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Stanchezza visiva da computer: come gestirla?


Fulvio D'Avino - 01/01/2016

L’affaticamento visivo da computer è una tipica sindrome dell’era tecnologica. Il termine scientifico è astenopia: dal greco astenon-opis che significa stanchezza dell’occhio. Per prevenire le algie della colonna vertebrale è importante assumere una postura corretta che preveda anche l’utilizzo di una sedia ergonomica; per contrastare i dolori diffusi, molto efficace è la pratica dello Yoga. Pochi minuti al giorno di tale tecnica sono sufficienti a garantire una adeguata flessibilità della colonna. I sintomi di stanchezza visiva sono:

 

  • dolore
  • bruciore e/o prurito
  • stanchezza oculare
  • annebbiamento visivo
  • cefalea
  • dolori al collo
  • dolore alle spalle
  • dolore alla schiena

 


Come prevenire la stanchezza visiva

 


La prevenzione specifica dei disturbi oculari prevede l’uso di monitor piatti, di grandi dimensioni (minimo 17 pollici ), in ambiente illuminato. Anche l’apporto dietetico di nutrienti essenziali per l’apparato visivo è importante. È consigliato assumere sostanze come:

 

  • la luteina e la zeaxantina, ad altissima funzione protettiva, presenti nel tuorlo d’uovo e nei vegetali a foglia verde
  • la Vitamina A, il cui deficit provoca nictalopia (scarsa visibilità notturna), contenuta in alta percentuale nel tuorlo d’uovo, nell’olio di fegato di merluzzo e nel burro
  • l’astaxantina, ad eccellente attività oftalmoprotettiva, che si trova soprattutto nel salmone.

 


I rimedi dalla natura per la stanchezza visiva

 


La medicina naturale si avvale di alcune piante che danno risultati eccezionali a livello terapeutico per la stanchezza visiva e per i danni della TV sul cervello.

 

  • Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus)

Il succo di Mirtillo nero è famoso per la capacità di migliorare la visione, in particolare in situazioni di poca luminosità. I piloti inglesi della RAF lo utilizzarono durante la seconda guerra mondiale per individuare gli obiettivi nei bombardamenti notturni delle città. IL meccanismo d’azione del composto si basa sulla rigenerazione della rodopsina della retina. Da tenere presente che il principio attivo, per garantire l’effetto terapeutico, deve contenere almeno il 36% di antocianosidi.

  • Salice (Salix alba)

La linfa del Salice possiede un elettivo organotropismo per l’occhio e trova indicazioni per tutti gli stati infiammatori e degenerativi oculari (compresa l’astenopia).

 

  • Buddleja davidi

Originaria della Cina Nord-occidentale, diffusa e naturalizzata anche in Europa dove è usata pure come pianta ornamentale. È anche detta Lillà delle farfalle; infatti i suoi fiori, essendo molto profumati e colorati, attirano moltissime specie di farfalle. I boccioli fiorali hanno una notevole attività terapeutica nella stanchezza visiva (astenopia) e nella nictalopia.

 

È un arbusto sempreverde i cui ambienti di crescita naturali sono il Tibet, la Mongolia ed il Nord della Cina. I suoi frutti (le bacche di Goji) sono considerati tra i più potenti adattogeni del mondo. Essi contengono 18 aminoacidi, 11 minerali, 6 vitamine essenziali, polisaccaridi, monosaccaridi per cui il meccanismo d’azione si esplica sul sistema immunitario, sugli ormoni, sul DNA, sull’apparato riproduttivo, sulla pelle e, nel caso specifico, avendo un’alta concentrazione di Vitamina A, carotenoidi, luteina, zeaxantina, esercita una azione protettiva anche sulla vista. Ricordiamo però, a scopo cautelativo, che il Goji è controindicato in gravidanza, allattamento, diabete, gravi epatopatie. Possibili effetti indesiderati, anche se rari, sono nausea, vomito, diarrea, reazioni allergiche. Interazioni farmacologiche negative si verificano con i farmaci anticoagulanti.

 


 

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Fulvio D'Avino
Laureato in Medicina e Chirurgia con una tesi sperimentale sui fattori che determinano le differenze elettroencefalografiche nei due sessi.... Leggi la biografia
Laureato in Medicina e Chirurgia con una tesi sperimentale sui fattori che determinano le differenze elettroencefalografiche nei due sessi. Perfezionato in Neurofisiologia Clinica all’Università di Napoli (SUN), Master di II livello in Fitoterapia all’Università di Siena, sede in cui ha discusso una tesi sulla ghiandola pineale, argomento... Leggi la biografia

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