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    <title>Articoli di scienza e conoscenza</title>
    <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articoli</link>
    <description>Scienza e conoscenza, feed rss per sapere le novita sugli articoli di questa rivista</description>
    <language>it</language>
    <pubDate>Mon, 21 May 2012 00:00:00</pubDate>
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    <category>Articoli</category>
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      <title><![CDATA[Inversione dei poli magnetici terrestri, come avviene?]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/inversione-imminente-dei-poli-magnetici.php</link>
      <pubDate>Mon, 21 May 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[L'invesione dei poli magneticiApocalisse o evento naturale? L’inversione del campo magnetico terrestre si è già verificata diverse volte nel corso della storia del nostro pianeta.E se accadesse oggi e in modo rapido? Le sue conseguenze sulle società tecnologicamente avanzate potrebbero portare allo stato di caos... Il Nord è veramente a Nord? Non necessariamente, il Nord potrebbe essere al Sud. Oggi gli scienziati dicono che è solo una questione di tempo e che un giorno potremmo essere colpiti da una sorta di caos magnetico tale da determinare una inversione dei poli magnetici.Alla distanza di circa 150 milioni di chilometri dal Sole, la Terra è circondata da uno scudo magnetico, una specie di ombrello spaziale costituito dalle tante linee di forza del campo magnetico terrestre, che protegge il pianeta dalla radiazione solare. Il campo magnetico terrestre, o campo geomagnetico, è un fenomeno naturale, comune anche ad altri pianeti ed è soprattutto presente nel Sole.La Terra si comporta come se al suo centro vi fosse una calamita a forma di sbarra, cioè una sorta di dipolo magnetico, il cui asse è leggermente inclinato di circa 11° rispetto all'asse di rotazione terrestre.Poli magnetici e poli geograficiI poli magnetici non coincidono con quelli geografici. E’ importante sottolineare il fatto che la definizione che diamo di polo magnetico Nord e Sud è solo una convenzione. Di fatto, il polo Nord magnetico si trova al Sud geografico e viceversa. L’ago della bussola non può indicare un polo della stessa polarità, perciò è stato scelto che il polo magnetico Sud, cioè quello fisico, sia chiamato polo Nord magnetico in analogia con il Nord geografico. Attualmente, il polo Nord magnetico è localizzato al largo della costa occidentale dell’isola di Bathurst, nelle regioni canadesi a circa 1.300 km a Nord-Ovest della baia di Hudson, mentre il polo Sud magnetico è situato al margine del continente antartico nella Terra di Adélie.Sappiamo inoltre che il campo magnetico terrestre non è costante nel tempo ma è dinamico e attivo e subisce variazioni in termini di direzione e d’ntensità. Le misure hanno, di fatto, dimostrato, che le posizioni dei poli non si trovano esattamente in quelle relative ai punti cardinali geografici che si spostano con la rotazione del pianeta. Ad esempio, il polo Nord magnetico si sposta continuamente intorno al polo Nord geografico e oscilla di circa 10 km al giorno per via delle interazioni con lo strato ionizzato dell’atmosfera. Un po’ di storiaL’origine del campo magnetico terrestre ha occupato le più grandi menti scientifiche. La prima ipotesi fu formulata circa nel 1200 da Pietro Peregrino di Maricourt, il quale, per spiegare l’orientamento verso Nord di un ago magnetico, immaginò che al polo vi fossero grandi giacimenti di magnetite. Quattro secoli dopo, William Gilbert, che eseguì una serie di esperimenti sui magneti, sostenne che l’intero pianeta fosse un gigantesco magnete. Solo successivamente si capì che ciò non era vero in quanto la temperatura all’interno del pianeta non consente a nessuna sostanza di mantenersi magnetizzata. Quando nel XVII secolo si scoprì che un campo magnetico può essere prodotto da una corrente elettrica, si ipotizzò che il campo magnetico terrestre fosse generato da correnti prodotte nello stesso strato di ferro fuso che avvolge il nucleo solido del pianeta, attraverso un meccanismo detto di geodinamo, ipotesi che venne ripresa più tardi intorno agli anni ’50 da Edward Bullard. Anche lo stesso Einstein, a metà degli anni ’20, considerava il geomagnetismo uno dei grandi misteri della fisica moderna. Uova sode e campi magneticiOggi i geofisici ritengono che il campo di forze si origini dal nucleo terrestre. Essi ritengono che l’interno della Terra si comporti come una enorme dinamo che trasforma l’energia meccanica del fluido in movimento in energia magnetica. Per raffigurare la struttura della Terra prendiamo, ad esempio, la sezione di un uovo sodo, dove il guscio rappresenta la sottile crosta terrestre, il bianco dell’uovo rappresenta il mantello e il tuorlo rappresenta invece il nucleo. Si pensa che una parte del nucleo sia formata da ferro allo stato liquido mantenuto in movimento da correnti termiche e dalla rotazione terrestre. Come la dinamo di un generatore elettrico, questo ferro in movimento crea immense correnti elettriche e un enorme campo di forza magnetica che insieme avvolgono la Terra e si propagano nello spazio. Ogni tanto, le turbolenze che si creano nel flusso delle linee di forza fanno spostare i poli. Infatti, gli scienziati avevano notato che in alcuni esperimenti con la bussola si osservava l’ago spostarsi di circa 6 o 7 gradi a Est rispetto alla direzione del Nord effettivo. I dati registrati nel corso dei secoli ci dicono che, ad esempio, all'inizio del XVII secolo l'ago della bussola puntava a circa 11 gradi a Est del polo Nord geografico, nel 1643 la deviazione era di quattro gradi a Est, nel 1650 per un breve periodo i poli magnetici e geografici coincisero, nel 1666 l’ago della bussola puntava sul Nord effettivo e nei primi anni del XIX secolo ci fu una oscillazione dell’ago ad Ovest di circa 18 gradi sempre rispetto al Nord effettivo. Oggi l’ago punta a circa 5 gradi ad Ovest. Queste misure sono un’indicazione del fatto che il campo magnetico si sta indebolendo e, forse, i poli stanno per invertire la loro posizione come hanno già fatto in passato. Inversione imminente?L’indebolimento del campo magnetico terrestre non comporta necessariamente la sua prossima inversione. Grazie a modelli matematici che riproducono le linee di forza del campo magnetico terrestre, alcuni ricercatori hanno simulato la struttura interna della Terra e le interazioni tra i fluidi conduttivi e il campo magnetico misurando le variazioni di temperatura e dei movimenti interni del profondo strato di metallo liquido in cui si genera il campo magnetico per verificare quali conseguenze potrebbero presentarsi. Essi hanno scoperto che il nucleo interno, cioè il nucleo solido sotto quello fluido, sta ruotando in modo leggermente più veloce rispetto alla superficie della Terra. Studi sismici dell’interno del pianeta confermano il modello, ma di recente gli scienziati sono rimasti sorpresi quando hanno osservato sul grafico uno spostamento dei poli. Nella simulazione da essi effettuata ci si aspettava semplicemente un campo magnetico, simile a quello terrestre, ma vedere il modello che da solo generava una inversione dei poli, senza applicare delle modifiche, è stato veramente eccezionale. Queste inversioni richiedono alcune migliaia di anni per completarsi e, a differenza di quello che si pensava, non comportano l’azzeramento del campo magnetico ma una sua modifica. Infatti, durante le inversioni dei poli il campo magnetico non scompare ma modifica la sua struttura e diventa più complesso. Le sue linee di forza in prossimità della superficie terrestre si intrecciano e i poli magnetici si spostano prima di completare l’inversione. Un polo magnetico Sud potrebbe comparire in Africa, per esempio, o un polo Nord a Tahiti. Comunque sia, il campo magnetico rimane sempre presente.Bussole nella lavaIl modello simulato dagli scienziati in laboratorio assomiglia al campo registrato nell’analisi paleomagnetica. Di fatto, la prova di una tale inversione magnetica ci viene dalle rocce vulcaniche. Quando esse si raffreddano, le minuscole particelle magnetiche interne, che contengono tipicamente ossido di ferro, si allineano con il campo magnetico della Terra, come se bloccassero l’ago di una bussola nella pietra in attesa che i loro segreti, per così dire, vengano svelati dai geologi. Perciò, esaminando il magnetismo degli strati di lava che si sono depositati e raffreddati in epoche diverse, è stato possibile ricostruire l’andamento nel tempo del campo magnetico del pianeta. Ma all’inizio del secolo, gli scienziati scoprirono che alcune rocce avevano delle caratteristiche peculiari. Le loro bussole, congelate nel tempo, puntavano a Sud invece che a Nord. La risposta a questa stranezza si trovava sul fondale oceanico. A partire dalla fine degli anni ’50, i geologi cominciarono a studiare sistematicamente il magnetismo delle rocce nelle profondità. Le rocce raccolte vicino alle faglie oceaniche mostrarono la presenza di bande alternanti di magnetismo lungo la spaccatura della crosta terrestre. Questo poteva significare che il campo magnetico si interrompeva periodicamente e cambiava di polarità quando nuove rocce venivano eruttate dalla faglia. Secondo lo schema degli eventi che si sono susseguiti negli ultimi 40 milioni di anni, la prossima inversione sarebbe già in ritardo di 530 mila anni. Considerata però la lentezza del cambiamento, avremo probabilmente tutto il tempo per affrontarla anche se una nuova scoperta potrebbe far crollare questa ipotesi. Infatti, un gruppo di geologi americani ha eseguito delle ricerche su alcune rocce vulcaniche vecchie di circa 16 milioni di anni, in particolare su un vulcano nelle Steens Mountain, nello stato dell’Oregon. Le misure effettuate su queste rocce indicano una variazione del campo magnetico più veloce rispetto alla media prevista in precedenza. E’ stato osservato che il campo cambia in modo imprevedibile, anche di alcuni gradi al giorno, man mano che la lava si raffredda. In altre parole, i poli possono spostarsi così rapidamente, durante un’inversione, che potremmo quasi vedere l’ago della bussola muoversi. Nell’era caos magneticoNegli ultimi anni, l’interesse per lo studio del campo magnetico terrestre è cresciuto al punto che l’Agenzia Spaziale Europea ha istituito il programma scientifico Swarm, che prevede la messa in orbita di tre satelliti per lo studio del geomagnetismo e dei suoi effetti sugli esseri viventi. Secondo alcuni scienziati, il fenomeno dell’inversione dei poli potrebbe causare un indebolimento dello scudo protettivo contro la radiazione solare determinando un assottigliamento dello strato di ozono e una maggiore penetrazione delle radiazioni ultraviolette, con un conseguente aumento delle malattie tumorali per gli esseri umani. Non solo, ma il fenomeno potrebbe avere anche effetti sugli animali, come le balene o alcune specie di uccelli, che si affidano, per così