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Dinamiche geologiche e terremoti in Italia

di Marisa Grande - 21/05/2012

Dinamiche geologiche e terremoti in Italia

I precari equilibri geologici dell'Italia dipendono dalle interazioni dinamiche tra la placca europea e la  placca africana, che continuano a collidere sin dalle ere geologiche remote, durante le quali hanno dato il via all'orogenesi delle catene montuose delle Alpi e degli Appennini.
Dal modello elaborato per studiare il comportamento cinematico delle due placche continentali risulta che la quella africana si muove in modo frontale, con un lieve orientamento in direzione nord-est, verso quella euroasiatica, che le oppone resistenza da nord-ovest.
Il fronte di separazione interessa longitudinalmente tutto il territorio italico, poiché la placca europea occupa il versante ovest dello stivale e la microzolla adriatica, già propaggine della placca africana, il versante est, la Pianura padana e le Prealpi.
La placca europea spinge verso est le zolle tettoniche minori che le appartengono, quali l'iberica e la tirrenica, a causa della spinta che riceve sul suo versante occidentale dall'espansione della dorsale atlantica, che nel suo moto estensivo comprime le placche oceaniche adiacenti, generando terremoti a catena nel mondo.

 

 

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La placca africana, interessata dalla spinta impressa dal tratto meridionale della stessa dorsale atlantica,  mette in moto anche la zolla ionico-adriatica, che corrisponde ad una sua remota propaggine staccatasi dalla placca-madre sette milioni di anni fa.
Nella sua estensione verso nord-ovest la zolla adriatica comprime la catena degli Appennini situata ad ovest, la catena delle Alpi Dinariche ad est sul versante orientale dell'Adriatico e, comprendendo tutta la Pianura padana, spinge verso nord l'arco della catena delle Alpi orientali e centrali.
Raggiunte la Alpi occidentali, con un movimento che si svolge intorno ad un polo situato nel bacino ligure occidentale, ripiega in direzione sud. Tale rotazione antioraria della zolla adriatica è attiva da due milioni di anni ed è dovuta alla resistenza opposta al suo moto dalla più stabile area continentale europea, che la spinge da nord-ovest. In tal modo l'adriatica finisce per esercitare anch'essa una spinta verso sud-est, agendo proprio nella direzione opposta a quella della placca africana, da cui prende comunque origine il suo moto e imprimendo anche all'Italia il suo moto di rotazione antiorario.
La zolla tirrenica, sottoposta alle sollecitazioni provenienti da tutte le direzioni, ammortizza le spinte maggiori attraverso il vulcanismo sottomarino e di superficie che interessa il Tirreno meridionale e che rappresenta  la valvola di sfogo dell'energia termica ed elettromagnetica concentrate su di essa.
I vulcani che si aprono in superficie sono collocati sul bordo del territorio italico meridionale, dislocati in un arco di terre emerse che comprende la Sicilia, la Calabria e la Campania. Insieme ai vulcani marini Ustica e Vavilov, quelli continentali formano un sistema ad anello di fuoco in espansione, il cui centro risiede nel vulcano sottomarino Marsili.
Il Marsili, con le sue dimensioni di chilometri 70 x 40, corrisponde ad una dorsale che fa assumere al Tirreno le caratteristiche di un oceano. Con il suo orientamento da sud-ovest verso nord-est, il lungo vulcano indica direzione ed entità di scorrimento del Tirreno meridionale, che si espande in misura maggiore rispetto al Tirreno settentrionale.
La Sicilia, la Calabria, la Campania, appartenenti alla placca europea e disposte ad arco intorno al bacino tirrenico, sono anche aree sismiche già colpite da terremoti di elevata magnitudo, come quelli di Nicastro nel 1636, di Messina nel 1908 e dell'Irpinia nel 1980.
L'Italia centrale rappresenta invece un fronte roccioso alquanto stabile, che oppone resistenza alle spinte e controspinte delle placche grandi e piccole, fino a quando, però, l'accumulo di energia sismica non è tale da provocare le aperture di nuove faglie o da prolungare quelle preesistenti, come la faglia di Paganica, responsabile del terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009.
Il confine tra le due zolle europea e adriatica passa a nord della Pianura Padana, area appartenente alla zolla adriatica e composta dai sedimenti del remoto fondale dell'Oceano Tetide e da quelli alluvionali del Po e dei suoi affluenti. Tale lineamento tettonico, detto Linea Periadriatica, si estende per 1000 chilometri e presenta un sistema di faglie che separano le Alpi centrali dalle Alpi Meridionali.
Le Prealpi e le Alpi, pertanto, sono caratterizzate da discontinuità tettonica, con bordi di sottoscorrimento e di estensione e sono incise da numerose faglie. Per questo ultimamente le aree di Parma e di Verona, collocate sul bordo settentrionale e occidentale della Pianura Padana, sono state interessate da una serie di movimenti sismici.
Per comprendere la dinamica che genera i terremoti al confine tra le paleocoste dell'Oceano Tetide e un di un lembo del suo antico bacino, oggi occupato dalla Pianura padana e appartenente alla placca adriatica in movimento, è pertanto necessario far ricorso al modello geodinamico delle placche tettoniche, ma per comprendere la sismogenetica è necessario invece far riferimento al modello modulare delle celle geomorfologiche circolari.
Basato sul modulo dell'anello di fuoco del Tirreno meridionale, tale modello si sviluppa in un sistema di tipo frattale, regolato da una geometria impressa naturalmente alla litosfera.
Il centro di ogni cella da cui s'irradia l'energia sismica è costituito da luoghi composti da minerali buoni conduttori e gli epicentri su cui si scarica quell'energia sono invece i punti periferici della cella, caratterizzati da minerali a limitata conduzione magnetica.
La variabilità di quei luoghi dipende dalla diversa configurazione litica del territorio, composta da sedimenti friabili oppure da materiali rocciosi compatti. Questi possono essere giustapposti in blocchi adiacenti  poco o molto resistenti alle spinte sismiche che tendono a frammentarli.
A generare l'energia sismica nel versante nord della Pianura padana che interessa il territorio veronese è  l'elettromagnetismo proveniente dal sottosuolo nell'area di Monte Baldo, la cui altura bilancia la depressione del bacino lacustre del Garda.
Nel versante sud-ovest è quello irradiato dal monte Alpe di Succiso, emerso dal fondo dell'Oceano Tetide, che scarica energia sismica nel territorio ligure e nel parmense, già solcato da numerose faglie.
Nel versante di sud-est della Pianura padana è invece il Monte Tezio, che scarica la sua energia sismica sull'area di Forlì, il centro che si affaccia sulla paleocosta sud-orientale dell'Oceano Tetide.
Il Monte Tezio è il luogo geo-mitologico che ricorda anche nel nome la sua connessione con l'antico oceano, che scomparve per la compressione dovuta a quel titanico scontro remoto della palcca europea con quella africana, che otto milioni di anni fa la sovrastò generando molte le catene montuose, come i  Pirenei, le Alpi italiane e le Alpi Dinariche.

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