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Un assaggio da Scienza e Conoscenza n. 31
Ecco alcuni degli argomenti presenti su Scienza e Conoscenza 31: un'intervista sul salto di coscienza al fisico e filosofo Peter Russell; una spiegazione di che cosa si intende in fisica per salto quantico a cura di Davide Fiscaletti; un'intervista al "Dottor Quantum" Fred Alan Wolf; un flash sui computer quantistici di Gianni Degli Antoni; un approfondimento sull'inversione del campo magnetico terrestre di Corrado Ruscica; un intervento di Howard Straus sulla terapia Gerson e tanto altro ancora...
Sincronicità e salti
di Elsa Nityama Masetti
La fisica c’insegna che un salto quantico - quantum leap - può essere visto solo a livello sub-atomico o quantistico. Un elettrone, infatti, per es., può andare agilmente da una posizione all’altra (da A… a B) senza passare attraverso i punti tra A e B. Accade, senza un motivo immadiatamente spiegabile. Proprio questo sembra caratterizzare un salto di tale genere, un passaggio diretto, spontaneo, immediato, senza porre tempo in mezzo, come ci spiega Massimo Corbucci nel suo articolo, all’interno di questo numero.
E quando si parla di salto quantistico non ci si riferisce scientificamente a un effetto eclatante, per es. a un grande salto, piuttosto a un cambio d’assetto che si manifesta a dispetto della linearità. Un minuscolo riassetto che varia improvvisamente la prospettiva, un mutamento istantaneo, a livello profondo. Vi è mai accaduto per es. di avere una visione un po’ annebbiata o sfocata di ciò che avete davanti e, poi, è accorso, improvviso, un minuscolo aggiustamento nella postura, spontaneo, impercettibile a rendere limpido lo sguardo e la visione? Come il repentino movimento di un tergicristallo invisibile che snebbia un qualche sub-atomico occhio interno. Ed ecco il mutamento! E quello che vediamo in modo diretto, senza interferenze, appare non tanto come il conosciuto piuttosto come ciò che è.
Dice Davide Fiscaletti nel suo articolo: “È qualcosa di piccolissimo che avviene in modo del tutto spontaneo e non può essere influenzato da alcunché”. Accade e basta, viene da aggiungere. La chimica ne sa qualcosa.
Così l’espressione salto quantico si è espansa a macchia d’olio nel collettivo. Se ne parla, la si usa, ne sono nati dei film. Singularity point? 2012? Computer quantistici che saltano da Bits a Qbits in un salto di quantità-qualità, come in modo “ineffabile” ammicca l’articolo di Giovanni degli Antoni?
Continua la lettura di questo pezzo su Scienza e Conoscenza 31!