dire, al campo magnetico per orientarsi. C’è da dire che mentre una parte della comunità scientifica appare più ottimista, alcuni ricercatori sembrano ipotizzare una possibile inversione del campo magnetico anche in tempi relativamente brevi. Le rocce indicano che il campo si è indebolito negli ultimi 2.000 anni confermando che il declino verso il caos magnetico potrebbe essere già iniziato. Se questo è vero, tra 1.400 anni potremmo trovarci al punto zero, ossia al centro del processo che determinerà una nuova inversione dei poli, diciamo intorno all’anno 3.400 circa.Verso l’apocalisseSe l’inversione si verificasse in modo rapido, il mondo moderno ne verrebbe capovolto. Nelle peggiori delle ipotesi, le tempeste solari causerebbero black-out elettrici paralizzando le metropoli. La Terra potrebbe essere bombardata dalla radiazione solare, con un’energia equivalente ad alcuni miliardi di bombe di Hiroshima, accompagnata da onde di magnetismo. Una tempesta solare causerebbe forti fluttuazioni nelle linee di forza del campo magnetico terrestre, distruggendo le comunicazioni radio e televisive, i sistemi di navigazione, sovraccaricando le linee telefoniche ed elettriche, mettendo fuori uso le centrali elettriche.Antico come la Terra, il campo magnetico costituisce una sorta di ombrello spaziale che aiuta il pianeta a difendersi mantenendo uno strato protettivo. Tuttavia, di tanto in tanto interrompe il suo flusso e subisce un’inversione i cui effetti possono essere disastrosi per gli esseri viventi. Il prossimo caos magnetico potrebbe essere già cominciato e diventare così una costante nella vita degli esseri viventi. Il fenomeno dell’inversione dei poli potrebbe causare un indebolimento dello scudo protettivo contro la radiazione solare determinando un assottigliamento dello strato di ozono e una maggiore penetrazione delle radiazioni ultravioletteScritto da: Corrado RuscicaLaureato in Astronomia all'Università di Bologna. Ha vinto la borsa di studio per il dottorato di ricerca in Astronomia presso l'Università di Milano. Si occupa di divulgazione scientifica, collabora col planetario di Milano e con varie riviste online (Le Scienze Web News, Scienzaonline, UAI) oltre che con riviste stampate come ModusVivendi.Il suo blog, Astronomica Mentis (http://astronomicamentis.blogosfere.it), è dedicato agli scienziati e delle loro idee sull’Universo, e affronta temi di cosmologia, astrofisica, astrobiologia e fisica delle particelle.]]></description>
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      <title><![CDATA[Dinamiche geologiche e terremoti in Italia]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/dinamiche-geologiche-e-terremoti-in-italia.php</link>
      <pubDate>Mon, 21 May 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[I precari equilibri geologici dell'Italia dipendono dalle interazioni dinamiche tra la placca europea e la  placca africana, che continuano a collidere sin dalle ere geologiche remote, durante le quali hanno dato il via all'orogenesi delle catene montuose delle Alpi e degli Appennini. Dal modello elaborato per studiare il comportamento cinematico delle due placche continentali risulta che la quella africana si muove in modo frontale, con un lieve orientamento in direzione nord-est, verso quella euroasiatica, che le oppone resistenza da nord-ovest.Il fronte di separazione interessa longitudinalmente tutto il territorio italico, poiché la placca europea occupa il versante ovest dello stivale e la microzolla adriatica, già propaggine della placca africana, il versante est, la Pianura padana e le Prealpi.La placca europea spinge verso est le zolle tettoniche minori che le appartengono, quali l'iberica e la tirrenica, a causa della spinta che riceve sul suo versante occidentale dall'espansione della dorsale atlantica, che nel suo moto estensivo comprime le placche oceaniche adiacenti, generando terremoti a catena nel mondo.          Sabrina Mugnos Catastrofi Naturali - Libro Macro Edizioni       La placca africana, interessata dalla spinta impressa dal tratto meridionale della stessa dorsale atlantica,  mette in moto anche la zolla ionico-adriatica, che corrisponde ad una sua remota propaggine staccatasi dalla placca-madre sette milioni di anni fa. Nella sua estensione verso nord-ovest la zolla adriatica comprime la catena degli Appennini situata ad ovest, la catena delle Alpi Dinariche ad est sul versante orientale dell'Adriatico e, comprendendo tutta la Pianura padana, spinge verso nord l'arco della catena delle Alpi orientali e centrali. Raggiunte la Alpi occidentali, con un movimento che si svolge intorno ad un polo situato nel bacino ligure occidentale, ripiega in direzione sud. Tale rotazione antioraria della zolla adriatica è attiva da due milioni di anni ed è dovuta alla resistenza opposta al suo moto dalla più stabile area continentale europea, che la spinge da nord-ovest. In tal modo l'adriatica finisce per esercitare anch'essa una spinta verso sud-est, agendo proprio nella direzione opposta a quella della placca africana, da cui prende comunque origine il suo moto e imprimendo anche all'Italia il suo moto di rotazione antiorario. La zolla tirrenica, sottoposta alle sollecitazioni provenienti da tutte le direzioni, ammortizza le spinte maggiori attraverso il vulcanismo sottomarino e di superficie che interessa il Tirreno meridionale e che rappresenta  la valvola di sfogo dell'energia termica ed elettromagnetica concentrate su di essa.I vulcani che si aprono in superficie sono collocati sul bordo del territorio italico meridionale, dislocati in un arco di terre emerse che comprende la Sicilia, la Calabria e la Campania. Insieme ai vulcani marini Ustica e Vavilov, quelli continentali formano un sistema ad anello di fuoco in espansione, il cui centro risiede nel vulcano sottomarino Marsili.Il Marsili, con le sue dimensioni di chilometri 70 x 40, corrisponde ad una dorsale che fa assumere al Tirreno le caratteristiche di un oceano. Con il suo orientamento da sud-ovest verso nord-est, il lungo vulcano indica direzione ed entità di scorrimento del Tirreno meridionale, che si espande in misura maggiore rispetto al Tirreno settentrionale. La Sicilia, la Calabria, la Campania, appartenenti alla placca europea e disposte ad arco intorno al bacino tirrenico, sono anche aree sismiche già colpite da terremoti di elevata magnitudo, come quelli di Nicastro nel 1636, di Messina nel 1908 e dell'Irpinia nel 1980.L'Italia centrale rappresenta invece un fronte roccioso alquanto stabile, che oppone resistenza alle spinte e controspinte delle placche grandi e piccole, fino a quando, però, l'accumulo di energia sismica non è tale da provocare le aperture di nuove faglie o da prolungare quelle preesistenti, come la faglia di Paganica, responsabile del terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009.Il confine tra le due zolle europea e adriatica passa a nord della Pianura Padana, area appartenente alla zolla adriatica e composta dai sedimenti del remoto fondale dell'Oceano Tetide e da quelli alluvionali del Po e dei suoi affluenti. Tale lineamento tettonico, detto Linea Periadriatica, si estende per 1000 chilometri e presenta un sistema di faglie che separano le Alpi centrali dalle Alpi Meridionali. Le Prealpi e le Alpi, pertanto, sono caratterizzate da discontinuità tettonica, con bordi di sottoscorrimento e di estensione e sono incise da numerose faglie. Per questo ultimamente le aree di Parma e di Verona, collocate sul bordo settentrionale e occidentale della Pianura Padana, sono state interessate da una serie di movimenti sismici.Per comprendere la dinamica che genera i terremoti al confine tra le paleocoste dell'Oceano Tetide e un di un lembo del suo antico bacino, oggi occupato dalla Pianura padana e appartenente alla placca adriatica in movimento, è pertanto necessario far ricorso al modello geodinamico delle placche tettoniche, ma per comprendere la sismogenetica è necessario invece far riferimento al modello modulare delle celle geomorfologiche circolari. Basato sul modulo dell'anello di fuoco del Tirreno meridionale, tale modello si sviluppa in un sistema di tipo frattale, regolato da una geometria impressa naturalmente alla litosfera.Il centro di ogni cella da cui s'irradia l'energia sismica è costituito da luoghi composti da minerali buoni conduttori e gli epicentri su cui si scarica quell'energia sono invece i punti periferici della cella, caratterizzati da minerali a limitata conduzione magnetica. La variabilità di quei luoghi dipende dalla diversa configurazione litica del territorio, composta da sedimenti friabili oppure da materiali rocciosi compatti. Questi possono essere giustapposti in blocchi adiacenti  poco o molto resistenti alle spinte sismiche che tendono a frammentarli. A generare l'energia sismica nel versante nord della Pianura padana che interessa il territorio veronese è  l'elettromagnetismo proveniente dal sottosuolo nell'area di Monte Baldo, la cui altura bilancia la depressione del bacino lacustre del Garda. Nel versante sud-ovest è quello irradiato dal monte Alpe di Succiso, emerso dal fondo dell'Oceano Tetide, che scarica energia sismica nel territorio ligure e nel parmense, già solcato da numerose faglie. Nel versante di sud-est della Pianura padana è invece il Monte Tezio, che scarica la sua energia sismica sull'area di Forlì, il centro che si affaccia sulla paleocosta sud-orientale dell'Oceano Tetide. Il Monte Tezio è il luogo geo-mitologico che ricorda anche nel nome la sua connessione con l'antico oceano, che scomparve per la compressione dovuta a quel titanico scontro remoto della palcca europea con quella africana, che otto milioni di anni fa la sovrastò generando molte le catene montuose, come i  Pirenei, le Alpi italiane e le Alpi Dinariche.www.synergetic-art.it www.radiotel.blogspot.com]]></description>
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      <title><![CDATA[Cavalcare le onde energetiche grazie al Transurfing]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/onde_energetiche_transurfing.php</link>
