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21-12-2007

Stringere la mano al futuro
di Lynne Mc Taggart

Il futuro e il presente s’incontrano costantemente. E anche il passato e il presente La non-località non si verifica solo nello spazio, ma anche nel tempo.

Gli studiosi della coscienza concordano sull’esistenza della retrocausalità, ma il meccanismo fisico è ancora oggetto di discussione. Il fisico di Amsterdam Dick Bierman afferma che potremmo trovarci di fronte a un altro caso di precognizione: il nostro futuro agisce sul presente.

Para-psicologi e studiosi della coscienza concordano che le prove della retrocausalità di ogni tipo,  precognizione e “retrocausalità”, siano estremamente forti, ma esiste ancora molto dissenso su come esattamente questi effetti siano conformi all’attuale teoria scientifica. Nessuna interazione fisica può spiegare gli effetti psicocinetici che si verificano “indietro nel tempo”, o la conoscenza ottenuta su un evento futuro.

Il primo a formulare una teoria abbastanza elastica da contenere tutto questo fu il fisico Evan Harris Walzer, che per primo propose la cosiddetta “teoria basata sull’osservazione”: l’azione di osservare un evento quantistico influenza il suo risultato. Questa teoria divenne la pietra di paragone del lavoro dei fisici Dick Bierman e Helmut Schmidt, i quali dimostrarono che i processi random, come le macchine REG (Random Event Generators), potrebbero essere influenzati retroattivamente.

Come Bierman, Schmidt installò una macchina REG per collegarla a un dispositivo audio in modo che desse il via a un “clic” che sarebbe stato registrato su nastro e ascoltato attraverso una serie di cuffie sia dall’orecchio sinistro che da quello destro. Successivamente accese la macchina e registrò su nastro il risultato, accertandosi che non ci fosse nessuno all’ascolto, neanche lui.

Dopo aver riprodotto copie di questo nastro campione (sempre con nessun ascoltatore), il fisico lo chiuse a chiave per eliminare ogni possibilità di truffa, e un giorno dopo consegnò le copie agli studenti di medicina. Ai volontari fu chiesto di ascoltare il nastro e manifestare l’intenzione di ricevere più “clic” nell’orecchio sinistro. Schmidt creò anche nastri di controllo mettendo in funzione il dispositivo audio, ma non chiese a nessuno di cercare di influenzare i “clic” destri e sinistri. Come previsto, i “clic” destri e sinistri dei nastri di controllo furono distribuiti più o meno equamente.

Dopo che i partecipanti ebbero terminato i loro tentativi di influenzare i nastri, Schmidt analizzò al computer sia i nastri degli studenti che quelli campione che erano stati nascosti per verificare un’eventuale deviazione dal tipico modello random. In oltre 20000 esperimenti effettuati tra il 1971 e il 1975, Schmidt scoprì un risultato significativo: sia sulle copie che sui campioni il 55% aveva un maggior numero di “clic” a sinistra e a destra. Ed entrambe le serie di nastri combaciavano perfettamente.

Schmidt ritenne di aver capito il meccanismo dei suoi improbabili risultati. Non erano stati i partecipanti ad aver cambiato un nastro dopo la sua creazione; la loro influenza aveva raggiunto e influenzato “indietro nel tempo” il risultato della macchina nel momento in cui il nastro era stato registrato per la prima volta. I partecipanti avevano cambiato il risultato della macchina nello steso modo in cui avrebbero potuto farlo se fossero stati presenti al momento della sua registrazione. Non cambiarono il passato da quello che era, influenzarono il passato quando si rivelava come il presente, per farlo diventare quello che era.

Le implicazioni degli esperimenti di Schmidt suggeriscono che anche se i nastri sono stati ascoltati, rimangono in uno stato di “sovrapposizione” (una specie di realtà non coagulata) fino al momento dell’ascolto. In altre parole, l’osservazione di un evento random è più importante del momento in cui si è generato.

Un ampliamento delle idee di Walker è quello proposto dal fisico Dick Bierman dell’Università di Utrecht e Joop Houtkooper dell’Università d Amsterdam. Secondo i due ricercatori, il futuro non cambia il passato, ma il presente dipende dalle condizioni future. In altre parole, la non-località non si verifica solo nello spazio, ma anche nel tempo. Le nostre azioni future hanno un impatto su quelle presenti e, in un certo senso, visitiamo il presente dal futuro.

La teoria di Joop affermava che la retrocausalità è come la precognizione. Se a un partecipante viene richiesto di scegliere intuitivamente un quadro o un simbolo a caso, la concordanza tra la sua scelta e la sua supposizione influenzerà quale obiettivo seleziona attualmente. Il risultato finale nel futuro influenzerà il suo presente.

Il test della causalità inversa di Bierman
Di recente Dick Bierman ha effettuato quattro studi sperimentali per verificare l’idea che la misurazione di un’entità quantistica possa essere effettuata solo da un’entità consapevole – che l’osservazione consapevole rende le cose “reali”. Questo significherebbe che il cervello sa la differenza tra uno stato quantistico (sovrapposizione) e uno stato classico della materia.

Bierman montò una fonte radioattiva per scatenare dei suoni che furono ritardati per un secondo e successivamente verificati da un osservatore (finale) la cui attività cerebrale era registrata continuamente. In circa la metà dei casi, un altro (pre)-osservatore ricevette un feedback di questo evento quantistico prima dell’osservatore finale.

In quegli esempi, l’osservazione del pre-osservatore si risolse in un crollo dello stato di sovrapposizione dell’evento quantistico mentre, nell’altra metà dei casi, l’osservatore finale “produsse” il crollo. Furono confrontati i segnali cerebrali dell’osservatore finale per i due tipi di eventi.

Anche se i suoi risultati erano ambigui, Bierman sostiene che, se la consapevolezza è l’ingrediente decisivo affinché si verifichi il “crollo”, questo testimonia  che gli esseri umani – e la loro capacità di “ridurre” la realtà a condizioni limitate – sono completamente responsabili dell’idea che il tempo è una freccia che va in una direzione. La sua opinione è che la nostra scelta futura di un particolare stato è quella che influenza il suo “crollo” presente. Il futuro e il presente s’incontrano costantemente.

Lynne Mc Taggart è una giornalista e autrice pluripremiata del best-seller The Field: >>> il campo del punto zero. Il suo ultimo libro è The Intention Experiment - free press/S&S. Cura anche la pubblicazione di numerosi notiziari di medicina alternativa e spiritualità. Per maggiori informazioni: www.livingthefield.com & www.theintentionexperiment.com Per gentile concessione di Living the field e Lynn Mc Taggart


 

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