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Contaminazioni da parassiti: i comportamenti da evitare per tenere alla larga i parassiti intestinali

Scritto da: Urbano Baldari | Medicina Non Convenzionale

Contaminazioni da parassiti: i comportamenti da evitare per tenere alla larga i parassiti intestinali

  • La convivenza stretta con animali

La Dott.ssa Clark punta il dito, nei suoi libri, sulla convivenza, nello stesso appartamento, tra uomini e animali domestici. Questi ultimi, soprattutto se non vengono continuamente curati, lavati, nutriti in modo conveniente alla specie, e se vivono “part-time” fuori casa, a contatto con altri animali, oppure se sono molto piccoli, o se sono molto vecchi, o se non sono stati adeguatamente deparassitati, possono essere portatori di malattie parassitarie. Gli elminti possono essere all’interno dei mammiferi stessi, per cui anche gli animali domestici possono essere ospiti transitori. Per ovviare al problema la Dott.ssa Clark consiglia di tenere fuori casa gli animali, di pulire bene le mani e le unghie dopo averli accuditi, oppure di portare guanti protettivi.

  • Le scarse norme igieniche

Come utilizzo degli stessi asciugamani per più persone, il non lavare adeguatamente vegetali da consumarsi crudi, il non lavarsi bene le mani spazzolando le unghie dopo aver manipolato terra, sabbia o foglie cadute nel terreno.

  • Contatto con feci di animali

I giochi dei bambini, o lavoro, o hobbies quando vengano manipolate terra, foglie, erba, vegetali, in cui hanno defecato animali domestici o selvatici (ad esempio ratti) portatori d’infestazione. Questa è una delle più comuni vie d’infestazione, e si combatte o con l’utilizzo di guanti protettivi, o con il lavaggio accurato delle mani, utilizzando uno spazzolino per ripulire bene le unghie. e parassitosi, soprattutto quelle importanti, possono realmente essere più frequenti in chi convive, negli stessi ambienti, con animali domestici (mammiferi come il cane e il gatto, oppure uccelli liberi), oppure in chi frequenta assiduamente appartamenti in cui vivono i suddetti animali da compagnia.
Paradossalmente, il rischio sembra più presente in questi casi, che in coloro che operano nel campo dell’allevamento, in quanto costoro sono più portati a seguire norme igieniche protettive. 
Viceversa, è più facile che si infettino bambini che vivono in campagna, i quali giocano con la terra, che può essere infestata da uova di elminti, provenienti dalle deiezioni degli animali da cortile, ecc. Da non trascurare i contenitori di sabbia per giocare, presenti, ad esempio, negli asili, i quali, se al mattino ospitano i piccoli, alla sera permettono ad animali randagi (ratti, gatti e cani) di espletare in pace le proprie funzioni fisiologiche; se questi siti non sono adeguatamente protetti, potrebbero diventare fonti di infestazione.

  • Cibi proteici crudi

L’assunzione di cibi proteici crudi, come pesce o carne, che possono essere infestate da Anisakis marina, o Tenie, o Trichinella. Shushi, tartare e carpacci non sono proprio esenti da rischi, a meno che le carni non siano state sottoposte a trattamenti preventivi (ad esempio un adeguato periodo di surgelamento –detto “periodo di abbattimento”-). Personalmente, io le vivande proteiche le mangio cotte. Teoricamente, anche salumi e affumicati potrebbero essere a rischio, anche se le procedure di preparazione e i controlli veterinari sul capo macellato assicurano un buon margine di sicurezza.


 

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