      <pubDate>Fri, 18 May 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[      Sembrava impossibile intervistare Vadim Zeland, eppure Scienza e Conoscenza è riuscita nell'impresa. Vadim è stato estremamente disponibile e nell’intervista esclusiva che appare sul numero 32 della rivista (aprile/giugno 2010, vedi pag. 59) ci ha mostrato un lato nuovo di sé e del Transurfing: abbiamo trovato nelle sue parole un'inclinazione alla ricerca interiore e all'etica personale che riempie di nuovo significato le tecniche descritte ne Lo spazio delle varianti. Ma andiamo a leggere uno stralcio inedito dell’intervista!   Il Transurfing può essere applicato anche al livello globale? Può avere benefici effetti sulla vita del pianeta nella sua complessità e multiformità o rimane una tecnica sostanzialmente individualistica?   Il Transurfing è una tecnica prettamente individuale. Provate un po’ a convincere le persone a visualizzare tutte insieme qualcosa di positivo per il nostro pianeta. Non ci riuscirete. Anzi, di solito avviene esattamente il contrario. I mass media in questo senso giocano un ruolo decisivo. D’altro canto, però, non va poi tutto così male. Bisogna capire che in ogni epoca ci sono sempre state persone interessate ad attirare su di sé l’attenzione. Ora in più ci sono anche i mass media. Il loro compito è lo stesso: attirare attenzione. E come si può raggiungere questo scopo nel modo più efficace? Spaventando la gente, seminando panico e ansie, creando un pandemonio. Dalle storielle di paura che ci si raccontava da piccoli in colonia prima di dormire siamo passati alle storie globali dell’orrore. Purtroppo quest’evoluzione non fa che favorire l’accumulo di aggressività e il potenziale reale di accadimento di catastrofi, considerando che la coscienza collettiva forma una realtà corrispondente. Comunque per il momento è ancora presto per aver paura. Anche se ci si spaventa a vicenda prima di andare a letto, il mattino ci si sveglia ancora allegri e spensierati. Al lato oscuro della Forza si contrappone ancora il suo lato chiaro. La legge dell’equilibrio, comunque sia, funziona.     L’uomo pensa non con il cervello ma per mezzo di un campo morfologico che lo circonda e che consiste in qualche miliardo di… lampadine che si accendono e si spengono, come nei computer antidiluviani.  Il campo morfologico lampeggia, brilla, si illumina di tanti colori:  proprio questo è il cosidetto processo mentale     Nel libro affermi che i nostri sogni sono viaggi dell'anima nello spazio delle varianti. Essi ci fanno vedere ciò che sarebbe potuto accadere nel passato o che potrebbe accadere nel futuro. Il sogno quindi non è illusione ma una pura manifestazione della realtà?   Esiste l’antiquata opinione in base alla quale la nostra ragione genera i sogni. Di fatto non è cosi. La ragione vede i sogni come se fossero un film sul grande schermo. Lo spazio delle varianti è letteralmente un archivio di pellicole cinematografiche. Nella realtà, nel dato momento, viene proiettata una di queste pellicole. Nel sogno l’uomo può prendere dalle mensole le altre pellicole, quelle non realizzate, e guardarsele. Proprio questo è il sogno. A volte i sogni si avverano. Questo succede quando nel sogno è stata fatta girare una pellicola che di lì a poco verrà messa nel proiettore della realtà. Ma ciò accade di rado: per questo motivo non vale la pena attribuire ai sogni un grande significato. In generale però dovrò deludervi. L’uomo pensa non con il cervello ma per mezzo di un campo morfologico che lo circonda e che consiste, a dirla volgarmente, in qualche miliardo di lampadine. Queste lampadine si accendono e si spengono, come nei computer antidiluviani. Il campo morfologico lampeggia, brilla, si illumina di tanti colori: proprio questo è il cosidetto processo mentale. Ovviamente anche il cervello partecipa all’attività mentale, ma solo parzialmente. Di fatto i pensieri non si trovano dentro al cervello, ma al suo esterno. Il pensiero è un processo di interrelazione tra le lampadine del campo morfologico e i settori dello spazio delle varianti. Quando la lampada si accende, si instaura un legame tra il vostro cervello e l’informazione con cui vi siete collegati in un dato momento. Anche la memoria non ha nessun rapporto con i neuroni del cervello. Di nuovo, in parole semplici, quando una lampadina si accende nel campo morfologico si stabilisce un legame con un determinato settore dello spazio delle varianti, contenente l’informazione che, come sembra a voi, ricordate. Se questo collegamento per qualche motivo non può essere stabilito allora non riuscirete a ricordare nulla. Analogamente succede con i sogni: i sogni non nascono nella testa ma lì vengono proiettati, come su uno schermo, dallo spazio delle varianti.         ]]></description>
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      <title><![CDATA[Dall'ultimo libro di Vadim Zeland, Transurfing Vivo: L'aria Morta, Ioni Positivi e problemi di Salute]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/transurfing_vivo-ultimo_libro_di_vadim_zeland.php</link>
      <pubDate>Fri, 18 May 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[La presenza di aria morta negli ambienti non significa che la gente debba per forza cadere svenuta o boccheggiare. I sintomi di solito non si manifestano così chiaramente da attirare l’attenzione. Le risorse dell’organismo, come già si è detto, sono enormi, ma perchè sperperarle? Tanto più che le conseguenze dell’intossicazione da aria morta possono essere assai serie. Raymond Chandler nei suoi romanzi polizieschi ambientati a Chicago, scrive che il vento secco e caldo, tipico di questa città in estate, è causa dell’elettrizzazione dell’ambiente e rende la gente agitata e irritata. Evidentemente è questo tipo di vento carico di ioni positivi. Venti del genere, con effetti simili sulla gente, si osservano in molte altre città. Fred Soyka e Alan Edmonds nel loro libro Gli effetti degli ioni scrivono: I sintomi descritti dalle persone, vittime di intossicazione da ioni positivi sono gli stessi o molto simili a quelli che portano la gente a rivolgersi a medici, psichiatri e psicologi per disturbi che la terminologia medica definisce psiconevrosi d’ansia: insonnia, stato di agitazione infondata, inspiegabile depressione, raffreddori costanti, irritazione, attacchi di panico improvviso, attacchi di indecisione e insicurezza.. Analogamente, i sistemi elettrici e quelli di riscaldamento, ventilazione e condizionamento presenti nelle automobili, uccidono gli ioni negativi vivi. Inoltre, durante il movimento della macchina, l’attrito dell’aria crea sulla carrozzeria una carica positiva che attira i residui degli ioni negativi. Ne risulta che l’autista riceve una sovraddose di ioni positivi e siccome un’alta concentrazione di ioni positivi abbassa i riflessi, capirete da soli come tutto ci possa influire sulle probabilità di incidente.      Vadim Zeland Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix - Libro Macro Edizioni      Le statistiche riportate dalla polizia stradale di alcuni paesi illustrano il quadro seguente: quando il vento soffia dal continente la quantità di incidenti aumenta del doppio. Perchè? E' chiaro: il vento continentale, a differenza di quello marino, contiene un’alta concentrazione di ioni positivi. Durante lunghi percorsi in macchina, i bambini fanno i capricci e i coniugi litigano, e ciò si nota soprattutto d’inverno, quando i finestrini delle macchine sono generalmente tenuti chiusi. Perchè non sistemare in macchina uno ionizzatore d’automobile? E' così semplice! Ma l’uomo pensa diversamente, anzi, in genere non vuole pensare, fa fatica persino a muovere un dito, anche se si tratta della sua stessa salute! Negli aerei la situazione è la stessa: la ventilazione e il riscaldamento artificiali e l’attrito con l’aria causano un eccesso di ioni positivi. Questo però non serve ad alcuno. Tutti sanno solo agitare le mani e pestare i piedi dall’insoddisfazione quando sentono le prediche sull’ecologia e su una sana alimentazione. Il concetto di ecologia, oggi, deve essere inteso diversamente, e riguardare non solo ciò che ha rapporti con l’ambiente circostante. E' già ora di preoccuparsi della pulizia dell’ecologia interna, del proprio organismo, perchè questa pulizia ha un significato importante che la maggior parte della gente non comprende e che sono costretto sempre a ricordare. L’accademico Vjaceslav Michajlovic Bronnikov5 si occupa, oltre che di  temi ambientali, anche del problema dell’ecologia dello spirito. L’ideologia e i fini della Scuola di Transurfing e della Scuola di Bronnikov in questo senso coincidono: l’obiettivo comune è quello di formare un individuo consapevole. Occorre rendersi conto che l’uomo ragionevole, l’Homo sapiens, è il nostro passato.Il futuro appartiene all’uomo consapevole, sveglio. Una crisalide dormiente nella celletta della matrix non ha futuro. Bibliografia:  R aymond Thornton Chandler (1888-1959), scrittore statunitense di romanzi gialli polizieschi [N.d.T. ]. - Soyka, Fred, Edmonds, Alan, The Ion effect , Tacoma Book Center [N.d.T. ].     Dopo l'enorme successo della TRILOGIA del TRANSURFING       Vadim Zeland Reality Transurfing - La Trilogia - Cofanetto Macro Edizioni       di Vadim Zeland arriva finalmente in Italia il suo ultimo capolavoro, Transurfing Vivo, oltre i confini della Matrix!   Ecco l’indice completo del libro   Capitolo I - Ci siamo risvegliati in un'altra realtà   Capitolo II - Il fine: un percorso o un punto d'arrivo?   Capitolo III - Il Credodell'Arbitro   Capitolo IV - Il mondo dei sogni   Capitolo V - Buongiorno, compagni cyborgs!    Capitolo VI - I parassiti della coscienza   Capitolo VII - Parliamo di sesso    Capitolo VIII - Un bicchier d'acqua   Capitolo IX - La seconda civiltà    Capitolo X - Un passo fuori dai ranghi   Capitolo XI - La meccanica dell'invecchiamento   Capitolo XII - Una minaccia occulta    Capitolo XIII - I parassiti del corpo   Capitolo XIV - Gli architetti della "matrix"   Capitolo XV - L'acqua viva    Capitolo XVI - Un diapason di cristallo   Capitolo XVII - L'aria viva   Capitolo XVIII - E ancora "Avanti nel passato"   Capitolo XIX - L'arretramento del processo di invecchiamento   Capitolo XX - Un Sapere non per tutti    Capitolo XXI - Il cibo vivo   Capitolo XXII - L'energia d'intenzione   Capitolo XXIII - L'intenzione di salute   Allegato 1 - Principi di base per aumentare il potenziale energetico   Allegato 2 - Ricette sistematizzanti   Allegato 3 - Fatti poco conosciuti   Allegato 4 - Domande inevitabili   Allegato 5 - Le caratteristiche distintive dei vegetali e dei prodotti di origine vegetale   Allegato 6 - Intervista personale    Allegato 7 - Glossario dei termini       Non hai mai sentito parlare di TRANSURFING? Leggi cos'è in questo articolo  Il mondo secondo il Transurfing           ]]></description>
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      <title><![CDATA[Il Genoma Umano e l'umorismo dell'universo]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/genoma-umano-e-umorismo-universo.php</link>
