Il ritorno del Transurfing "Il fruscio delle stelle del Mattino" Finalmente disponibile il secondo volume della trilogia di Vadim Zeland
Nel primo volume della trilogia del Transurfing, Vadim Zeland ha dipinto lo scenario e presentato il contesto.
Possiamo dire che ha accompagnato il transurfer alla spiaggia e gli ha mostrato per la prima volta cos’è il mare. Adesso però, è venuto il momento di affrontare le onde e il secondo volume spiega come.
Perché i desideri non si realizzano e i sogni non si avverano? Per far sì che ciò avvenga, bisogna sapere come fare - scrive Zeland nell’introduzione al libro. E per farlo dobbiamo imparare ad ascoltare quello che l’autore chiama il fruscio delle stelle del mattino, quella voce senza parole, quella riflessione senza pensieri, quel suono senza volume, che altro non è che la voce della nostra anima.
Una voce che da secoli l’uomo si sforza di liberare e ascoltare, per realizzare le proprie aspettative.
Il criterio univoco di scelta è contenuto in un'unica, semplice frase: "se è necessario convincersi, vuol dire che la cosa è per altri. Sappiate: se la cosa è vostra, non avete nessun bisogno di convincervi."
Leggi un estratto da Il fruscio delle stelle del mattino La “freile” Finora abbiamo parlato del fatto che i settori dello spazio delle varianti hanno delle determinate caratteristiche, dei parametri. Per semplicità abbiamo convenuto di ritenere queste caratteristiche dei parametri di frequenza. Se la frequenza della vostra emissione mentale, a condizione di unità di anima e ragione, coincide con la frequenza di un determinato settore, allora la forza dell’intenzione esterna effettua il passaggio. In altri termini, lo scenario e le decorazioni di quel determinato settore si materializzano nello strato del vostro mondo. Anche l’anima di ogni persona possiede un assortimento di parametri individuale e irripetibile, la “freile” dell’anima. Ancora una volta, per semplicità di modello, concorderemo di ritenere la “freile” dell’anima di una persona come la sua frequenza caratteristica. La “freile” di una persona si distingue dalla “freile” di un’altra persona così come si distinguono tra di loro le forme, irripetibili, dei cristalli di neve. La “freile” caratterizza la sostanza individuale dell’anima di una persona. Approfondire ulteriormente questa definizione non ha senso. Si può solo indovinare che cos’è, poiché la “freile” si manifesta in modo poco evidente, essendo occultata sotto le maschere della ragione che in un modo o in un altro ogni persona indossa. È indiscutibile solo il fatto che ognuno di noi possiede questa sostanza individuale e irripetibile. Potete descrivere il carattere, le abitudini, le maniere, il volto di una persona conosciuta, ma dietro a tutte queste caratteristiche c’è un’unica immagine integrale che vi è chiara senza bisogno di parole. Chiameremo “freile” proprio questa sostanza individuale che s’intuisce senza parole. Vi sarà forse successo d’incontrare persone dotate di un inspiegabile “charme”. La cosa stupefacente è che possono avere anche un aspetto poco attraente. Ciononostante, basta che aprano bocca per affascinare, tanto da far dimenticare a tutti i loro difetti fisici. Se ci si domanda in che cosa consista il segreto del loro fascino, ci si può solo rispondere che “c’è in loro un qualcosa”, e altre spiegazioni non se ne trovano. Persone così s’incontrano di rado. Se non ce ne sono nell’ambiente che frequentate, provate a cercarle tra le celebrità dello show business. Segni particolari di questo tipo di personalità sono una bellezza e un fascino eccezionali, quasi provenienti dal profondo dell’anima. La loro non è una bellezza di bambola, questo lo si capisce immediatamente. La bellezza di bambola risponde solo esternamente ai parametri fissati. Ebbene, dal punto di vista della “freile”, il segreto di una bellezza affascinante non dipende dal fatto che una persona possieda una bellezza o particolari qualità dell’anima. Vi toccherà accettare (o non accettare, se volete) ancora una conclusione paradossale del Transurfing: la cosiddetta bellezza dell’anima non esiste; c’è solo l’armonia dei rapporti dell’anima e della ragione. Se una persona non si ama, non è soddisfatta di se stessa, svolge un’attività che non le piace, se la sua ragione è confusa e in discordia con l’anima, essa non può possedere una bellezza affascinante. Qualsivoglia conflitto dell’anima e della ragione si riflette sull’aspetto e sul carattere di una persona. Se invece una persona è soddisfatta di sé, si ama, si gode la vita, fa le cose che le piacciono, essa irradia una luce interiore. Ciò significa che la ragione si è sintonizzata sulla “freile” dell’anima. L’unità di anima e ragione identifica l’energia mentale di una persona con la natura dell’intenzione esterna. Anche la contentezza di sé ovvero l’armonia dei rapporti dell’anima e della ragione, genera qualcosa di simile. Il benessere dell’anima accende una luce interiore che fa ricordare all’anima la sua autentica natura e per questo motivo la bellezza dell’armonia viene percepita dalle persone come fascino o bellezza dell’animo.
Leggi un estratto dell'intervista esclusiva a Zeland per Scienza e Conoscenza numero 32 (in uscita il 15 maggio) Scienza e Conoscenza: Ragione e anima, conscio e inconscio. Secondo il Transurfing in questa coppia di opposti dobbiamo lasciare più spazio ad anima e inconscio? Vadim Zeland: Le decisioni devono essere prese in una situazione di unità di anima e ragione e non a partire solo da vaghi presentimenti o, al contrario, esclusivamente sulla base di ragionamenti logici. Sia il primo che il secondo percorso, affrontati singolarmente, possono portare ad errori. Ma se sentite con il cuore e con la mente che state agendo correttamente significa che è proprio così. Il fatto è che l’attenzione della ragione, di norma, è influenzata dall’esterno e per questo passa la maggior parte del tempo letteralmente in uno stato di sogno ad occhi aperti.
Supponiamo ad esempio che stiate comprando qualcosa in un negozio. La commessa vi dice quanto vi stia bene un determinato vestito, come vi dona, e cerca in ogni modo di convincervi a fare l’acquisto. O magari succede che vi convinciate da soli di questa necessità. Prestate molta attenzione nel cercare di capire in quale direzione stanno andando i vostri pensieri mentre vi state provando un qualche capo d’abbigliamento. La ragione cerca di trovare argomenti a favore dell’acquisto del vestito. È proprio la sua funzione: costruire catene di conclusioni logiche per far si che tutto combaci. Mentre state prendendo una decisione lavora solo la vostra ragione. Analizza i pregi e i difetti, imposta la sua concezione in modo tale da essere razionale e convincente, e al contempo allunga l’orecchio per sentire l’opinione dei presenti. La ragione è talmente inghiottita da questo processo da non prestare la minima attenzione alle sensazioni dell’anima. In questo senso la ragione dorme profondamente. Se quando siete in un negozio dormite e cedete infantilmente all’insistenza della ragione, accade spesso che, una volta arrivati a casa, riscuotendovi, capite che l’acquisto è stato fatto invano. E forse allora vi potete ricordare che, sullo sfondo delle convinzioni infiorettate dalla ragione (o dalla commessa), da qualche parte, nel profondo dell’anima, c’era una vaga e appena percettibile sensazione di oppressione. Proprio questo senso di disagio dell’anima vi segnala che c’è qualcosa che non va. Con l’anima e con il cuore sentite che la ragione si sta sbagliando, ma non le attribuite importanza: per questo bisogna prestare attenzione alle sensazioni con maggiore assiduità e impegno.
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