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L’acqua e gli organismi viventi: intervista a Emilio Del Giudice

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All’edizione 2011 del Convegno di apertura dell’evento interdisciplinare Le Connessioni Inattese. La Frontiera, L’Ignoto, L’Eresia, è stato presente il Prof. Emilio Del Giudice, medaglia Prigogine 2009, ormai famoso per i suoi studi in biofisica che, partendo dalla meccanica quantistica, hanno fatto luce sul fondamentale ruolo dell’acqua nella vita. Lo ha intervistato per noi Roberto Germano, uno dei padri de Le Connessioni Inattese


Roberto Germano - 01/01/2016



Roberto Germano: Ciao Emilio, è sempre un piacere ed un onore riaverti qui a Napoli, nella tua città natale. Tu hai studiato, fin dagli anni ’80 del secolo scorso, il fondamentale ruolo dell’acqua nella vita, utilizzando gli strumenti della Fisica e dell’Elettrodinamica Quantistica in particolare. Cominciamo con una domanda base: cos’è l’acqua? Si è capito abbastanza di questo liquido così diffuso? È davvero un insieme di palline, di molecole di H2O, che stanno insieme caoticamente?
Emilio Del Giudice Grazie a voi di avermi invitato! Quanti giorni ho per rispondere a questa semplice domanda?! Scherzi a parte, è semplice rendersi conto che l’acqua ha un ruolo fondamentale nella vita. Il nostro corpo, come numero di molecole, è costituito da circa il 99% da molecole d’acqua; soltanto il restante 1% è costituto da molecole diverse dall’acqua (proteine, DNA, ormoni, vitamine, ecc…). Ci si può chiedere come mai i biologi finora hanno studiato l’1% e trascurato il 99%. La ragione è che esiste il preconcetto secondo cui la dinamica biologica è governata dalla chimica, cioè dal fatto che questo 1% di molecole si incontra, fa reazioni chimiche, e l’insieme di tutte queste reazioni chimiche da luogo alla dinamica biologica. Siccome le molecole d’acqua non fanno reazioni chimiche, vengono trascurate, come se fossero gli spettatori della partita: allo stadio 22 persone giocano e 60 000 guardano…

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Come superare questo preconcetto? Sarà di certo difficilissimo. Ad esempio, ci sono voluti secoli per cogliere l’esistenza della pressione atmosferica…
Il trucco sta nel farci una domanda ingenua. Spesso sono proprio le domande ingenue che danno origine alle grandi scoperte. Nella visione attuale, posto che siano le molecole diverse dall’acqua che danno origine alla dinamica vivente, come fanno queste molecole a riconoscersi, a trovarsi e ad incontrarsi? Infatti, nella dinamica biochimica non ci sono errori, non ci sono incontri che danno luogo a specie molecolari non volute. Mentre in un reattore chimico industriale ci sono incontri di ogni genere, per cui oltre al prodotto che si vuole si producono anche i rifiuti. Ma allora deve esistere una sorta di “governo” delle reazioni biochimiche, un qualche agente fisico che dice alle molecole dove devono andare e chi devono incontrare.

La domanda apparentemente sciocca, come quelle che fa il tenente Colombo, ci sta iniziando a far intuire qualcosa… Quindi, qual è questo agente?
Si può senz’altro candidare a questo ruolo il campo elettromagnetico. Infatti esiste un teorema che dice che quando un campo elettromagnetico occupa una certa regione di spazio ed oscilla ad una certa frequenza, è capace di attirare in quella regione molecole che oscillino alla stessa frequenza (o a frequenze molto simili). C’è quindi un meccanismo selettivo di richiamo.

Ma chi produce questo campo elettromagnetico?
Negli ultimi anni, la risposta a questa domanda ha fatto cogliere il ruolo fondamentale dell’acqua. Le molecole d’acqua sono capaci di avere un’attività collettiva, cioè in metafora: le molecole dell’acqua liquida non sono una folla di oggetti indipendenti, ma sono come un corpo di ballo, cioè danno luogo ad un ordine, non di tipo spaziale, come in un cristallo, ma “si muovono” in modo definito. Poiché i campi magnetici sono prodotti dalle oscillazioni delle cariche elettriche, un’oscillazione di un gran numero di molecole in fase da luogo appunto ad un campo elettromagnetico ben definito. Ecco l’origine del campo elettromagnetico, che si comporta da governatore; ed ecco quindi anche il ruolo per i 60 000 dello stadio i quali, facendo la “ola”, fanno sì che i calciatori giochino meglio…

