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Malattie croniche: all'ospedale di Pitigliano si curano con la Medicina Integrata

Scritto da: Marianna GUALAZZI | Medicina Non Convenzionale

Malattie croniche: all'ospedale di Pitigliano si curano con la Medicina Integrata

Il Centro Ospedaliero di Medicina Integrata dell'ospedale di Pitigliano, in provincia di Grosseto, è l’unica realtà in Italia in cui le cure tradizionali vengono integrate ai percorsi della medicina complementare all’interno del servizio sanitario nazionale: con risultati ottimi soprattutto per quel che riguarda le malattie croniche che affliggono nel nostro paese oltre 17 milioni di cittadini.
Ma come è stato possibile dar vita a questo centro di eccellenza che fornisce 5000 prestazioni l’anno e i cui dati sperimentali promuovono a pieni voti l’efficacia della medicina integrata? E come mai il centro rimane un unicum nel nostro paese? Ne parliamo con la fondatrice e dirigente, la dottoressa Simonetta Bernardini.

Dottoressa Bernardini, lei dirige dal 2011 il centro ospedaliero di Medicina Integrata di Pitigliano in provincia di Grosseto: può spiegare ai nostri lettori che cos’è il centro e di cosa si occupa?

Il centro rappresenta la prima struttura ospedaliera a livello internazionale nella quale si sperimenta la Medicina Integrata. Questo vuol dire, in accordo con i criteri riportati nel Manifesto per la Medicina Integrata presentato in Palazzo Vecchio a Firenze nel 2011, che vi si sperimenta un setting clinico nel quale il paziente ricoverato non è diviso tra professionisti della sua salute ma piuttosto ( e finalmente) esso è condiviso in un percorso di cura nel quale i medici ortodossi e i medici esperti anche nelle medicine complementari lavorano insieme fianco a fianco e senza nessuna supremazia di un operatore sull'altro. Una situazione quasi idilliaca ma che dovrebbe essere normale in medicina, dove, purtroppo, oggi si tende sempre di più a non condividere i cittadini tra operatori, ma ad inviarli da uno specialista all’altro, senza quasi mai avviare un dialogo tra medici. Il Centro si occupa sia della cura delle malattie croniche che, abitualmente in situazioni di scompenso, portano i cittadini al ricovero ospedaliero, sia delle malattie croniche per le quali sono richieste visite ambulatoriali: malattie allergiche, gastroenterologiche, polmonari, metaboliche, oncologiche.

In una Paese, l’Italia, che rispetto a esperienze di altri stati vicini risulta ancor oggi molto scettico rispetto al mondo delle medicine non convenzionali, come è stato possibile aprire questo centro in convenzione con il SSN?

Il centro è stato reso possibile poiché in Toscana c'è stato un cambiamento di prospettiva proprio sulle medicine cosiddette "non convenzionali" che nella nostra regione sono diventate "complementari". Questo cambiamento di terminologia è stata la chiave di volta. Infatti, nella complementarietà tra sistemi di cura si costruisce l'alleanza e quindi l'integrazione delle cure. Bene, in Toscana sono molti anni ormai (fin dal 1999) che si lavora insieme per l'integrazione delle cure. Un atteggiamento della sanità toscana che è stato anche sancito da più piani sanitari regionali e da una legge di riconoscimento delle medicine complementari del 2007.L'apertura dell'ospedale è la logica conseguenza di tali atti istituzionali ufficiali che vanno comunque sempre premessi davanti a scelte di tale portata sanitaria. Va anche detto che la Legge toscana, la n° 9 del 2007, è stata sostenuta da tutte e tre le università toscane, dalla Federazione degli Ordini dei Medici, dalle categorie che rappresentano i medici e i pediatri di famiglia. Essa ha ricevuto il parere favorevole di tutti i protagonisti della sanità regionale, sottolineando un’armonia di intenti indispensabile in un terreno che altrimenti potrebbe essere molto conflittuale. Con questo desidero ribadire che l'armonia è stata raggiunta in primis modificando il termine "non convenzionale" con quello "complementare" e avviando la realizzazione della Medicina Integrata. Tra l'altro, nel dicembre 2011 a Firenze in Palazzo Vecchio si sono riunite intorno al Manifesto per la Medicina Integrata, per condividerlo, tutte le Società scientifiche e Associazioni dei medici ortodossi a cominciare dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri). 


In questo articolo troverai approfondimenti sull'efficacia dell'omeopatia e della Medicina tradizionale cinese per la cura delle malattie croniche e del cancro.
Continua la lettura su Scienza e Conoscenza 61

 


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Medicina complementare e Medicina Ortodossa.

postato da Sergio Stagnaro il 04/08/2017

Dal sito del NEJM: http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1614394?query=TOC, Sergio Stagnaro. August 2, 2017. Comment Title: A method is scientific if it allows to make accurate predictions. Se CVD/CAD, T2DM, Osteoporosi sono epidemie in continuo aumento. Chiaramente, un metodo da lungo tempo applicato nella ricerca si è rivelato fallimentare ed altri più efficaci devono essere ricercati. Una sicura esperienza clinica, lunga 61 anni, ha dimostrato che il metodo che permette accurate previsiniè scientificamente valido ed efficace. Per esempio, la predisposizione alle malattie cardiovascolari, incluso l'IMA, è trasmesso dalla madre attraverso una patologia mitocondriale funzionale, che ho definito Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica. Essa è eliminata facilmente con Terapia Mitocondriale Bibliografia. Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2013). The Inherited Real Risk of Coronary Artery Disease, Nature PG., EJCN, European Journal Clinical Nutrition, Nature PG., 67, 683 (June 2013) | doi:10.1038/ejcn.2013.37, http://www.nature.com/ejcn/journal/v67/n6/full/ejcn201337a.html. [MEDLINE]. Sergio Stagnaro and Simone Caramel. The Key Role of Vasa Vasorum Inherited Remodeling in QBS Microcirculatory Theory of Atherosclerosis. Frontiers in Epigenomics and Epigenetics. http://www.frontiersin.org/Epigenomics_and_Epigenetics/10.3389/fgene.2013.00055/full [MEDLINE] Medicina complementare e Medicina ortodossa devono fare ancora molto di più. Per esempio, prendere coscienza dell'esistenza dei Reali Rischi Congeniti, dipendenti dalle relative Costituzioni Semeiotico-Biofisico-Quantistiche, diagnosticati dalla nascita con un fonendoscopio ed eliminati con Terapia Quantistica Mitosondriale Ristrutturante. Un solo esempio del presente vuoto culturale e professionale nella gestione sanitaria: curare un paziente con cancro senza eliminargli il Terreno Oncologico ed altri eventuali RRC, obliando la prevenzione primaria nei suoi familiari della linea materna.


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