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L'ascorbato e il Ribosato di potassio nelle nuove prospettive di cura del tumore

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Guido Paoli - 01/01/2016

Dopo anni di studi sul cancro e annunci troppo ottimistici, spesso smentiti da dati contraddittori, le ricerche svolte da vari gruppi di lavoro non sembrano aver prodotto significative svolte a livello terapeutico né sulla qualità di vita dei malati.

Spesso, nella ricerca scientifica, si procede per automatismi ed abitudini che, nel tempo, fanno perdere di vista gli obiettivi iniziali; ed è proprio a questo punto che è necessario rompere un’abitudine che non risponde più alle esigenze della ricerca e dei malati. Così, mentre prima la materia vivente veniva indagata cercando di individuare “l'ingranaggio inceppato” nel suo meccanismo di funzionamento, ora si cerca di avere una visione il più possibile completa delle proprietà collettive della materia. Infatti, i sistemi biologici sono “sistemi aperti”, in grado di scambiare informazioni con l'ambiente circostante sottoforma di energia e materia. Proprio in questo senso anche le malattie possono essere viste come difetti di comunicazioni. 

 

Danno diretto o indiretto del DNA?

Nell'ambito delle malattie tumorali l’indagine classica considera il danno indotto dall’accumulo di mutazioni in specifici geni, detti oncogeni. A causa di questo danno le informazioni che, dal DNA, sono indirizzate alle “officine della cellula” (i ribosomi e i mitocondri) per la costruzione di specifiche proteine o enzimi sono errate. Così le molecole prodotte avranno un comportamento anomalo o, addirittura, potranno essere non funzionanti. Questa visione si basa sul cosiddetto “Dogma Centrale della Biologia Molecolare”, elaborato dal Premio Nobel Francis Crick, secondo il quale l’informazione si sviluppa seguendo un flusso unidirezionale dal DNA verso i ribosomi e i mitocondri per la sintesi delle proteine, senza interagire con l’ambiente citoplasmatico. Molte questioni aperte, tuttavia (come geni che codificano per più proteine, splicing alternativo, ecc.), pongono il dubbio di come il dogma di Crick sia concettualmente errato ed il DNA partecipi ad uno scambio bi-direzionale delle informazioni con l’ambiente citoplasmatico.

Per una corretta comprensione dei meccanismi degenerativi occorre capire se, le mutazioni genetiche che provocano la trasformazione della cellula in senso cancerogeno, avvengono per un danno diretto sul DNA oppure sono una conseguenza di processi che hanno sede nel citoplasma della cellula e influenzano mutazioni a livello del DNA, per adeguarsi ad un ambiente che sta cambiando. In sostanza, la mutazione genetica è la causa o l’effetto della degenerazione cellulare? È su questa base che si inseriscono i recenti studi condotti sull’ascorbato di potassio, potenziato con il D-Ribosio, nella prevenzione e cura di patologie tumorali.

 

Ruolo fisiologico di potassio, sodio e D-ribosio

Il potassio, in condizioni fisiologiche di base, è il principale ione intracellulare e il regolatore critico del metabolismo, in quanto permette una corretta attività delle proteine enzimatiche, tra le quali le nucleasi (enzimi che frammentano il DNA) e le caspasi (coinvolte nell'innesco di un programma di morte detto “apoptosi”). Nell'ambiente extracellulare la sua concentrazione è bassa. 

Il sodio, che svolge una funzione importantissima per il bilancio idro-salino dell’organismo e per il trasporto del glucosio nelle cellule, ha un’elevata affinità chimica con il potassio ed è presente in concentrazioni superiori nell'ambiente extracellulare e molto basse nel citoplasma delle cellule.

Questo fatto si traduce in un gradiente di concentrazione dei due ioni fra l’interno e l’esterno della cellula, che ha un ruolo cruciale nei meccanismi di percezione sensoriale e nel mantenimento di una “carica” sulla superficie delle cellule. Infatti, in base alla teoria di Cone, la depolarizzazione della membrana cellulare è coinvolta nella regolazione e nel controllo della divisione cellulare sia durante la crescita e lo sviluppo dei tessuti normali che di una massa tumorale.

Il D-Ribosio è uno zucchero con un ruolo chiave nel metabolismo energetico delle cellule ed è coinvolto nella sintesi di glicogeno (una lunga catena di più molecole di glucosio). Attraverso la glicolisi il glicogeno viene degradato per produrre energia; un'eccessiva glicolisi è tipica delle cellule tumorali che sfruttano questa reazione per sopravvivere e replicarsi senza controllo.

 

Stress ossidativi e processi degenerativi

Un danno a livello della membrana cellulare, ed in particolare della cosiddetta pompa sodio-potassio (che regola il trasporto attivo fra i due ioni) determina un processo di diffusione dalle regioni con maggiore concentrazione a quelle con minore concentrazione, con il risultato di una perdita di potassio dal citoplasma ed una sua sostituzione con il sodio. Evidenze epidemiologiche mostrano come un'alta concentrazione intracellulare di potassio (come accade nelle normali condizioni fisiologiche) impedisce lo sviluppo dei tumori mentre alte concentrazioni di sodio nel citoplasma cellulare incrementano l'incidenza di tumori maligni, soprattutto a livello gastro-intestinale.

