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Spiegazioni


La ricerca scientifica è la forma più pura di adorazione di Dio
Teilhard de Chardin

 

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Abbiamo ricevuto da alcuni lettori contestazioni indignate per un articolo uscito a pag 12 del n°29: Questione di watt. La breve esposizione direziona la sua comunicazione a favore delle nuove tecnologie e del cosiddetto inquinamento elettromagnetico o, perlomeno, intende volutamente dimostrare che, un certo frequente allarmismo, non è poi così giustificato.

Uso a ragione la parola volutamente, in quanto si tratta di un esperimento da noi chiamato “esperimento informativo o sull'informazione”. Che significa?

Spiego volentieri per altri lettori che, eventualmente, non avessero colto il tipo di “esperimento”: quell'articolo non voleva essere e non è una pubblicazione isolata ma il primo di tre articoli conseguenti (rispettivamente a pag. 12, 42 e 60) apparsi sul numero 29. Nello specifico l'articolo a pag 12 dà avvio all'esperimento che si proponeva di pubblicare un intervento (detto in breve) a favore (pag12), uno contro (pag42) e un terzo che esplica (pag60) come sia possibile informare utilizzando fatti e sperimentazioni di per se documentabili portando il lettore a identificarsi con l'uno o l'altro approccio.

I nomi anagrammati dell'autore, come spiega il terzo articolo, appartengono ad una singola mano, la stessa per i tre interventi. Inoltre i tre articoli hanno, a ragione, lo stesso occhiello: "si dice che...". Ovvero , "si dice che", ma dove risiede la verità? Alla fine del terzo articolo sull'argomento l'autore si chiede: « Quale sarebbe stata la vostra posizione sulla dannosità delle onde elettromagnetiche, dopo la sola lettura dell'articolo di Eozihr Valleur (pag12) oppure dopo solo quella di Engrid Vhass» (pag42)?

Cosa succede generalmente nella maggior parte della stampa? Ci si schiera, o meglio si parte già schierati e poi si tende a portare il lettore nel nostro schieramento, utilizzando fatti documentati e nel loro settore "veri", che da soli però non sono sufficienti per ottenere una corretta informazione. Dice l'autore nel terzo articolo: «Infatti, anche se la regola della verità, è valida per entrambi (i primi due articoli), quello che cambia è la mancanza di alcune informazioni e soprattutto la loro composizione e il deliberato obbiettivo di enfatizzare una direzione».

Si prenda nota che nella biblio del terzo articolo(pag61) le ricerche per es. di Zhadin M. N. e altri sugli effetti dell'elettromagnetismo sono ampiamente segnalate.

Detto questo - e consci che il nostro tentativo di dare una corretta informazione può umanamente peccare, sebbene sia nostra intenzione monitorare l'attitudine a "convincere e persuadere" - ringraziamo chi ci ha scritto:

1) in quanto ci ha resi consapevoli che altri potrebbero non aver colto la consequenzialità degli articoli

2) in quanto ci fornisce una prova che si tende a identificarci e parteggiare "in automatico" con un certo tipo di comunicazione che ci aggrada, senza verifica più approfondita, con la tendenza a nutrire le nostre convinzioni. Senza niente togliere alle "buone intenzioni", le quali, è anche vero che, come dice un noto proverbio: "lastricano la strada per l'inferno".

Dice l'intertesto del terzo articolo a pag. 60: "Deve essere sempre considerata la possibilità di mettere in dubbio quelle che possono sembrare a prima vista delle assolute certezze".
Anche se a fornirle siano, nel caso specifico, quelli della nostra redazione.

Vi chiediamo quindi di dubitare anche delle nostre informazioni, previa esperienza e risonanza diretta, previa collocazione in un sistema più grande e interattivo (sistema rappresentato nel caso specifico dai tre articoli)? Sì, solo così si è partecipi di quello che in ogni settore della vita possa esplicarsi come corretta "attitudine scientifica e sperimentale".

I giudizi affrettati (e, ampiamente, i giudizi in genere) non importa se supportati dalle "migliori" prove e intenzioni, sono a tutt'oggi quelli che provocano maggior sofferenza all'umanità.

E del resto, sebbene paradossale, anch'essi funzionali.
E lo sono stati anche in questo caso.

Grazie di leggerci e seguiteci.

Il prossimo numero, il 30, in onore dell'avvicendarsi autunnale affronta un fenomeno naturale e certo: la morte. E chi ne vuol sentir parlare direte voi? Nessuno. Eppure, quanto utile e urgente sarebbe una scienza del vivere e del morire… voi che ne dite?

Per avere un' idea dell'adorazione che implica la scienza date un occhiata a questo bel video. Seppure in lingua inglese, è molto esplicativo

 


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