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“Il grande fisico, Jonathan Wealer, che è passato a miglior vita l'anno scorso, era uno dei giganti della fisica del 20esimo secolo. E' stato collega di Einstein e Neils Boor, ha creato il termine "Buco Nero", è stato John Wealer a creare il termine “partecipatorio”. Lui usava un termine per descrivere il nostro rapporto con l'universo. Diceva che facevamo parte di un universo "partecipatorio". Adoro questo termine perché significa che non controlliamo il mondo, non lo manipoliamo, imponendogli la nostra volontà ma siamo parte di tutto ciò che accade, si tratta di un dare e avere.

Credo che la scienza presto dimostrerà esattamente cosa significa vivere in un universo partecipatorio, ma impareremo in un contesto che ci porterà ad affrontare le più grandi sfide mai registrate nella storia umana.

Probabilmente l'unico modo per andare incontro ai "nodi" del mondo sarà capire chi siamo veramente. E' come se avessimo creato le condizioni che ci spingono sull'orlo delle nostre convinzioni su noi stessi, sul mondo e per sopravvivere a ciò che abbiamo creato dobbiamo trasformare ciò che crediamo. Forse è questo che volevano dirci i Maya nel loro calendario. Intendevano dire che questa è la fine di una grande era e l'inizio di un nuovo modo di essere, con, in mezzo un periodo di vent'anni dove tutto è in cambiamento. Vogliono dirci: "alla fine dei vent'anni non riconoscerete più il vostro mondo, non riconoscerete più voi stessi e non penserete più al mondo e al tempo nello stesso modo di prima.” Mancano pochi anni alla fine di quel ciclo e tutto ciò è vero. Il nostro mondo sta cambiando, la morfologia della terra cambia per via delle alluvioni, dei terremoti, della crescita demografica, della deforestazione dell'Amazzonia. Il mondo fisico sta cambiando e il nostro modo di vedere noi stessi muta ancora più rapidamente.

In questo senso mettiamo in atto una delle profezie del calendario dei maya, è sotto i nostro occhi, però non ce ne accorgiamo nemmeno. Non posso immaginare di vivere in un periodo più potente, ricco di enormi opportunità e possibilità. Chi vorrebbe vivere in un'altra epoca quando si può, in questa, trasformare il mondo trasformando noi stessi, e creare ciò che gli antichi chiamavano "il secondo giardino dell'Eden". Credo che è questo che il futuro ci riserva, sono un ottimista, credo che siamo alle soglie di in un epoca in cui riconosceremo di aver superato il concetto di guerra. La guerra diventerà una cosa appartenente al passato. Deve. Credo che stiamo iniziando un'epoca in cui comprendiamo finalmente che dobbiamo lavorare insieme per sopravvivere a ciò che la vita sulla terra ci porterà. E questo succede ora. Una minoranza l'ha già capito, la maggioranza e i governi si stanno adattando a ciò che alcuni già credono possibile, e in questo senso, stiamo tutti lavorando insieme”.
(da un estratto di una lunga intervista che MacroVideo ha fatto a Gregg Braden durante la sua ultima visita in Italia, giugno 2008)
Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi transizioni….


Lavorare insieme… Par chiaro che è un passaggio evolutivo quello che viviamo e l'evoluzione non è mia o tua, dei buoni o dei cattivi, è di tutti, è collettiva, è un bene comune, una vasta coscienza in movimento.

Avete presente quel senso di generosità, di apertura al bene di tutti che ci assale quando ci troviamo di fronte a qualcosa d'immane, di solito… oibò, una disgrazia.
Vogliamo proprio aspettare un'altra tragedia per rendere possibile questo incedere insieme verso il bene comune? Possiamo, magari, cominciare a pensarlo possibile, ora?

Osservando la mente in azione è facile cogliere quanto è impegnata in pensierucci, un po' malevoli, che vogliono i guai altrui o perlomeno la scomodità, magari un piccolo fastidio, che ci permetta un senso di rivalsa. Homo hominis lupis? Come ci scrive una lettrice, chiedendo se il darwinismo sociale corrisponda all'antica frase latina. Un'equivalenza corre il rischio di essere ideologica, molto dipende dalle nostre percezioni e a loro volta le percezioni fioriscono da semi che abbiamo lasciato cadere intorno a noi più o meno distrattamente attraverso pensieri, azioni… parole. Si prenda per es. questa frase:

“Nella lunga storia dell'uomo (e degli animali) coloro che hanno imparato a collaborare e improvvisare più efficacemente hanno prevalso.”

E' di Charles Darwin.
Ed è anche vero che il Darwinismo ha portato a interpretazioni sociali del tipo “male tuo, bene mio”… “competizione o morte”. Nonostante Darwin, però, ci sono persone che sono rimaste collaborative, generose, con il cuore lieto.

Del resto di fronte alla domanda di coloro che parteggiano per Darwin chiedendosi: «Perché una teoria sostenuta e condivisa per anni improvvisamente viene negata?». La risposta si scrive da sola: “I tempi cambiano, certe teorie sono superate, anche quelle sostenute per millenni a un certo punto si trasformano in altre e visti i presupposti, che sia il tempo di cooperare?” O abbiamo bisogno di un terremoto per convincersene?
E, attenti al buonismo, della serie: invio un sms a quei "disgraziati" dell'Abruzzo, mentre non mi dispiacerebbe affatto che cadesse il tetto del vicino o quello del caposettore!

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