L’eccesso di sodio intracellulare modifica i siti di legame per il potassio negli enzimi. Si verifica pertanto un radicale cambiamento delle funzioni enzimatiche e proteiche, con informazioni distorte che arrivano al DNA che, quindi, potrebbe “adeguare” la sua funzione in risposta ai cambiamenti che avvengono nel citoplasma. Inoltre, l’incremento di sodio dentro la cellula porta quantità sempre più elevate di glucosio nel citoplasma. In questo modo si alterano i processi di respirazione cellulare con un incremento della glicolisi, che può spingere la cellula ad una duplicazione incontrollata.

 

GUARDA IL VIDEO DELL'ULTIMO CONVEGNO http://www.youtube.com/user/VideoFondazione 

 

L'ascorbato e il ribosato di potassio

Lo studio pubblicato dalla Dott.ssa Simonetta Croci e il Dottor Luca Bruni, presso Dipartimento di Neuroscienze (Unità di Biofisica e Fisica Medica) dell'università di Parma, ha voluto mettere in evidenza l'azione sinergica dell'ascorbato di potassio ed il D-ribosio (K:D-Rib) sulla proliferazione di cellule di tumore al seno. I risultati ottenuti evidenziano una forte attività antiossidante del K:D-Rib con rallentamenti della proliferazione (ed inibizione molto alta della crescita cellulare) e cambiamenti morfologici delle cellule tumorali, che le predispongono alla morte. Tali effetti sembrano la conseguenza dell'azione del D-Ribosio, che funge da “cavallo di Troia”, veicolando il potassio dentro le cellule. Questo promuove la fuoriuscita di sodio (e di glucosio) con: a) una modificazione del pH intracellulare; b) una rapida riduzione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi e reintroducendo i sistemi di controllo sulla mitosi cellulare. 

Per confronto, la linea cellulare “sana” di epitelio mammario, trattata con lo stesso composto, non ha evidenziato problemi ed ha continuato a crescere regolarmente.

In questo modo, attraverso l'utilizzo del K:D-Rib si può operare sia a livello preventivo, mantenendo le corrette concentrazioni degli elettroliti e regolando il metabolismo cellulare, sia in presenza di patologia degenerativa, per tentare di inibire i processi metabolici alterati e la duplicazione incontrollata. 

In conclusione questi dati, supportano anche l'ipotesi generale che la degenerazione cellulare non sia innescata da un danno diretto sul DNA ma piuttosto da una mancata regolazione di normali processi di comunicazione e informazione cellulare sia a breve che a lunga distanza.

 

È ora di cambiare le prospettive

Per cercare di cambiare la prospettiva con la quale avvicinarsi alla cura dei tumori, la Fondazione Valsé Pantellini ha organizzato un convegno per presentare gli studi più recenti ed i traguardi raggiunti utilizzando proprio il K:D-Rib, grazie alle intuizioni, avute più di 60 anni fa, del biochimico fiorentino Gianfrancesco Valsé Pantellini, uomo straordinario e scienziato di primissimo ordine.

L’evento, che verrà trasmesso in STREAMING (per vederlo basta connettersi al sito della Fondazione: http://pantellini.org e seguire il link) si terrà Sabato 27 Ottobre a Rufina, paese a 20 Km da Firenze, presso la Villa di Poggio Reale, ex dimora della Famiglia Pantellini, proprio lì dove tutto è nato.

Grazie al lavoro di ricerca portato avanti dalla Dott.ssa Simonetta Croci e il Dottor Luca bruni, dell'Università di Parma, e dal Dottor Massimo Fantini, dall’Università di Roma 2 - Tor Vergata, verranno presentati risultati ottenuti su linee cellulari umane stabilizzate di carcinoma della mammella, metastasi di quel carcinoma e cellule sane della mammella. 

Verranno anche presentati risultati molto significativi ottenuti in soggetti con patologie genetiche rare ad aumentato rischio oncologico e alterato stress ossidativo, in alcuni pazienti seguiti dalla stessa Fondazione e in ambito veterinario (animali di piccola taglia, in particolare cani e gatti).

In generale, i risultati ottenuti confermano che l’ascorbato di potassio con ribosio da una parte mantiene le corrette concentrazioni elettrolitiche nelle cellule “sane”, mentre crea un ambiente “ostile” per le cellule tumorali. Su questa base, nell'intento di allargare gli orizzonti della discussione per uscire da meccanismi standardizzati e da posizioni chiuse ed arroccate, interverranno i relatori del convegno, allo scopo di poter essere di aiuto alle persone nel miglior modo possibile, per tutelarne la dignità ed il diritto al rispetto assoluto della vita.

 

 GUARDA IL VIDEO DELL'ULTIMO CONVEGNO http://www.youtube.com/user/VideoFondazione 

 

FONTI

G. Poli. La via del sale – Il metodo Pantellini nella risoluzione del “problema cancro”. Scienza e Conoscenza numero Gold 2

Croci S, Bruni L, Bussolati S, Castaldo M, Dondi M: Potassium bicarbinate and D-Ribose effects on A72 canine and HTB-126 human cancer cell line proliferation in vitro. Cancer Cell Int 2011, 11:30

http://pantellini.org/?page_id=64

 

Guido Paoli
Guido Paoli si è laureato in Fisica nel 1987, presso l’Università degli Studi di Firenze, con una tesi in campo medico-nucleare relativa ad... Leggi la biografia
Guido Paoli si è laureato in Fisica nel 1987, presso l’Università degli Studi di Firenze, con una tesi in campo medico-nucleare relativa ad una tomografia per emissione di fotoni in cascata. Ha successivamente conseguito (1993) il titolo di Dottore di Ricerca in Fisiopatologia del dolore e si è occupato, durante la sua attività presso... Leggi la biografia

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