Se non visualizzi correttamente questa newsletter clicca qui

Home   Abbonamenti   Articoli   Libri   Eventi

LHC, questo è "QUANTO"?

E alle particelle, ieri, è stato fatto fare un primo mezzo giro di prova, in un senso, lungo il Tunnel, al CERN di Ginevra. Immagino gli occhi lucidi di chi ci ha lavorato, gli stessi occhi brillanti di chi ha visto volare il primo pallone.

Ho provato e provo compassione per questi scienziati impegnati in progetti grandiosi finanziati da più di mezzo mondo. Li vedo come “condannati”, in un certo senso, a fornire sicurezza all'umanità, ad esplorare, quantificare, analizzare matematicamente il mistero delle origini, ad utilizzare strumenti e tecnologie fantastiche che probabilmente mai potranno risolvere il mistero, poiché come ha già fatto notare qualche saggio, quel mistero non può essere risolto come un puzzle, ma semplicemente vissuto.

clicca sull'immagine e seguici su Scienza e Conoscenza


 
La sicurezza, la soluzione, come probabilmente il bosone di Higgs o in qualsivoglia modo vogliamo chiamare quella cosa che da' massa alle cose, non esiste, poiché non è parte dell'incerta e misteriosa rete della vita. Ma finché la maggior parte degli umani la pretenderà, assolderà dei cervelli pensanti che in qualche modo possano portare delle prove se non tangibili, almeno misurabili, una prova perdio che dimostri che non siamo fatti di vuoto, sebbene un vuoto ricolmo di vita...

Ma chi può dirlo se non ci sono prove?

Il LHC sembra uno scintillante, necessario (poiché ha la sua imponderabile necessarietà), grandioso progetto che distrae l'umanità dall'incertezza della morte. E dall'altro lato, come sta succedendo, e succede per ogni rimozione, dà spessore alla morte. Ed ecco tutta la falange allarmista, che teme il buco nero, nero che inghiottirà il pianeta. Quel buco nero, nero del resto, inghiottimento del pianeta tutto o meno, ci ha già deglutito alla nascita e ci inghiottirà anche alla morte.

O pensiamo di poterlo evitare?

Di fatto gli innumerevoli personaggi che lavorano al CERN, uomini e donne, s'impegnano, quasi si trastullano, senza poi incaponirsi troppo se ci sia o no quella cosa che da massa alle cose. Sono degli esseri umani come tutti gli altri, al servizio del progresso, sebbene si tenda a proiettare sugli scienziati appunto la nostra mancanza di sicurezza o il bisogno d'onnipotenza, la nostra necessità di far tornare i conti, alla fine i nostri pregiudizi, negativi o positivi...

Per questo, provo compassione e rispetto di fronte a tanto brulicare, costruir templi e immani mandala - come sembrano alcuni macchinari del Cern - di fronte al confluire di forze mentali, intelligenze, alte tecnologie, ingenti capitali, per fare cosa? To smash things together. Per far scontrare insieme delle men che micro particelle al fine di fare poi la scoperta di che cosa? Dell'acqua calda, come si dice in gergo. Quella scoperta - si racconta, spesso seguita da un grande risata - che i mistici fanno senza nessuna apparecchiatura, se non la grandiosa architettura del loro corpo-mente?

In un'intervista al <<< Bleeping uno dei fisici teorici del Cern, Kaplan, porta l'esempio dello scontro delle due wolkswagen, prendendolo a prestito da Feynman.

Vuoi saperne di più sulla visione di Feynman? clicca sull'immagine
 


Lui stesso si rende conto che si tratta di un modo un po' crudo (parola sua), oserei dire primitivo. A livello grossolano, è come se volessimo cogliere quello che si trova al centro del centro del centro del cuore umano e che pompa la vita, e per farlo decidessimo di smesciare (to smash) in uno scontro di petto alla massima velocità e alla massima energia due esseri umani. Il modo sarebbe a dir poco cruento. Ecco qualcosa di cruento rilevo in questo modalità di fare sperimentazione, qualcosa di pazzoide. Ma qui è dove siamo, dove siamo come umanità. Alle soglie di un nuovo mondo.

clicca sulla copertina per avere maggiori info

Come dice Eckhart Tolle in Un Nuovo Mondo: “la più grande realizzazione dell'umanità non sono le opere d'arte, le scoperte scientifiche o le invenzioni tecnologiche, bensì il riconoscimento della propria disfunzione, della propria pazzia”(pag. 23)

Grande Vita, mie cari lettori!


www.scienzaeconoscenza.it

Visita il nostro sito, troverai articoli inediti, promozioni e anticipazioni di articoli

-------------------------

Se sei interessato alla nostre publicazioni, a inserire una pubblicità sulla rivista,
ad averla in vendita nel tuo negozio o altro,
invia una e-mail a:
scienzaeconoscenza@macroedizioni.it
oppure chiama
il nr 0547.347627

Ricevi questa e-mail perchè ti sei registrato al nostro servizio newsletter

Se non vuoi più ricevere altri aggiornamenti puoi cancellare il tuo nominativo e disattivare il servizio inserendo la tua e-mail nel modulo di cancellazione che trovi qui

Se, al contrario, la nostra iniziativa e le nostre proposte ti interessano e pensi possano interessare anche a qualche tuo amico, puoi aiutarci inviando questa e-mail a persone di tua conoscenza.