      <pubDate>Wed, 16 May 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[C’è una cosa che io chiamo umorismo dell’universo; altri possono chiamarlo scherzo cosmico. Ci sono state occasioni nella vita di tutti noi in cui abbiamo creduto di sapere esattamente quale sarebbe stato il risultato di qualche avvenimento o fatto. Eravamo così convinti di sapere quello che sarebbe successo che avremmo potuto scommettere la fattoria di famiglia più il lavello della cucina sull’esito dell’evento. È in momenti come questi che l’universo ci sorprende compiendo una svolta a sinistra invece che a destra. Mentre nella maggior parte dei casi una tale svolta potrebbe provocare rabbia, delusione o disillusione, io di solito reagisco scrollando la testa con profonda ammirazione nella perversa natura dell’umorismo dell’universo. Proprio quando pensavo di sapere esattamente come sarebbero andate a finire le cose mi trovo senza fiato per la sorpresa. Meravigliato, devo rivedere e riconsiderare le credenze che avevo e che mi hanno portato alla mia errata conclusione. Quando l’umorismo dell’universo colpisce un individuo, riconoscere la propria sorprendente mancanza di consapevolezza può provocare un profondo cambiamento nella propria vita. A livello individuale, ognuno deve riconsiderare le proprie credenze per far posto a delle osservazioni sorprendenti. Invece, il corso della storia umana muta radicalmente quando l’umorismo dell’universo sovverte una credenza che è parte della trama dell’intera società. Considerate come il corso della storia umana sia cambiato quando la credenza che il mondo fosse piatto fu sfidata dalla circumnavigazione del globo. Nel 1893 l’ordinario di fisica dell’Università di Harvard avvisò i suoi studenti che non c’era più bisogno di ulteriori dottorati di ricerca nel campo della fisica. Affermò con vanto che la scienza aveva stabilito il fatto che l’universo era una macchina materiale, fatta di atomi fisici e indivisibili che obbedivano interamente alle leggi della meccanica newtoniana. Poiché tutte le leggi descrittive della fisica erano conosciute, il futuro della fisica sarebbe stato relegato a compiere misurazioni sempre più accurate. Due anni dopo, il concetto newtoniano di un universo di sola materia fu rovesciato dalla scoperta di particelle subatomiche, raggi-x, e radioattività. Nel giro di dieci anni, i fisici avevano dovuto mettere da parte la loro credenza fondamentale in un universo materiale, poiché si riconosceva che esso era invece fatto di energia la cui meccanica obbediva alle leggi della fisica quantistica. Quel pizzico d’umorismo dell’universo cambiò profondamente il corso della civilizzazione, portandoci dalle macchine a vapore alle navicelle spaziali, dai telegrafi ai computer.Bene … il giullare cosmico ha colpito ancora! Com’è successo alcune volte in passato, l’esprimersi dell’umorismo dell’universo rovescia una credenza di base fondamentale sostenuta dalla scienza convenzionale. Lo scherzo è contenuto nei risultati del Progetto sul Genoma Umano. In tutto il trambusto sulla sequenza del codice genetico umano, assorbiti dalla brillante impresa tecnologica, non abbiamo guardato attentamente al vero significato dei risultati. Una delle credenze centrali più importanti e fondamentali della biologia convenzionale è che i tratti e il carattere degli organismi sono controllati dai loro geni. Questa credenza si basa sul concetto della determinazione genetica, il dogma convenzionale che si trova praticamente in ogni libro di testo e in ogni corso di biologia. Come fanno i geni a controllare la vita? Ci si basa sul concetto che i geni sono auto-emergenti, cioè che essi sono capaci di accendersi e spegnersi da soli. I geni che si auto-attivano produrrebbero programmi simili a quelli del computer che controllerebbero la struttura e la funzione dell’organismo. Di conseguenza, la nostra credenza nella determinazione genetica implica che la complessità (livello evolutivo) di un organismo sarebbe proporzionale al numero di geni che esso possiede. Prima che il Progetto Genoma Umano fosse iniziato, gli scienziati avevano stimato che la complessità umana necessitasse di un genoma superiore ai 100.000 geni. I geni sono principalmente modelli che racchiudono il codice della struttura chimica delle proteine, le “parti” molecolari che compongono la cellula. Si credeva che ci fosse un gene per codificare ognuna delle 70.000 o 90.000 proteine che compongono il nostro corpo. Oltre ai geni che codificano le proteine, la cellula contiene geni che determinano il carattere di un organismo controllando l’attività di altri geni. I geni che programmano il funzionamento di altri geni si chiamano geni regolatori. I geni regolatori codificano informazioni sui complessi modelli fisici che realizzano anatomie specifiche, le quali rappresentano le strutture che distinguono ogni tipo di cellula (cellule muscolari da cellule ossee, per esempio) o di organismo (una scimmia da un essere umano). Inoltre, un sottogruppo di geni regolatori è associato al controllo di specifici modelli comportamentali. I geni regolatori orchestrano l’attività di un numeroso gruppo di geni le cui azioni contribuiscono collettivamente all’espressione di tratti quali la consapevolezza, l’emozione e l’intelligenza. Era stato stimato che ci fossero più di 30.000 geni regolatori nel genoma umano. Considerando il numero minimo di geni necessari per formare un essere umano, per cominciare occorrerebbero oltre 70.000 geni, ovvero uno per ognuna delle oltre 70.000 proteine che si trovano in un corpo umano. Poi includeremo il numero di geni regolatori che necessitano per provvedere alla complessità di modelli espressi nella nostra anatomia, fisiologia e comportamento. Arrotondiamo il numero di geni umani a 100.000 tondi includendo un numero minimo di 30.000 geni regolatori. Pronti per lo scherzo cosmico? I risultati del Progetto Genoma rivelano che ci sono solo circa 34.000 geni nel genoma umano. Due terzi degli attesi geni non esistono! Come possiamo rendere conto della complessità di un essere umano geneticamente controllato quando non ci sono geni sufficienti nemmeno per codificare le proteine? Più umiliante per il dogma della nostra credenza nella determinazione genetica è che non c’è molta differenza nel numero totale di geni trovati negli esseri umani e quelli trovati negli organismi primitivi che popolano il pianeta. Recentemente i biologi hanno completato la mappatura del genoma di due dei più studiati modelli animali nella ricerca genetica, la mosca della frutta e un microscopico verme (Caenorhabditis elegans). Il primitivo verme caenorhabditis serve perfettamente come modello per studiare il ruolo dei geni nello sviluppo e nel comportamento. Quest’organismo primitivo dalla crescita e riproduzione rapide, ha un corpo precisamente modellato che comprende esattamente 1029 cellule ed un cervello semplice, di circa 200 ordinate cellule. Presenta un singolare repertorio di comportamenti e, più importante, si presta alla sperimentazione genetica. Il genoma del caenorhabditis è composto di oltre 18.000 geni. Il corpo umano con più di 50 trilioni di cellule ha un genoma con solo 15.000 geni in più di un misero e microscopico verme senza spina dorsale. «Sul margine estremo della scienza cellulare sta emergendo il riconoscimento che l’ambiente e, più specificatamente, la nostra percezione dell’ambiente controlla direttamente il nostro comportamento e l’attività dei geni». Bruce LiptonSupera i tuoi Geni - 3 DVDMacrovideoAppare ovvio che la complessità degli organismi non è riflessa nella complessità dei suoi geni. Ad esempio, si è recentemente scoperto che il genoma della mosca della frutta consiste di 13.000 geni. L’occhio della mosca della frutta è composto da più cellule di quelle che si trovano nell’intero verme caenorhabditis. Profondamente più complessa nella struttura e nel comportamento del microscopico verme, la mosca della frutta ha 5.000 geni in meno! Il Progetto Genoma Umano è stato uno sforzo complessivamente dedicato a decifrare il codice genetico umano. Si pensava che il completo modello genetico umano avrebbe dato tutte le necessarie informazioni alla scienza per curare tutte le malattie dell’umanità. Si credeva inoltre che la consapevolezza del meccanismo del codice genetico umano avrebbe permesso agli scienziati di creare un Mozart o un altro Einstein. Il fallimento dei risultati del genoma a conformarsi alle nostre aspettative rivela che le nostre aspettative di come funziona la biologia sono basate chiaramente su ipotesi o informazioni errate. La nostra credenza nel concetto di determinismo genetico è fondamentalmente errata! Non possiamo in vero affermare che il carattere delle nostre vite è la conseguenza della nostra programmazione genetica. I risultati del genoma ci portano a riconsiderare la domanda: da dove acquisiamo la nostra complessità biologica? In un commento sui sorprendenti risultati dello studio sul genoma umano, David Baltimore, uno dei genetisti più importanti, vincitore del Premio Nobel, affrontò la questione della complessità:«A meno che il genoma umano non contenga parecchi geni che risultino opachi ai nostri computer, è chiaro che non dobbiamo la nostra indubitabile maggior complessità rispetto ai vermi e alle piante a un maggior numero di geni. Capire cosa ci dà questa complessità – il nostro enorme repertorio comportamentale, abilità a produrre azioni consce, notevole coordinazione fisica, variazioni precisamente modulate in risposta ai cambiamenti dell’ambiente esterno, l’apprendimento, la memoria … ho bisogno di continuare? – rimane una sfida per il futuro». (Nature 409:816, 2001). Gli scienziati hanno continuamente sostenuto che i nostri destini biologici sono scritti nei nostri geni. Davanti a quella credenza, l’universo ci prende in giro con uno scherzo cosmico: il controllo della nostra vita non è nei geni. Certamente la conseguenza più interessante dei risultati del progetto è che noi ora dobbiamo affrontare la “sfida del futuro” cui alludeva Baltimore. Che cosa controlla la nostra biologia, se non i nostri geni? Negli anni scorsi, l’enfasi della scienza e della stampa sul potere dei geni ha oscurato il brillante lavoro di molti biologi che rivela una comprensione radicalmente diversa dell’espressione organismica. Sul margine estremo della scienza cellulare sta emergendo il riconoscimento che l’ambiente e, più specificatamente, la nostra percezione dell’ambiente controlla direttamente il nostro comportamento e l’attività dei geni. Sono stati recentemente identificati i meccanismi molecolari per cui gli animali, dalle singole cellule sino agli esseri umani, rispondono agli stimoli dell’ambiente ed attivano le risposte fisiologiche ed i comportamenti appropriati. Le cellule utilizzano questi meccanismi per adattare dinamicamente la loro struttura e funzione per adeguarsi alle richieste dell’ambiente in continuo mutamento. Il processo di adattamento è mediato dalla membrana cellulare (la pelle della cellula), che equivale al cervello della cellula. Le membrane cellulari riconoscono i segnali dell’ambiente attraverso proteine-recettori. I recettori riconoscono segnali sia fisici (ad es. sostanze chimiche, ioni) che energetici (ad es. forze elettromagnetiche e scalari).I segnali dell’ambiente attivano le proteine-recettori, facendole agganciare a proteine reagenti. Le proteine reagenti sono “interruttori” che controllano il comportamento della cellula. Proteine recettori e reagenti danno alla cellula la consapevolezza attraverso la sensazione fisica. In senso stretto, questi complessi proteici della membrana rappresentano unità molecolari di percezione. Queste molecole di percezione della membrana controllano anche la trascrizione dei geni (l’accendersi o spegnersi dei programmi genetici) e sono state recentemente associate a mutazioni di adattamento (alterazioni genetiche che riscrivono