Ma, andando fuor di metafora, ci vuoi accennare a quali sono le evidenze sperimentali che è proprio così che vanno le cose?
Luc Montagnier, ad esempio, ha recentemente ottenuto risultati interessantissimi. Come sai bene ne ha parlato, poco dopo averli ottenuti, anche a Le Connessioni Inattese a Napoli, due anni fa. Montagnier ha lunga dimestichezza con i virus e il DNA: è premio Nobel per la medicina proprio per queste sue competenza sperimentali.

Seguendo anche lo schema con cui Montagnier illustra l’esperimento, ce lo puoi brevemente descrivere?
Montagnier pone in una provetta in acqua delle sequenze di DNA batterico; e poi – molto importante – diluisce via via con acqua. Una bobina prende i segnali elettromagnetici provenienti dalla provetta. Prima cosa importante è il fatto che più si diluisce più aumentano i segnali elettromagnetici! Quindi è l’acqua a regolarne l’intensità. Quali frequenze? Lo stabilisce il DNA. Infatti, l’acqua può oscillare su un grande numero di frequenze, ma è il partner con cui l’acqua se la sta facendo in quel momento che stabilisce quali.

Già questo è interessantissimo, e si capisce che Montagnier si è ispirato ai famosi esperimenti di Benveniste, che a suo tempo purtroppo furono incompresi.
Sì, infatti, Montagnier non ne fa mistero… Ma lui è andato oltre, e infatti la seconda parte dell’esperimento è quella più sconvolgente. Ebbene, cosa succede? Questi segnali vengono inviati ad un secondo recipiente con pura acqua distillata e, per evitare dubbi di contaminazione, la cosa è stata fatta anche per via telematica a centinaia di km di distanza.

Che succede nel recipiente di acqua pura esposto a questi segnali?
Gli sperimentatori aggiungono a quell’acqua pura le sostanze necessarie alla strutturazione del DNA, adenina, timina, citosina e guanina, più i necessari catalizzatori, le polimerasi, ecc… e cosa succede? Dopo un certo numero di ore (circa 20 ore) compare fisicamente lo stesso tipo di DNA da cui era stato estratto il segnale!!!

Eccezionale! Quindi, capire l’acqua fresca… aiuta a risolvere il mistero della vita?!
Eh sì! Ma, non solo, capire queste cose potrà permettere di dare origine ad una nuova industria chimica non inquinante, che si ispiri al caso biologico, in cui le molecole interagiscono in maniera precisa tra di loro senza generare composti a caso, e cioè in maniera altamente efficiente, a basso consumo energetico, e senza generare rifiuti inquinanti… E credo che l’Effetto Ossidroelettrico che hai da poco sperimentalmente evidenziato in PROMETE, cioè l’estrazione di corrente elettrica dall’acqua, mediata dalle molecole di Ossigeno, possa essere un primo passo in questa direzione. Infatti, gli organismi viventi riescono proprio grazie all’acqua a trasformare energia di basso grado (calore, infrarossi) in energia di alto grado (energia elettrica, energia chimica), appunto con questo tipo di meccanismi ancora non molto chiari ai più…

Dacci una previsione sull’applicabilità diffusa di queste metodiche.
Dipenderà soltanto dall’entusiasmo con cui ci si applicherà. Così come gli antichi romani avevano già conoscenze che sono diventate operative solo 1.500 anni dopo… Dipende da meccanismi economico-sociali, non da motivi scientifici.

Un po’ come nel caso del cuscinetto a sfere, già disegnato da Leonardo Da Vinci nel 1500 e poi riscoperto solo agli inizi del 1900!
Sì! Però c’è una nota ottimistica con cui vorrei concludere, legata al fatto che questo tipo di ricerche non richiede affatto finanziamenti enormi. Il primo esperimento di Montagnier sopra descritto fu condotto in Camerun, e non a New York o a Parigi, le città in cui Montagnier normalmente vive. L’attuale mancanza di finanziamenti alla ricerca forse non ha effetti totalmente negativi, perché obbligherà i ricercatori a fare cose così intelligenti che si possano fare senza soldi….



