne troppo scoperte per pretendere anche solo un briciolo di credibilità. Il solo fatto di rifiutare di entrare in non pochi argomenti e di esigere che puri atti di fede vengano accettati come verità scientifiche squalifica la posizione. Medicina e religione sono cose diverse. 

I danni da vaccino esistono 

Il fingere che non sia vero che migliaia di vite siano state rovinate dai vaccini è un altro atto di debolezza. Perfino i tribunali lo certificano e, se questo non è sicuramente una prova inconfutabile, è lecito sperare che i giudici ci abbiano pensato bene prima di emettere la sentenza consultandosi con addetti ai lavori.
A nostro parere la risposta onesta e credibile a quelle tragedie potrebbe essere che i vaccini sono prodotti male, che sono proposti male, che sono somministrati altrettanto male e che basterebbe correggere gli errori per non incorrervi più. Ma la domanda che ci poniamo a questo punto è: esiste la volontà di correggerli? In fondo, almeno per quanto ci riguarda strettamente, evitare che particelle assortite si trovino nei prodotti finali è cosa di estrema semplicità. Il vaccino per i gatti sta lì a dimostrarlo. 


 

L'articolo di Stefano Montanari è tratto da questo libro:



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