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Sincronicità e salti di Elsa Nityma Masetti
Salto quantico o quantum leap: chi è costui? E per quale motivo un termine strettamente legato alla fisica dei quanti si è espanso a macchia d'olio andando a contaminare tanti altri campi del sapere?
Elsa Nityama Masetti ci presenta a volo d'uccello i contenuti e le prospettive del numero 31 di Scienza e Conoscenza...
La fisica c’insegna che un salto quantico – quantum leap – può essere visto solo a livello sub-atomico o quantistico. Un elettrone, infatti, per es., può andare agilmente da una posizione all’altra (da A… a B) senza passare attraverso i punti tra A e B. Accade, senza un motivo realmente spiegabile. Proprio questo sembra caratterizzare un salto di tale genere, un passaggio diretto, spontaneo, immediato, senza porre tempo in mezzo, come ci spiega Massimo Corbucci nel suo articolo, all’interno di questo numero.
E quando si parla di salto quantistico non ci si riferisce scientificamente a un effetto eclatante, per es. a un grande salto, piuttosto a un cambio d’assetto che si manifesta a dispetto della linearità. Un minuscolo riassetto che varia improvvisamente la prospettiva, un mutamento istantaneo, a livello profondo. Vi è mai accaduto per es. di avere una visione un po’ annebbiata o sfocata di ciò che avete davanti e, poi, è accorso, improvviso, un minuscolo aggiustamento nella postura, spontaneo, impercettibile a rendere limpido lo sguardo e la visione? Come il repentino movimento di un tergicristallo invisibile che snebbia un qualche sub-atomico occhio interno. Ed ecco il mutamento! E quello che vediamo in modo diretto, senza interferenze, appare non tanto come il conosciuto piuttosto come ciò che è.
Dice Davide Fiscaletti nel suo articolo: “È qualcosa di piccolissimo che avviene in modo del tutto spontaneo e non può essere influenzato da alcunché”. Accade e basta, viene da aggiungere. La chimica ne sa qualcosa. Così l’espressione salto quantico si è espansa a macchia d’olio nel collettivo. Se ne parla, la si usa, ne sono nati dei film. Singularity point? 2012? Computer quantistici che saltano da Bits a Qbits in un salto di quantità-qualità, come in modo “ineffabile” ammicca l’articolo di Giovanni degli Antoni?
Ed è interessante come una terminologia che dice tutto o niente – che ha trovato espressione visibile nel regno delle particelle – possa così bene e usualmente descrivere un cambio di stato, improvviso. In questo numero ci siamo inoltrati nell’esplorazione del salto quantistico che dalla scienza ha “invaso” i vari campi della conoscenza, in modo più o meno diretto.
Continua la lettura di questo articolo su Scienza e Conoscenza numero 31!
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