il codice del DNA in risposta allo stress). La membrana cellulare è l’omologo (equivalente) strutturale e funzionale di un chip del computer, mentre il nucleo rappresenta un leggi-e-scrivi hard disc caricato con programmi genetici. L’evoluzione degli organismi, risultante da un sempre maggior numero di unità percettive della membrana, potrebbe essere riprodotta usando la geometria frattale. I modelli frattali ripetuti permettono un controllo incrociato di struttura e funzione fra tre livelli di organizzazione biologica: la cellula, l’organismo multicellulare, e l’evoluzione sociale. Attraverso la matematica frattale possiamo ottenere una preziosa conoscenza del passato e del futuro dell’evoluzione. L’ambiente, attraverso l’atto della percezione, controlla il comportamento, l’attività genetica, e persino la riscrittura del codice genetico. Le cellule imparano (si evolvono) creando nuove proteine percettive in risposta alle nuove esperienze ambientali. Le percezioni apprese, specialmente quelle derivate da esperienze indirette (ad es. genitori, coetanei, educazione accademica), potrebbero essere basate su informazioni scorrette o errata interpretazione. Poiché potrebbero essere o non essere vere, le percezioni sono in realtà…credenze! La nostra nuova conoscenza scientifica sta ritornando all’antica consapevolezza del potere della credenza. Le credenze sono indubbiamente potenti – siano esse vere o false. Mentre abbiamo sempre sentito del potere del pensiero positivo, il problema è che il pensiero negativo è altrettanto potente, ma nella direzione “opposta”. I problemi che s’incontrano con la salute nel corso della nostra vita sono generalmente connessi alle errate percezioni acquisite nelle nostre esperienze conoscitive. La meravigliosa parte della storia è che le percezioni possono essere reimparate. Possiamo rimodellare le nostre vite nel riaddestrare la nostra consapevolezza. Questa è un riflesso della saggezza senza tempo che c’è stata tramandata ed è ora riconosciuta nella biologia cellulare. Una comprensione dei nuovi meccanismi che descrivono il controllo cellulare causerà uno spostamento profondo nelle credenze biologiche quanto la rivoluzione quantistica ne ha causato nella fisica. La forza del nuovo emergente modello biologico è che unisce le filosofie di base della medicina convenzionale, della medicina complementare e della guarigione spirituale.Guarda il video di Bruce Lipton su: http://www.scienzaeconoscenza.it/video.php]]></description>
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      <title><![CDATA[La fisica quantistica spiegata in modo semplice]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/fisica-quantistica-spiegata-in-modo-semplice.php</link>
      <pubDate>Tue, 08 May 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[In passato quasi tutti i fenomeni energetici erano attribuiti agli dèi o a qualche spirito maligno. Durante l’Illuminismo e il Rinascimento cominciammo a capire più a fondo e più accuratamente in che modo funzionavano realmente le cose, elaborando teorie adatte a descrivere i fenomeni. Scienziati quali Copernico, Keplero e Galileo posero delle sfide alle precedenti visioni del mondo in termini di astronomia e di orbite celesti, portando alla luce nuove informazioni, in particolare riguardo al fatto che i pianeti, inclusa la Terra, orbitano intorno al Sole, al contrario della precedente teoria secondo la quale tutto ruotava intorno alla Terra. Newton diede ulteriore impulso all’illuminismo scientifico con la sua ben nota teoria sulla forza di gravità, che scoprì (così si racconta) quando fu colpito alla testa da una mela caduta dall’albero. Inoltre, sviluppò il calcolo infinitesimale e le tre leggi del moto. Queste teorie funzionavano tutte abbastanza bene, per quanto se ne sapeva all’epoca. Tuttavia, si sapeva anche che c’erano parecchie cose che esse non erano in grado di spiegare. Quando Albert Einstein, uno degli scienziati più brillanti mai vissuti, dimostrò che E=mc2, il mondo scientifico fu proiettato in un nuovo paradigma, tale da corrispondere molto meglio a ciò che si verificava nell’universo. La scienza ha fatto un salto quantico grazie a questa conoscenza. Oggi abbiamo appreso a utilizzare l’energia secondo modalità che da ragazzo io leggevo sui fumetti degli “eroi pulp”. Ricordo Dick Tracey che parlava al suo socio per mezzo del suo dispositivo da polso dotato di video bidirezionale, e oggi abbiamo cellulari altrettanto piccoli. Si potrebbero letteralmente portare al polso, se andasse di moda. E che dire poi degli uomini che andavano sulla luna: che idea fantasiosa! Ma poi l’abbiamo fatto. Non ho alcun dubbio che un giorno avremo un Tricoder1 come quello che usava il medico di bordo di Star Trek e che saremo perfino capaci di teletrasportare la gente da un luogo all’altro servendoci dei campi di energia.          Alexander Loyd, Ben Johnson Il Codice della Guarigione - The Healing Code - Libro Macro Edizioni       Una questione di fisica quantistica Come può accadere tutto questo? Si chiama fisica quantistica. La fisica quantistica è molto difficile da spiegare, ma consentitemi di citarvi alcuni esempi desunti da esperimenti svolti dal Dipartimento della Difesa statunitense. Nel 1998 hanno prelevato alcune cellule dal palato di un soggetto e le hanno poste all’interno di una provetta. Hanno collegato la provetta a una macchina della verità, o poligrafo. Poi hanno collegato il soggetto a un poligrafo, ma collocandolo in una zona totalmente diversa dell’edificio. Hanno fatto guardare al soggetto diversi tipi di programmi televisivi. Alcuni presentavano immagini di pace e tranquillità, mentre altri erano violenti ed emozionanti. Hanno scoperto che le cellule del soggetto registravano la medesima attività esattamente nello stesso momento in cui la rilevava il soggetto stesso. Quando il soggetto guardava i programmi calmi e rilassanti, la risposta fisiologica sia dell’individuo che delle cellule si calmava. Quando si passava ai materiali stimolanti, sia il soggetto che le sue cellule mostravano segni di eccitazione. Gli sperimentatori poi allontanarono sempre di più il soggetto dalle sue cellule, fino a mettere fra loro una distanza di circa ottanta chilometri. Erano trascorsi cinque giorni da quando le cellule erano state prelevate dal palato del soggetto, e stavano ancora registrando esattamente la medesima attività, proprio all’unisono col soggetto. Un altro esperimento dagli effetti molto simili, ma da un soggetto all’altro anziché fra un soggetto e le sue cellule, prese il nome di esperimento Einstein-Podolsky-Rosen. In questo studio fondamentale, gli sperimentatori hanno preso due soggetti che non si conoscevano, hanno concesso loro alcuni minuti per sviluppare una conoscenza superficiale e poi li hanno separati di circa quindici metri, mettendoli ciascuno all’interno di una “gabbia di Faraday” (una gabbia elettromagnetica). La “gabbia di Faraday” è progettata per impedire l’ingresso o l’uscita di frequenze radio e altri segnali. Per esempio, potreste disporre un’antenna di trasmissione FM in una gabbia di Faraday e da una distanza di quindici metri non riuscireste a sintonizzare la vostra radio su tali frequenze né a riceverle, perché la gabbia è molto efficace nel bloccare le frequenze. In breve, la “gabbia di Faraday” blocca l’energia normale, ma consente il flusso di energia quantistica. Una volta messi i due soggetti all’interno della gabbia, li hanno collegati a un elettroencefalografo (EEG), una macchina che controlla l’attività neurologica. Hanno poi proiettato un fascio di luce proveniente da una penna luminosa negli occhi del primo soggetto, ma non in quelli del secondo. Puntare un fascio di luce negli occhi di qualcuno in questo modo causa un’attività neurologica misurabile e un restringimento visibile della pupilla. Nell’attimo in cui l’hanno fatto, l’attività neurologica di entrambi i soggetti ha riflesso la stessa attività elettroencefalografica e lo stesso restringimento della pupilla. Hanno cambiato i soggetti e li hanno posti a distanze sempre maggiori fra loro, ottenendo ogni volta il medesimo risultato.   Fenomeni paranormali o fisica quantistica? Le conclusioni a cui è pervenuto il suddetto studio stabiliscono che a livello inconscio si verifica un costante trasferimento di informazioni da persona a persona, fra individui con cui abbiamo anche solo un collegamento superficiale. Per la prima volta questo spiega centinaia di esempi riconosciuti di quella che per decenni era sembrata un’attività paranormale. Un esempio: una madre sta pranzando con un amico a New York City e alle 12.15 alza lo sguardo dal suo piatto di insalata con una espressione terrorizzata e dice all’amico: «È successo qualcosa a Jane… Devo telefonare a Jane». La donna si alza immediatamente e chiama la California, nel tentativo di reperire sua figlia Jane. Scopre che alle 12.15 esatte Jane è rimasta coinvolta in un incidente d’auto e che è scossa, ma sta bene. Da ragazzo ebbi modo di conoscere direttamente uno di questi eventi. Il nome del mio migliore amico era John. I suoi genitori, Marina e George, si erano assentati brevemente per recarsi a Fairfield Glade, a circa un’ora e mezza di viaggio, per prendersi una breve pausa, e avevano lasciato John sotto la custodia di Tina, la sorella maggiore. Giunti circa a metà strada, la madre di John aveva detto al marito: «Dobbiamo tornare subito a casa. Johnny è nei guai». Arrivati a casa poco dopo, trovarono John con la testa incastrata fra le sbarre della ringhiera, mentre sua sorella stava ascoltando musica con gli auricolari, incapace di udire le urla di John. Il bambino stava bene, ma era impaurito. Allora, come aveva fatto Marina a sapere che John stava male e che era in pericolo? Per molti decenni l’abbiamo attribuito all’ESP o a vari altri fenomeni di tipo paranormale. Oggi, però, sappiamo, grazie all’esperimento Einstein-Podolsky-Rosen, che si trattava semplicemente di un solido insieme di leggi naturali, conosciute sotto il nome di fisica quantistica. Nel caso di Jane e di sua madre e in quello del mio migliore amico John, il trasferimento inconscio di informazioni era semplicemente affiorato al pensiero conscio delle persone coinvolte. Sebbene raro, questo fenomeno è ben lontano dall’essere sconosciuto. Infatti, un numero crescente di persone sta scoprendo modalità di accesso a queste informazioni inconsce attraverso l’utilizzo a fini di guarigione della fisica quantistica. Questo solleva il tema del misticismo, perché presi al di fuori della spiegazione che ne dà la fisica quantistica, questi esperimenti scientifici potrebbero presentare una parvenza mistica. Il più delle volte ciò che in passato si definiva “mistico” rappresenta semplicemente un indice che qualcuno ha imparato a usare le funzioni naturali della fisica quantistica ai fini di una particolare applicazione. Oppure, come nel caso che precede, si tratta di qualcosa che succede per caso. Esistono persone capaci di piegare gli oggetti di metallo o di spostare oggetti con la mente; o che sembrano essere al corrente di cose che non potrebbero in alcun modo conoscere. Diciamo pure che di sicuro là fuori esistono dei maghi, ma non fanno ricorso alla fisica quantistica, usano piuttosto l’inganno o l’illusione. Non è di questo che stiamo parlando. La verità è semplicemente che prima di oggi non si era compreso come il fenomeno potesse accadere. Ma cominciando a comprendere la fisica quantistica, si acquisisce una visione della reale dinamica di accadimento di questi fenomeni. Infatti, una delle teorie di riferimento della fisica quantistica recita che, data una sufficiente opportunità, virtualmente nulla è impossibile. Quindi, ciò che era stato considerato mistico non lo è affatto, bensì è semplicemente fisica quantistica che non avevamo compreso perché avevamo seguito le teorie di Newton.   