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Copernico e l'astronomia del cielo (Prima parte)


Emanuele Cangini - 01/01/2016

Anche Giacomo Leopardi ne tesseva le lodi nella sua Storia dell’astronomia: «Altro astronomo greco fu Aristarco, vissuto, come credesi, verso il 264 avanti Gesù Cristo, benché considerevolmente più antico lo facciano il Fromondo e il Simmler presso il Vossio, ripresi però dal Fabricio. Di lui fecer menzione Vitruvio, Tolomeo e Varrone presso Gellio nel quale, in luogo di Aristide Samio, è da leggersi Aristarco. Egli determinò la distanza del Sole dalla Terra, che egli credé 19 volte maggiore di quella della Terra medesima dalla Luna e trovò la distanza della Terra dalla Luna, di 56 semidiametri del nostro globo. Credette che il diametro del sole fosse non più che 6 o 7 volte maggiore di quello della Terra e che quello della Luna fosse circa un terzo di quello della Terra medesima. Fu dogma di Aristarco il moto della Terra, ed egli, per tale opinione, reputossi da Cleante reo di empietà, quasi avesse turbato il riposo dei Lari e di Vesta. Sembra che Plutarco asserisca essere stato Cleante e non Aristarco il fautore del moto della Terra, così leggesi nel suo libro de facie in orbe Lunae». Questo scriveva di Aristarco di Samo, il poeta recanatese, indubbiamente affascinato tanto dalla sua precocità quanto dal suo indicibile acume. Fardello pesante quello del pensatore greco, una teoria eliocentrica che platealmente si opponeva alle convinzioni geocentriche di corrente aristotelica prese in prestito, queste ultime, nei secoli successivi come mattoni fondanti di un guercio dogmatismo che procurò notevoli grattacapi a diversi, esimi, pensatori. Ebbene, Niccolò Copernico (19 febbraio 1473 - 24 maggio 1543), quelle spalle robuste e compatte le aveva per davvero. Fu lui infatti a ereditare le idee di Aristarco; fu lui a perfezionarne le istanze; fu lui a rendere coniugabile alla sua epoca quell’antico e nobile sapere.

 

  • Una vita votata all’astronomia

Vediamo chi era più da vicino: nacque a Torùn città polacca in cui, poco più di sei anni prima, era stata firmata la Seconda Pace di Thorn, la quale aveva posto fine alla guerra dei tredici anni. In un documento legale dell’epoca, si legge che nel 1496, ospite nell’ampio palazzo dello zio, il ventitreenne Niccolò si dichiarò chierico, ma non canonico. Per essere nominato tale, chierico appunto, egli dovette prendere uno o più dei quattro ordini minori (accolito, lettore, esorcista, custode). Poiché aveva deciso di studiare diritto canonico, si diresse presso un celebre istituto di studi legali, l’Università di Bologna.

Fu proprio l’anno 1496 quello nel quale Copernico giunse per la prima volta in Italia: venuta la sua, concomitante alla pubblicazione a Venezia, di una Epitome sul lungo e difficile trattato sull’astronomia di Tolomeo. Se i suoi calcoli sulla Luna fossero stati validi, il satellite, in fase di plenilunio, avrebbe dovuto possedere delle dimensioni pari a un quarto di quelle della mezzaluna, se l’intero disco fosse stato visibile in quel momento. Ma la variazione effettiva nella misura apparente della Luna risultava essere molto più piccola di quella richiesta dalla teoria lunare tolemaica.

La critica tratteggiata sull’Epitome a questa inadeguatezza di Tolomeo, riecheggiò sensibilmente negli scritti astronomici copernicani, a tal punto da assumere, negli anni successivi, un vero e autentico “attacco” distruttivo al sistema geocentrico tolemaico, che aveva dominato il pensiero cosmologico per più di un millennio. Sulla cresta di questo processo di messa in discussione, Copernico cominciò a nutrire seri dubbi sulla validità dell’astronomia a estrazione tolemaica, a tal punto da porsi serie domande sulla possibile esistenza di interpretazioni alternative.

Dovendo imparare il greco, poiché il latino non era sufficiente per accedere agli antichi testi classici, ebbe per le mani nel 1499, una raccolta di epistole greche, ad opera di Manunzio, famoso editore di Venezia: fu in quella precisa circostanza che venne a conoscenza dello scrittore Teofilatto Simocatta, storico bizantino del Settimo secolo d.C., ispiratore di un umanesimo che lo aveva piacevolmente travolto durante l’italico soggiorno.

Leggi la seconda parte dell'articolo.



Emanuele Cangini
Emanuele Cangini nasce a Modena, dove frequenta una scuola ai indirizzo tecnico e a seguire l'Università presso la facoltà di Ingegneria... Leggi la biografia
Emanuele Cangini nasce a Modena, dove frequenta una scuola ai indirizzo tecnico e a seguire l'Università presso la facoltà di Ingegneria Meccanica.È curatore e revisore di testi per Macro Edizioni, e per la rivista Scienza e Conoscenza nonchè giornalista divulgativo e critico letterario, relatore e conferenziere. Accanito lettore, da sempre... Leggi la biografia

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