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23-6-2010

Mircea Eliade: un grande iniziato rumeno
di Giuseppe Vatinno

Mircea Eliade è noto principalmente per essere stato un grande storico delle religioni, formatosi alla scuola del filosofo rumeno Nae Ionescu, ma pochi conoscono il suo grande interesse per l’esoterismo.

Mircea Eliade (Bucarest 1907 – Chicago 1986) è noto principalmente per essere stato un grande storico delle religioni, formatosi alla scuola del filosofo rumeno Nae Ionescu, ma in questo articolo vogliamo parlarne soprattutto dal punto di vista del suo interesse per l’esoterismo.
Ionescu fu fondamentale nella formazione del giovane Eliade ed occorre soffermarcisi un poco per capire le influenze che ebbe sulla sua formazione culturale, ma anche politica e, in definitiva, umana.
Ionescu, vicino politicamente al movimento della “Legione di Ferro” di Corneliu Zele Codrenau (nazionalista rumeno, assassinato dal Re di Romania Carol II), fu il promotore di un “cristianesimo metafisico” e ”teocentrico” che rivendicava la centralità della figura di Dio in contrapposizione ad un “cristianesimo sociale” in cui Ionescu vedeva solo una influenza “moderna”.
Lo stesso Eliade fu vicino al movimento politico della legione dell’ “Arcangelo Michele” di Codrenau tramite l’assidua collaborazione alla rivista Vremea (“Il Tempo”) e lo era ancora quando si trovava a Lisbona nel 1942, nonostante i tentativi successivi dell’allievo Culianu di “proteggere” il maestro.
Eliade, che era poliglotta, assorbita la profonda influenza di Ionescu, viaggiò moltissimo; nel 1927, per un intero anno, fu in Italia dove frequentò il filosofo idealista Giovanni Gentile e divenne amico dello scrittore teosofo Giovanni Papini; in seguito lo troviamo all’Università di Calcutta con il professor S. Dasgupta (1887 – 1952) e poi anche in Himalaya dove soggiornò all’eremitaggio di Rishikesh presso lo swami Shivananda.
Inoltre, durante il periodo bellico, fu addetto culturale all’ambasciata rumena a Londra e Lisbona; dopo la seconda guerra mondiale fu a Parigi e nel 1957 ottenne la cattedra della storia delle religioni all’Università di Chicago. Suo allievo fu Ioan Petru Culianu (1950 – 1991), suo erede della cattedra all’Università di Chicago, ucciso in circostanze misteriose. La capitale francese fu determinante per il suo consolidarsi esoterico, visto che frequentò assiduamente l’ambiente spiritualista francese dove incontrò personaggi come l’indologo Lavastine, l’occultista Hunwald, ma anche Guénon, Crowley, Gurdijeff, Daumal, Avalon ed Evola.
Fu amico di grandi intellettuali come lo scrittore rumeno Emil Cioran e lo scrittore teatrale Eugène Ionescu, uno dei fondatori del cosiddetto teatro dell’assurdo; inoltre lavorò come condirettore di una rivista di studi storici anche con il filosofo e scrittore conservatore tedesco Ernst Jünger; ebbe altresì contatti culturali con lo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung.
La sua tesi di laurea fu “La filosofia italiana da Marsilio Ficino a Giordano Bruno” e quella di dottorato “Lo yoga, immortalità e libertà”. Da notare come il suo interesse per “il mistero” si mostrò da giovanissimo; infatti, a soli 14 anni, scrisse il suo primo saggio, “Come ho scoperto la pietra filosofale”.
La sua attività culturale, come si vede anche dalla tesi di laurea e da quella di dottorato, si indirizza verso due filoni: la storia delle religioni e l’esoterismo (il mito interpretato in un’ottica occulta) con i suoi studi sullo sciamanesimo e sul tantrismo, lo Yoga, l’Alchimia, ma nel più generale filone antimodernista contro le derive laiciste, neo - giacobine e freudiane (per Eliade la psicanalisi era una “fobica esaltazione di una psiche turbata”) dell’Occidente e volta ad una rivalutazione identitaria europea.
Per quanto riguarda l’interesse di Eliade per le religioni possiamo individuare in lui un forte interesse per il contenuto “magico” –in senso lato- del rapporto dell’Uomo con il Divino in un contesto più scientifico di tipo antropologico. Ad esempio, nel “Trattato di storia delle religioni” (in originale francese, “Traité d'histoire des religions”), Eliade si interessa alle manifestazioni del “sacro” in rapporto agli elementi della natura, come Aria, Fuoco, Terra ed Acqua , oppure ai fenomeni naturali ciclici come i ritmi lunari e la sessualità o, più in generale, al tema simbolico come quello dell’”eterno ritorno”.