Un mutamento di paradigma molto atteso Dobbiamo temere la fisica quantistica? Niente affatto. Si riferisce al modo in cui l’universo funziona e ha sempre funzionato. Semplicemente, noi prima non l’avevamo capito. Come leggerete nelle pagine di questo libro, la comprensione della fisica quantistica sta aprendo le porte alle maggiori scoperte mai viste prima nel campo della guarigione e della salute. È una nuova comprensione, un nuovo mutamento di paradigma del pensiero, ma per noi è irrinunciabile. Riflettete solo su questo: se foste stati trasportati a Salem, nel Massachusetts, nell’anno 1692, e se aveste tirato fuori il cellulare per chiamare un amico, cosa pensate che vi sarebbe successo? Non si capiva la fisica del microfono, delle pile, dei microchip, dei display LED, né le frequenze radio che viaggiano nell’aria. Sareste stati perseguiti come maghi e streghe perché la fisica non era compresa. C’è forse qualcosa di malefico nei cellulari? (Mia moglie risponderebbe di sì!). Questo significa forse che la fisica non esisteva? Se aveste avuto due radio a quei tempi e le aveste utilizzate, avreste potuto parlarvi l’un l’altro? Ovviamente sì! La fisica non è mutata, sono cambiate solo le nostre conoscenze, la nostra comprensione e le applicazioni che ne abbiamo tratte. Le persone che per prime hanno scoperto determinati aspetti della fisica e il modo in cui è stato creato l’universo hanno sempre incontrato l’incomprensione e talvolta la condanna o il martirio. L’elenco è lungo e pieno di nomi famosi. Copernico (che scoprì che la Terra e gli altri pianeti ruotano intorno al Sole), Galileo (che provò matematicamente la teoria copernicana), Colombo (che provò che il mondo era rotondo) e molti altri furono condannati per aver scoperto delle verità scientifiche. I marinai della Niña, della Pinta e della Santa Maria erano assolutamente convinti che sarebbero precipitati oltre il bordo estremo della Terra, perché credevano che fosse piatta. Credevano cioè in una vecchia teoria che non solo non era vera a quel tempo, ma non lo era mai stata prima. Tuttavia, non aspettatevi di trovare una grande comprensione della fisica quantistica fra il pubblico o perfino fra gli educatori. Io (Ben) recentemente ho dato uno sguardo al libro di scienze di seconda elementare di mia figlia e le stanno insegnando la stessa fisica newtoniana che insegnavano a me quando frequentavo la seconda, quarantacinque anni fa. Il dramma è che perfino allora si sapeva già che quella teoria era superata. Ci vogliono anni, o perfino decenni, affinché una teoria obsoleta esca dal quadro di pensiero generale, anche se non è più valida. Fortunatamente, oggi un numero sempre crescente di persone comincia a comprendere il significato dell’energia nei termini in cui lo descrive la fisica quantistica, nonostante venga ignorato dall’istruzione di massa. È essenziale che facciate una revisione dei principi per comprendere il potere rivoluzionario del Codice di Guarigione.   I molti volti dell’energia L’energia può assumere molte forme. Per esempio, esiste un’energia che denominiamo “luce”. Essa comprende un determinato spettro di frequenze energetiche, compreso fra 4,3 x 1014 e 7,5 x 1014. Noi rileviamo tali frequenze per mezzo della vista. Esistono frequenze sonore che rileviamo mediante l’udito e i recettori posti nei nostri piedi e tessuti corporei. Esiste la banda a raggi infrarossi che percepiamo sotto forma di calore. C’è poi la banda ultravioletta, situata subito al di là di ciò che riusciamo a vedere da quel lato dello spettro luminoso. Esistono molte altre frequenze energetiche per le quali non disponiamo di recettori corporei. Quelle, naturalmente, un tempo erano ritenute mistiche, ma oggi possediamo strumenti in grado di rilevarle. Le chiamiamo raggi x, ultrasuoni, radar, UHF, VHF, eccetera. L’elenco è infinito. Le frequenze sono costituite da tre elementi principali. Uno riguarda il numero di volte in cui la frequenza passa da positiva a negativa in un determinato periodo di tempo. Di solito questo dato va sotto il nome di cicli al secondo. Per esempio, l’elettricità ha 120 cicli al secondo in Europa e 60 cicli al secondo negli Stati Uniti d’America. C’è poi l’ampiezza, cioè la magnitudo dell’onda al di sopra e al di sotto della linea di base, o punto zero. Infine, c’è la forma d’onda. Proprio così, le onde hanno una forma. Si può avere un’onda sinusoidale, costituita da un’onda bella, liscia, curva e simmetrica, che ricorda il movimento ondoso del mare. Ci sono onde frastagliate o punte-onda, che salgono e scendono come aghi. Esistono anche onde quadrate e molte altre forme d’onda. Ci sono poi delle frequenze che utilizziamo per trasmettere altre frequenze. Oggi abbiamo compreso come fare per inviare centinaia di migliaia di messaggi al secondo mediante una minuscola fibra, servendoci della frequenza della luce. Le chiamiamo fibre ottiche, e le usiamo ogni giorno quando parliamo al telefono. Tutto questo risulta ancora abbastanza mistico per me, perché non ne comprendo del tutto il funzionamento, ma… me ne servo? Ci potete scommettere!   L'articolo è un abstract del libro:  The Healing Code, Il codice della Guarigione - Macro Edizioni 2012          Alexander Loyd, Ben Johnson Il Codice della Guarigione - The Healing Code - Libro Macro Edizioni      ]]></description>
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      <title><![CDATA[Nikola Tesla, lo scienziato che parlava con i fulmini]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/nikola-tesla-lo-scienziato-che-parlava-con-i-fulmini.php</link>
      <pubDate>Tue, 08 May 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[Siamo lieti di condividere con voi questo audio dell'intervista a Massimo Teodorani fatta dalla RSI (radio televisione svizzera) nel maggio 2012. Un'intervista inedita che offre spiegazioni tecnico scientifiche sulla controversa figura di Nikola Tesla grazie alle opinioni di tre interlocutori d'eccezione, che approfondiscono la storia di Nikola Tesla e le sue scoperte scientifiche sotto vari punti di vista.
 
 
CLICCA SUL LINK PER ASCOLTARE L'INTERVISTA:
http://bit.ly/L00j5j]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Le scoperte scientifiche di Gregg Braden e le verità nascoste della storia]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/scoperte-scientifiche-gregg-braden-verita-nascoste.php</link>
      <pubDate>Thu, 03 May 2012 00:00:00</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">novita_23851</guid>
      <description><![CDATA[ 
Gregg Braden è certamente una delle voci più autorevoli del nostro tempo. I suoi libri sono i più letti dalle persone che desiderano scoprire la verità sul nostro futuro, e i suoi seminari hanno sempre una grande partecipazione di pubblico.
Ora ci stupisce ancora con una e straordinaria opera per raccontarci il nostro passato e soprattutto il nostro futuro. Nel libro La Verità Nascosta ci offre l’opportunità di scoprire le prove inoppugnabili che stanno riscrivendo la storia delle nostre origini, della storia umana, del destino e del fato dell’umanità.
Un’opera meravigliosa così descritta da Braden:
“Le menti migliori del nostro tempo ci stanno dicendo che voi ed io stiamo vivendo in un’epoca diversa da qualunque altra nel corso della storia conosciuta, degli ultimi cinquemila anni di storia conosciuta dell’umanità. Stanno dicendo che mai prima d’ora così tante sfide si sono concentrate in una finestra temporale così ristretta. Crisi che dobbiamo risolvere entro i prossimi 5-8 anni, che hanno il potenziale di cambiare per sempre le nostre vite e il nostro mondo. La mia domanda è: come possiamo risolvere quelle crisi finché non rispondiamo alla domanda più importante di tutte, una domanda che risulta essere anche la più antica: Chi siamo? Nel mio nuovo libro, esploro quattro principi che ci aiutano a rispondere proprio a questa domanda. Da quanto tempo siamo in questo mondo? Siamo qui per uno scopo, o siamo un “incidente biologico”? La guerra rappresenta davvero la nostra natura più profonda? Queste sono il tipo di domande che, una volta compresa la vera natura delle loro risposte, ci aiutano a comprendere la vera natura di noi stessi.”
 





Gregg Braden
La Verità Nascosta - Deep Truth - Libro
Macro Edizioni






 
Tante scoperte non ancora… scoperte
Gregg Braden, in questo libro, si impegna a rivelare le più profonde verità della vita umana mediante la condivisione di scoperte scientifiche che devono ancora comparire sui nostri libri di scuola e nelle nostre aule scolastiche, e che tuttavia detengono la chiave della nostra concezione del mondo, del nostro prossimo e di noi stessi.
Nell’introduzione del libro Braden invita, infatti, a riflettere sulle nuove scoperte e ad esplorare il significato che esse rivestono. “Parlatene con le persone importanti della vostra vita, e scoprite se e come esse siano in grado di modificare la storia che si racconta nella vostra famiglia. La Verità Nascosta è stato scritto con un preciso scopo in mente: restituirci il potere (mentre siamo impegnati a risolvere le nostre crisi personali e mondiali) di comprendere il nostro rapporto con la storia. La chiave di riappropriazione di questo potere è semplice: più conosciamo noi stessi, più ovvie diventano le scelte che dobbiamo compiere nella vita. Nessuno sa per certo cosa ci riservi il futuro.
La conoscenza quantistica ci dice che siamo costantemente impegnati nella selezione del nostro futuro mediante le scelte che compiamo in ogni preciso momento, anche adesso. Ma a prescindere da quali siano le sfide che ci aspettano o le scelte che dovremo fare, una cosa è assolutamente certa: sapere chi siamo e capire il rapporto che ci lega gli uni agli altri, oltre che al mondo che sta al di là, ci conferisce un vantaggio evolutivo di cui forse i nostri antichi avi non hanno potuto usufruire  quando dovettero affrontare scelte simili alle nostre. Grazie a questo vantaggio, possiamo far pendere a nostro favore la bilancia della vita. E tutto ha inizio dalla nostra consapevolezza delle più profonde verità  della nostra esistenza, e da come ogni giorno ci affidiamo a quelle verità per compiere tutte le nostre scelte.”
