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Nutripuntura: intervista con Patrick Véret
cura di Cristina Cuomo e Fabio Burigana

La mancanza di comunicazione prima e la comunicazione poco chiara poi sono alla base di tutti i conflitti. E sebbene quella che passa tra le cellulle sia informazione biofotonica e gli scambi siano ionici, a livello di membrana, il discorso non cambia. E anche qui come per la comunicazione tra individui, il linguaggio del corpo offre il più ampio tra i dizionari.

La Nutripuntura è un approccio “informazionale” volto a stimolare il potenziale vitale umano. Ogni struttura vivente si basa sullo scambio di informazioni tra cellule, organi e sistemi. I meridiani sono i canali dove viaggiano i biofotoni che permettono la circolazione, in tempo reale, dell’informazione. La Nutripuntura permette di ottimizzare il funzionamento di queste vie di comunicazione dove circolano tutte le informazioni necessarie all’organismo per attivare il suo potenziale vitale.
Il Dr. Véret, profondo conoscitore della Medicina Tradizionale Cinese e dell’omeopatia, è all’origine della ricerca sull’azione degli oligoelementi sulle correnti vitali dell’organismo, che ha dato vita alla Nutripuntura. Oggi, oltre ad ampliarne le applicazioni, insegna questo metodo in Europa e in America del Nord. Recentemente il Prof. LIU QingGuo, responsabile dell’Istituto di Agopuntura dell’Università di Medicina Cinese di Beijing e vice segretario generale dell’Accademia d’Agopuntura Cinese, ha riconosciuto ufficialmente le sue ricerche, che scrive “hanno arricchito le conoscenze della medicina orientale delle più recenti scoperte in biologia molecolare”.
Quest’estate Patrick Véret si è reso disponibile a raccontarci la storia di questa nuova disciplina e i risvolti di tale interessantissima ricerca. Ci accoglie a Nizza, davanti a un meraviglioso panorama sul mare, profumato di lavanda e rallegrato dal canto rilassante delle cicale. Sorseggiando una bevanda fresca, Fabio, medico, e Cristina, giornalista, preparano le prime domande.

Cristina: Quale è stata la spinta che le ha permesso di sviluppare la Nutripuntura? 
Véret: E’ una ricerca che si è sviluppata empiricamente negli anno 80, attraverso anni di osservazione e di riflessione sui miei pazienti. Il primo passo è stato quello di mettere a punto gli strumenti che avrebbero sostituito gli aghi d’agopuntura. Poi ci sono voluti anni di ricerca per accedere al linguaggio del corpo e scoprire le numerose applicazioni della Nutripuntura nel mondo del benessere.
All’inizio, nel mio studio a Nizza, cercavo di offrire ai pazienti un equilibrio ottimale utilizzando tecniche diverse tra cui l’agopuntura (che per me dove essere “agopuntura nutrizionale” per rispettare l’unicità dell’individuo, i suoi bioritmi e il suo inserimento nel TAO) o l’omeopatia. Ispirato dal tropismo, cioè dall’affinità, di una pianta (o di più piante combinate) rispetto a dei “bersagli organici”, ho iniziato a interessarmi alla nozione di sinergia, alle proprietà emergenti di elementi combinati. All’inizio delle mie ricerche, utilizzavo dei metalli in diluizione omeopatica, per toccare dei bersagli specifici e mi sono accorto dell’azione incredibile dei metalli soprattutto quando sono associati in funzione di combinazioni complesse. Ho osservato che gli oligoelementi acquisiscono un tropismo specifico in funzione della loro forma.
In seguito mi sono interessato all’azione degli aminoacidi, per infine accorgermi che combinando certi oligoelementi con delle proprietà fisico - chimiche particolari, la vitalità di alcuni meridiani migliorava immediatamente. Questa scoperta è stata fecondata dall’incontro con Serge Lakhovsky, figlio di George, e con Etienne Guillé, Professore all’Università di Orsay a Parigi. Dopo aver confrontato le loro ricerche di laboratorio con le mie osservazioni cliniche, ho formulato i “prodotti- strumenti” di lavoro, che sono all’origine della Nutripuntura. Il primo è stato un regolatore cellulare generale che ottimizza gli scambi cellulari.

Fabio: Perché proprio gli scambi cellulari sono stati il primo obiettivo della tua ricerca?
Véret: La comunicazione cellulare è la base del funzionamento organico. Ogni organismo funziona perché gli organi che lo compongono comunicano continuamente in modo armonico: il fegato deve sapere cosa fa il rene e vice-versa; il cuore deve sapere cosa fanno rene e fegato e così via. E tutto questo in tempo reale. Come in qualsiasi gruppo sociale la mancanza di comunicazione è alla base di tutti i conflitti, così una cattiva comunicazione cellulare può creare le condizioni favorevoli all’apparizione della malattia. Inoltre ogni meridiano funziona secondo una dinamica yin-yang, che associa due funzioni opposte ma complementari: per esempio il meridiano che veicola le informazioni del polmone, yang, è in dinamica con il meridiano che veicola le informazioni del colon, yin.

F.: Hai parlato di comunicazione cellulare, ma in realtà come funziona la Nutripuntura?
Véret: Il primo regolatore cellulare generale messo a punto, tramite la sinergia degli elementi che contiene, dà informazioni a livello dei fosfolipidi e delle proteine della membrana per ottimizzare la comunicazione cellulare. In realtà lavora esattamente a livello di quello che Bruce Lipton considera la parte vitale della cellula, la membrana, che lui concepisce addirittura come il “cervello” della cellula. Io non sono certo di questo, ma ritengo che la membrana sia il centro nevralgico della comunicazione cellulare. Per esempio nella spasmofilia, che si manifesta con un’ipereccitabilità neuromuscolare, esiste un problema di scambi ionici tra interno ed esterno della cellula. In questo caso fornire ioni, come calcio e magnesio, è sicuramente interessante, ma la dinamica della membrana cellulare non migliorerà necessariamente.
La ricerca di Lipton è molto interessante e conferma il lavoro che conduco da più di venti anni sull’oscillazione cellulare. Ho letto con grande interesse le sue pubblicazioni * (che consiglio a tutti quelli che vogliono approfondire la dinamica cellulare) e con piacere gli ho offerto le mie. 

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