Yoga - Saggio sulle Origini della Mistica Indiana
Miti, Sogni, Misteri
Lo Sciamanismo e le Tecniche dell'Estasi
Quindi la lettura eliadiana della religione è una lettura effettuata tramite il vetro colorato di un sostanziale impianto mistico o comunque mistico-simbolico che lo mette naturalmente poi in contatto con i suoi studi su quelle “tecniche” spirituali che sono ad esempio lo Sciamanesimo e lo Yoga che permettono la fruizione del divino tramite particolari stati alterati di coscienza, nel prima caso ottenuti tramite agenti psichedelici, come i funghi sacri, nel secondo tramite la psiche.
In questa ottica sono anche da interpretarsi i suoi studi sull’Alchimia in generale ed in quella babilonese in particolare.
In Italia, la figura di Mircea Eliade è ancora poco conosciuta e sostanzialmente relegata all’antropologia culturale mentre interessante è analizzare la sua valenza esoterica.

Dunque, in questo lavoro, noi vogliamo mettere in luce un aspetto di Eliade che è rimasto quasi sempre sottotraccia, quasi che il grande intellettuale rumeno non volesse fare “essere compromesso” con aspetti della sua vita che potevano risultargli negativi per la sua attività pubblica e soprattutto di professore universitario.
Ci riferiamo, in particolare, al grande interesse che Eliade dimostrò fin da giovane per l’occulto, il paranormale e l’esoterismo.
Interesse che è indubbiamente rivelato dalla lettura del suo diario di quegli anni  ma che è facilmente ricostruibile anche dai suoi discorsi privati e dalle sue frequentazioni, come ad esempio, quelle di Julius Evola e Renè Guenon, due grandi studiosi della “Tradizione”.
A far luce su questi aspetti è anche la biografia  redatta del suo allievo, anch’esso rumeno, Ioan Petru Culianu, peraltro scomparso prematuramente in circostanza misteriose (fu assassinato in una toilette dell’Università di Chicago, dove insegnava insieme al suo mentore Eliade).
Eliade si interessò soprattutto di magia (e non poteva essere che così data la sua attività come storico delle religioni che fa intravvedere anche una sorta di continuità ideale tra i due campi), ma anche di paranormale in senso più classico e, naturalmente, soprattutto da giovane, di spiritismo.
Una prova del suo interesse per l’esoterismo è poi nella novella esoterica Secretul doctorului Honigberger, scritta nel 1939.
Ebbe contatti ed interesse con i teosofi anche se, sempre a causa della sua attività accademica, alla fine fu sempre alquanto ambiguo e reticente rispetto a domande che gli venivano poste direttamente per cercare di saperne di più.
Nel soggiorno parigino del 1948 Eliade frequentò circoli e salotti occulti, come quelli che si tenevano presso la casa Hunwald e a cui partecipava addirittura anche André Breton, il fondatore del Surrealismo.

Certamente anche l’amicizia con C.G. Jung che credeva nei fenomeni paranormali e nella ricerca di una sostanziale anima mundi può essere vista come una “prova” dell’interesse di Eliade per il mondo del paranormale cementata nei famosi “colloqui di Eranos” che si tenevano (1933 -88) nella località svizzera del Canton Ticino di Ascona, presso la comunità che si era data il suggestivo nome di “Monte Verità”.
Eliade, di fatto, si professava un pagano che “cercava di cristianizzarsi” (Journal Portuguez del 5 settembre 1942).
Interessante è anche notare come Eliade avesse preconizzato ed auspicato l’epifania di una sorta di fisico-esoterista, un tecno gnostico dunque, che avrebbe finalmente spiegato il fatto religioso alla luce della stessa Scienza (vedi la nota, ad esempio, scritta il 14 luglio 1959 nel suo Diario).
L’altro fatto interessante e sostanzialmente appartenente alle cose che ancora “non si conoscono bene” di Eliade è anche il suo trascorso di legionario nella Guardia di Ferro, l’organizzazione politica nazionalista e di estrema destra, fondata da Corneliu Zelea Codreanu in Romania e che fu poi eliminata dal dittatore generale Ion Antonescu.
Il nostro interesse per tale vicenda non è solo eminentemente politico ma riguarda anche la relazione tra la Croce di Ferro e gli ambienti esoterici tradizionalista della destra una costante questa che si può ritrovare in molte diverse realtà non solo europee.

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