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Giovani e social network: come stimolare la consapevolezza e l'autonomia di pensiero

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Giovani e social network: come stimolare la consapevolezza e l'autonomia di pensiero
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Eleonora Poletti - 27/01/2017

L’utilizzo dei social network si configura oggi, come l’attività quotidiana prediletta dai giovani. La ragione di tale attrazione è legata alla struttura interna dei social, progettati come delle vere e proprie piazze virtuali che permettono di creare un nuovo modo di comunicare, immediato e familiare. Gli spazi privati, vengono ritagliati on-line e a mano a mano che il mondo materiale diviene meno accogliente, lo spazio virtuale assume una valenza  più vitale e attraente.
Si tratta però di un falso senso d’intimità che può spingere gli utenti ad esporre troppo la propria vita privata, rivelando informazioni strettamente personali e provocando effetti collaterali importanti e duraturi. Per molti giovani il social, rappresenta una piacevole distrazione e la possibilità di accantonare per un po’ i problemi quotidiani. La rete è certamente una grande risorsa per condividere emozioni, pensieri  e opinioni ma il suo utilizzo, se eccessivo, rischia di sfociare in episodi di dipendenza  e difficoltà relazionali. Il rischio maggiore è corso dai bambini, i quali non hanno ancora le risorse cognitive necesssarie per poter valutare correttamente tale esperienza. In questo frangente il comportamento dei genitori, risulta essere di fondamentale importanza. Questi ultimi dovrebbero quindi mantenere un giusto atteggiamento di controllo e dialogare con i priori figli rendendoli consapevoli dei rischi nei quali poterebbero incorrere.

Come riconoscere la dipendenza mediatica

Si deve insegnare ai giovani che, seppur interessante, il mondo virtuale sarà sempre meno emozionante del mondo reale che li circonda. Vi sono alcuni comportamenti che potrebbero rappresentare campanelli d’allarme di una dipendenza mediatica:

 

  • perdita delle relazioni interpersonali;
  • modificazione dell’umore;
  • alterazione del vissuto temporale;
  • cognitività completamene orientata all’utilizzo compulsivo dei social;
  • deprivazione del sonno;
  • tendenza a sostituire il mondo reale con un proprio mondo virtuale;
  • problemi fisici ( affaticamento oculare, mal di schiena, ecc ).

 

I media e le tecnologie, possono costituire un validissimo strumento per la crescita e l’innovazione ma devono essere utilizzati in maniera più consapevole e responsabile dai giovani.
La funzione della famiglia e della scuola in questo contesto, dovrebbe essere quella di stimolare nei giovani un processo di autoriflessione e autonomia di pensiero, al fine di limitare in loro i condizionamenti di un mondo che troppo spesso guarda alle apparenze, a scapito dei contenuti.  


 

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Eleonora Poletti
La dottoressa Eleonora Poletti è laureata in Psicologia, specializzata in “Psicologia dello sviluppo” e “Psicologia Clinica". Ha conseguito... Leggi la biografia
La dottoressa Eleonora Poletti è laureata in Psicologia, specializzata in “Psicologia dello sviluppo” e “Psicologia Clinica". Ha conseguito un Master in Sessuologia Clinica e  approfondito gli studi sulle tecniche di rilassamento e Training autogeno. Grazie a numerose esperienze lavorative, ha acquisito competenze in svariati ambiti: •... Leggi la biografia

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