Bibliografia
E. Collini, C. Y. Wong, K. E. Wilk, P. M. G. Curmi, P. Brumer, G. D. Scholes, “Coherently wired light-harvesting in photosynthetic marine algae at ambient temperature”, Nature 463, 644-647 (2010).
N. Marchettini, E. Del Giudice, V. L. Voeikov, E. Tiezzi
“Water: A medium where dissipative structures are produced by a coherent dynamics”,
J. Theo. Bio. 265, 511-516 (2010).
A. Kurcz, A. Capolupo, A. Beige, E. Del Giudice, G. Vitiello, “Energy concentration in composite quantum systems”, Phys. Rev. A 81, 063821 (2010).
E. Del Giudice, G. Vitiello, “Role of the electromagnetic field in the formation of domains in the process of symmetry-breaking phase transitions”, Phys. Rev. A 74, 22105 (2006).
E. Del Giudice, R. M. Pulselli, E. Tiezzi, “Thermodynamics of irreversibile processes and Quantum Field Theory: An interplay for the understanding of ecosystem dynamics”, Ecol. Model. 220, 1874-1879 (2009).
A. Tedeschi, “Is the living dynamics able to change the properties of water?”, International Journal of Design & Nature and Ecodynamics, 5(1), 60–67 (2010).
R. Germano et al., “Oxhydroelectric Effect: Electricity from Water by Twin Electrodes”, Key Engineering Materials, 495, 100-103 (2012).
R. Germano et al., “Oxhydroelectric Effect: oxygen mediated electron current extraction from water by twin electrodes”, Journal of Optoelectronics and Advanced Materials (in corso di pubblicazione).
L. Montagnier, J. Aissa, S. Ferris, J. Montagnier, C. Lavallée, “Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived from Bacterial DNA Sequences”, Interdiscip. Sci. Comput. Life Sci., 1:81-90 (2009).
L. Montagnier , J. Aissa, E. Del Giudice, C. Lavallée, A. Tedeschi and G. Vitiello, “DNA , Waves and water”, “Journal of Physics: Conferences Series”, The proceedings of DICE 2010: Space, Time, Matter - Current Issues in Quantum Mechanics and Beyond, 2011 (in corso di pubblicazione).

Abbiamo intervistato Emilio Del Giudice
Fisico teorico. Ricercatore INFN a Milano, ora in pensione, è membro dell'International Institute of Biophysics di Neuss in Germania. Ha lavorato presso il MIT di Cambridge, USA e presso il Niels Bohr Institute di Copenhagen. I suoi interessi scientifici riguardano prevalentemente la teoria quantistica dei campi, e lo studio delle proprietà collettive della materia, per fare luce sulla natura della vita. E’ autore di numerosissimi articoli scientifici. E’ stato insignito della Prigogine Medal 2009.
 
Per approfondire
Metodo WHITE e HadoShiatsu
Il Prof.Emilio Del Giudice (INFN, Milano) è pubblicato online sul Journal of
Physics con il recente lavoro "The interplay of biomolecules and water at the origin of the active behavior of living organisms". Scritto insieme a Giuseppe Vitiello, fisico teorico (Univ. Salerno), Alberto Tedeschi, studioso delle dinamiche coerenti dell'acqua (metodo WHITE) e
Patrizia Stefanini, fisica  che studia le dinamiche biofisiche dello shiatsu
(HadoShiatsu), il paper illustra il  metodo WHITE che per permette di ottenere
acqua biologica supercoerente e la sua rilevanza sulla salute, la materia
vivente e gli ecosistemi e HadoShiatsu, una innovativa pratica della medicina
tradizionale cinese che utilizza principi della fisica quantistica.
Il download del paper è libero al seguente link:
http://iopscience.iop.org/1742-6596/329/1/012001/


Roberto Germano
Fisico della materia, è CEO di PROMETE Srl – CNR Spin off company. Ha scritto il libro Fusione Fredda, Moderna storia d’inquisizione e... Leggi la biografia
Fisico della materia, è CEO di PROMETE Srl – CNR Spin off company. Ha scritto il libro Fusione Fredda, Moderna storia d’inquisizione e d’alchimia (Bibliopolis, 2000, seconda ed. 2003) – prefazione di Giuliano Preparata – e AQUA. L’acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure (Bibliopolis, 2007) – prefazione di Emilio Del... Leggi la biografia

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