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Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?

di Emanuele Cangini - 16/05/2016

Ingegnere dello spirito o mistico della scienza?

In anteprima vi presentiamo uno stralcio dell’intervista di Emanuele Cangini al dottor Gianni Giovanni Vota, che verrà pubblicata per intero prossimamente sul nostro sito.
Giovanni Vota, torinese, nato il 13 aprile del 1958, ingegnere elettronico e informatico, scrittore, conferenziere, formatore di fama internazionale. Autore di varie pubblicazioni scientifiche e spirituali tra le quali Spiritual Quantum Coaching (Ed. Lindau, 2014) e L’Azienda quantica. Come creare e gestire olisticamente un’azienda di successo (Ed. Arte di Essere, 2015).

 

Dottor Vota, un “ingegnere dello spirito” o un “mistico della scienza”? E, ammesso vi siano differenze, quale criterio differenzia le due condizioni? 

“Ingegnerizzare la spiritualità e l’esoterismo” questa è stata un po’ l’idea-guida del mio percorso quando iniziai a occuparmi di spiritualità ed esoterismo e per di più per perseguire precisi obiettivi di business alla fine degli anni Novanta. Ovviamente suscitai scompigli e scetticismo tra tutti: gli ingegneri che non capivano cosa c’entrasse la disciplina matematica dell’ingegneria con qualcosa che “non è scientifico”; gli spirituali che si vedevano accostati ad ingegneri e peggio al business; chi si occupa di business che si ritengono persone “con i piedi ben piantati per terra” per fare profitto e che non si occupano di velleità “new age”.

Da buon ingegnere quando studiai le pratiche spirituali ed esoteriche mi sembrava davvero tutto molto “fumoso” dove non c’erano a mia conoscenza dei precisi metodi come invece un ingegnere ama avere. Fui incoraggiato in tutto questo da Karl Gustav Jung che mi “parlò” molto chiaramente con la sua prefazione all’I King.

Cosa vuol dire “ingegnerizzare l’esoterismo e la spiritualità”? Per me che si crei un modello di lavoro grazie al quale è possibile per chiunque lo voglia, grazie a precise istruzioni, fare tutto quello che nei millenni si è detto che solo qualche eletto poteva fare. L’ingegnere è colui che crea prodotti e soluzioni che siano usufruibili da tutti. Per esempio, chiunque oggi può parlare con qualcun altro dall’altra parte del Mondo usando un “semplice” cellulare, senza doversi minimamente preoccupare dell’enorme complessità tecnologica, scientifica e organizzativa che sottostà […].

Così ho iniziato con molta pazienza e passione a studiare tutto ciò che ritenevo potesse darmi delle chiavi di lettura: la lingua sanscrita, le tradizioni orientali e sciamaniche, quelle Hawaiane dei Kahuna, aborigene australiane, Medicina tradizionale cinese, naturopatia, e così via. E mano a mano, praticavo e sperimentavo nella mia vita e nel business. 

In questo studiare scoprii alcune tecniche davvero fantastiche, che “funzionano” ma non ero però soddisfatto perché non rispondevano ad un’altra domanda per me fondamentale: “Perché funzionano?”. Senza questa risposta si ricade o nella fede religiosa, o nella pratica magica, o in un meccanismo di dipendenza o superstizione che portano alla credenza che “solo se fai così e fai continuamente tutti i miei corsi e mi obbedisci” allora funziona. 

Ancora una volta fu Karl Gustav Jung a guidarmi: “Rendi cosciente l’inconscio  altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”. Perfetto! E così ho iniziato un approfondito viaggio nell’inconscio o subconscio, l’ipnosi, le tecniche regressive ipnotiche, per poi arrivare al Superconscio. In parallelo a questi studi però altri studi mi catturarono e furono quelli della fisica quantistica. Per farla breve, l’antica spiritualità e le mie ricerche sulla moderna fisica quantistica mi permisero di creare quelle basi teoriche, quel modello di lavoro tanto importante per me ingegnere, su cui creare un metodo di coaching pratico, veloce e “sicuro” che può essere appreso facilmente da parte di tutti al punto che poi ognuno può poi crearsi il suo metodo. Lo Spiritual Quantum Coaching è nato così come strumento che permette di cambiare la propria vita e volendo anche quella degli altri in una ritrovata armonia tra il razionale e lo spirituale.

Perché l’obiettivo è vivere al meglio la nostra vita qui, adesso, su questo pianeta, una vita che riassumevo in uno slogan: “Una vita di Spiritualità, Salute, Sapere, Saggezza, Soldi, Sesso e… ‘Sciampagne!?”. Sì perché è possibile vivere senza soffrire psichicamente e gli insegnamenti ci sono tutti! Si tratta di comprenderli e soprattutto viverli con costanza e determinazione giorno per giorno. 

 

Come si può mettere la Nona di Beethoven in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L’universo non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto. 
Albert Einstein