Guarda un video di Gregg Braden su you tube: http://youtu.be/TYhZKeGZ5q8]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Yoga Kundalini: consapevolezza e guarigione]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/yoga-kundalini-consapevolezza-guarigione.php</link>
      <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:00:00</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">novita_23838</guid>
      <description><![CDATA[Corpo sottile, anima, livello frequenziale, campo unificato, consapevolezza, co-creazione: sono tante le parole pronunciate da Ram Rattan Singh in questa intervista sullo Yoga Kundalini che risuonano in noi – e probabilmente in tantissimi nostri lettori – con elettiva affinità. Perché la cosa davvero straordinaria che stiamo scoprendo con sempre maggiore stupore e incanto, e che ci fa davvero bene al cuore, è che ci sono diverse strade per arrivare alla pienezza del vivere; a quel tutto tondo che a volte riusciamo solo a scorgere dalla visione bidimensionale delle nostre vite; a quella ghianda, quella noce che è la nostra vera essenza e quella del mondo: e lo Yoga Kundalini è una di queste.Per anni hai lavorato come medico chirurgo, poi nel 1991 hai iniziato a praticare Yoga Kundalini e dal 1998 ti dedichi all’insegnamento di questa disciplina. Scrive lo psicologo analista recentemente scomparso James Hillman nel libro Il Codice dell’Anima: «Ci sono più cose nella vita di ogni uomo di quante ne ammettano le nostre teorie su di essa. Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. Alcuni di noi questo “qualcosa” lo ricordano come un momento preciso dell’infanzia, quando un bisogno pressante e improvviso, una fascinazione, un curioso insieme di circostanze, ci ha colpiti con la forza di un’annunciazione: ecco quello che devo fare, ecco quello che devo avere. Ecco chi sono».Come si è palesato per te quell’annuncio, quel destino, quel carattere, quel dàimon?È difficile riassumere questa domanda facendo riferimento ad un singolo evento, però me ne vengono in mente due significativi. Io amavo andare in montagna e sono stato invitato da un amico ad un’impresa piuttosto impegnativa: la scalata del Monte Bianco. Ho accettato con coraggio e fiducia, capendo solo dopo che questo mio amico non ne sapeva poi molto di scalate di questo tipo! Siamo partiti intorno a mezzanotte e alle due ci siamo trovati soli, senza altre cordate vicino a noi, al buio, in mezzo al ghiacciaio e senza punti di riferimento. Io ricordavo la geografia della Valle Blanche che separa l’Italia dalla Francia e sapevo quale fosse il punto più sicuro vicino a noi, ma da esso ci separavano il buio, il freddo e tanti crepacci, i più profondi d’Europa probabilmente. Non so cosa ci ha aiutato, forse l’amore per la natura insieme alla conoscenza della zona che avevo già fatto con gli sci, insomma inaspettatamente sono diventato il capo cordata e siamo andati avanti, fino alla salvezza. Questo evento mi ha fatto capire che non c’era certezza di vedere il domani e ha fatto risvegliare la mia coscienza: improvvisamente oggetti inanimati come il ghiaccio, la neve, le stelle hanno iniziato a palpitare, a diventare vita intorno a me. Quando la mattina dopo siamo arrivati sani e salvi al rifugio, qualcosa era cambiato per sempre dentro di me. Poi ho capito che uno dei modi per tenere viva questa importante esperienza sarebbe stato lo yoga.Riguardo invece alla decisione di diventare insegnante è stato fondamentale l’incontro con il maestro Yogi Bhajan, un’esperienza folgorante. Dopo il primo incontro il maestro mi scrisse una lettera in cui mi diceva che avrei dovuto insegnare il Kundalini Yoga, diffondere il Dharma e cambiare il volto delle persone. Da quel momento ho deciso di servire al meglio queste parole.Se vuoi leggere la versione integrale dell'articolo acquistalo ora!]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Earthing, connettersi alla terra per guarire]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/earthing-connettersi-alla-terra-per-guarire.php</link>
      <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:00:00</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">novita_23840</guid>
      <description><![CDATA[Questa sequenza di immagini a infrarossi mostra l’infiammazione ai tendi­ni degli avambracci di un igienista dentale che soffriva di sindrome da tunnel carpale bilaterale. Si stava sottoponendo a tre trattamenti fisioterapici e tre trattamenti chi­ropratici a settimana. I sintomi comprendevano dolore alle dita, mani fredde e rigidi­tà oltre a dolore al polso. L’infiammazione degli avambracci aveva ridotto la circola­zione nelle dita. L’immagine 1 mostra la termografia prima del trattamento con dita e polsi freddi a causa della cattiva circolazione. Si notano molto bene le infiammazioni nella parte alta degli avambracci. Un elettrodo per l’Earthing gli è stato messo nel palmo della mano sinistra. L’immagine 2 mostra la circolazione e la distribuzione del sangue nelle dita della mano destra dopo sei minuti di Earthing. Le dita cominciano a diventare più calde. L’immagine 3, dopo undici minuti, mostra continui migliora­menti della circolazione nelle dita e nel polso della mano destra e un inizio di miglio­ramento nelle dita della mano sinistra. L’immagine 4 mostra un miglioramento evi­dentissimo su entrambi i lati dopo sedici minuti. Si nota anche la diminuzione della temperatura (cioè dell’infiammazione) nella parte superiore degli avambracci.Tratto da “Earthing. A piedi nudi”.      Clinton Ober, Stephen T. Sinatra, Martin Zucker Earthing - A Piedi Nudi - Libro Macro Edizioni      In tempi di connessione globale, di reti di collegamento, social network, collegamenti satellitari ecc. non poteva ritardare ancora la riscoperta di una connessione di base per l'essere umano che invece negli ultimi decenni è andata sempre più scomparendo: la connessione con la Terra, il nostro pianeta azzurro. Quando si dice connessione con la Terra si intende oggi proprio una sorta di collegamento elettrico che permette lo scambio di elettroni tra l'essere umano e i campi terrestri, collegamento che si mette in atto semplicemente ponendosi a contatto diretto con il suoloPer milioni di anni questa interdipendenza è stata la condizione usuale degli uomini che camminavano, sedevano e dormivano direttamente a contatto con la terra, l'erba, la sabbia, la ghiaia ecc.Come invece sappiamo, da secoli si è verificato un allontanamento in questo senso e addirittura negli ultimi decenni la situazione si è proprio ribaltata. Le nostre suole sintetiche non permettono più lo scambio elettronico con il suolo, i pavimenti, l'asfalto, le case sopraelevate, i marciapiedi e tutto quanto si frappone al nostro contatto diretto con il “corpo” del pianeta ci impediscono un corretto scarico e carico a livello elettrico.Quella carenza di elettroniRecenti ricerche scientifiche vanno anzi sostenendo la tesi per cui noi siamo sempre più malati, stanchi, doloranti e soggetti a infiammazioni croniche proprio a causa di una carenza di elettroni che provengono dalla nostra connessione con la Terra.Per rimediare a tale situazione basterebbe anche il solo rimettere i piedi nudi per terra il più possibile. Alcuni studi dimostrano che si vedono risultati notevoli di miglioramento anche solo con mezzora o quaranta minuti 2/3 volte al giorno di messa a terra del proprio corpo.Il nostro pianeta è infatti un organismo vivente che ci ricarica di energia naturalmente quando ci mettiamo in contatto fisicamente con esso. Gli studiosi sostengono che si tratta di un vero e proprio campo energetico fisico alimentato continuamente dalle radiazioni solari. Questo campo energetico, come una batteria d'auto, alimenta la vita di ogni essere vivente sulla terra. Abbiamo quindi perduto (o forse mai avuto) la consapevolezza delle nostre radici “elettroniche” (nel senso relativo agli elettroni di energia).Sulle nostre suole isolanti interrompiamo il circuito elettrico che ci ricarica costantemente. In pratica ci disconnettiamo. Dormendo direttamente sul suolo (o su cuscini o letti conduttivi) o camminandoci sopra senza barriere permettiamo agli elettroni liberi presenti sulla superficie della Terra di pervadere beneficamente il nostro corpo che si equilibra energeticamente sintonizzandosi sugli stessi livelli di potenziale e carica energetica. Questo riequilibrio che provoca talvolta una leggera sensazione di calore induce dei benefici effetti sulla nostra salute: riduce le infiammazioni e i dolori cronici, favorisce il sonno, aumenta l'energia, diminuisce lo stress, normalizza i ritmi biologici e la pressione sanguigna fluidificando il sangue, allevia tensioni muscolari e mal di testa, lenisce disturbi ormonali e sindrome premestruale, protegge l'organismo dai campi elettromagnetici negativi, guarisce psoriasi e neuropatie diabetiche, cura fibromialgia, autismo, vene varicose, malattie cardiocircolatorie, mal di schiena, artrite ecc.Insomma, come ha detto qualcuno, le scarpe sono la “più pericolosa invenzione del mondo”! Connettiamoci!Vuoi connetterti alla terra?Con i prodotti Bhur puoi riconnetterti alla terra anche stando in ufficio, o mentre dormi: http://www.bhur.eu/homepage-static/]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Cancro e Acidità: combattere l'acidità per vincere il tumore]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/cancro-acidita-vincere-tumore.php</link>
      <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:00:00</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">novita_23839</guid>
      <description><![CDATA[Da vari anni la vicenda del dottor Tullio Simoncini è balzata agli onori della gloria mediatica e molte persone la ricorderanno senz’altro. Simoncini è il medico di Roma radiato dall’Ordine parecchio tempo fa con varie accuse di malasanità conseguenti il suo uso terapeutico del bicarbonato di sodio per curare alcune forme di tumore.Secondo gli studi e la lunga pratica clinica del dottor Simoncini, infatti, ci sarebbe una correlazione tra il terreno acido dell’organismo e l’instaurazione di colonie di funghi che porterebbe poi allo sviluppo del cancro, cancro che non è altro quindi che un’infezione fungina degenerata e inarrestabile. Ripristinando il corretto equilibrio basico e intervenendo con l’apporto di sostanze antiacide, quali appunto il bicarbonato, si ottiene un rallentamento del progredire canceroso e, se preso in tempo, anche la guarigione. Su questa dinamica terapeutica alcuni mass media abituati a ridicolizzare i processi troppo semplici che non possono essere ricondotti all’alveo della pura scienza ipertecnologica si sono scatenati schernendo l’idea stessa di partenza e coloro che se ne sono fatti portavoce, senza nemmeno fare concessioni, come invece ha auspicato notoriamente A. Einstein, all’importanza nella scienza di saper sempre mettere in discussione ogni parvente verità scientifica.Terapia antiacida in funzione antitumorale: le recenti ricerche “ufficiali”Qualche anno dopo la drammatica uscita dalla scena del dottor Simoncini ecco che apprendiamo da fonti autorevoli ed esenti da ogni “sospetto” che la terapia antiacida in funzione antitumorale è allo studio in vari centri di ricerca nel mondo e che Cancer Research e altre riviste scientifiche internazionali iniziano a parlarne e a considerare i possibili sviluppi di farmaci a base di molecole che ripristinano il corretto equilibrio acido-basico dell’organismo, e in particolare della zona colpita dal tumore, inibendo la sua crescita e arrestandola.Il fiore della nuova terapia è sbocciato alla consapevolezza generale in occasione del primo simposio dell’International society for proton dynamics in cancer (Ispdc), tenutosi a Roma il 27 settembre 2010.Gli illustratori di questa “scoperta” sono stati gli scienziati dell’Istituto superiore di sanità che stanno lavorando all’ipotesi di utilizzare gli antiacidi (bicarbonato compreso), e in particolare gli inibitori della pompa protonica solitamente adoperati per le ulcere gastriche, in funzione antitumorale al posto dei chemioterapici.In una intervista rilasciata da Stefano Fais a Repubblica, il presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco dell’Iss, afferma che «l’acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi da tutto il resto, farmaci compresi. Ma le cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+. Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all’acidità, e finisce per morire autodigerendosi». Ossia la “nuova” idea base di partenza è che i tumori sono acidi e che da lì occorre iniziare.Se vuoi leggere la versione integrale dell'articolo acquistalo ora!]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Le intolleranze alimentari]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/intolleranze-alimentari.php</link>
      <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:00:00</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">novita_23849</guid>
      <description><![CDATA[Non è semplice affrontare il discorso delle intolleranze alimentari, in quanto il cibo è un bisogno primario, con il quale ogni uomo si deve confrontare ogni giorno. Alla televisione si moltiplicano corsi di cucina, così come le riviste sull’argomento in edicola. Non c’è dubbio, per la gran parte della umanità mangiare bene è un piacere, naturalmente riferendosi alle usanze culinarie di ogni popolo. Tuttavia, l’alimento può essere fonte di patologia, per cui possono comparire sintomi che, alla sospensione dietetica di ciò che disturba, migliorano o addirittura scompaiono. Le intolleranze sono definibili come situazioni patologiche di risposta difensiva abnorme contro alimenti o parte di essi, che si manifestano soprattutto, e in prima battuta, a livello della parete intestinale, e che coinvolgono il sistema mucosale (MALT), in special modo i Linfociti TIEL, con catene γ/δ e le IgA di parete. Questa risposta difensiva avviene, normalmente, in un ambiente in cui, per svariati motivi, si è creato uno stato di disbiosi intestinale (alterazione dell’ecosistema formato dai batteri “buoni” che ci aiutano nei processi digestivi e di produzione di vitamine), con sovvertimento del naturale equilibrio ecologico delle popolazioni di microrganismi che vivono sulla parete intestinale.
Le allergie sono dovute a una attivazione più profonda, rapida e completa del sistema immunitario, con un procedimento che coinvolga i Linfociti T più interni, con catene α/β, le cellule di presentazione ecc. Esaminando il vasto mondo patologico chiamato “intolleranza alimentare”, avremo di fronte alterazioni molto varie, a volte semplici, a volte molto complesse, coinvolgenti i meccanismi biochimici, immunitari, endocrini e nervosi presenti e operanti nella digestione dei cibi:1) Coinvolgimento metabolico di strutture che lavorano per produrre il processo digestivo: stomaco, intestino tenue e crasso, fegato, pancreas, vie biliari, tutte le strutture valvolari che regolano il flusso del cibo: nello stomaco, cardias e piloro; nel tenue, papilla duodenale e sfintere di Oddi, valvola ileo-cecale; alla fine dell’intestino crasso lo sfintere anale.2) Corrette modifiche del pH intestinale in funzione del tratto in cui viene metabolizzato il bolo alimentare (esempio: acidità nello stomaco, basicità nel tenue) controllato dai sistemi tampone (il più importante è il sodio bicarbonato).3) Controllo efficace del sistema nervoso autonomo, detto anche sistema nervoso vegetativo.4) Corretta produzione di sostanze neuro-endocrine e ormonali.Regolazione della flora intestinale eubionte (ovvero normale) per ridurre gli effetti “immuno-stimolante” e “biochimico”, apportatori di informazioni nuove e in grado a volte di provocare disturbi.Se vuoi leggere la versione integrale dell'articolo acquistalo ora!]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Inquinamento da veleni e metalli pesanti]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/inquinamento-veleni-metalli-pesanti.php</link>
      <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:00:00</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">novita_23845</guid>
      <description><![CDATA[La terapia chelante ha lo scopo di eliminare dal nostro organismo, con effetti favorevoli su molte malattie, i metalli tossici e gli altri veleni presenti nel nostro ambiente in quantità mai viste nella storia umana, veleni che assimiliamo quotidianamente e che si accumulano nel nostro corpo nel corso degli anni, potenzialmente scatenando, o comunque aggravando, numerose malattie, e accelerando il normale processo di invecchiamento.Siamo ormai in sette miliardi a vivere su questo splendido pianeta, ma lo abbiamo ormai talmente riempito di veleni che ognuno di noi, oltre a fare la propria parte per non aumentare l’inquinamento esterno, dovrebbe pensare a diminuire l’inquinamento interno del proprio corpo, conseguenza in parte inevitabile dell’inquinamento del pianeta. E contro il proprio inquinamento interno per fortuna ognuno può fare molto di più di quanto non possa fare per salvare la terra. Viviamo in un mondo tossico, ma non dobbiamo per forza vivere anche in un corpo tossico!Come medico, ritengo che uno dei miei compiti principali consista nel raccomandare ai miei pazienti le misure migliori per raggiungere questo scopo. E poiché la prevenzione viene prima della cura, la prima parte di questo articolo è dedicata soprattutto alle misure dirette a ridurre al massimo l’introduzione dei veleni nell’organismo.Tuttavia, pur adottando tutte le possibili cautele, è inevitabile, per il semplice fatto di dover mangiare, bere e respirare, avvelenarci un pochino ogni giorno, e quindi la seconda parte dell’articolo [che verrà pubblicata su Scienza e Conoscenza n. 41; N.d.R.] parlerà delle terapie dirette a liberare il nostro corpo almeno da una parte dei metalli tossici e degli altri veleni accumulati negli anni. Vi sono per fortuna delle terapie – di cui si dovrebbe parlare molto di più non solo nei consigli di medicina popolare o alternativa, ma anche negli ambienti medici ufficiali – che consentono di raggiungere questo scopo. Purtroppo questa tematica non è stata ancora inserita tra le materie del corso di laurea in medicina e quindi per studiarla, subito dopo la laurea mi sono recata in Germania – dove è stata scoperta, oltre 80 anni fa, la sostanza, l’EDTA, usata nella terapia chelante classica – presso l’Accademia tedesca di Terapia Chelante (Deutsche Akademie für Chelat-Therapie e.V.). La terapia chelante, fino a poco tempo fa quasi sconosciuta, si sta ora rapidamente diffondendo: prende il nome metaforicamente dalle chele (simili a tenaglie) del granchio, attraverso le quali i preparati “chelanti” afferrano e portano fuori dall’organismo i metalli pesanti.Se vuoi leggere la versione integrale dell'articolo acquistalo ora!]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Acqua Informata con il metodo WHITE]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/acqua-informata-metodo-white.php</link>
      <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[Roberto Germano incontra e si confronta con l’amico Alberto Tedeschi, ricercatore indipendente e inventore della piastra e delle luci WHITE: una tecnologia che permette di rendere l’acqua supercoerente, ovvero avente le stesse caratteristiche di coerenza dell’acqua presente nei sistemi viventi, un’acqua che ci consente un accesso costante alla nostra energia vitale. Le applicazioni dell’acqua WHITE supercoerente sono molteplici: dai rimedi omeopatici che risultano più coerenti ed efficienti, ai Fiori di Bach, a gel per la psoriasi studiati sul segnale specifico del pazienze, attualmente in fase di studio.Ciao Alberto, raccontaci un po’ della storia del WHITE e di un incontro fondamentale che ha segnato il suo sviluppo…Dobbiamo andare al lontano 1997 quando incontrai per la prima volta Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice, un incontro del tutto casuale in Città Studi a Milano. Eravamo seduti con i tavoli vicini in una trattoria. Io, che ero agli inizi del WHITE, stavo leggendo un testo di Biofisica e Medicina Quantistica ucraino, del Centro Viduk, mentre Giuliano stava animatamente discutendo con Emilio sulla coerenza. In un attimo i nostri sguardi si incrociarono e Giuliano mi invitò ad unirmi al loro tavolo. Tutto ebbe inizio così, in una trattoria di Città Studi, il giorno seguente ero già nello studio di Preparata e Del Giudice al Dipartimento di Fisica in via Celoria. Direi un incontro altamente entangled e sincronico; e poi?Per circa due anni, prima della scomparsa di Preparata, nell’aprile del 2000, si susseguono una serie di incontri in cui cerco di capire questo mondo accademico di ricerca di frontiera e soprattutto cerco di farmi capire, ovvero di presentare la mia scoperta, il metodo WHITE. Ai primi esperimenti di misure sull’acqua trattata, è stato proprio Preparata a dire: “ecco qui abbiamo la coerenza!”. Dal 2000 in poi, dopo la scomparsa di Preparata, nasce la stretta collaborazione, il lavoro e l’amicizia con Emilio Del Giudice, che ha portato sia a definire e raffinare il metodo WHITE, ma soprattutto ad approfondire le ricerche sulle caratteristiche fisiche dell’acqua presente nella materia vivente, un acqua altamente organizzata, supercoerente con delle straordinarie proprietà. Questa parte di ricerca pura, sul fenomeno dell’acqua coerente in biologia, ha portato alla pubblicazione di lavori scientifici e ad estendere lo studio anche a Giuseppe Vitiello (già attivo da anni con Del Giudice e Preparata), Vladimir Voeikov, Larissa Brizhik e infine recentemente anche al Premio Nobel Luc Montagnier per le sue scoperte sul DNA e la sua diffusione informativa nell’acqua (con Montagnier è in stampa il lavoro congiunto con Del Giudice, Vitiello e Tedeschi sul Journal of Physics). Si è creato un vero e proprio gruppo di lavoro internazionale sull’acqua coerente, in particolare l’asset fisico tutto italiano di tali studi è costituito da Emilio Del Giudice, con cui ricerco insieme, e Giuseppe Vitiello.Se vuoi leggere la versione integrale dell'articolo acquistalo ora!]]></description>
    </item>
        <item>
      <title><![CDATA[Hai l'asma? Ti curo il Rene]]></title>
      <link>http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/meridiano-rene-medicina-dell-informazione.php</link>
      <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 00:00:00</pubDate>
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      <description><![CDATA[Secondo la Medicina dell'Informazione e le Catene Causali di Schimmel la malattia che si manifesta in un organo ha origine in un'altro: il dottor Baldari ci illustra tutte le patologie collegate al Meridiano di Rene.Con questo articolo, con entusiasmo, inizio la collaborazione con questa bellissima rivista. Il titolo della rubrica è: “Informazione e Biologia”. Su questo debbo spendere due parole. Io studio il paziente partendo dal presupposto che un sistema biologico complesso, quale è al sommo grado il corpo umano, contenga una parte biologica e una parte informatica. Le due parti si integrano perfettamente tra di loro, e dalla loro perfetta operatività dipende il funzionamento del corpo umano. Grazie a questo sistema integrato, noi viviamo con 1.500 chilo-calorie giornaliere, ovvero un totale energetico introdotto con la dieta assolutamente ridicolo, a fronte all’enorme quantità di lavoro che svolgiamo. Il segreto è l'ottimizzazione del lavoro biochimico. Lo scopo finale di questo sistema complesso è di sopravvivere il più a lungo possibile, sapendo, però, che tutto, un giorno, finirà con la disgregazione della complessità, che noi chiamiamo, senza tanti giri di parole, morte. Mio intendimento è dividere questi articoli in due parti, almeno fino a che non avrò esaurito i concetti propri della prima parte: una più generale, centrata sul tentativo di spiegare con linguaggio comprensibile, ma scientifico il complesso dei rapporti biochimico-cibernetici che regola un sistema biologico complesso. L’altra, invece, approfondirà, seguendo soprattutto la Medicina Tradizionale Cinese e le catene causali di Schimmel, vari argomenti di patologia.Se vuoi leggere la versione integrale dell'articolo acquistalo ora!]]></description>
    </item>
      </channel>
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